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sabato 10 maggio 2014

Il ministro Orlando informa il Libano: per Dell’Utri condanna irrevocabile


Marcello Dell'Utri
ROMA - Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha comunicato alle autorità libanesi che la sentenza di condanna di Marcello Dell'Utri è ora diventata irrevocabile. "La sentenza - spiega il ministero - è divenuta infatti esecutiva a seguito del rigetto del ricorso per cassazione". Subito dopo la sentenza della Cassazione, emessa venerdì sera, la Procura di Palermo ha emesso un ordine di carcerazione per Dell'Utri, che si trova in Libano. La trasmissione della comunicazione alle autorità libanesi del rigetto del ricorso, presentato dagli avvocati di Dell'Utri, è avvenuta attraverso i consueti canali diplomatici.

venerdì 11 aprile 2014

Dell'Utri irreperibile, doveva essere incarcerato a pochi giorni dalla sentenza definitiva per mafia

PALERMO - L'ex senatore Marcello Dell'Utri, secondo quanto riportano oggi i quotidiani La Stampa e Il giornale di Sicilia, sarebbe irreperibile da ieri. La terza sezione della Corte d'Appello di Palermo ha emesso contro di lui un ordine di custodia cautelare che non è stato eseguito perché Dell'Utri si è reso irreperibile. Condannato a sette anni per mafia, l'ex senatore attende per martedì prossimo, 15 aprile, la sentenza definitiva. Potrebbe essere all'estero in Guinea Bissau, Libano o Repubblica dominicana. E' più probabile che attualmente sia in Libano.
Secondo gli investigatori, che hanno cercato invano di eseguire la misura e da settimane monitorano le sue mosse, l'ex senatore avrebbe due passaporti diplomatici e dal Libano sarebbe pronto a spostarsi. Già due anni, alla vigilia di una sentenza, Dell'Utri si era rifugiato a Santo Domingo: rientrò quando la condanna fu annullata.
Alberto, il fratello gemello di Dell'Utri, parlava - racconta La Stampa - di un possibile fuga all'estero. "La Guinea è un Paese che concede i passaporti diplomatici molto facilmente. Bisogna accelerare i tempi", diceva in una telefonata. L'interlocutore gli chiedeva a questo se punto come mai Marcello non avesse pensato a farsi nominare ambasciatore della Guinea. Alberto gli rispondeva citando una terza persona importante, marito della figlia del presidente africano. Sempre dalle intercettazioni, era emerso anche il Libano, ritenuta la meta più probabile per l'ex senatore. "Marcello – confidava il fratello Alberto – ha cenato con un politico importante del Libano, che si candida presidente".

sabato 1 febbraio 2014

Libano, autobomba nella roccaforte Hezbollah, almeno 4 morti

L'esplosione dell'autobomba a Hermel
BEIRUT - Un'autobomba è esplosa in una roccaforte di Hezbollah vicino al confine settentrionale del Libano con la Siria, uccidendo almeno quattro persone, tra cui l’attentatore ferendone altre 21. L'esplosione è avvenuta nella città orientale di Hermel nella valle della Bekaa.
La televisione locale ha mostrato le immagini di una grande palla di fuoco che ha illuminato la zona. L'attentatore suicida ha guidato il suo veicolo - un Grand Cherokee Jeep - fino a una stazione di benzina vicino a una scuola nella zona di Zahraa d dove ha poi proceduto a farla esplodere, le fonti hanno detto al Daily Star .La stazione di servizio  è stata avvolta dalle fiamme.
Il Movimento sciita islamista libanese, Hezbollah, sostiene le forze governative in Siria. Il conflitto ha alimentato la violenza settaria in Libano, tra cui una serie di autobombe a Beirut e a Tripoli che hanno ucciso decine di persone. Cinque persone erano già state uccise e altre 20 ferite in un attentato in Hermel il 16 gennaio.

