ROMA, 5 maggio - La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi (22 giugno 1983) e di Mirella Gregori (7 maggio 1983) per le quali erano indagati per sequestro di persona e per omicidio 5 persone, tutte legate ad esponenti della Banda della Magliana. A rendere nota la richiesta di archiviazione del procedimento il procuratore Giuseppe Pignatone."Lo abbiamo saputo dalla stampa,comportamento meschino come quello del Vaticano" dice Pietro Orlandi.
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martedì 5 maggio 2015
ROMA, la Procura chiede l'archiviazione per le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori
ROMA, 5 maggio - La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi (22 giugno 1983) e di Mirella Gregori (7 maggio 1983) per le quali erano indagati per sequestro di persona e per omicidio 5 persone, tutte legate ad esponenti della Banda della Magliana. A rendere nota la richiesta di archiviazione del procedimento il procuratore Giuseppe Pignatone."Lo abbiamo saputo dalla stampa,comportamento meschino come quello del Vaticano" dice Pietro Orlandi.
martedì 27 maggio 2014
Complotto contro Berlusconi, indaga la Procura di Roma
ROMA - Sul presunto complotto contro Silvio Berlusconi indaga la Procura di Roma. Piazzale Clodio ha avviato un'inchiesta a seguito delle dichiarazioni contenute in un libro dell'ex ministro del Tesoro degli Stati Uniti, Timothy Geithner, in merito a retroscena sulle dimissioni del 2011. In particolare Geithner ha raccontato che nel corso della riunione del G-20 del 2011 alcuni "funzionari europei" chiesero agli Usa di aderire a un "complotto" per far cadere Berlusconi dalla presidenza del consiglio dei Ministri in Italia.
martedì 1 aprile 2014
Baby squillo: nessun assenso ai patteggiamenti dalla Procura di Roma
ROMA - Nessun assenso a patteggiamenti per i clienti delle minorenni che si prostituivano in un appartamento nel quartiere Parioli è arrivato dalla Procura di Roma. Lo precisa piazzale Clodio, dopo la diffusione della notizia di accordi già chiusi con gli avvocati di alcuni clienti delle ragazzine, con una pena di cinque mesi e dieci giorni, convertiti in 40mila euro, o con la libertà controllata. Quella del patteggiamento, rito alternativo al processo pubblico al quale almeno una decina di clienti indagati intenderebbero fare ricorso, è una prospettiva prevista dal codice penale anche per casi come quello della prostituzione minorile. Tale eventualità, viene sottolineato in Procura, dovrà essere valutata attentamente, caso per caso, dagli inquirenti. Fondamentale per i pm sarà accertare se i clienti in questione sapessero che le due ragazzine erano minorenni.
Le indiscrezioni parlavano di patteggiamenti già accordati per clienti incensurati, con una pena di un anno, che sarebbe scesa, applicando le attenuanti per chi non aveva precedenti, a otto mesi. Con lo sconto di un terzo previsto per il patteggiamento, si sarebbe arrivati ai 5 mesi e dieci giorni, pari a 40mila euro di pena pecuniaria. Chi non avesse voluto pagare avrebbe potuto scegliere la libertà condizionata.
Le indiscrezioni parlavano di patteggiamenti già accordati per clienti incensurati, con una pena di un anno, che sarebbe scesa, applicando le attenuanti per chi non aveva precedenti, a otto mesi. Con lo sconto di un terzo previsto per il patteggiamento, si sarebbe arrivati ai 5 mesi e dieci giorni, pari a 40mila euro di pena pecuniaria. Chi non avesse voluto pagare avrebbe potuto scegliere la libertà condizionata.
lunedì 18 novembre 2013
Caso Cancellieri: nessun indagato, dice la Procura di Torino e manda gli atti a Roma
TORINO - La Procura di Torino ha comunicato che nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati per la vicenda che ha coinvolto il ministro Annamaria Cancellieri e la famiglia Ligresti.
