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martedì 2 dicembre 2014

ISIS, arrestati in Libano un figlio e una moglie del capo al-Baghdadi

BEIRUT - Le forze di sicurezza libanesi hanno arrestato una moglie e un figlio del capo dei miliziani jihadisti dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Lo ha riferito una fonte della sicurezza di Beirut, spiegando che i due sono stati fermati il 23 novembre vicino alla frontiera con la Siria.
"L'intelligence militare ha arrestato una delle sue mogli che viaggiava con il figlio nella zona di Arsal", ha spiegato la fonte.

mercoledì 21 maggio 2014

Dell'Utri, si allungano i tempi dell'estradizione

BEIRUT - Si allungano, rispetto a quanto previsto, i tempi per l'estradizione dal Libano di Marcello Dell'Utri. Inizialmente le autorità di Beirut avevano ipotizzato che l'ex senatore, condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, sarebbe potuto rientrare in Italia giovedì. Il decreto per l'estradizione, però, non è ancora stato firmato.

lunedì 12 maggio 2014

Dell'Utri resta in arresto in ospedale a Beirut

BEIRUT - Marcello Dell'Utri resta in stato di arresto in ospedale a Beirut. Lo annuncia il suo avvocato. L'ex senatore, condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha sostenuto questa mattina un interrogatorio di un'ora e mezza presso la procura di Beirut, chiamata dal ministero della Giustizia libanese a valutare la richiesta di estradizione avanzata dall'Italia. Dell'Utri era arrivato a Palazzo di Giustizia dall'ospedale dove è detenuto ed è poi stato portato via in manette su un'autoambulanza. E' così ritornato all'ospedale di Al Hayat.

mercoledì 16 aprile 2014

Beirut, Dell'Utri in ospedale

BEIRUT - L'ospedale Al Hayat, dove è ricoverato Dell'Utri
BEIRUT - Marcello Dell'Utri ha lasciato la sede del Comando della polizia a Beirut, dove era detenuto da sabato, ed e' stato ricoverato presso l'ospedale Al Hayat. Lo ha detto all'ANSA il suo avvocato libanese, Nasser Al Khalil. L'ex senatore rimane comunque agli arresti. Il nosocomio - ha rivelato una fonte locale - e' stato scelto perché dotato di un piccolo padiglione sorvegliato dalla polizia riservato ai detenuti. Il trasferimento in ospedale di Dell'Utri, che ha 73 anni e in passato è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici al cuore, è stato disposto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che segue il suo caso. L'alto magistrato, ha spiegato Al Khalil, ha preso la decisione sulla base di un referto stilato da un cardiologo che ha visitato Dell'Utri nel centro di detenzione e ha ritenuto necessario un monitoraggio continuo, anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Intanto le procedure per ottenere l'estradizione rischiano di complicarsi. Secondo indiscrezioni, a corredo della richiesta, il ministero della Giustizia dovrebbe allegare tutti gli atti tradotti in arabo del processo per concorso esterno in associazione mafiosa definito l'anno scorso dalla corte d'appello di Palermo con la condanna dell'ex senatore a 7 anni. La Procura generale si è mobilitata per recuperare il materiale, che è vastissimo: non si tratterebbe infatti solo dell'ultima sentenza, che comunque è lunga circa 500 pagine, e di tutti i verbali delle udienze e delle deposizioni dei testi sentiti al processo di secondo grado, ma anche, secondo un'interpretazione del trattato di estradizione Italia-Libano, dei due verdetti precedenti (il primo del tribunale e la prima sentenza d'appello poi annullata dalla Cassazione). Una mole enorme di carte - si tratta di una vicenda giudiziaria di vent'anni - che verrà trasmessa in via Arenula e poi tradotta.

sabato 12 aprile 2014

Dell'Utri arrestato in un lussuoso albergo di Beirut. Richiesta d'estradizione

Marcello Dell'Utri
BEIRUT - "Marcello dell'Utri si trova in questo momento negli uffici della polizia libanese". Lo annuncia il ministro dell'Interno Angelino Alfano a margine dell'assemblea di Ncd. "Dell'Utri - spiega Alfano - è stato rintracciato a Beirut dalla polizia libanese che ora è in contatto con la polizia italiana in ottemperanza con il mandato di cattura internazionale. E' ora in corso una procedura che diventerà estradizionale". Dell'Utri è stato arrestato stanotte in un lussuoso albergo di Beirut. 
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando firmerà a breve la richiesta di estradizione. 
L'ex senatore Marcello Dell'Utri era ufficialmente latitante da due giorni, ma la notizia della sua fuga all'estero non aveva sorpreso più di tanto: sia perché non si tratta della prima volta; sia perché in una pausa del suo ventennale processo per concorso esterno in associazione mafiosa, giunto ormai alla vigilia dell'ennesimo vaglio da parte della Cassazione, dichiarò placidamente ai giornalisti che lui in politica era entrato solo per evitare l'arresto. 

