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venerdì 24 gennaio 2014

La Cassazione: necessario l'indulto

ROMA - In attesa di "riforme di sistema" non c'è "altra via che l'indulto" per ridurre il numero dei detenuti". Lo ha detto il Primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Quanto alla persistente tensione tra politica e magistratura, Santacroce ha lanciato un appello a Giorgio Napolitano, sottolineando come rappresenti "una vera e propria spina nel cuore per noi magistrati".

martedì 21 gennaio 2014

Cancellieri e la situazione della giustizia: valutare l'indulto e l'amnistia

ROMA - Nel corso dell'annuale relazione sull'amministrazione della Giustizia, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri alla Camera  ha riferito che "il funzionamento del sistema giudiziario" continua a essere "in sofferenza" "pur a seguito dei numerosi interventi introdotti negli ultimi anni. Il ministro spiega come sia del Parlamento "la responsabilità di scegliere" se ricorrere ad amnistia e indulto che "ci consentirebbero di rispondere alle sollecitazioni del Consiglio d'Europa". 
E' sotto gli occhi di tutti l'eccessivo carico di lavoro che affligge gli uffici giudiziari. Alla data del 30 giugno 2013 si contano 5.257.693 di processi pendenti in campo civile e quasi 3 milioni e mezzo in quello penale".  "Siamo in presenza - ha detto il ministro - di un fenomeno imponente di dilatazione, in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, del lavoro giudiziario provocato non solo da un aumento della litigiosità nel campo civile o della attività criminale in campo penale", ma anche dalle "trasformazioni della società". 
Con la riforma della geografia giudiziaria "non solo sono state eliminate le strutture di modeste dimensioni, dove in alcuni casi era evidente la sproporzione tra il numero di persone addette all'ufficio ed il basso carico di lavoro, ma è stata anche alleggerita la pressione sugli uffici metropolitani di maggiori dimensioni, come Milano, Torino e Napoli".
"Le inefficienze della giustizia - ha proseguito - hanno pesanti ricadute anche sul debito pubblico. I ricorsi per il riconoscimento della responsabilità dello Stato per i ritardi in materia giudiziaria, regolati dalla legge Pinto, costituiscono larga parte del contenzioso seguito dal Ministero. Numero ed entità delle condanne rappresentano annualmente ancora una voce importante del passivo del bilancio della Giustizia, la cui eliminazione va posta come prioritario obiettivo".
"Mi preme ribadire che l'insieme delle misure programmate ed in corso di attuazione" sul fronte delle carceri "non produce un'alterazione dell'equilibrio sociale, poiché non è previsto alcun automatismo nella concessione dei benefici penitenziari. Ogni decisione è assunta dal magistrato di sorveglianza. Al Parlamento resta la responsabilità di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d'Europa".
L'attuale condizione di difficoltà in cui versa il sistema giudiziario non deve far prevalere l'erronea convinzione che le cose non possano migliorare, né costituire un alibi per l'immobilismo. Tutti possiamo contribuire a far sì che l'ottimismo della volontà prevalga sul pessimismo della ragione". 

domenica 13 ottobre 2013

Renzi, bufera sul no all’indulto. Bonino: se è il nuovo che avanza, meglio l’antico”

ROMA  - Se Matteo Renzi "è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l'antico". Lo ha detto il ministro Emma Bonino al Comitato nazionale dei Radicali italiani sulle dichiarazioni di ieri a Bari di Renzi sull'amnistia. "Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo", ha aggiunto.
''Non ho parlato contro Napolitano che legittimamente ha fatto un messaggio con sue riflessioni - spiega Renzi a In Mezz’ora su Rai3 - mentre le forze politiche devono dire come la pensano. E io ho detto che non mi sembrava serio un nuovo indulto-amnistia dopo 7 anni dall'ultimo. Non serio, non educativo e non responsabile. Il Capo dello Stato - ha proseguito - e' stato ineccepibile sia con il governo Monti che con la nascita del governo Letta, non c'e' stato nessun eccesso di intervento.Ma bisogna anche avere il coraggio di dire che su alcune cose si puo' essere in disaccordo''. Il presidente della Repubblica non e' mai uscito dai suoi poteri, neanche con l'ultimo messaggio alla Camere, anzi ha dimostrato una capacita' di servizio unica. Poi, non si puo' dire 'l'ha detto il Capo dello Stato quindi si fa cosi' punto e basta'. I partiti se non discutono su questi temi, come quello dell'amnistia, cosa ci stanno a fare?'', ha tra l'altro detto Renzi.
Zanonato: 'Renzi ragiona in termini propagandistici' - Sul tema dell'amnistia e dell' indulto Matteo Renzi, secondo il ministro per lo Sviluppo, Flavio Zanonato, "ragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo: 'mi conviene dire di più una cosa o l'altra sotto il profilo del consenso che poi alla fine ottengo?'. Non entra nel merito della questione". Per Zanonato, parlando a margine de La Repubblica delle Idee a Mestre, il merito della questione "è che le carceri, così come sono, oltre a produrre effetti drammatici sulla popolazione carceraria che è costretta vivere in una situazione assolutamente inaccettabile, produce l'effetto terribile che rimette alla fine del ciclo della pena in circolo persone che non possono avere altre alternative che continuare a delinquere, quindi con una recidiva altissima". "Vogliamo affrontare il problemi in modo propagandistico o vogliamo prendere in mano con serietà come ha fatto il presidente della Repubblica?. Non ho dubbi su questo: l'atteggiamento propagandistico di chi non vuole l'indulto perchè pensa che così prende qualche consenso in più non mi convince se è un interesse generale che va difeso".