giovedì 16 gennaio 2014

Libano, autobomba nella roccaforte degli Hezbollah, 4 morti e 28 feriti

HERMEL (Libano) - Il momento dello scoppio dell'autobomba

HERMEL (Libano) - Gli effetti dell'autobomba
BEIRUT - E' di quattro morti e 28 feriti il bilancio dell'attentato dinamitardo compiuto nella Bekaa orientale, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. Un'autobomba è scoppiata nella cittadina di Hermel, di fronte alla sede del comune. Lo riferisce la tv libanese Lbc, citando fonti locali. Le fonti affermano che si tratta di un attentato suicida.  
L'auto usata è una sorta di Kia di colore nero a quattro ruote motrici, parcheggiata davanti a una banca..

venerdì 23 agosto 2013

Libano: esplosione in due moschee di Tripoli, 50 morti. La Farnesina: italiani, prudenza

TRIPOLI - I soccorsi dopo l'esplosione
BEIRUT - L'ambasciata italiana in Libano raccomanda ai connazionali presenti nel Paese la "massima prudenza" a causa del "forte peggioramento del quadro di sicurezza" dopo il duplice attentato alle moschee di Tripoli che ha provocato 50 morti e 500 feriti. L'ambasciata invita gli italiani ad "evitare gli spostamenti e i luoghi affollati".
Gli attentati sono stati compiuti oggi contro due moschee a Tripoli, nel nord del Libano. Lo ha detto il sindaco della città, Nader Ghazal, citato dai media libanesi. Il momento delle esplosioni e' stato ripreso da telecamere di sicurezza. Molti fedeli sono seduti a terra quando una nuvola gigantesca li inghiotte e decine di persone prese dal panico fuggono verso le uscite.
Quando la preghiera del venerdì è terminata, una esplosione ha colpito la moschea di al-Taqwa, che di solito è frequentato dall'importanti religioso sunnita Sheikh Salem RafiiLui è rimasto illeso. Una seconda esplosione cinque minuti più tardi ha colpito la moschea di al-Salam nella zona di Mina. La guerra nella vicina Siria ha sollevato tensioni settarie tra le comunità musulmani sunniti e alawiti.

Razzo israeliano contro “sito terroristico” in Libano

TEL AVIV - L'aviazione israeliana ha bombardato alle 04.00 locali (ore 03.00 in Italia) un obiettivo in Libano in risposta al lancio di razzi ieri dal Libano verso Israele, secondo quanto dichiarato da un portavoce. Una fonte ha detto che il ''sito terroristico'' bombardato si trova vicino alla cirrà costiera di Na'ameh, tra Beirut e Sidone.

Il razzo lanciato da Israele contro la base libanese di Na'meh non ha provocato feriti o danni significativi. Lo dice la tv libanese Al-Manar. L'emittente cita un portavoce del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale il quale dice che il Fronte stesso e' rimasto sorpreso di essere stato preso come bersaglio in quanto il lancio del primo razzo sparato ieri dal Libano verso Israele era stato rivendicato da un gruppo musulmano sunnita separato, collegato ad al Qaeda.

lunedì 22 luglio 2013

I ministri degli esteri Ue: gli Hezbollah libanesi nella lista nera del terrorismo


BRUXELLES - I ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno concordato l'iscrizione dell'ala militare degli Hezbollah libanesi nella lista nera del terrorismo, prevedendo però il mantenimento di aiuti finanziari e umanitari. Immediata la reazione di Israele: il ministro della Giustizia, Tzipi Livni, si è felicitata per la decisione "dopo anni di titubanze". Ma per il ministro degli Esteri libanese, Adnan Mansur, "ci sono state forti pressioni sulla Ue".