Il fascicolo è un 'modello K', cioè senza ipotesi di reato né indagati, e verrà trasferito alla Procura di Roma, territorialmente competente. E' quanto hanno deciso in un vertice il Procuratore Capo, Gian Carlo Caselli, e i pm Vittorio Nesti e Marco Gianoglio. Al vertice ha partecipato anche il Procuratore generale, Marcello Maddalena.
martedì 24 settembre 2013
Raul Bova indagato per evasione fiscale
| Raul Bova |
ROMA - Raul Bova è indagato dalla procura di Roma per evasione fiscale. L’attore avrebbe trasferito illegittimamente dei costi sul conto della società che gestisce i suoi diritti d’immagine, godendo quindi di un’aliquota agevolata. Tra il 2005 e il 2010, Bova avrebbe evaso 680mila euro: i pm hanno chiesto il sequestro di 1,5 milioni di euro.
Nel mirino della procura sono finite delle transazioni non giustificate sul conto della Sammarco Srl, società in mano allo stesso Bova e alla sorella – detengono rispettivamente il 20% e l’80% delle quote – che dal 1996 cura i diritti d’immagine dell’attore. Come riporta Il Messaggero, questa mossa avrebbe consentito a Bova di pagare un’aliquota più bassa: l’evasione si attesterebbe attorno ai 680mila euro. Su queste basi, la procura aveva chiesto un sequestro preventivo per equivalente, ma Gip e Riesame avevano rigettato la richiesta in quanto l'azione di Bova non avrebbe evidenziato rilievo penale. Secondo il giudice, si trattava dunque di un illecito perseguibile “esclusivamente con gli strumenti amministrativi”.
Le ragioni della procura sono state invece accolte nel ricorso alla Cassazione, che ha imposto al Riesame di riaprire il caso e valutare se “possa configurarsi come penalmente rilevante”: se dovesse accertare una condotta fraudolenta, l'attore rischia il sequestro dei beni. La cifra dovuta allo Stato, attualizzata e incrementata dagli interessi, è di 1,5 milioni di euro: dal canto suo Raoul Bova fa sapere di “attendere con animo sereno i risultati dell’accertamento”.
giovedì 4 aprile 2013
La Procura di Roma apre indagini tecniche sul flauto ritrovato, forse di Emanuela Orlandi
| Emanuela Orlandi con il suo flauto |
ROMA - La Procura di Roma ha disposto indagini tecniche sul flauto, recuperato grazie a una segnalazione alla trasmissione "Chi l'ha visto", e che potrebbe essere quello che Emanuela Orlandi aveva con sé al momento della sua sparizione. Lo strumento è stato rinvenuto avvolto in un foglio di un giornale datato 1985. Gli inquirenti vogliono ora verificare la presenza di tracce organiche per confrontarle eventualmente con quelle della giovane scomparsa.
lunedì 25 marzo 2013
Via libera della procura di Roma agli arresti domiciliari per Angelo Rizzoli
ROMA - Via libera della procura di Roma alla concessione degli arresti domiciliari ad Angelo Rizzoli. L'imprenditore, affetto da una grave forma di sclerosi, e' detenuto presso il reparto protetto dell'ospedale Sandro Pertini di Roma. Ora il gip Aldo Morgigni dovrà decidere sull'ok della Procura a fronte di un'istanza dei difensori di Rizzoli, Franco e Francesca Coppi. In sostanza i pm ritengono che la "sussistenza di gravi patologie, già compiutamente accertate dal perito nominato dal giudice pur non costituendo un quadro di radicale incompatibilità con il regime carcerario, lasciano sicuramente preferire la prosecuzione della detenzione con modalità che consentano a Rizzoli anche lo svolgimento di un'attività fisioterapica".
venerdì 23 novembre 2012
Lo studente di 15 anni suicida perché additato su Facebook come gay: la Procura di Roma indaga
ROMA - La Procura di Roma ha avviato un'inchiesta sul suicidio del 15enne deriso su Facebook e additato come gay. Le indagini sono al momento senza indagati o ipotesi di reato. Non si esclude che si possa successivamente arrivare ad ipotizzare l'istigazione al suicidio. Gli inquirenti hanno già avviato una serie di accertamenti per tentare di capire quali siano le ragioni che hanno portato il giovane al gesto estremo.
