TARANTO- Al termine della sua requisitoria, il Pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero nel processo per l’uccisione di Sarah Scazzi ha chiesto l’ergastolo per Sabrina e Cosima Misseri. Chiesti 9 anni per Michele Misseri.
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martedì 5 marzo 2013
mercoledì 12 dicembre 2012
Gaffe di Michele Misseri: parla al plurale del dopo omicidio di Sarah. A chi si riferisce?
TRAPANI - "Ho preso i vestiti di Sarah dopo aver gettato il cadavere nel pozzo quando ce ne siamo andati". A parlare del delitto della 15enne di Avetrana durante la nuova udienza del processo è ancora una volta Michele Misseri, che continua ad accusarsi dell'omicidio. Ma anche questa volta ha commesso una gaffe, parlando al plurale come se fosse stato aiutato da qualcuno a occultare il corpo della ragazzina.
Durante la sua testimonianza in corte d'Assise, mentre il pm Mariano Buccoliero cercava tra i verbali il contenuto di una intercettazione, Michele Misseri ha preso dalla tasca della sua giacca una corda e si è alzato per mimare qualcosa. Il presidente Rina Trunfio ha detto al teste che non poteva parlare a ruota libera dal momento che si trattava di un controesame e non di dichiarazioni spontanee.
Misseri si è allora seduto di nuovo e ha ripreso a rispondere alle domande dell'accusa. I pubblici ministeri hanno rivolto altre contestazioni al contadino, che si è contraddetto ricordando alcune telefonate in cui parlava con il nipote Cosimo Cosma, imputato per soppressione di cadavere. Tra molte contraddizioni e anche parecchi "non ricordo", Misseri ha ricostruito i momenti successivi all'occultamento del cadavere nel pozzo di contrada "Mosca", nei pressi del paese.
Il pm ha approfondito anche la famosa telefonata tra Michele e il fratello Carmine, sempre nel pomeriggio del 26 agosto, mentre il primo presumibilmente si trovava in campagna nella zona del pozzo. In quell'occasione, il contadino di Avetrana avrebbe detto al secondo che nel caso avesse telefonato sua moglie Cosima doveva dire che era andato in campagna a controllare i cavalli perché non scappassero.
In una intercettazione ambientale in carcere del maggio 2011, come ha rilevato il pm Mariano Buccoliero, Michele, in quel momento detenuto, e la moglie Cosima Serrano che era andata a trovarlo in carcere, parlano in modo piuttosto animato proprio di questa circostanza.
Ad un certo punto del processo, Misseri è sbottato contro i due pm: "Voi non volete la verità, la verità la voglio solo io per quella poveretta. Io l'ho ammazzata una volta ma voi chissà quante volte la state ammazzando". Subito dopo, il presidente della Corte d'Assise, Rina Trunfio, ha richiamato il teste chiesdendogli di limitarsi a rispondere alle domande senza fare commenti. Misseri è apparso comunque provato di fronte alle domande incalzanti dell'accusa e spesso ha risposto con dei "non ricordo".
lunedì 17 ottobre 2011
Sabrina Misseri: "Sono innocente, mio padre è un vigliacco". Michele Misseri: "Mia figlia ha ragione"
TARANTO - E' durata un paio di minuti la dichiarazione spontanea di Sabrina Misseri, accusata dell'omicidio della cugina Sarah Scazzi, davanti al gup di Taranto, Pompeo Carriere. La ragazza ha proclamato la sua innocenza e avrebbe detto che suo padre è un vigliacco, senza mai rivolgersi a lui né guardarlo negli occhi.
Poi, nell'udienza preliminare che si è svolta a porte chiuse nel Tribunale di Taranto, ci sono state le dichiarazioni spontanee di Michele Misseri, che, come annunciato, ha consegnato al gup Pompeo Carriere un memoriale di 18 pagine scritto in carcere, nel quale si dichiara unico colpevole dell'omicidio. Il contadino di Avetrana ha anche rilasciato lunghe dichiarazioni spontanee, ribadendo la sua colpevolezza e ribadendo la versione fornita più recentemente.
Michele Misseri è tornato anche ad accusare l'avvocato Daniele Galoppa, suo ex difensore nel processo, di averlo convinto a denunciare sua figlia, dicendo cose non vere. Affermazioni per le quali il legale lo avrebbe già denunciato per diffamazione.
Cioè ha affermato che Sarah è morta perché avrebbe sbattuto la testa sul compressore mentre cercava di allontanarsi per sfuggire alle sue avance. In tal modo, Michele scagiona la figlia e la moglie, addossandosi tutte le responsabilità del delitto.