giovedì 31 gennaio 2013

Aerei israeliani bombardano convoglio di armi in territorio siriano


GERUSALEMME - Gli aerei da guerra israeliani hanno compiuto ieri un attacco in profondità all'interno del territorio siriano, hanno riferito funzionari americani:  il bersaglio era un convoglio che trasportava sofisticate armi antiaereo alla periferia di Damasco ed era destinato per la milizia sciita Hezbollah in Libano.
I funzionari americani hanno riferito che Israele ha notificato agli Stati Uniti l'attacco, che il governo siriano ha condannato.
Erano più di cinque anni che Israele Air Force non attaccava  un obiettivo in Siria.  In un comunicato, l'esercito siriano ha negato che un convoglio sia  stato colpito. Ha detto che l'attacco ha colpito un centro di ricerca scientifica, nei sobborghi di Damasco che è stato utilizzato per migliorare le difese della Siria, e ha definito l'attacco "una flagrante violazione della sovranità siriana e lo spazio aereo”.

lunedì 7 gennaio 2013

Sequestrati per un’ora dagli Hezbollah e rapinati 4 giornalisti italiani in LIbano


TIRO (Libano) - Quattro giornalisti italiani e i caschi blu italiani della forza Unifil che li accompagnavano sono stati sequestrati per circa un'ora nel sud del Libano e rapinati dei cellulari e delle macchine fotografiche che avevano con loro. L'episodio è avvenuto nel villaggio di Aita al Shaab, a circa cinque chilometri dal confine con Israele, in un'area a predominanza Hezbollah, il movimento sciita filo- iraniano. Nelle mani dei libanesi sono finiti il fotoreporter Mario Rabeschini e Rossella Santosuosso, collaboratori del Resto del Carino. Insieme a loro altrio due giornalisti,  Elisa Murgese e Gianfranco Salvatori. Al momento del sequestro gli italiani viaggiavano su alcuni mezzi dell'Unifil, la missione delle Nazioni Unite in Libano. Una trentina di persone, non armate, li hanno costretti a scendere e li hanno perquisiti e rapinati. A liberarli, poco dopo, uomini dell'esercito libanese.

venerdì 19 ottobre 2012

Autobomba esplode in centro a Beirut: otto morti, 70 feriti



BEIRUT - Un'auto-bomba è esplosa uccidendo almeno otto persone e ferendone più di 70 in pieno centro a Beirut,  in Piazza Sassine, zona tranquilla del quartiere prevalentemente cristiano di Ashrafiya nel centro della città.
I testimoni dicono che l'esplosione è stato sentito a diversi chilometri di distanza. Le tensioni in Libano sono aumentati a causa del conflitto in Siria.
L'attacco  è il primo grande attentato con autobomba a Beirut da quattro anni. E 'avvenuto a circa 200 metri dalla sede del Kataeb, meglio conosciuto come la Falange, un gruppo cristiano maronita che sostiene l’attual governo.  Diverse auto sono state incendiate a causa dell'esplosione. Riprese televisive hanno mostrato notevoli danni agli edifici.
Un vicino ospedale ha chiesto a tutte le persone a donare il sangue per contribuire a curare i feriti.

