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lunedì 9 marzo 2015

CHARLIE HEBDO, altri 4 arresti, anche una poliziotta compagna di un complice di Coulibaly


PARIGI, 9 marzo - La polizia francese ha fermato 4 persone, tra cui una vicina di Amédy Coulibaly, responsabile del’attacco al supermercato cosher nel giorno dell’attentato ala redazione di Charlie Hebdo. Tra i fermati risulta esserci anche una poliziotta che è la compagna di un  complice di Coulibaly, che era forse con l’assassino al momento dell’irruzione nel supermercato.  Sottufficiale della polizia nazionale, la poliziotta si era convertita all'Islam due anni fa. Lei era di stanza a Fort Rosny-sous-Bois, che ospita le reti dei servizi segreti centrali e delle tecnologie avanzate, il servizio tecnico di ricerca giuridica e di documentazione e le operazioni di sistema e intelligenza. 

lunedì 19 gennaio 2015

NIGER, disordini anti CHARLIE HEBDO: bruciate 45 chiese, dieci morti



NIAMEY - Quarantacinque chiese sono state date alle fiamme mentre si calcolano almeno 10 morti nell'escalation di violenze, in Niger, dopo la pubblicazione delle vignette su Maometto dell'ultimo numero di Charlie Hebdo. Lo ha reso noto il governo di Niamey, che ha indetto tre giorni di lutto per le vittime. Durante le proteste anti-Charlie sono stati danneggiati, tra l'altro, 5 hotel, 36 ristoranti, un orfanotrofio e una scuola cristiana.

mercoledì 7 gennaio 2015

PARIGI, attacco islamista a "Charlie Hebdo", uccisi il direttore, 4 vignettisti e altre 7 persone

Un terrorista fugge dopo aver ucciso un poliziotto
Il diretore Charbonnieri e il vignettista Cabu, due delle vittime
I soccorsi a uno dei feriti
PARIGI, 7 gennaio - Un nuovo attacco, il più grave della sua storia, contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, famoso anche per le sue vignette antislamiche. Uomini incappucciati e armati hanno fatto irruzione stamani nella sede del giornale aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Almeno 12 persone sono state uccise, tra cui due agenti di polizia, altre quattro sono rimaste gravemente ferite, stando al bilancio del presidente francese François Hollande, immediatamente giunto sul luogo della strage. Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco i due assalitori sarebbero riusciti a fuggire, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto e investendo anche un pedone. 
Nell'attacco sono rimasti uccisi sia il direttore e vignettista Charb (Stephane Charbonnier), sia uno dei disegnatori più importanti, Cabu ed altri tre vignettisti. tra i quali l'altrettanto celebre Wolinski.
I due durante l'attentato hanno gridato "Allah u Akbar", Dio è grande: lo testimoniano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot, trasmesse da France Televisions. Altri testimoni hanno detto di aver sentito che gli assalitori gridavano "vendicheremo il Profeta".
"E' stato un attentato terroristico, non c'è dubbio. La Francia è sotto shock", ha dichiarato Hollande. "Diversi attentati - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - sono stati sventati nelle ultime settimane". Posti di blocco sono stati organizzati in tutta Parigi e il governo ha deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France, la regione di Parigi. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Il settimanale, già in passato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto, aveva pubblicato stamani in copertina una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi "Sottomissione", che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Circa un'ora prima dell'attacco, sul profilo twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno.

L'auto con cui i responsabili dell'attacco a Charlie Hebdo sono fuggiti è stata ritrovata per strada nel 19esimo arrondissement di Parigi, estremità nordest della città. Lo riferisce il sito di Le Parisien. Secondo altri media online, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell'area.

