TARANTO - La corte d'Assise di Taranto ha deciso di astenersi nel processo sull'omicidio di Sarah Scazzi trasmettendo gli atti al presidente del Tribunale dopo la diffusione del video con fuori onda tra presidente e giudice a latere. L'udienza è stata rinviata a domani. Questa la dichiarazione letta in aula in apertura di udienza dal presidente della Corte di Assise: "Le sottoscritte Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini, rispettivamente presidente e giudice a latere della Corte di Assise di Taranto, preso atto dell'invito ad astenersi avanzato nell'udienza del 25 marzo 2013 dagli avvocati Coppi e De Jaco, difensori delle imputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano, ritenuto che le frasi captate prima dell'inizio dell'udienza in data 19 marzo 2013 non siano espressive di un parere e di un convincimento sull'oggetto delle imputazioni, trattandosi di mere considerazioni in termini interrogativi circa le possibili strategie difensive in sede di discussione finale (coordinamento o alternatività tra loro delle impostazioni difensive inerenti posizioni processuali collegate? Radicale confutazione o meno delle ipotesi ricostruttive illustrate dalle altre parti processuali?); ritenuto tuttavia, ferma la consapevolezza della propria serenità di giudizio, l'opportunità di sottoporre al vaglio dell'autorità competente la valutazione dei fatti, ove ravvisi gravi ragioni di opportunità;Visto l' art. 36 c.p.p.; Dichiarano di astenersi dalla trattazione del processo a carico di Misseri Michele Antonio + 8, disponendo la trasmissione degli atti al sig. Presidente del Tribunale". Dopo la decisione della Corte di Assise di Taranto il presidente del Tribunale, Antonio Morelli, può scegliere tra due strade, decidendo con decreto "senza formalità di procedura", cioé senza comparizione delle parti ma trasmettendo la decisione alla cancelleria della Corte di Assise. Se il presidente del Tribunale ritiene che non ci siano le condizioni per l'astensione della Corte di Assise, dispone che il processo prosegua con la medesima composizione togata. In caso di accoglimento dell'astensione, invece, nel provvedimento (articolo 42, secondo comma, del codice di procedura penale) il presidente del Tribunale dichiara anche "se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia". Il passo successivo è la sostituzione del presidente e del giudice a latere della Corte di Assise.
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martedì 26 marzo 2013
martedì 8 gennaio 2013
“Sarah potrebbe essere morta impiccata”
TARANTO - Sarah Scazzi potrebbe non essere stata strangolata: sarebbe morta impiccata. A sostenerlo è il direttore del Dipartimento di scienze anatomiche, istologiche, medico-legali e dell'apparato locomotore dell'università La Sapienza di Roma, Paolo Arbarello, consulente della difesa di Sabrina Misseri. "Non ci sono elementi per affermare con certezza che la sfortunata ragazza sia morta per strangolamento", ha spiegato nel corso del processo.
Arbarello ha sottolineato come "il livello in cui si colloca la lesione non è compatibile con lo strangolamento. Guardando le foto, la fascia è molto sotto il mento. Non c'è una ragione che mi spieghi, anche in termini isto-patologici, perché la cute della povera ragazza immersa in acqua abbia questa fascia preservata".
Il solco biancastro sarebbe, secondo l'esperto, più compatibile con l'impiccamento. La compressione del collo, ha precisato il docente universitario, avrebbe dovuto provocare un'emorragia che non è stata riscontrata in sede di esame autoptico.
Arbarello ha quindi criticato la metodologia utilizzata dal medico legale Luigi Strada, consulente dei pubblici ministeri, sia in relazione alla scelta di eseguire un solo prelievo, ai fini degli esami istologici, per la zona che riguarda il collo, sia per l'esame del contenuto gastrico e intestinale, ritenuto non approfondito. "E' irrituale - ha detto - che nel corso dell'autopsia non si faccia un prelievo del contenuto gastrico".