Lupi: 'Renzi cerca consensi,Pd non pensi a Berlusconi' -Sull'amnistia ''Renzi cerca consensi a destra come a sinistra, piu' che dimostrare che sta facendo politica che richiede responsabilità''. Cosi' il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi risponde durante ''L'Intervista'' di Maria Latella su SkyTg24 ad una domanda su quanto affermato ieri dal sindaco di Firenze. ''L'amnistia e l'indulto - ha proseguito Lupi - sono stati richiesti e provocati da intervento fortemente elevato dal Presidente della Repubblica, che ha posto il tema del dramma. Ha posto il tema del dramma della carceri. Per una volta il Pd e il futuro segretario del Pd la smettiamo di pensare se le cose possono essere fatte o non fatte pensando a Berlusconi, all'unico nemico che ha tenuto unito l'opposizione''.

martedì 8 ottobre 2013

Napolitano, carceri questione “umiliante”. E parla di amnistia e indulto

ROMA - Giorgio Napolitano pone al Parlamento, attraverso un messaggio alle Camere,  "con determinazione e concretezza la questione scottante" dell'emergenza carceri, "da affrontare in tempi stretti".  Si tratta di una questione "drammatica", spiega.
"Sottopongo all'attenzione del Parlamento l'inderogabile necessità di porre fine ad uno stato di cose che ci rende corresponsabili delle violazione contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo. Esse si configurano come un'inammissibile allontanamento dai principi e dall'ordinamento si cui si basa l'integrazione europea. Ho dovuto mettere in evidenza - prosegue il Capo dello Stato - come la decisione della Corte di Strasburgo rappresenta la mortificante conferma della perdurante incapacità del sistema italiano di garantire i diritti elementari e la sollecitazione pressante ad imboccare una strada efficace. L'Italia - ricorda Napolitano - ha un anno per conformarsi" alla richiesta che arriva dalla Corte Europea. "Il termine annuale decorre da quanto il 28 maggio 2013 è stata respinta l'istanza presentata dall'Italia al fine di ottenere il riesame dalla sentenza: pertanto il termine scade il 20 maggio 2014. L'Italia - sottolinea - viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti. Alle violazioni dei diritti umani nelle carceri "si aggiungono quelle sulla durata non ragionevole dei processi".
"L'intollerabile livello di congestione delle carceri dà all'Italia il primato di sovraffollamento tra gli stati Ue con il 140,1%, mentre la Grecia è al 136,5%. La prima misura su cui intendo richiamare l'attenzione è l'indulto - dice Napolitano - che non incide sul reato e può applicasi ad un ambito esteso". Il Capo dello Stato precisa che dall'indulto sono esclusi "alcune fattispecie di reato per evitare pericolose ricadute, accompagnando l'indulto con misure amministrative volte all'effettivo reinserimento dei carcerati. Fermo restando l'esclusione dall'amnistia dei reati di particolare allarme sociale come la violenza contro donne, non ritengo che il capo dello Stato debba indicare le singole fattispecie da escludere: la perimetrazione dell'amnistia rientra nelle competenze esclusive Parlamento".
''Confido che vorrete intendere le ragioni del mio messaggio formale. Si tratta di questioni e ragioni che attengono a quei livelli di civiltà e dignità che il nostro paese non può lasciar compromettere da ingiustificabili distorsioni e omissioni della politica carceraria e della politica per la giustizia''. Così Giorgio Napolitano.

Cancellieri,ampia condivisione su carceri - "C'è ampia condivisione del messaggio del Presidente Napolitano che ha toccato temi molto, molto seri che hanno bisogno di una risposta". Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, dopo la lettura del messaggio del capo dello Stato alle Camere. "Stiamo lavorando a una vera riforma carceraria, questo alleggerimento è quello che manca".

sabato 27 ottobre 2012

Gravissima (in prospettiva) per Berlusconi l’interdizione dai pubblici uffici. Corsa contro il tempo per la prescrizione


MILANO - La condanna per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset ha portato con sè anche delle pesantissime pene accessorie per Silvio Berlusconi. L'interdizione dai pubblici uffici è uno sbarramento al Parlamento e alla vita politica dell'ex premier che, comunque, in questo momento non è operativa. Berlusconi si può ricandidare ma se la pena diventasse esecutiva nel corso del prossimo anno lo costringerebbe a lasciare qualsiasi carica.
Sorpresa durante la lettura della sentenza da parte del giudice d'Avossa che, oltre a condannare Silvio Berlusconi per frode fiscale, ha subito pubblicato le 108 pagine di motivazione. Una procedura poco utilizzata, soprattutto in processi così complessi, che fa invece capire che il problema prescrizione è stato ben recepito dal tribunale e così sta cercando di evitarlo. 
Nel 2014 infatti il processo sui diritti tv andrebbe in prescrizione ma con la lettura e la pubblicazione delle motivazioni, correndo, ci sarebbe tutto il tempo per far svolgere l'eventuale processo d'Appello e anche un giudizio della Cassazione. Insomma, entro settembre 2013 le condanne a Berlusconi potrebbero essere cancellate (come ipotizza la difesa) oppure diventare esecutive. 
A pesare di più sono comunque le pene accessorie, quelle interdizioni da pubblici uffici e dalla gestione di aziende che trattano con l'amministrazione pubblica. Insomma, un'uscita di scena dalla politica forzata. Se le pene diventassero esecutive, Berlusconi decadrebbe da qualsiasi carica istituzionale avesse nel frattempo raggiunto. 
L’indulto votato dal Parlamento nel 2006 ha condonato tre anni dalla condanna complessiva di 4 anni di reclusione . Ma, se l’ex premier incassasse una condanna definitiva sopra i 2 anni anche per il caso Ruby, automatica sarebbe la revoca del condono e l’esecuzione di entrambe le pene. E la parte civile Agenzia delle Entrate può subito andare a chiedergli i 10 milioni.