Charlie Hebdo

Come scrive "La Stampa", "Charlie Hebdo" è un simbolo del giornalismo francese, un giornale nato e cresciuto negli anni 70, che si autodefiniva con ironia “bete e méchant”, bestiale e cattivo, iconoclasta, un giornale che disturbava l’opinione pubblica perbenista, capace anche di ironizzare su Charles De Gaulle il giorno della sua morte e che per questo chiuso per un po’. 
Nato dalle ceneri di Hara-Kiri, lanciato da Georges Bernier e François Cavanna, Charlie Hebdo è un giornale a fumetti satirico che ha fatto della provocazione la sua cifra costituente. “Journal bete et méchant”, secondo l’autodefinizione degli autori. Vi hanno lavorato negli anni caricaturisti come Francis Blanche, Topor, Fred, Reiser, Wolinski, Gébé, Cabu. Più volte chiuso e poi riaperto in seguito a denunce e a crisi editoriali. Il nome Charlie viene scelto nel 1969 quando il giornale appare sostanzialmente come versione francese dell’italiano Linus e come quest’ultimo prendi il nome da un personaggio dei Peanuts (Charlie Brown). Nel 1992 assume l’attuale identità. Il giornale è sostanzialmente espressione di una sinistra culturale. Tuttavia vi si trovano le opinioni e le posizioni più diverse e anche contrapposte. 
Nel 2002 aveva preso posizione a favore di Oriana Fallaci quando venne pubblicata in Francia “La rabbia e l’orgoglio”, il suo pamphlet contro i cedimenti occidentali all’islamismo. Nel 2006 CB pubblicò le famose vignette di satira su Maometto e i costumi musulmani che erano uscite sul settimanale danese Jyllands-Posten provocando manifestazioni violente di protesta in tutto il mondo islamico. Disegnatori e giornalisti danesi vennero minacciati ripetutamente. Charlie Hebdo scelse di pubblicare quelle vignette aggiungendone altre francesi per solidarietà e per marcare una linea di libertà di espressione contro tutte le intolleranze religiose. La pubblicazione provocò proteste nella comunità musulmana francese, il Consiglio del culto musulmano chiese che il giornale venisse sequestrato, lo stesso presidente della Repubblica Jacques Chirac censurò la scelta di Charlie Hebdo. Da allora il giornale – che pure tratta con articoli e vignette tutti i temi di società - è stato bersaglio di polemica da parte degli esponenti musulmani. Da allora un presidio di polizia era stato istituito davanti alla sede del giornale. 

mercoledì 19 settembre 2012

Parigi: intimidazioni alla redazione di Charlie Hebdo. Chiusa per precauzione scuola francese inTunisia


PARIGI - La redazione di Charlie Hebdo "ha ricevuto in queste ultime ore minacce e intimidazioni". "Ma non ci piegheremo": lo ha detto una delle redattrici del settimanale, Zineb El Rhazoui, intervistata dall'ANSA nella sede del giornale. Il sito del settimanale, ha annunciato la redazione, "è stato piratato".
Intanto sta andando a ruba il numero del settimanale satirico francese, in edicola oggi con le vignette annunciate su Maometto. Diversi giornalai del centro di Parigi hanno affermato in queste prime ore di essere stati presi d'assalto dalle richieste fin dalle prime ore del mattino, anche da parte di clienti che non acquistano mai Charlie Hebdo. Il giornale ha venduto, in  sole due ore, 75.000 copie della prima stampa. Una ristampa sarà in edicola venerdì il che dovrebbe portare il totale delle vendite, come minimo, a più di 200.000 copie.
Stamani intanto è stata vietata la manifestazione di protesta contro il film anti-Islam sabato a Parigi: lo ha annunciato il premier Jean-Marc Ayrault: "Non c'é ragione di lasciar entrare nel nostro Paese conflitti che nulla hanno a che vedere con la Francia", ha detto alla radio Rtl.
L'ambasciata francese a Tunisi ha annunciatoche una scuola francese in Tunisia sarà chiuso dal oggi pomeriggio al prossimounedi alle 9:00 come misura precauzionale dopo la pubblicazione delle vignette su Maometto in Francia. "Questa è una precauzione. Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia diretta ", ha detto L'ambasciata resterà chiusa il venerdì, il giorno della grande preghiera.