Oltre ai familiari potrebbero essere ascoltati a breve anche gli amici e compagni di classe del ragazzo. C'è tanta rabbia tra gli amici nei confronti di quelli che lo prendevano in giro creando anche un falso profilo Facebook, profilo dove il nome del giovane risulta storpiato e simile solo per assonanza ma declinato al femminile. E che si riempie di minuto in minuto della rabbia dei compagni del 15enne. Ieri sera a Roma c’è stata una fiaccolata in suo ricordo.
"Forse perché così mi pare ancora di parlarti, forse per questo entro ed esco dal tuo profilo, indosso il tuo pigiama, cerco tra i tuoi appunti, i tuoi disegni, le tue cose". Sono queste le parole affidate a Facebook dalla madre del quindicenne. "Voglio abbracciare i tuoi amici - scrive - perché voglio abbracciare te e tutto il tuo mondo. Non capiamo, non accettiamo. Ti vogliamo con noi e BASTA!".
"Non accetto prima come donna e madre, poi come Ministro per le pari opportunità, che un ragazzo di quindici anni possa togliersi la vita a causa del disagio in cui vive essendo additato come omosessuale e voglio che si faccia immediatamente chiarezza su questa tragedia", cosi il ministro del Lavoro e delle Pari opportunità, Elsa Fornero.
martedì 13 novembre 2012
Fondi Idv: arrestato l’ex capogruppo Maruccio per peculato
ROMA - La Guardia di Finanza ha arrestato a Roma Vincenzo Maruccio, l'ex capogruppo dell'Idv al Consiglio regionale del Lazio. E' accusato di peculato per essersi appropriato di circa 700mila euro dei fondi destinati al partito. La misura cautelare è stata firmata dal gip Flavia Costantini su richiesta del Procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Stefano Pesci. Ad eseguirla gli uomini del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza.
Maruccio è accusato di peculato in relazione alla sottrazione di circa 700 mila euro dal conto corrente del gruppo dell'Idv alla Pisana.
Quei 700mila euro sono stati poi trasferiti, secondo l'accusa, da Maruccio su dieci conti correnti di cui risulta titolare presso alcune banche. Sette di questi conti sono personali mentre altri tre in codelega.
Alla base dell'ordinanza di custodia il pericolo di inquinamento delle prove. Nei due interrogatori ai quali è stato sottoposto nelle scorse settimane Maruccio aveva sempre respinto l'accusa di peculato sostenendo che le somme di denaro transitate dal conto Idv sui suoi dieci personali erano state utilizzate solo per finalità politiche.
giovedì 18 ottobre 2012
Appalti pubblici: la Gdf nella sede della Azienda per l’ambiente di Roma. Indagato l’ex ad (turbativa d‘asta)
ROMA - La guardia di finanza sta effettuando perquisizioni e acquisizioni di documenti nelle sedi della società Roma Multiservizi e dell'Azienda municipalizzata per l'ambiente della capitale. Le perquisizioni sono relative a un'inchiesta su alcuni appalti pubblici nella quale sono indagati, con l'accusa di turbativa d'asta, Franco Panzironi, ex amministratore delegato dell'Ama e gli imprenditori Piero Grossi, Fabrizio D'Antino e Nardi Fchulz in relazione a presunte irregolarita' legate a un appalto di servizi e noleggio di materiale e vestiario dell'azienda municipalizzata capitolina.
