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domenica 9 dicembre 2012

Brindisi: scontro frontale, morte due sedicenni


BRINDISI - Due ragazze di 16 anni sono morte in un incidente stradale sulla provinciale che collega Erchie (Brindisi) ad Avetrana (Taranto). Nello scontro frontale altre cinque persone sono rimaste ferite, una in modo grave. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Francavilla Fontana e i vigili del fuoco di Manduria, oltre al pm di turno della procura di Brindisi.
Il tragico incidente è accaduto alle 19,30 di ieri sera e, secondo i primi rilievi dei carabinieri, la pioggia potrebbe avere giocato un ruolo importante nella dinamica del sinistro. 
Ilaria Cosma, 16 anni, di Avetrana, viaggiava sul sedile accanto a quello del guidatore in una Bmw con altri tre passeggeri ed è morta sul colpo, nel momento in cui c'è stato l'impatto tra la vettura su cui si trovava e l'Alfa Romeo in cui, sempre nel posto accanto a quello del guidatore, c'era Chiara Scarciglia, 16 anni. Chiara, di Erchie, è la seconda vittima dello schianto: trasportata in ospedale, è morta alle 5 di questa mattina all'ospedale Perrino di Brindisi. 

lunedì 21 novembre 2011

Avetrana: Sabrina e Cosima rinviate a giudizio


TARANTO - Cosima e Sabrina Misseri sono state rinviate a giudizio dal gup del tribunale di Taranto per l'omicidio di Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010. La prima udienza si terra' il 10 gennaio 2012.
Il gup ha rinviato a giudizio in tutto nove imputati, tra i quali Michele Misseri che risponderà di concorso in soppressione di cadavere, furto del telefonino di Sarah e danneggiamento, seguito da incendio, degli 
effetti personali di Sarah.


I difensori delle due donne avevano chiesto la scarcerazione al gup Carriere che l'11 novembre ha respinto l'istanza. Il gup Carriere, ha assolto invece i tre legali, accusati di reati minori, che avevano chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Si tratta degli avvocati Luca Mongelli, Emilia Velletri e Francesco De Cristofaro.

Prosciolta anche Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, presunto testimone oculare del sequestro di persona, accusata di favoreggiamento personale. 



Prosciolto per non luogo a procedere anche l'avvocato Vito Russo ma solo per due imputazioni su tre. Questi ultimi due avevano scelto il rito ordinario.

domenica 16 ottobre 2011

Michele Misseri in tv: ho ucciso io Sarah, domani consegnerò un mio memoriale ai giudici


ROMA - Michele Misseri consegnerà un suo memoriale al giudice, nel quale conferma di avere ucciso da solo Sarah Scazzi. L'uomo lo ha spiegato nel corso di un'intervista a Domenica Cinque. "Le versioni che ho rilasciato - ha detto - sono cambiate prima dell'incidente probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall'inizio alla fine".
Ai microfoni della Panicucci, lo zio di Sarah Scazzi ha parlato anche del movente dell'omicidio: "E' che ero nervoso perché il trattore non partiva. Sto dicendo la verità e Concetta deve aver fiducia in me. Mi hanno indotto a tirare in ballo mia figlia, ma lei e mia moglie sono innocentissime". "Ora mia figlia e mia moglie sono cariche di odio nei miei confronti", ha continuato.

Il papà di Sabrina ha raccontato passo dopo passo i momenti di quel tragico giorno: “Da tempo non stavo bene con la mia famiglia, con mia moglie, ma non riuscivo mai a sfogarmi. Quel maledetto giorno avevo preso in prestito un attrezzo e volevo andare a lavorare nei campi. Poi ero nervoso, il trattore si era rotto, ero in garage, ed è scesa la ragazza (Sarah Scazzi, ndr); non la nominerò più, perché la famiglia Scazzi mi ha chiesto di non farlo. Lei scese nel garage tra le 14.20 e le 14.30 e mi chiese perché urlavo e bestemmiavo; le ho detto di andarsene, lei è rimasta e l’ho presa di spalle: all’improvviso ho sentito un calore alla testa e non ho capito più nulla; lei mi ha tirato un calcio, io ho trovato una corda e l’ho uccisa. Non mi sono accorto di ciò che stava succedendo; me ne sono reso conto quando il suo cellulare suonava, lei ce lo aveva in mano, e io l’ho lasciata cadere ed è caduta col collo sul compressore. Lì mi sono accorto di averla uccisa. Avevo capito che avevo combinato un guaio.”