Tutto ciò, come giova a Sabrina?
mercoledì 12 dicembre 2012
Gaffe di Michele Misseri: parla al plurale del dopo omicidio di Sarah. A chi si riferisce?
TRAPANI - "Ho preso i vestiti di Sarah dopo aver gettato il cadavere nel pozzo quando ce ne siamo andati". A parlare del delitto della 15enne di Avetrana durante la nuova udienza del processo è ancora una volta Michele Misseri, che continua ad accusarsi dell'omicidio. Ma anche questa volta ha commesso una gaffe, parlando al plurale come se fosse stato aiutato da qualcuno a occultare il corpo della ragazzina.
Durante la sua testimonianza in corte d'Assise, mentre il pm Mariano Buccoliero cercava tra i verbali il contenuto di una intercettazione, Michele Misseri ha preso dalla tasca della sua giacca una corda e si è alzato per mimare qualcosa. Il presidente Rina Trunfio ha detto al teste che non poteva parlare a ruota libera dal momento che si trattava di un controesame e non di dichiarazioni spontanee.
Misseri si è allora seduto di nuovo e ha ripreso a rispondere alle domande dell'accusa. I pubblici ministeri hanno rivolto altre contestazioni al contadino, che si è contraddetto ricordando alcune telefonate in cui parlava con il nipote Cosimo Cosma, imputato per soppressione di cadavere. Tra molte contraddizioni e anche parecchi "non ricordo", Misseri ha ricostruito i momenti successivi all'occultamento del cadavere nel pozzo di contrada "Mosca", nei pressi del paese.
Il pm ha approfondito anche la famosa telefonata tra Michele e il fratello Carmine, sempre nel pomeriggio del 26 agosto, mentre il primo presumibilmente si trovava in campagna nella zona del pozzo. In quell'occasione, il contadino di Avetrana avrebbe detto al secondo che nel caso avesse telefonato sua moglie Cosima doveva dire che era andato in campagna a controllare i cavalli perché non scappassero.
In una intercettazione ambientale in carcere del maggio 2011, come ha rilevato il pm Mariano Buccoliero, Michele, in quel momento detenuto, e la moglie Cosima Serrano che era andata a trovarlo in carcere, parlano in modo piuttosto animato proprio di questa circostanza.
Ad un certo punto del processo, Misseri è sbottato contro i due pm: "Voi non volete la verità, la verità la voglio solo io per quella poveretta. Io l'ho ammazzata una volta ma voi chissà quante volte la state ammazzando". Subito dopo, il presidente della Corte d'Assise, Rina Trunfio, ha richiamato il teste chiesdendogli di limitarsi a rispondere alle domande senza fare commenti. Misseri è apparso comunque provato di fronte alle domande incalzanti dell'accusa e spesso ha risposto con dei "non ricordo".
mercoledì 5 dicembre 2012
Zio Michele in Corte d’Assise: “Ho ucciso io Sarah Scazzi, non ne posso più di questo rimorso”
TERAMO - “Ho ucciso io Sarah, questo rimorso non lo posso più portare dentro di me''. Lo ha detto Michele Misseri nel corso della sua deposizione in Corte d'Assise per il processo Scazzi. Subito dopo il suo difensore, Armando Amendolito, ha rimesso il mandato. La Corte d'assise ha disposto una pausa di cinque minuti.
"Non è stata Sabrina ad uccidere Sarah" dice piangendo a Franco Coppi, difensore di sua figlia Sabrina accusata dell'omicidio di Sarah Scazzi. "Quindi a provocare la morte di Sarah è stato lei, lo sta dicendo davanti alla Corte d'Assise", ha insistito il legale: "Si, sono stato io", ha risposto il contadino.
Misseri ha spiegato che quel pomeriggio del 26 agosto, dopo aver pranzato velocemente, è sceso nel garage. "Il trattore non partiva - ha detto - ero già nervoso dalla mattina. Il portone del garage era tutto aperto: Sarah non l'ho vista scendere, è giunta improvvisamente alle mie spalle. Mi ha chiesto perché stavo gridando. Non so cosa volesse". "Io ho detto - ha continuato- 'Sarah vattene'. Non ho capito bene cosa voleva da me. Mi stava dando fastidio così ho preso la corda e l'ho uccisa".