Il nucleo di polizia tributaria della GdF sta effettuando perquisizioni presso anche case, uffici e aziende degli indagati. I fatti risalgono al 2010 e l'appalto, per un valore di 14 milioni di euro, avrebbe avuto validità' per 48 mesi. Secondo il pm Paolo Ielo, Panzironi avrebbe fatto in modo che ad aggiudicarsi l'appalto fosse un consorzio temporaneo d'impresa. Le ditte escluse dalla gara, che, tra l'altro, avevano presentato offerte di importo inferiore e quindi più vantaggiose per Ama, presentarono denuncia alla procura di Roma segnalando le irregolarità'.
sabato 25 febbraio 2012
I due marò arrestati in India: la Procura di Roma indaga per omicidio volontario. I poliziotti indiani e gli esperti dei carabinieri a bordo della Enrica Lexie per esaminare le armi
ROMA - La Procura di Roma ha cambiato il capo d'imputazione per i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati in India perché accusati di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati mentre erano in servizio su una petroliera. L'ipotesi di reato non è più tentativo di abbordaggio (pirateria navale), ma omicidio volontario. Si tratterebbe di un atto dovuto dopo l'informativa inviata nelle ultime ore dalla Farnesina alla magistratura.
I due fucilieri del battaglione San Marco erano in servizio sulla petroliera italiana Enrica Lexie e sono stati arrestati in India perché accusati di aver ucciso i due pescatori scambiandoli per pirati. Loro hanno sempre negato affermando di aver esploso dei colpi di avvertimento in aria. I due militari restano in India a disposizioni delle autorità giudiziarie.
Il gruppo investigativo di poliziotti sono saliti a bordo della petroliera Enrica Lexie, ancorata nel porto di Kochi, nel sud dell'India.
I due esperti balistici, i maggiori del Cis Paolo Fratini e Luca Flebus, sono arrivati all'imbarco di Ernakulam (sobborgo sulla terraferma di Kochi) insieme al console italiano di Mumbai, Gianpaolo Cutillo, e a rappresentanti della Difesa. La squadra di investigatori indiani é comandata dall'ufficiale di polizia Ajit Kumar. Si sono imbarcati su una vedetta della polizia che ha fatto rotta sulla petroliera attraccata a un terminal petrolifero nella rada del porto di Kochi. La scena è stata seguita da decine di giornalisti e televisioni locali. Si prevede che la perlustrazione a bordo e il sequestro delle armi dei marò, che deve avvenire sotto la supervisione dei due ufficiali dell'Arma, possa durare diverse ore..
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martedì 3 gennaio 2012
La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del coordinato del PDl Denis Verdini e del senatore Dell'Utri per la vicenda P3
ROMA - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del coordinatore del Pdl, Denis Verdini e del senatore Marcello dell'Utri nell'ambito dell'inchiesta sulla P3. Sono accusati, assieme ad altre 18 persone, di associazione segreta ''volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali''.
Per lo stesso reato rischiano il processo anche l'imprenditore Flavio Carboni e Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli e Pasquale Lombardi, ex giudice tributario.
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sabato 17 dicembre 2011
A giudizio l'onorevole Scajola per la casa al Colosseo
ROMA - Ci sara' un processo per la compravendita dell'appartamento dell'ex ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola in via del Fagutale 2, a due passi dal Colosseo. Lo hanno deciso il procuratore aggiunto di Roma, Alberto Caperna, ed i pm Roberto Felici e Ilaria Calo', che hanno firmato la citazione diretta a giudizio del deputato del Pdl davanti al tribunale monocratico. Il reato ipotizzato dai magistrati e' quello di finanziamento illecito in concorso con l'imprenditore Diego Anemone .
sabato 19 novembre 2011
Appalti Enav: arresti domiciliari per l'ad Guido Pugliesi. Indagati il segretario amministrativo dell'Udc Naro e il responsabile delle relazioni pubbliche di Finmeccanica
| Guido Pugliesi, ad di Enav |
Il Gip Anna Maria Fattori ha firmato i provvedimenti su richiesta del Pm Paolo Ielo. Pugliesi è accusato di illecito finanziamento in relazione ad una presunta tangente da 200 mila euro versata dall'imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print System, al segretario amministrativo dell'Udc Giuseppe Naro. Quest'ultimo, a sua volta, è indagato dalla Procura di Roma per illecito finanziamento. Il ruolo di Pugliesi in questo episodio sarebbe legato all'accompagnamento di Di Lernia nell'ufficio di Naro in via Due Macelli, a Roma. Per la Procura le prove dell'incontro sono dimostrate dal fatto che il telefono cellulare di Di Lernia risultava agganciato alla cella di via Due Macelli e dal passaggio della sua auto nella zona a traffico limitato (Ztl). Non solo, Di Lernia, che con le sue rivelazioni ha consentito di aprire uno squarcio nel meccanismo degli appalti dell'Enav, avrebbe riconosciuto Naro durante un interrogatorio attraverso una fotografia.
