TEL AVIV, 28 gennaio - E' di 2 morti e 7 feriti il bilancio dell'attacco con razzi anti-carro a un veicolo militare israeliano a Rajar, nel nord di Israele al confine con il Libano. L'attentato è stato rivendicato da Hezbollah. Immediata la reazione di Tel Aviv che ha bombardato obiettivi del movimento sciita a ridosso della frontiera. Negli scontri seguiti all'attacco è rimasto ucciso anche un casco blu dell'Onu di nazionalità spagnola
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mercoledì 28 gennaio 2015
ISRAELE, attacco degli hezbollah, morti due soldati e un casco blu Onu
TEL AVIV, 28 gennaio - E' di 2 morti e 7 feriti il bilancio dell'attacco con razzi anti-carro a un veicolo militare israeliano a Rajar, nel nord di Israele al confine con il Libano. L'attentato è stato rivendicato da Hezbollah. Immediata la reazione di Tel Aviv che ha bombardato obiettivi del movimento sciita a ridosso della frontiera. Negli scontri seguiti all'attacco è rimasto ucciso anche un casco blu dell'Onu di nazionalità spagnola
giovedì 2 gennaio 2014
Beirut, autobomba esplode vicino alla roccaforte degli Hezbollah, vittime
BEIRUT - Un'esplosione di un’autobomba ha scosso la periferia sud di Beirut, roccaforte degli Hezbollah al centro del cosiddetto "quadrato di sicurezza" di Hezbollah, vicino alla vecchia sede della tv al Manar del movimento sciita libanese. I testimoni affermano che la strada era affollata di gente. L'esplosione è avvenuta nel quartiere di Bir al Abed, nella trafficata via Arif, a poche centinaia di metri da un palazzo dove è ospitato il politburo del Partito di Dio.
Le prime immagini video del luogo dell'attentato sono state trasmesse dalla tv al Manar dello stesso movimento sciita, e mostrano carcasse di auto carbonizzate e le facciate di alcuni edifici sventrate. Le fonti di stampa libanesi affermano che si tratta di un attacco compiuto con almeno un'autobomba. Il veicolo che è esploso era un fuoristrada, che, secondo i testimoni, era parcheggiato in Al-Areed Street. Sono state finora recuperate 4 salme, ma si tratta di bilanci provvisori e al momento non verificabili. Sono oltre 60 i feriti
giovedì 15 agosto 2013
Autobomba a Beirut, 10 morti e 30 feriti in una enclave di Hezbollah
BEIRUT - Almeno dieci persone sono state uccise da una grande esplosione nella periferia sud della capitale libanese Beirut, con almeno 30 feriti.
L'area contiene roccaforti del movimento sciita militante Hezbollah. L'esplosione è avvenuta in una zona densamente popolata della capitale. Pesanti danni sono stati segnalato per edifici e automobili vicine. L'esplosione è probabilmente stata legata al conflitto in Siria, che ha aggravato le tensioni settarie in Libano.
Pennacchi di fumo si alzano sopra la zona dove si è verificato lo scoppio, tra il Bir Abed e Rweiss quartieri della città.
Il ministro dell'Interno Marwan Charbel ha confermato che l'esplosione è il risultato di una autobomba.
lunedì 22 luglio 2013
I ministri degli esteri Ue: gli Hezbollah libanesi nella lista nera del terrorismo
BRUXELLES - I ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno concordato l'iscrizione dell'ala militare degli Hezbollah libanesi nella lista nera del terrorismo, prevedendo però il mantenimento di aiuti finanziari e umanitari. Immediata la reazione di Israele: il ministro della Giustizia, Tzipi Livni, si è felicitata per la decisione "dopo anni di titubanze". Ma per il ministro degli Esteri libanese, Adnan Mansur, "ci sono state forti pressioni sulla Ue".
martedì 9 luglio 2013
Autobomba esplode a Beirut in un quartiere degli Hezbollah: diversi morti
| BEIRUT - Auto in fiamme dopo l'esplosione |
BEIRUT- Ha fatto diversi morti un'autobomba esplosa stamani in quartiere sciita di Beirut sud, nel parcheggio di un centro commerciale gestito dal partito islamico Hezbollah, a Bir al-Abed. Lo scoppio ha provocato un vasto incendio e nuvole di fumo nero si alzano al cielo. L'area è stata isolata dai miliziani di Hezbollah.