"Mi dispiace perché Sabrina si è sacrificata per me'': ha spiegato in lacrime. Il contadino ha dichiarato che in occasione del sopralluogo nel garage con gli inquirenti era stato "drogato", riferendosi a degli psicofarmaci che gli sarebbero stati somministrati mentre era in carcere. Misseri ha ricostruito quanto avvenuto il 26 agosto del 2010 a partire dalla prima mattinata, quando si recò a un Consorzio per acquistare due lattine di olio e in seguito andò in campagna con il fratello Carmine.
Al ritorno passò dalla banca per depositare un assegno. ''Quel particolare l'ho ricordato in un secondo momento. Il bancario - ha sottolineato 'zio Michele' - mi disse che ci voleva la firma di mia moglie. Risposi che sarei tornato, ma lui mi consentì di firmare al suo posto perché ci conoscevamo da tanto tempo''. Misseri ha poi precisato che quel giorno aveva un forte mal di testa e che al suo ritorno a casa stava quasi facendo un incidente stradale. "L'auto ha sbandato e stavo finendo fuori strada. Non so nemmeno io come sono riuscito a rimettermi in carreggiata. Peccato - ha dichiarato piangendo - perché sarebbe stato meglio, la bambina si sarebbe salvata". Per continuare la sua deposizione ora Michele Misseri dovrà trovare un difensore d'ufficio dopo la rinuncia al mandato del suo legale.
martedì 21 febbraio 2012
L'amica di Sabrina: era molto gelosa di Ivano
TARANTO - E' durato in tutto cinque ore l'interrogatorio di Mariangela Spagnoletti, l'amica di Sarah Scazzi e Sabrina Misseri. Nella sesta udienza in corte d'Assise a Taranto del processo per l'omicidio di Avetrana, Spagnoletti, teste dell'accusa, e' stata sentita sui rapporti tra Sabrina e Ivano Russo. Mariangela Spagnoletti ha confermato quanto gia' detto nei primi interrogatori, ovvero che Sabrina era infastidita delle premure e delle attenzioni che Ivano rivolgeva a Sarah, che la trattava come se fosse un fratello maggiore, che la stessa Sabrina avrebbe voluto avere una storia con Ivano, che vedeva Ivano troppo vicino a Sarah.
Ha quindi aggiunto di aver incontrato Sabrina quel pomeriggio del 26 agosto 2010 in strada e abbastanza agitata (Mariangela, Sabrina e Sarah avrebbero dovuto incontrarsi per andare a mare insieme), mentre Sabrina ha sempre detto che quando arrivo' Mariangela a casa sua, in via Grazia Deledda ad Avetrana, lei si trovava nella veranda.
Ha quindi aggiunto di aver incontrato Sabrina quel pomeriggio del 26 agosto 2010 in strada e abbastanza agitata (Mariangela, Sabrina e Sarah avrebbero dovuto incontrarsi per andare a mare insieme), mentre Sabrina ha sempre detto che quando arrivo' Mariangela a casa sua, in via Grazia Deledda ad Avetrana, lei si trovava nella veranda.
martedì 7 febbraio 2012
La mamma di Sarah Scazzi in Corte d'Assise: mia figlia, una ragazzina solare
TARANTO - Dopo la testimonianza di Claudio Scazzi, durata circa due ore, è stata la volta in Corte d'Assise della deposizione di Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana, uccisa il 26 agosto 2010. La donna ha ricostruito gli ultimi momenti di vita della figlia, dall'uscita nel primo pomeriggio da casa, fino agli istanti drammatici del ritrovamento del cadavere.