"Mia figlia ha ragione, sono io l'unico colpevole": lo ha detto Michele Misseri parlando con i giornalisti all'uscita del tribunale di Taranto. "Ho sentito che mi ha chiamato vigliacco - ha detto - e lei ha ragione". "Sul conto di mia figlia e di mia moglie - ha continuato - non ci sono le prove"Michele Misseri è tornato anche ad accusare l'avvocato Daniele Galoppa, suo ex difensore nel processo, di averlo convinto a denunciare sua figlia, dicendo cose non vere. Affermazioni per le quali il legale lo avrebbe già denunciato per diffamazione.
domenica 16 ottobre 2011
Michele Misseri in tv: ho ucciso io Sarah, domani consegnerò un mio memoriale ai giudici
ROMA - Michele Misseri consegnerà un suo memoriale al giudice, nel quale conferma di avere ucciso da solo Sarah Scazzi. L'uomo lo ha spiegato nel corso di un'intervista a Domenica Cinque. "Le versioni che ho rilasciato - ha detto - sono cambiate prima dell'incidente probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall'inizio alla fine".
Ai microfoni della Panicucci, lo zio di Sarah Scazzi ha parlato anche del movente dell'omicidio: "E' che ero nervoso perché il trattore non partiva. Sto dicendo la verità e Concetta deve aver fiducia in me. Mi hanno indotto a tirare in ballo mia figlia, ma lei e mia moglie sono innocentissime". "Ora mia figlia e mia moglie sono cariche di odio nei miei confronti", ha continuato.
Il papà di Sabrina ha raccontato passo dopo passo i momenti di quel tragico giorno: “Da tempo non stavo bene con la mia famiglia, con mia moglie, ma non riuscivo mai a sfogarmi. Quel maledetto giorno avevo preso in prestito un attrezzo e volevo andare a lavorare nei campi. Poi ero nervoso, il trattore si era rotto, ero in garage, ed è scesa la ragazza (Sarah Scazzi, ndr); non la nominerò più, perché la famiglia Scazzi mi ha chiesto di non farlo. Lei scese nel garage tra le 14.20 e le 14.30 e mi chiese perché urlavo e bestemmiavo; le ho detto di andarsene, lei è rimasta e l’ho presa di spalle: all’improvviso ho sentito un calore alla testa e non ho capito più nulla; lei mi ha tirato un calcio, io ho trovato una corda e l’ho uccisa. Non mi sono accorto di ciò che stava succedendo; me ne sono reso conto quando il suo cellulare suonava, lei ce lo aveva in mano, e io l’ho lasciata cadere ed è caduta col collo sul compressore. Lì mi sono accorto di averla uccisa. Avevo capito che avevo combinato un guaio.”
“Ho chiesto scusa anche a Concetta – ha precisato Misseri - ma solo tramite la tv perché non so come possa reagire a dirglielo di persona”. Zio Michele ha infine spiegato il perché dei continui cambiamenti di versione: “Sono stato condizionato; le versioni che ho rilasciato sono cambiate prima dell’incidete probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall’inizio alla fine. Io ho sempre parlato al plurale, era il mio linguaggio. Adesso sto imparando l’italiano”. "Venerdì, in tribunale, ho visto mia figlia e mia moglie cariche di odio nei miei confronti – ha concluso Misseri -. Io però non sono riuscito a parlare perché la notte precedente ero stato male: qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio appese al cancello di casa mia, come a volermi dire che mi dovevo ammazzare”.
Il papà di Sabrina ha raccontato passo dopo passo i momenti di quel tragico giorno: “Da tempo non stavo bene con la mia famiglia, con mia moglie, ma non riuscivo mai a sfogarmi. Quel maledetto giorno avevo preso in prestito un attrezzo e volevo andare a lavorare nei campi. Poi ero nervoso, il trattore si era rotto, ero in garage, ed è scesa la ragazza (Sarah Scazzi, ndr); non la nominerò più, perché la famiglia Scazzi mi ha chiesto di non farlo. Lei scese nel garage tra le 14.20 e le 14.30 e mi chiese perché urlavo e bestemmiavo; le ho detto di andarsene, lei è rimasta e l’ho presa di spalle: all’improvviso ho sentito un calore alla testa e non ho capito più nulla; lei mi ha tirato un calcio, io ho trovato una corda e l’ho uccisa. Non mi sono accorto di ciò che stava succedendo; me ne sono reso conto quando il suo cellulare suonava, lei ce lo aveva in mano, e io l’ho lasciata cadere ed è caduta col collo sul compressore. Lì mi sono accorto di averla uccisa. Avevo capito che avevo combinato un guaio.”