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mercoledì 5 giugno 2013
Siria. l’esercito ha riconquistato assieme agli hezbollah la città strategica di Qusair
| QUSAIR - La bandiera siriana sventola sulla torre dell'orologio |
| QUSAIR - La città ridotta in macerie |
DAMASCO -Forze pro-governative siriane hanno preso il pieno controllo della città strategica di Qusair. La città, vicino al confine libanese, è stato il centro della battaglia, per più di due settimane, tra ribelli e truppe siriane sostenute da combattenti del gruppo militante libanese Hezbollah.
La tv di Stato siriana ha detto che un gran numero di ribelli era morto e molti si erano arresi. I ribelli hanno replicato di essersi ritirati durante la notte di fronte a un attacco massiccio. Il capo militare del principale gruppo dei ribelli, l'Esercito siriano libero, in precedenza aveva detto che i suoi combattenti sono preparati a riprendere il conflitto in Libano nel perseguimento di combattenti di Hezbollah. Qusair si trova a soli 10 chilometri dal confine libanese e lungo le principali rotte di approvvigionamento.
L'esercito ha detto che la vittoria è stata "un messaggio chiaro a tutti coloro che condividono l'aggressione alla Siria ... che continueremo la nostra serie di vittorie fino a noi riconquistare ogni centimetro di terra siriana. Non esiteremo a schiacciare con il pugno di ferro quelli che ci attaccano .... Il loro destino è la resa o la morte".
Data la potenza di fuoco massiccia schierata dalle forze governative, e il fatto che il loro assalto è stato guidato da combattenti di Hezbollah, avere impiegato più di due settimane per raggiungere l'obiettivo era un imbarazzo a Damasco, che aveva prematuramente annunciato la conquista della città, all'inizio del campagna.Dal momento che entrambe le parti avevano scelto di attribuire un valore politico e simbolico per la battaglia per la città, la sua perdita è stata comunque un duro colpo per l'opposizione, anche se gruppi di attivisti ha fatto buon un viso a cattivo gioco, dicendo che avevano perso un round, ma che lo scontro continua.
domenica 5 maggio 2013
Secondo attacco di Israele in Siria. Obiettivo missili dall’Iran per gli hezbollah
| DAMASCO - L'esplosione ripresa da un filmato postato su Youtube |
DAMASCO - Israele torna a colpire in Siria: dopo l'attacco portato tra giovedi' e venerdi' contro un carico d'armi - come riferito dalla stampa Usa - un nuovo blitz e' avvenuto stanotte. Obiettivo un centro di ricerche militari a nord di Damasco che era gia' stato attaccato in gennaio. La notizia viene diffusa dalla tv di Stato siriana e confermata anche dall'agenzia di stampa, Sana.
Il raid aveva come obiettivo un rifornimento di missili destinati agli Hezbollah libanesi. Lo ha dichiarato una fonte di intelligence occidentale. "Nell'attacco della notte scorsa, come nel precedente, l'obiettivo erano i missili Fateh-110 in transito dall'Iran agli hezbollah', ha detto.La tv parla di immagini di una ''palla di fuoco'' proprio sul centro di ricerche che sarebbe stato colpito da razzi israeliani.
