ROMA - In Piazza del Popolo, dove alle 15 ha preso il via la manifestazione dei Forconi sostenuta dall'area dura di Danilo Calvani, ci sono circa un migliaio di persone che intonano slogan contro il governo e la "casta", sventolando numerosi tricolori. Nella centralissima piazza della Capitale sono arrivate delegazioni da ogni parte d'Italia, dalla Calabria alla Toscana.
Il pericolo è quello dell'infiltrazione di frange di estrema destra, ma Danilo Calvani, uno dei leader della protesta, ha assicurato che non ci saranno manifestazioni violente all'interno del presidio. "Le uniche infiltrazioni di cui abbiamo paura sono quelle di Letta e Napolitano", ha detto a poche ore dalla manifestazione. "Nessuno provi a mettere cappelli politici sulla nostra protesta. In piazza con noi ci sono italiani eterogenei. Noi abbiamo collaborato al massimo con la questura per evitare problemi. Rispetto la scelta di chi ha deciso di non manifestare. Se uno ha dei timori è giusto così. È normale che ci siano dei rischi quando tanta gente scende in piazza. Ma noi sentiamo il dovere di metterci la faccia", ha concluso Calvani.
A Roma sarà presente anche il movimento di estrema destra Casapound, guidato dal suo vicepresidente Simone Di Stefano, arrestato e condannato nei giorni scorsi per un blitz nella sede della rappresentanza dell’Unione Europea. "Arriveremo in duemila in Piazza del Popolo - annuncia Di Stefano - Calvani dice che non ci vuole? E come ci impedirà di manifestare?". La città è blindata, anche perché ad alzare la tensione potrebbe esserci anche la protesta dei senza casa, che hanno organizzato un altro corteo in centro nel pomeriggio.
In piazza del Popolo un pensionato ha in mano un cartello con su scritto "40 anni fa si parlava di compromesso storico, oggi siamo davanti al tradimento storico. Bisogna ricominciare, tutti a casa". Un altro manifestante, arrivato da Firenze, distribuisce un volantino con su impresso il "codice etico" con al primo punto "L'Italia è una repubblica ai sensi dell'articolo 1 della costituzione italiana". Sul retro ricorda che il 9 dicembre 2012 è iniziato il movimento spontaneo di liberazione e di ri-costituzione della Repubblica italiana da parte del popolo italiano. In un capannello di persone, dove si discute di politica, si sente forte la posizione di un romano. "Magnano, bevono e se la ridono, devono annà tutti a casa".
"Ci controllano". Enrico Leoni, uno dei portavoce del presidio davanti alla stazione Ostiense a Roma, ha denunciato che un'attivista ha trovato una cimice nascosta dentro un braccialetto appeso a un'inferriata alle spalle delle tende che sono montate dal 9 dicembre scorso: "Ci vogliono controllare" afferma Leoni.
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