venerdì 11 aprile 2014

La Farnesina: nessun passaporto diplomatico a Dell'Utri

ROMA - "Non risulta che Marcello Dell'Utri sia in possesso di un passaporto diplomatico italiano né di un passaporto di servizio valido". Lo rende noto la Farnesina. In precedenza gli investigatori avevano parlato di due passaporti in possesso dell'ex senatore, ora introvabile, su cui pende un ordine di cattura. Ambienti della procura generale di Palermo confermano intanto che Dell'Utri agli inizi di aprile era a Beirut.

lunedì 3 febbraio 2014

Kamikaze si fa esplodere a Bairut, due uccisi

BERUT - Un attentatore suicida si è fatto esplodere  all'interno di un furgone in un quartiere a sud della capitale libanese oggi pomeriggio uccidendo almeno due persone, dicono fonti della sicurezza. L'attacco è avvenuto non lontano da una stazione di benzina in città.

giovedì 2 gennaio 2014

Beirut, autobomba esplode vicino alla roccaforte degli Hezbollah, vittime


BEIRUT - Un'esplosione di un’autobomba ha scosso la periferia sud di Beirut, roccaforte degli Hezbollah al centro del cosiddetto "quadrato di sicurezza" di Hezbollah, vicino alla vecchia sede della tv al Manar del movimento sciita libanese. I testimoni affermano che la strada era affollata di gente. L'esplosione è avvenuta nel quartiere di Bir al Abed, nella trafficata via Arif, a poche centinaia di metri da un palazzo dove è ospitato il politburo del Partito di Dio.
Le prime immagini video del luogo dell'attentato sono state trasmesse dalla tv al Manar dello stesso movimento sciita, e mostrano carcasse di auto carbonizzate e le facciate di alcuni edifici sventrate. Le fonti di stampa libanesi affermano che si tratta di un attacco compiuto con almeno un'autobomba. Il veicolo che è esploso era un fuoristrada, che, secondo i testimoni, era parcheggiato in Al-Areed Street. Sono state finora recuperate 4 salme, ma si tratta di bilanci provvisori e al momento non verificabili. Sono oltre 60 i feriti




mercoledì 1 gennaio 2014

Beirut: arrestato emiro del gruppo di al Qaeda autore dell’attentato all’ambasciata iraniana

Majid al-Majid
BEIRUT - Arrestato il capo di un gruppo jihadista che ha rivendicato l'attentato suicida all'ambasciata dell'Iran a novembre. Majid al-Majid, il "emiro" saudita di al-Qaeda legato alle Abdullah Azzam Brigades, è detenuto dall’intelligence dell’esercito a Beirut.
La televisione Al-Manar degli Hezbollah ha anche detto Majid è stato arrestato "recentemente". L'attacco all’ambasciata aveva ucciso 23 persone, tra cui l'addetto culturale iraniano.
Un chierico salafita vicino alle Abdullah Azzam Brigades, lo sceicco Siraj al-Din Zureiqat, aveva rivendicato la responsabilità in suo nome dell’attentato e aveva avvertito che  gli attacchi continueranno in Libano finché le forze iraniane e gli Hezbollah non avranno smesso di combattere a fianco delle forze governative in Siria.

Gli investigatori successivamente avevano identificato i due attentatori suicidi come un uomo libanese con legami con intransigenti gruppi sunniti e un palestinese, con legami con il latitante esponente religioso sunnita, sceicco Ahmed al-Assir. Non si sa quando l'arresto di Majid al-Majid ha avuto luogo, ma è “attualmente interrogato in segreto". Due attacchi contro posti di blocco dell'esercito fuori dalla città meridionale di Sidone, il 15 dicembre erano stati, in realtà, tentativi di liberarlo. Un soldato e quattro uomini armati sono stati uccisi negli scontri successivi nel sobborgo di Majdelyoun.

venerdì 27 dicembre 2013

Beirut, bomba in pieno centro turistico-finanziario, ucciso ex ministro e altri 4