Nessun commento e' comunque stato fornito dal portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Mark Regev. E neanche l'esercito israeliano ha voluto commentare, ma un funzionario del ministero della Difesa ha detto che ''Israele sta seguendo la situazione in Siria e Libano, in particolare il trasferimento di armi chimiche e armi speciali''.
mercoledì 1 maggio 2013
Damasco, gli hezbollah confermano: noi siamo con il presidente Assad
| Sayyed Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah |
DAMASCO - Il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha detto che l'opposizione siriana non potrà deporre il presidente Bashar al-Assad. "I veri amici della Siria nella regione non consentiranno che il Paese cada nelle mani degli Usa, di Israele e degli estremisti". Nasrallah ha confermato che il suo movimento partecipa ai combattimenti a fianco dell'esercito di Damasco nella regione di Qussair, nel centro del Paese. "La battaglia non è finita", ha aggiunto.
"I veri amici della Siria'' nella regione non consentiranno che il Paese ''cada nelle mani degli Usa, di Israele e degli estremisti'', ha detto Hassan Nasrallah, facendo allusione agli estremisti sunniti. Un messaggio, quello di Nasrallah che arriva a poche ore da un nuovo attentato sanguinario a Damasco con una decina di vittime e mentre il dibattito sul possibile uso di armi chimiche contro la popolazione siriana agita le cancellerie occidentali, con il presidente Usa, Barack Obama che ha usato un tono prudente, ma che promette di cambiare strategia di fronte a prove certe che Damasco abbia usato gas letali.
In un discorso pronunciato alla tv al Manar, Nasrallah ha annunciato che ''in Siria sono presenti da una decina di anni degli esperti iraniani, che però non sono militari'', ma ''se la situazione dovesse diventare ancora piuù pericolosa'', il leader di Hezbollah non esclude ''la partecipazione di stati e movimenti di resistenza e di altre forze'' che possano ''intervenire in modo efficace nello scontro sul campo''.
giovedì 31 gennaio 2013
Aerei israeliani bombardano convoglio di armi in territorio siriano
GERUSALEMME - Gli aerei da guerra israeliani hanno compiuto ieri un attacco in profondità all'interno del territorio siriano, hanno riferito funzionari americani: il bersaglio era un convoglio che trasportava sofisticate armi antiaereo alla periferia di Damasco ed era destinato per la milizia sciita Hezbollah in Libano.
I funzionari americani hanno riferito che Israele ha notificato agli Stati Uniti l'attacco, che il governo siriano ha condannato.
Erano più di cinque anni che Israele Air Force non attaccava un obiettivo in Siria. In un comunicato, l'esercito siriano ha negato che un convoglio sia stato colpito. Ha detto che l'attacco ha colpito un centro di ricerca scientifica, nei sobborghi di Damasco che è stato utilizzato per migliorare le difese della Siria, e ha definito l'attacco "una flagrante violazione della sovranità siriana e lo spazio aereo”.
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lunedì 7 gennaio 2013
Sequestrati per un’ora dagli Hezbollah e rapinati 4 giornalisti italiani in LIbano
TIRO (Libano) - Quattro giornalisti italiani e i caschi blu italiani della forza Unifil che li accompagnavano sono stati sequestrati per circa un'ora nel sud del Libano e rapinati dei cellulari e delle macchine fotografiche che avevano con loro. L'episodio è avvenuto nel villaggio di Aita al Shaab, a circa cinque chilometri dal confine con Israele, in un'area a predominanza Hezbollah, il movimento sciita filo- iraniano. Nelle mani dei libanesi sono finiti il fotoreporter Mario Rabeschini e Rossella Santosuosso, collaboratori del Resto del Carino. Insieme a loro altrio due giornalisti, Elisa Murgese e Gianfranco Salvatori. Al momento del sequestro gli italiani viaggiavano su alcuni mezzi dell'Unifil, la missione delle Nazioni Unite in Libano. Una trentina di persone, non armate, li hanno costretti a scendere e li hanno perquisiti e rapinati. A liberarli, poco dopo, uomini dell'esercito libanese.
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