“Ho chiesto scusa anche a Concetta – ha precisato Misseri - ma solo tramite la tv perché non so come possa reagire a dirglielo di persona”. Zio Michele ha infine spiegato il perché dei continui cambiamenti di versione: “Sono stato condizionato; le versioni che ho rilasciato sono cambiate prima dell’incidete probatorio, ma domani consegnerò personalmente il mio memoriale al giudice con tutta la mia verità su come sono andate le cose dall’inizio alla fine. Io ho sempre parlato al plurale, era il mio linguaggio. Adesso sto imparando l’italiano”. "Venerdì, in tribunale, ho visto mia figlia e mia moglie cariche di odio nei miei confronti – ha concluso Misseri -. Io però non sono riuscito a parlare perché la notte precedente ero stato male: qualcuno aveva buttato delle bottiglie e un cappio appese al cancello di casa mia, come a volermi dire che mi dovevo ammazzare”.
venerdì 14 ottobre 2011
La madre di Sarah Scazzi: "quei tre sanno la verità"
| Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi |
AVETRANA - "L'ho sempre detto sin dall'inizio: il ruolo di Cosima ancora non riesco a definirlo e poi sarebbe anche ora che parlasse, lei che non parla mai". Lo ha detto incontrando i giornalisti ad Avetrana Concetta Serrano, madre di Sarah. "Cosima, Sabrina e Michele hanno soppresso il corpo di Sarah - ha aggiunto - quindi c'é da pensare che tutti e tre sappiano la verità. Quindi parlino".
Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi cominciò a sospettare che la famiglia della sorella Cosima sapesse qualcosa della scomparsa di sua figlia il 26 agosto 2010, il giorno in cui la ragazza fu uccisa. Lo ha detto accogliendo i giornalisti in casa sua ad Avetrana. "Quel pomeriggio - ha detto - quando siamo andati in caserma, Cosima trattenendo le lacrime ma in maniera molto arrabbiata disse 'questa volta Sarah l'ha fatta veramente grossà. Ma che loro avessero ucciso Sarah non mi passava per la mente".
"Dico a Sabrina che se dice la verità, starà bene lei stessa. Se la verità non continua a dirla, sono certo che Dio Geova farà parlare persino le pietre per far uscire fuori la verità. Perché se Sarah ha sofferto pochi istanti, la sofferenza che lei potrà provare a non dire la verità sarà un tormento senza pace", ha aggiunto Concetta.
"Mi dà tantissimo fastidio che Michele continui a piangere e a pregare quando parla di Sarah, perché così continua ad infangare il nome di Sarah", ha aggiunto. "Un tempo mi faceva pena, ora lui mi fa schifo, come il resto della famiglia, - ha detto ancora - ma la cosa che oggi mi fa più male è che ancora non dicono la verità".
"Si concentrano tutti su questi possibili criminali, sembrano dei miti, mentre Sarah viene dimenticata da tutti. La sogno spesso come se fosse viva. Tutti la conoscevamo come una ragazza allegra, solare, sorridente". E' l'immagine di sua figlia che Concetta ha voluto sottolineare ai giornalisti.
E ha avuto parole dure anche nei confronti di una parte dei media che stanno seguendo il caso. "La stampa, nel periodo della scomparsa di Sarah - ha detto - ha aiutato molto. Se non ci fosse stata la stampa, non penso che Sarah sarebbe stata trovata. Però disprezzo il lavoro di certi giornalisti che invece di concentrarsi sulla giustizia, sulla verità, si concentrano su altro". "Per esempio, quando sono andati ad intervistare Michele quando è uscito dal carcere, è stata una cosa di pessimo gusto. Certi giornalisti - ha concluso - fanno un lavoro squallido".
Il gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere, al termine dell'udienza preliminare odierna per l'uccisione di Sarah Scazzi, ha respinto tutte le richieste avanzate dal collegio difensivo dei 13 imputati. Il giudice ha accolto solo la richiesta, formulata da uno dei difensori di Sabrina Misseri, l'avv.Nicola Marseglia, di completare nella forma dell'incidente probatorio l'accertamento su una macchia rilevata sul sedile posteriore della Opel Astra Station Wagon di Cosima Serrano, sequestrata il 26 maggio scorso quando la donna venne arrestata. Il conferimento dell'incarico al perito, che dovrebbe fornire i risultati entro una quindicina di giorni, avverrà nell'udienza preliminare di giovedì 20 ottobre.
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