venerdì 13 dicembre 2013

Liberato in Nigeria il geometra catanese rapito

RANDAZZO (Catania)- "Mio padre è libero e sta bene". Salvatore Rizzo conferma  la liberazione del padre Marcello, 55 anni, geometra, sequestrato nei giorni scorsi in Nigeria, e invita i giornalisti "al rispetto della privacy" della famiglia, che è provata dalla vicenda. "Ma vogliamo ringraziare il ministro Emma Bonino, la Farnesina e l'unità di crisi - aggiunge - perché in questi giorni così difficili sono stati parte integrante della nostra famiglia, notte e giorno".
Il rapimento di Rizzo, dipendente di una ditta  messinese che collabora con l'impresa edile Gitto, era avvenuto  nel sud della Nigeria, verso il delta del Niger, in un'area  petrolifera generalmente estranea al terrorismo islamico di Boko  Haram (attivo nel nord-est) e agli scontri interconfessionali  che insanguinano altre province. Ma dove non sono mancati negli  ultimi anni sequestri di stranieri a scopo d'estorsione. Il tecnico italiano era stato catturato - secondo le prime  ricostruzioni - insieme con l'autista, poi rilasciato, nel sud  del paese. Poche le informazioni arrivate sulla dinamica del  rapimento e della liberazione anche alla luce del «più stretto  riserbo» che da sempre la Farnesina chiede in questi casi per  agevolare una «soluzione positiva». Rizzo lavorava in Nigeria, paese ricco di risorse ma anche  teatro di violenze, instabilità e sequestri a ripetizione, da  otto anni.   

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