BEIRUT - Grave attentato nel centro di Beirut dove un'autobomba e' esplosa, nei pressi dell'albergo Four Seasons, non lontano dall'ufficio del primo ministro, uccidendo l'ex ministro libanese, Muhammad Shatah, braccio destro dell'ex premier Saad Hariri.
E' di 5 morti e 70 feriti il bilancio definitivo. Tra le 5 vittime c'è appunt6o l'ex ministro Muhammad Shatah e la sua guardia del corpo. Le altre tre sono civili che passavano nella zona al momento dell'esplosione. Tra i feriti numerose badanti cingalesi, etiopi ed eritree, in servizio nelle facoltose famiglie del quartiere colpito dall'attentato.
L'esplosione e' avvenuta intorno alle 9.40 locali (le 8.40 in Italia) in piazza Starco, nel pieno centro turistico-finanziario di Beirut. Una densa colonna di fumo si leva sopra i palazzi cittadini e la Tv mostra corpi in fiamme e carcasse di auto nelle strade vicino al luogo dell'esplosione.

L'ex ministro libanese ucciso era il braccio destro dell'ex premier Saad Hariri e leader dell'opposizione parlamentare vicina all'Arabia Saudita e ostile agli Hezbollah e all'intero asse filo-iraniano in Libano e nella regione. Shatah aveva ricoperto la carica di ambasciatore libanese negli Stati Uniti e consigliere dell'ex premier Fouad Siniora. Ultimamente l'ex ministro era stato incaricato di gestire a Beirut le relazioni politiche e con i media per conto di Hariri, da tempo residente all'estero per timore di esser ucciso nel suo Paese. Pochi minuti prima di essere ucciso, Shatah aveva scritto sul suo profilo Twitter un commento molto duro nei confronti del regime siriano e degli Hezbollah, alleati dell'Iran. Shatah è morto mentre si trovava a bordo della sua auto, diretto a una riunione della coalizione dell'opposizione parlamentare in un palazzo poco lontano dal luogo dell'esplosione.

martedì 19 novembre 2013

Beirut, autoboma e kamikaze esplodono vicino all’ambasciata iraniana, almeno 23 morti


BEIRUT - E' di almeno 23 uccisi (e 50 feriti) il bilancio provvisorio di una esplosione avvenuta stamani a Beirut, vicino all'ambasciata iraniana, causata da un’autobomba. Tra le vittime, l'addetto culturale dell'Iran Sheikh Ibrahim Al-Ansari. Secondo alcune testimonianza, prima dell’autobomba si sarebbe fatto esplodere anche un kamikaze. Nell'esplosione sarebbe stata danneggiata una moschea sciita. L'ambasciatore iraniano in Libano Ghazanfar Roknabadi, punta il dito contro Israele per l'attentato. "Accusiamo l'entità sionista di essere dietro a questo attentato terroristico", ha detto Roknabadi. 
Le due esplosioni sono avvenute intorno alle 09:30 (ore 08:30 in Italia) presso l'ambasciata iraniana nel quartiere a maggioranza sciita di Bir Hassan. Nessun ferito tra i diplomatici iraniani. 
Almeno tre edifici intorno all'ambasciata sono stati totalmente danneggiati e molti altri hanno avuto notevoli danni. 
Almeno sei corpi giacevano sulla strada che porta verso l'ambasciata. Detriti disseminato la strada e diverse auto sono stati visti bruciare.
"Ero  sulla strada parallela alla ambasciata iraniana, quando ho sentito una forte esplosione - ha detto un automobilista -  Ero terrorizzato. Ho visto fumo nero, ma ho deciso di continuare il mio viaggio a Shweifat [a sud est di Beirut] ".

Hezbollah è profondamente coinvolto nella guerra siriana e combatte a fianco delle forze fedeli al presidente siriano Bashar Assad. Il capo di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha accusatogli  gli islamisti militanti Takfiri di essere dietro i recenti attentati a Beirut

giovedì 15 agosto 2013

Autobomba a Beirut, 10 morti e 30 feriti in una enclave di Hezbollah


BEIRUT - Almeno dieci persone sono state uccise da una grande esplosione nella periferia sud della capitale libanese Beirut, con almeno 30 feriti.
L'area contiene roccaforti del movimento sciita militante Hezbollah. L'esplosione è avvenuta in una zona densamente popolata della capitale. Pesanti danni sono stati segnalato per edifici e automobili vicine. L'esplosione è probabilmente stata legata al conflitto in Siria, che ha aggravato le tensioni settarie in Libano.
Pennacchi di fumo si alzano sopra la zona dove si è verificato lo scoppio, tra il Bir Abed e Rweiss quartieri della città.