"Sarah era una ragazzina allegra, solare. Non si sapeva tenere niente dentro. Tutto quello che sentiva dire in giro raccontava. Ultimamente - ha detto la madre della vittima - l'avevo vista cambiata. Era sicura, energica. Sembrava che avesse acquisito autorità, si imponeva. Sarah mi raccontava di Sabrina e Ivano. Diceva che Sabrina voleva più della semplice amicizia, ma Ivano non la voleva come compagna. Sarah criticava Sabrina, diceva che non aveva dignità perché si faceva trattare in quel modo. Una volta la sentii parlare al telefono con la cugina. Sarah disse: "Lui non ti vuole? Io gli avrei tirato un calcio".
"Sarah era una ragazzina allegra, solare. Non si sapeva tenere niente dentro. Tutto quello che sentiva dire in giro raccontava. Ultimamente - ha detto la madre della vittima - l'avevo vista cambiata. Era sicura, energica. Sembrava che avesse acquisito autorità, si imponeva. Sarah mi raccontava di Sabrina e Ivano. Diceva che Sabrina voleva più della semplice amicizia, ma Ivano non la voleva come compagna. Sarah criticava Sabrina, diceva che non aveva dignità perché si faceva trattare in quel modo. Una volta la sentii parlare al telefono con la cugina. Sarah disse: "Lui non ti vuole? Io gli avrei tirato un calcio".
martedì 10 gennaio 2012
A Taranto iniziato il processo per Sarah Scazzi: Sabrina Misseri in lacrime
TARANTO - E' cominciata nel Palazzo di giustizia di Taranto la prima udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, strangolata ad Avetrana il 26 agosto 2010. In una gabbia alla sinistra della Corte di Assise ci sono le uniche detenute, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, accusate del delitto. In tutto gli imputati sono nove. Sabrina, ad inizio di udienza, e' scoppiata più' volte in lacrime. Nel pubblico presente anche il sindaco di Avetrana, Mario De Marco: il Comune chiedera' di costituirsi parte civile nei confronti della famiglia Misseri.
La famiglia della vittima e' in aula. Giacomo Scazzi, Concetta Serrano e il loro figlio Claudio sono giunti poco prima delle 9 accompagnati dai loro legali. In aula c'e' anche Michele Misseri, accompagnato dal suo legale, Armando Amendolito. L'agricoltore di Avetrana e' passato dinanzi ai famigliari di Sarah e ora e' seduto a distanza su una sedia vicino ad una delle due 'gabbie'.
Oltre 50 i giornalisti accreditati - per i quali e' stata allestita una apposita aula con due monitor - pero' lo show e' rimandato: quella di oggi e' un'udienza prettamente tecnica, per le procedure preliminari come l'ammissione dei mezzi di prova, delle testimoniane, delle costituzioni di parti civili e per la calendarizzazione del dibattimenti.
Oltre 50 i giornalisti accreditati - per i quali e' stata allestita una apposita aula con due monitor - pero' lo show e' rimandato: quella di oggi e' un'udienza prettamente tecnica, per le procedure preliminari come l'ammissione dei mezzi di prova, delle testimoniane, delle costituzioni di parti civili e per la calendarizzazione del dibattimenti.
Oggi a Taranto inizia il processo per l'uccisione di Sarah Scazzi. Sabrina Misseri: non voglio foto
TARANTO - E' sempre lei, Sabrina Misseri, la grande protagonista. Oggi si apre il processo Scazzi, e la cugina più grande della piccola Sarah, Sabrina appunto, torna a far parlare di sè. Lei però non ci sta a tornare sotto i riflettori. E' convinta di rischiare l'ergastolo ma ribadisce la sua innocenza e annuncia: non voglio foto e non voglio essere ripresa.
Non ha nessuna voglia, Sabrina, di "fare la tigre in gabbia",. Non vuole essere la regina della scena, e preferisce tenersi lontano da giornalisti e fotografi. Tanto che al suo avvocato, Nicola Marseglia, ha chiesto di fare di tutto per evitare che da quell'aula di tribunale a Taranto, dove da domani comincerà il processo per il delitto Scazzi, esca una sola immagine.
