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martedì 24 dicembre 2013

Svuotato il centro di prima accoglienza di Lampedusa

LAMPEDUSA - Il Centro di prima accoglienza di Lampedusa si svuota: i 169 profughi presenti nella struttura sono partiti questa mattinacon dei voli per Roma e Palermo per essere trasferiti in altri Centri, come aveva annunciato il vice ministro dell'Interno Filippo Bubbico: "Entro oggi svuoteremo il Centro". 
L'annuncio della partenza dei primi cento migranti è stato dato dal deputato del Pd Khalid Chaouki che il 22 dicembre si è barricato del Centro in contrada Imbriacola proprio per chiedere che tutti i migranti vengano trasferiti e la struttura chiusa in modo da ripristinare condizioni di vita umane. Nel Cpa - dove arriveranno altri 8 operatori della Croce Rossa per rafforzare la presenza umanitaria - restano però ancora 17 superstiti, 7 del naufragio del 3 ottobre scorso nel quale morirono 366 eritrei che erano stipati nel barcone affondato davanti all'isola dei Conigli, e dieci del naufragio dell'11 ottobre: la loro permanenza è dovuta al fatto che non sono stati ancora identificati con certezza e che sono in attesa di esser sentiti dalla magistratura agrigentina, ha spiegato Bubbico ribadendo comunque che il governo si e' impegnato per trovare una nuova sistemazione ai profughi. 

Il deputato Chaouki resterà con i profughi finché tutti non saranno andati via.

sabato 21 dicembre 2013

Roma, si cuciono la bocca per protesta 4 immigrati nel centro di identicazione

Il Cie di Ponte Galeria a Roma
ROMA - Protesta shock al Centro di accoglienza immigrati di Ponte Galeria a Roma. Quattro ospiti della struttura, originari del Maghreb, si sono cuciti la bocca per protestare contro il protrarsi della permanenza nel Centro di identificazione ed espulsione.

I quattro, subito soccorsi dagli agenti e assistiti da un medico, si erano cuciti la bocca in alcuni punti con ago e filo. Al momento non si sono registrate altre situazioni di tensione all'interno del centro.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il lager di Lampedusa, la Ue minaccia la sospensione degli aiuti

BRUXELLES - Immagini “spaventose e inaccettabili”. Il commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, parla in questo modo della situazione nel Cie di Lampedusa documentata da un filmato trasmesso dal Tg2 9 in cui si vedono immigrati nudi sottoposti a disinfestazione. L’Ue, dice, non esiterà “ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia” e potrebbe sospendere l’erogazione di aiuti. Intanto, mentre la Procura di Agrigento apre un’inchiesta sul trattamento riservato ai profughi, la cooperativa che gestisce il centro si difende: “Non è un lager. C'è stata una messinscena degli immigrati".

L’Unione Europea apre un’indagine
Il filmato, in cui si vedono alcuni profughi completamente denudati e sottoposti a un trattamento anti scabbia, ha destato impressione a Bruxelles. L’Unione Europea "ha già cominciato un’indagine" che riguarda "le spaventose condizioni in molti centri di detenzione italiani, Lampedusa compresa", dichiara la commissaria europea Cecilia Malmstrom annunciando che "non esiteremo ad aprire una procedura di infrazione per assicurarsi che gli standard europei siano rispettati". Malmstrom aggiunge che l'Ue contatterà "le autorità italiane per chiedere maggiori informazioni su questi eventi e chiederemo loro di fare piena luce su quanto accaduto". "La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori – continua il commissario europeo – può continuare solo se il paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e
rifugiati".

Inchiesta della Procura di Agrigento
Sui trattamenti disumani ai quali sarebbero stati sottoposti alcuni profughi ospiti del Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa indaga anche la Procura della Repubblica di Agrigento, che ha aperto un'inchiesta. I reati ipotizzati, a carico di ignoti, sono quelli di violenza privata e maltrattamenti nei confronti di persone sottoposte a cura e custodia.

"Messinscena degli immigrati"

Cono Galipò, amministratore delegato della cooperativa “Lampedusa accoglienza” che gestisce il centro, difende l’operato del personale della struttura. "Non esiste né un lager né un campo di concentramento", afferma. "Non potete metterci alla gogna per qualche sequenza che non dice nulla di ciò che facciamo. Il trattamento che noi stavamo facendo, previsto da un protocollo, stava durando da un'ora e mezza e a un certo punto alcuni immigrati si sono spazientiti, si sono spogliati e hanno chiaramente inscenato quanto si vede".  "Il tutto va contestualizzato - aggiunge il responsabile del centro -  Abbiamo avuto tre sbarchi in cui il sospetto di scabbia era molto alto e normalmente quando i casi sono pochi i trattamenti si fanno in infermeria, ma quando sono 104 ci vogliono dei locali disponibili". Il rammarico di Galipò è di "non aver bloccato l'iter e l'operazione quando i due immigrati si sono innervositi. Certo, non siamo d'accordo su quelle condizioni, ma ribadisco che tutto va rapportato al momento".