Il ministro dell'Interno Marwan Charbel ha confermato che l'esplosione è il risultato di una autobomba.

venerdì 9 agosto 2013

Beirut: 4 armati rapiscono due piloti turchi nei pressi dell’aeroporto internazionale

I due piloti turchi rapiti
BEIRUT - Due piloti che lavorano per Turkish Airlines sono stati rapiti da 4 uomini armati in Libano, nei pressi dell'aeroporto internazionale di Beirut. Gli uomini sono stati rapiti da un autobus che trasportava diversi altri membri dell'equipaggio e i passeggeri tra un hotel e il terminal dell'aeroporto. I due rapiti sono il pilota Murat Akpinar e il suo co-pilota Murat Agca. Il rapimento è avvenuto a 3:00 ora locale (02:00 in Italia),.

Un gruppo sciita chiamato “Zuwwar al-Imam Rida” ha rivendicato il sequestro dicendo che gli ostaggi saranno liberati in cambio di nove ostaggi libanesi, scomparsi nella provincia di Aleppo nella Siria settentrionale nel maggio 2012 mentre tornavano da un pellegrinaggio in Iran. La brigata Tempesta del Nord, gruppo siriano di opposizione che opera nei pressi del confine con la Turchia, aveva rivendicato questo rapimento. Il gruppo è stato guidato all'epoca da Ammar Dadaykhi - noto anche come Abu Ibrahim - che fu poi ucciso in scontri con l'esercito siriano. Dal momento del sequestro, le famiglie dei parenti hanno organizzato frequenti proteste davanti agli uffici della Turkish Airlines a Beirut.Le famiglie hanno celebrato in strada dopo aver sentito la notizia del rapimento.

martedì 9 luglio 2013

Autobomba esplode a Beirut in un quartiere degli Hezbollah: diversi morti


BEIRUT - Auto in fiamme dopo l'esplosione
BEIRUT- Ha fatto diversi morti un'autobomba esplosa stamani in quartiere sciita di Beirut sud, nel parcheggio di un centro commerciale gestito dal partito islamico Hezbollah, a Bir al-Abed. Lo scoppio ha provocato un vasto incendio e nuvole di fumo nero si alzano al cielo. L'area è stata isolata dai miliziani di Hezbollah.

venerdì 19 ottobre 2012

Autobomba esplode in centro a Beirut: otto morti, 70 feriti



BEIRUT - Un'auto-bomba è esplosa uccidendo almeno otto persone e ferendone più di 70 in pieno centro a Beirut,  in Piazza Sassine, zona tranquilla del quartiere prevalentemente cristiano di Ashrafiya nel centro della città.
I testimoni dicono che l'esplosione è stato sentito a diversi chilometri di distanza. Le tensioni in Libano sono aumentati a causa del conflitto in Siria.
L'attacco  è il primo grande attentato con autobomba a Beirut da quattro anni. E 'avvenuto a circa 200 metri dalla sede del Kataeb, meglio conosciuto come la Falange, un gruppo cristiano maronita che sostiene l’attual governo.  Diverse auto sono state incendiate a causa dell'esplosione. Riprese televisive hanno mostrato notevoli danni agli edifici.
Un vicino ospedale ha chiesto a tutte le persone a donare il sangue per contribuire a curare i feriti.

sabato 18 agosto 2012

Air France chiede soldi in prestito ai passeggeri di un suo aereo, per pagare in contanti la benzina a Damasco


PARIGI I passeggeri sono stati invitati a contribuire a pagare il carburante su un volo Air France diretto a Beirut che ha dovuto essere deviato sulla Siria per motivi tecnici. All’aeroporto di  Damasco si paga solo in contanti.
Alla fine, i passeggeri non hanno avuto bisogno di usare le loro tasche per alimentare l'aereo: la compagnia aerea ha risolto in altro modo.
"Air France conferma che ha chiesto ai passeggeri se avessero denaro contante, perché i pagamenti per il combustibile possono essere effettuati solo in contanti a Damasco - ha detto Air France - In definitiva, Air France ha potuto pagare l'intero importo e i passeggeri non hanno dovuto prestare qualsiasi cifra contanti."
L'incidente è avvenuto su un volo da Parigi a Beirut. A causa di problemi di sicurezza a Beirut, l'aereo è stato deviato in Giordania. L'aereo non è stato in grado di assicurare un percorso di volo per Amman, così, invece, l'equipaggio ha deciso di atterrare a Damasco.
E 'stato durante le due ore di sosta nella capitale siriana che i passeggeri sono stati invitati a prestare soldi per la benzina.
Dopo che Air France ha risolto altrimenti il problema, i passeggeri sono stati trasportati a Cipro e poi portati a Beirut .
"Air France si scusa con i propri clienti per l'inconveniente", ha detto la compagnia aerea.