Sabrina è in carcere a Taranto con sua madre Cosima e le due donne si sono sempre proclamate innocenti. I pm sono invece convinti che madre e figlia abbiano ucciso la piccola Sarah e che il padre di Sabrina Michele, scarcerato, sia stato coinvolto solo successivamente, quando le due donne gli avrebbero chiesto di aiutarle a disfarsi del cadavere della ragazzina.
Sabrina insomma per la Procura è un'assassina. Ma lei, anche se dice di temere l'ergastolo, resta determinata: non smetterà di difendersi. "Combatterò fino alla fine", assicura.
Da giorni Sabrina studia le carte del processo. Al suo legale ha chiesto un codice penale. Per continuare la sua battaglia, che ricomincia dall'aula Alessandrini del tribunale di Taranto.
Sabrina è in carcere a Taranto con sua madre Cosima e le due donne si sono sempre proclamate innocenti. I pm sono invece convinti che madre e figlia abbiano ucciso la piccola Sarah e che il padre di Sabrina Michele, scarcerato, sia stato coinvolto solo successivamente, quando le due donne gli avrebbero chiesto di aiutarle a disfarsi del cadavere della ragazzina.
Sabrina insomma per la Procura è un'assassina. Ma lei, anche se dice di temere l'ergastolo, resta determinata: non smetterà di difendersi. "Combatterò fino alla fine", assicura.
Da giorni Sabrina studia le carte del processo. Al suo legale ha chiesto un codice penale. Per continuare la sua battaglia, che ricomincia dall'aula Alessandrini del tribunale di Taranto.
lunedì 24 ottobre 2011
Cosima Serrano: "Io stavo dormendo, non ho visto nulla"
| Cosima Serrano |
Cosima, che stringeva in mano qualche appunto ma ha parlato a braccio, ha confermato la sua versione riguardo l'sms ricevuto da Sarah a cui i Pm non credevano, "Sabrina quel giorno ha mandato un messaggio a Sarah per andare al mare" e poi ha spiegato il motivo della sua visita a casa dei genitori di Francesca, l'amica del cuore di Sarah: "Non sono andata lì per minacciare nessuno, ma solo per sapere se Sarah chattava con il computer della sua amica".
A conclusione del suo intervento Cosima ha risposto all'accusa di aver ucciso la nipote per poter riscuotere un'eredità: "Prima di me c'erano molti altri parenti che avrebbero avuto diritto all'eredità, cosa dovevo fare Giudice, ammazzare mezzo paese?".
Giovedì il sostituto procuratore Buccoliero aveva confermato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere per Cosima Serrano e Sabrina Misseri e aveva chiesto il giudizio anche per Michele Misseri, marito e padre delle due donne, accusato di averle aiutate a nascondere il corpo.
Madre e figlia sono detenute nel carcere di Taranto. Sabrina dal 15 ottobre 2010, Cosima dal 26 maggio.
lunedì 17 ottobre 2011
Sabrina Misseri: "Sono innocente, mio padre è un vigliacco". Michele Misseri: "Mia figlia ha ragione"
TARANTO - E' durata un paio di minuti la dichiarazione spontanea di Sabrina Misseri, accusata dell'omicidio della cugina Sarah Scazzi, davanti al gup di Taranto, Pompeo Carriere. La ragazza ha proclamato la sua innocenza e avrebbe detto che suo padre è un vigliacco, senza mai rivolgersi a lui né guardarlo negli occhi.
Poi, nell'udienza preliminare che si è svolta a porte chiuse nel Tribunale di Taranto, ci sono state le dichiarazioni spontanee di Michele Misseri, che, come annunciato, ha consegnato al gup Pompeo Carriere un memoriale di 18 pagine scritto in carcere, nel quale si dichiara unico colpevole dell'omicidio. Il contadino di Avetrana ha anche rilasciato lunghe dichiarazioni spontanee, ribadendo la sua colpevolezza e ribadendo la versione fornita più recentemente.
