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domenica 26 gennaio 2014

Roma, Cie di Ponte Galera: 13 marocchini si cuciono la bocca


ROMA - Torna la cruenta protesta degli immigrati del Cie di Ponte Galeria, a Roma. In 13 sabato sera si sono cuciti la bocca: sono tutti marocchini, provenienti da Lampedusa. Sette sono gli stessi che si cucirono la bocca poco prima di Natale. A confermarlo è il direttore del Cie, Vincenzo Lutrelli. Gli immigrati hanno annunciato a medici e infermieri che faranno lo sciopero della fame. Le loro condizioni di salute, al momento, sarebbero buone. "I marocchini - aggiunge il direttore Lutrelli - protestano per il protrarsi della loro permanenza nel centro. Si lamentano del fatto che da Natale non è cambiato nulla e dicono di aver avuto notizie da altri loro connazionali che si trovano in altri centri di uscite, mentre loro sono ancora qui".
Il 21 dicembre una decina di immigrati si cucirono la bocca per una settimana circa sempre per protestare contro i tempi di permanenza troppo lunghi nel centro. Una quindicina di immigrati aveva messo in atto contemporaneamente una protesta nel cortile del Cie di Ponte Galeria con i materassi.
Gli immigrati avevano interrotto la protesta in cambio dell'impegno a un miglioramento delle loro condizioni. Al loro caso, che aveva avuto una forte eco e aveva coinvolto anche altri Cie, si erano interessati, tra gli altri, il senatore del Pd e presidente della Commissione diritti umani del Senato, Luigi Manconi, e il deputato del Pd, Khalid Chaouki.

domenica 22 dicembre 2013

Deputato pd “autorecluso” nel Cie di Lampedusa: ripristinare subito la legalità

Khalid Khaouki nel centro di identificazione di Lampedusa
LAMPEDUSA - 'Barricato' a oltranza nel Cie di Lampedusa finche' "non sarà ripristinata la legalità'". E' la protesta di Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico che da questa mattina alle 11 si trova nel centro dell'isola siciliana per chiedere al governo "di fare immediatamente qualcosa per questa situazione drammatica". Chaouki, sentito telefonicamente dall'Agi, ha raccontato che all'interno del Cie "ci sono 220 persone, sotto la pioggia e in condizioni disumane, che non dovrebbero essere qui, perché la legge prevede che non si possa restare all'interno del Cie per oltre 96 ore. Tra questi anche sette persone, sei uomini e una donna", scampati alla tragedia dell'ottobre scorso, quando a seguito del naufragio di una imbarcazione libica, morirono 366 persone a largo dell'isola.
  "Non e' tollerabile che perfino le persone che sono sopravvissute a quella tragedia si trovino ancora qui - aggiunge l'esponente Democratico - si tratta di una palese violazione della legge. Mi sembra il minimo chiedere che il governo intervenga immediatamente per ripristinare la legalità e resterò qui finché ciò non avviene" Chaouki è in contatto con il giovane siriano che qualche giorno fa ha girato il video choc sulle 'spruzzate anti scabbia' che "è da giorni in sciopero della fame e della sete”.
"Non è la prima volta che vengo in ispezione nel Centro di Lampedusa, sono tornato dopo le notizie allarmanti arrivate negli ultimi giorni, non immaginavo di trovare questa situazione. Lo dico per primo a chi non la pensa come me, a chi fa parte di altri schieramenti politici: venite a vedere cosa c'è qui oggi. Impossibile non avvertire l'esigenza di cambiare qualcosa. Poi parleremo del come..." 
Chaouki è stato intervistato da Tgcom:

In che condizioni si trovano le persone ospitate nel Centro? 
"Ho trovato condizioni igieniche allucinanti: non tutti i bagni sono funzionanti, ci sono infiltrazioni d'acqua, stanze, dove dormono gli ospiti del centro, completamente allagate, matarassi accatastati, sporcizia. Inoltre siamo in una situazione di illegalità: di fatto gli immigrati sono reclusi nella struttura. Le forze dell'ordine non permettono di uscire, mentre questo dovrebbe essere solo un centro di accoglienza non di reclusione. Condizioni igieniche e tempistiche non sono accettabili".

Quale tipo di "accoglienza" che il Centro dovrebbe offrire?
"Chi arriva al Centro di prima accoglienza di Lampedusa dovrebbe restare al massimo 96 ore, per avere supporto psicologico e sanitario e successivamente essere trasferito in un Cara, i centri per i richiedenti asilo. Ad oggi, 22 dicembre, a Lampedusa di trovano ancora 7 superstiti del naufragio del 3 ottobre, una tragedia per la quale si sono sprecate belle parole per poi dimenticarsene dopo due giorni". 

Non sempre gli italiani si sono mostrati particolarmente sensibili a questi temi...
"L'Italia è chiamata a rispettare il diritto internazionale e a recuperare l'orgoglio di una tradizione di accoglienza e umanità. Bisogna smettere di pensare che determinati interventi tolgano qualcosa agli italiani: questo tipo di politiche sono finanziate dalla Ue".

Quali sono le sensazioni che ha provato entrando nel Centro?

"Resta la sensazione di impotenza dello Stato e la sensazione che ormai ci sia l'abitudine al fatto che i diritti non vengano rispettati. Anche le associazioni che lavorano nel Centro di Lampedusa si sentono vittime di un sistema che non funziona più. Ormai ci sembra normale: mettiamo in secondo piano la dignità delle persone".

Roma, sono 10 gli immigrati che si sono cuciti la bocca


ROMA - Salgono a 10 gli immigrati protagonisti della protesta choc al Cie di Ponte Galeria, a Roma. Ai nove migranti che si sono cuciti la bocca, se ne è ora aggiunto un decimo. Da ieri alle 12 non ritirano i pasti.

sabato 21 dicembre 2013

Roma, si cuciono la bocca per protesta 4 immigrati nel centro di identicazione

Il Cie di Ponte Galeria a Roma
ROMA - Protesta shock al Centro di accoglienza immigrati di Ponte Galeria a Roma. Quattro ospiti della struttura, originari del Maghreb, si sono cuciti la bocca per protestare contro il protrarsi della permanenza nel Centro di identificazione ed espulsione.

I quattro, subito soccorsi dagli agenti e assistiti da un medico, si erano cuciti la bocca in alcuni punti con ago e filo. Al momento non si sono registrate altre situazioni di tensione all'interno del centro.