“Ho chiesto scusa anche a Concetta – ha precisato Misseri - ma solo tramite la tv perché non so come possa reagire a dirglielo di persona”.   Zio Michele ha infine spiegato il perché dei continui cambiamenti di versione: “Sono stato condizionato; le versioni che ho rilasciato sono cambiate prima dell’incidete probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall’inizio alla fine. Io ho sempre parlato al plurale, era il mio linguaggio. Adesso sto imparando l’italiano”. "Venerdì, in tribunale, ho visto mia figlia e mia moglie cariche di odio nei miei confronti – ha concluso Misseri -. Io però non sono riuscito a parlare perché la notte precedente ero stato male: qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio appese al cancello di casa mia, come a volermi dire che mi dovevo ammazzare
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venerdì 27 maggio 2011

In carcere Cosima Serrano, la madre di Sabrina Misseri: avrebbe avuto un ruolo nell’omicidio della nipote Sarah Scazzi

Cosima Serrano davanti alla sua casa (La voce di Manduria)

AVETRANA - Cosima Serrano, la zia di Sarah Scazzi, sarebbe scesa nel garage di casa dopo l'omicidio della nipote, mentre il giorno dopo il delitto avrebbe raggiunto il luogo il cui fu abbandonato il cadavere della ragazzina. Ieri sera la donna è stata arrestata dai carabinieri. Secondo l'accusa, avrebbe avuto un ruolo assieme ai suoi familiari nell'omicidio premeditato e nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto scorso ad Avetrana. Alla donna, mamma di Sabrina e moglie di Michele Misseri, entrambi in carcere dall'autunno scorso per il delitto, il provvedimento è stato notificato nella caserma dei carabinieri di Avetrana dov'era stata convocata. Poi Cosima Serrano e' stata trasferita nel carcere di Taranto, dove gia' si trovano la figlia Sabrina e il marito. In carcere, sempre ieri sera, è stato notificato un altro provvedimento di arresto proprio a Sabrina, alla quale viene contestata l'aggravante di aver premeditato il delitto. ''Abbiamo raccolto una montagna di ulteriori elementi indiziari'' ha dichiarato ai giornalisti il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, ricordando che comunque ''l'arresto non e' una sentenza''. Secondo una ricostruzione dei Ros Cosima Serrano, mamma di Sabrina e moglie di Michele Misseri, si sarebbe trovata in garage all'ora esatta dell'omicidio di Sarah Scazzi, le 15,25 del 26 agosto scorso, e nella zona dove e' stato abbandonato il cadavere la mattina seguente. 
La procura avrebbe accertato che Sarah e' stata uccisa in casa, poi il suo cadavere sarebbe stato trasferito in garage. Per stabilire cio' sarebbe stata determinante la mappatura delle celle dei telefonini della famiglia Misseri e di Sarah compiuta dai carabinieri del Ros. Il cellulare di Sarah alle 14.42 del 26 agosto, quindi subito dopo il delitto che sarebbe avvenuto poco dopo le 14, era probabilmente nel garage degli zii. Nello stesso garage interrato di via Deledda - secondo i carabinieri - si trovava il cellulare di Cosima Serrano un'ora dopo l'omicidio della piccola Sarah. Il giorno dopo, invece, il telefonino della donna era in una zona compatibile con il luogo in cui venne nascosto, in una cisterna, il cadavere della quindicenne, in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana. A svelare gli spostamenti di Cosima Misseri e dei suoi familiari sono state le celle telefoniche agganciate dal suo cellulare
 "Sarah Scazzi è stata strangolata all'interno dell'abitazione della famiglia Misseri, circa tra le 14 e le 14 e 20. A quell'ora, in quell'edificio (comprensivo, in tal definizione, sia dell'abitazione in senso proprio che del garage), c'erano Michele Misseri, sua moglie Cosimo Serrano, e la loro figlia Sabrina: tra costoro, quindi, bisogna cercare l'assassino, o gli assassini, della ragazzina". Lo scrive il gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata a Cosima Serrano e a Sabrina Misseri.
 "Per uccidere occorre avere un motivo, e anche piuttosto cogente": sottolinea il gip . E il movente "cogente" è - secondo il gip - la gelosia che Sabrina nutriva per il suo amico Ivano Russo del quale era invaghita e che temeva che la piccola Sara gli sottraesse.
"Per uccidere qualcuno - scrive il giudice - tanto più se si tratta di un'adolescente di 15 anni e di una persona di famiglia, nonché di un'azione lesiva non esauritasi 'uno momento' bensì protrattasi - come hanno convenuto, almeno su questo punto, tutti i consulenti medici delle parti - per non meno di un paio di minuti, occorre avere un motivo ed anche piuttosto cogente. E Sabrina Misseri lo aveva, lo ha taciuto ed ha tentato, con ogni mezzo, di tenerlo nascosto agli inquirenti: la sua gelosia per Ivano Russo, del quale era innamorata ma non completamente ricambiata, e che temeva le venisse soffiato dalla più avvenente cugina, ormai non più bambina".