Michele Misseri è tornato anche ad accusare l'avvocato Daniele Galoppa, suo ex difensore nel processo, di averlo convinto a denunciare sua figlia, dicendo cose non vere. Affermazioni per le quali il legale lo avrebbe già denunciato per diffamazione.
Cioè ha affermato che Sarah è morta perché avrebbe sbattuto la testa sul compressore mentre cercava di allontanarsi per sfuggire alle sue avance. In tal modo, Michele scagiona la figlia e la moglie, addossandosi tutte le responsabilità del delitto.
"Mia figlia ha ragione, sono io l'unico colpevole": lo ha detto Michele Misseri parlando con i giornalisti all'uscita del tribunale di Taranto. "Ho sentito che mi ha chiamato vigliacco - ha detto - e lei ha ragione". "Sul conto di mia figlia e di mia moglie - ha continuato - non ci sono le prove"Michele Misseri è tornato anche ad accusare l'avvocato Daniele Galoppa, suo ex difensore nel processo, di averlo convinto a denunciare sua figlia, dicendo cose non vere. Affermazioni per le quali il legale lo avrebbe già denunciato per diffamazione.
domenica 16 ottobre 2011
Michele Misseri in tv: ho ucciso io Sarah, domani consegnerò un mio memoriale ai giudici
ROMA - Michele Misseri consegnerà un suo memoriale al giudice, nel quale conferma di avere ucciso da solo Sarah Scazzi. L'uomo lo ha spiegato nel corso di un'intervista a Domenica Cinque. "Le versioni che ho rilasciato - ha detto - sono cambiate prima dell'incidente probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall'inizio alla fine".
Ai microfoni della Panicucci, lo zio di Sarah Scazzi ha parlato anche del movente dell'omicidio: "E' che ero nervoso perché il trattore non partiva. Sto dicendo la verità e Concetta deve aver fiducia in me. Mi hanno indotto a tirare in ballo mia figlia, ma lei e mia moglie sono innocentissime". "Ora mia figlia e mia moglie sono cariche di odio nei miei confronti", ha continuato.
Il papà di Sabrina ha raccontato passo dopo passo i momenti di quel tragico giorno: “Da tempo non stavo bene con la mia famiglia, con mia moglie, ma non riuscivo mai a sfogarmi. Quel maledetto giorno avevo preso in prestito un attrezzo e volevo andare a lavorare nei campi. Poi ero nervoso, il trattore si era rotto, ero in garage, ed è scesa la ragazza (Sarah Scazzi, ndr); non la nominerò più, perché la famiglia Scazzi mi ha chiesto di non farlo. Lei scese nel garage tra le 14.20 e le 14.30 e mi chiese perché urlavo e bestemmiavo; le ho detto di andarsene, lei è rimasta e l’ho presa di spalle: all’improvviso ho sentito un calore alla testa e non ho capito più nulla; lei mi ha tirato un calcio, io ho trovato una corda e l’ho uccisa. Non mi sono accorto di ciò che stava succedendo; me ne sono reso conto quando il suo cellulare suonava, lei ce lo aveva in mano, e io l’ho lasciata cadere ed è caduta col collo sul compressore. Lì mi sono accorto di averla uccisa. Avevo capito che avevo combinato un guaio.”
“Ho chiesto scusa anche a Concetta – ha precisato Misseri - ma solo tramite la tv perché non so come possa reagire a dirglielo di persona”. Zio Michele ha infine spiegato il perché dei continui cambiamenti di versione: “Sono stato condizionato; le versioni che ho rilasciato sono cambiate prima dell’incidete probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall’inizio alla fine. Io ho sempre parlato al plurale, era il mio linguaggio. Adesso sto imparando l’italiano”. "Venerdì, in tribunale, ho visto mia figlia e mia moglie cariche di odio nei miei confronti – ha concluso Misseri -. Io però non sono riuscito a parlare perché la notte precedente ero stato male: qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio appese al cancello di casa mia, come a volermi dire che mi dovevo ammazzare”.