venerdì 2 marzo 2012

E' in Libano la giornalista francese ferita a Homs


La giornalista francese ferita Edith Bouvier ora può sorridere

PARIGI -  Un componente della famiglia Bouvier ha detto che era stato contattato da funzionari francesi ieri notte per confermare che la trentunnenne giornalista Edith era arrivata in Libano e stava andando in un ospedale di Beirut.
Poco dopo la conferma della famiglia Bouvier, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto di aver parlato al telefono con la Bouvier e che lei sarebbe stata  rimpatriata su un aereo del governo francese
Giornalista freelance in Siria per il quotidiano francese Le Figaro, Bouvier era stata ferita in un attacco nel distretto di Amro Baba a Homs, dove erano rimasti uccisi i giornalisti Marie Colvin e il fotografo francese Remi Ochlik.
Edith era rimasta  intrappolato a Homs con il otografo francese William Daniel che è arrivato in Libano assieme a lei
Mercoledì scorso, un altro giornalista che era pure lui a Baba Amro, lo spagnolo Javier Espinosa, era arrivato in Libano. La sua fuga era avvenuta  giorni dopo la fuga del fotografo inglese Paul Conroy.
La Bouvier con un femore distrutto dal bombardamento, non era stata in grado di seguirli. Nei giorni scorsi un breve messaggio video aveva mostrato la giornalista che chiedeva aiuto e dava dettagliati sulle sue ferite "Ho una gamba rotta. Il femore è spezzato lungo la sua lunghezza e anche lateralmente. Ho bisogno di sottopormi ad intervento chirurgico il più presto possibile. I medici qui ci hanno trattato come meglio possono, ma non possono eseguire un intervento chirurgico. Così ho bisogno di un cessate il fuoco e un’auto in buona forma sufficiente per tirarci fuori di qui ", aveva detto.
Le autorita' siriane hanno ritrovato i corpi della giornalista americana Marie Colvin e del fotografo francese Remi Ochlik sepolti nel quartiere di Bab Amro ad Homs. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri siriano.
Ieri mattina "le autorità interessate, per ragioni umanitarie e dopo grandi sforzi, hanno potuto localizzare i corpi dei due giornalisti, l'americana Marie Colvin e il francese Remi Ochlik, sepolti nella regione che era sotto il controllo di gruppi terroristici armati a Bab Amro ad Homs", ha indicato una "fonte attendibile" al ministero degli Esteri siriano, citata dall'agenzia ufficiale Sana. Solo poche ore prima militanti siriani avevano diffuso due video, di pochi minuti ciascuno, che ritraggono la sepoltura, in un cimitero del quartiere di Bab Amro ad Homs, dei due reporter occidentali uccisi il 22 febbraio scorso in un bombardamento.

giovedì 1 marzo 2012

Un giornalista spagnolo è riuscito a fuggire da Homs (Siria) in Libano. Sempre bloccata sotto i bombardamenti la collega francese ferita


Javier Espinosa

HOMS (Siria) - Il giornalista spagnolo Javier Espinosa è arrivato in Libano dalla Siria, ha detto il quotidiano El Mundo dove lavora. 
Il corrispondente, che sopravvissuto ad un bombardamento a Homs che ha ucciso il giornalista americano Marie Colvin e il fotografo francese Remi Ochlik ha "lasciato la Siria ed è in Libano in perfetta salute", ha scritto il giornale sul suo sito web.
Javier Espinosa è sopravvissuto al bombardamento del centro stampa di fortuna dove sono stati uccisi Ochlik e Colvin e il 22 febbraio. Due giornalisti francesi, Edith Bouvier (ferita gravemente) e William Daniels, sono ancora ancora bloccato a Homs.
La Francia ha chiesto al governo siriano di dichiarare un cessate il fuoco nel quartiere di Bab Amr di Homs, che è stato sotto il fuoco costante per un mese, per consentire l'evacuazione dei due giornalisti.
Il fotografo inglese Paul Conroy, che è stato anche ferito nel bombardamento del 22 febbraio, è arrivato martedì in Libano dopo che i ribelli lo avevano aiutato a fuggire dalla città assediata.

martedì 28 febbraio 2012

Portato in salvo in Libano il giornalista inglese da Homs: la giornalista francese è ancora bloccata in Siria



Edith Bouvier e, sopra, Paul Conroy, i giornalisti feriti
DAMASCO - Il giornalista occidentale ferito in un bombardamento dell'esercito siriano nel centro stampa della città assediata di Homsè stati portati clandestinamene fuori dal paese ed è ora al sicuro in Libano. Per tutta la giornata si era detto che era stata salvata anche la giornalista francese anch'essa gramente ferita: ma il suo giornale ha smentito la notizia
I due sono il fotografo Paul Conroy del londinese Sunday Times e Edith Bouvier,  giornalista freelance che lavora per il quotidiano francese Le Figaro.
«Conroy è ora sano e salvo in Libano. Bouvier è anche lei al sicuro nel paese confinante”, hanno detto fonti dell'opposizione siriana.
Marie Colvin, corrispondente di guerra veterano del Sunday Times e il fotografo francese Remi Ochlik sono stati uccisi nello stesso bombardamento di Homs