Il papà di Sabrina ha raccontato passo dopo passo i momenti di quel tragico giorno: “Da tempo non stavo bene con la mia famiglia, con mia moglie, ma non riuscivo mai a sfogarmi. Quel maledetto giorno avevo preso in prestito un attrezzo e volevo andare a lavorare nei campi. Poi ero nervoso, il trattore si era rotto, ero in garage, ed è scesa la ragazza (Sarah Scazzi, ndr); non la nominerò più, perché la famiglia Scazzi mi ha chiesto di non farlo. Lei scese nel garage tra le 14.20 e le 14.30 e mi chiese perché urlavo e bestemmiavo; le ho detto di andarsene, lei è rimasta e l’ho presa di spalle: all’improvviso ho sentito un calore alla testa e non ho capito più nulla; lei mi ha tirato un calcio, io ho trovato una corda e l’ho uccisa. Non mi sono accorto di ciò che stava succedendo; me ne sono reso conto quando il suo cellulare suonava, lei ce lo aveva in mano, e io l’ho lasciata cadere ed è caduta col collo sul compressore. Lì mi sono accorto di averla uccisa. Avevo capito che avevo combinato un guaio.”
“Ho chiesto scusa anche a Concetta – ha precisato Misseri - ma solo tramite la tv perché non so come possa reagire a dirglielo di persona”. Zio Michele ha infine spiegato il perché dei continui cambiamenti di versione: “Sono stato condizionato; le versioni che ho rilasciato sono cambiate prima dell’incidete probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall’inizio alla fine. Io ho sempre parlato al plurale, era il mio linguaggio. Adesso sto imparando l’italiano”. "Venerdì, in tribunale, ho visto mia figlia e mia moglie cariche di odio nei miei confronti – ha concluso Misseri -. Io però non sono riuscito a parlare perché la notte precedente ero stato male: qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio appese al cancello di casa mia, come a volermi dire che mi dovevo ammazzare”.
venerdì 14 ottobre 2011
La madre di Sarah Scazzi: "quei tre sanno la verità"
| Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi |
AVETRANA - "L'ho sempre detto sin dall'inizio: il ruolo di Cosima ancora non riesco a definirlo e poi sarebbe anche ora che parlasse, lei che non parla mai". Lo ha detto incontrando i giornalisti ad Avetrana Concetta Serrano, madre di Sarah. "Cosima, Sabrina e Michele hanno soppresso il corpo di Sarah - ha aggiunto - quindi c'é da pensare che tutti e tre sappiano la verità. Quindi parlino".
Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi cominciò a sospettare che la famiglia della sorella Cosima sapesse qualcosa della scomparsa di sua figlia il 26 agosto 2010, il giorno in cui la ragazza fu uccisa. Lo ha detto accogliendo i giornalisti in casa sua ad Avetrana. "Quel pomeriggio - ha detto - quando siamo andati in caserma, Cosima trattenendo le lacrime ma in maniera molto arrabbiata disse 'questa volta Sarah l'ha fatta veramente grossà. Ma che loro avessero ucciso Sarah non mi passava per la mente".
"Dico a Sabrina che se dice la verità, starà bene lei stessa. Se la verità non continua a dirla, sono certo che Dio Geova farà parlare persino le pietre per far uscire fuori la verità. Perché se Sarah ha sofferto pochi istanti, la sofferenza che lei potrà provare a non dire la verità sarà un tormento senza pace", ha aggiunto Concetta.
"Mi dà tantissimo fastidio che Michele continui a piangere e a pregare quando parla di Sarah, perché così continua ad infangare il nome di Sarah", ha aggiunto. "Un tempo mi faceva pena, ora lui mi fa schifo, come il resto della famiglia, - ha detto ancora - ma la cosa che oggi mi fa più male è che ancora non dicono la verità".
"Si concentrano tutti su questi possibili criminali, sembrano dei miti, mentre Sarah viene dimenticata da tutti. La sogno spesso come se fosse viva. Tutti la conoscevamo come una ragazza allegra, solare, sorridente". E' l'immagine di sua figlia che Concetta ha voluto sottolineare ai giornalisti.
E ha avuto parole dure anche nei confronti di una parte dei media che stanno seguendo il caso. "La stampa, nel periodo della scomparsa di Sarah - ha detto - ha aiutato molto. Se non ci fosse stata la stampa, non penso che Sarah sarebbe stata trovata. Però disprezzo il lavoro di certi giornalisti che invece di concentrarsi sulla giustizia, sulla verità, si concentrano su altro". "Per esempio, quando sono andati ad intervistare Michele quando è uscito dal carcere, è stata una cosa di pessimo gusto. Certi giornalisti - ha concluso - fanno un lavoro squallido".
Il gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere, al termine dell'udienza preliminare odierna per l'uccisione di Sarah Scazzi, ha respinto tutte le richieste avanzate dal collegio difensivo dei 13 imputati. Il giudice ha accolto solo la richiesta, formulata da uno dei difensori di Sabrina Misseri, l'avv.Nicola Marseglia, di completare nella forma dell'incidente probatorio l'accertamento su una macchia rilevata sul sedile posteriore della Opel Astra Station Wagon di Cosima Serrano, sequestrata il 26 maggio scorso quando la donna venne arrestata. Il conferimento dell'incarico al perito, che dovrebbe fornire i risultati entro una quindicina di giorni, avverrà nell'udienza preliminare di giovedì 20 ottobre.
giovedì 13 ottobre 2011
La Corte di Cassazione: il processo per la morte di Sarah Scazzi resta a Taranto
| Sabrina Misseri e la madre Cosima |
Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Severo Chieffi, che ha respinto la richiesta dei difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano che avevano chiesto di spostare il processo in altra sede poiche' a Taranto si era venuto a creare un clima poco sereno. La tesi della richiesta era stata accettata dalla Procura generale della Cassazione. Ieri nell'udienza di camera di consiglio il sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta aveva chiesto di trasferire il processo a Potenza.
Domani si svolgera' a Taranto l'udienza preliminare che vede come indagati Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano.
I giudici di Taranto avevano sospeso il procedimento in attesa della decisione della Corte di Cassazione.
lunedì 26 settembre 2011
Omicidio di Sarah Scazzi: la Cassazione annulla con rinvio al Tribunale della Libertà le ordinanze di custodia in carcere per Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Le due donne restano "dentro"
ROMA - Annullate con rinvio le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano. Lo ha deciso la Cassazione che ha disposto un nuovo esame, da parte del tribunale della Liberta' di Taranto, della posizione e delle accuse a carico delle due imputate per l'omicidio e il sequestro della quindicenne Sarah Scazzi uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Le due donne rimangono in carcere.
lunedì 29 agosto 2011
Sarah Scazzi: il gup accoglie la richiesta di rimessione del processo, rinviandolo al 10 ottobre. E la Cassazione deciderà sull'incompatibilità ambientale
| Sarah Scazzi |
Alla sbarra compaiono 13 imputati. Cosima Serrano e Sabrina Misseri, zia e cugina della vittima, sono accusate, in concorso tra loro, di omicidio e sequestro di persona e, insieme a Michele Misseri (marito di Cosima) e a un fratello e un nipote di quest'ultimo - Carmine Misseri e Cosimo Cosma - anche della soppressione del cadavere. Il corpo di Sarah venne gettato in un pozzo-cisterna in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana. Tra gli imputati ci sono anche quattro avvocati, accusati a vario titolo di favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia, soppressione di atti veri e infedele patrocinio, e quattro presunti favoreggiatori. Questi ultimi sono parenti o conoscenti di Giovanni Buccolieri, fioraio di Avetrana che a distanza di mesi dall'omicidio raccontò agli inquirenti di aver visto, il 26 agosto 2010, Cosima costringere in strada Sarah a salire a bordo della sua auto, e due giorni dopo ritrattò tutto sostenendo che era stato un sogno.
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