Anche Lorenzo Borgogni, responsabile delle Relazioni esterne di Finmeccanica, dimissionario, è tra gli indagati dell'ultimo filone d'inchiesta sugli appalti Enav. Per lui, secondo quanto si è appreso, era stato richiesto l'arresto, ma il gip non l'ha concesso. L'episodio per cui è indagato Borgogni riguarda l'ormai nota vicenda della barca del deputato Marco Milanese, ceduta ad un prezzo di gran lunga superiore al suo valore.
Insieme a Borgogni e allo stesso Milanese sono indagati per questo episodio Massimo De Cesare, legale rappresentante della Eurotec, Tommaso Di Lernia, 'dominus' della società, l'ex consulente Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa. In particolare, secondo l'accusa, De Cesare e Di Lernia, con la mediazione di Testa, in accordo con Cola, che agiva "di concerto" con Borgogni, avrebbero erogato a Milanese "una utilità non inferiore a 224.224,57 euro, pari al valore della sopravvalutazione dell'imbarcazione più spese di gestione e manutenzione del bene".
Verte su una decina di appalti assegnati senza gara pubblica da Enav a Selex Sistemi Integrati l'inchiesta della Procura di Roma aperta più di un anno fa. Gli accertamenti dei pm hanno riguardato quindi anche la Selex, società della quale è amministratore delegato Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. L'ipotesi di lavoro degli inquirenti è che i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky ed altre abbiano determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un 'surplus', poi redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell'Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010. Insieme a Borgogni e allo stesso Milanese sono indagati per questo episodio Massimo De Cesare, legale rappresentante della Eurotec, Tommaso Di Lernia, 'dominus' della società, l'ex consulente Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa. In particolare, secondo l'accusa, De Cesare e Di Lernia, con la mediazione di Testa, in accordo con Cola, che agiva "di concerto" con Borgogni, avrebbero erogato a Milanese "una utilità non inferiore a 224.224,57 euro, pari al valore della sopravvalutazione dell'imbarcazione più spese di gestione e manutenzione del bene".
Uno dei capitoli di questa indagine ha coinvolto il deputato del Pdl Marco Milanese, in relazione alla compravendita di uno yacht pagato una somma superiore a quella di mercato. Per la Procura tale maggiore valutazione dell'imbarcazione costituisce una forma di finanziamento illecito di un singolo deputato. Milanese, ex collaboratore dell'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, è già stato citato in giudizio. Il processo comincerà il 21 febbraio prossimo.
giovedì 20 ottobre 2011
Appalti Enac: indagato D'Alema per cinque passaggi aerei ricevuti dalla Rotkopf Aviation
ROMA - L'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, è indagato dalla procura di Roma nell'ambito di uno dei capitoli di indagine relativi agli appalti Enac. Il suo coinvolgimento sarebbe legato ad alcuni voli su aerei della low cost Rotkopf Aviation, società coinvolta dall'inchiesta. "Abbiamo fornito ai pm ogni chiarimento sulla vicenda dei voli", ha spiegato l'avvocato Gianluca Luongo, legale di Massimo D'Alema.
D'Alema sarebbe indagato in relazione a cinque passaggi aerei ricevuti, a lui offerti in occasione di viaggi di lavoro, dai titolari della Rotkopf Aviation, Viscardo e Riccardo Paganelli. L'esponente del Pd avrebbe usufruito di voli a bordo della Cessna della Rotkopf in occasione di alcuni viaggi tra Roma, Bari e Lamezia Terme nell'estate e nell'autunno dello scorso anno.
L'attuale presidente del Copasir ha ammesso di avere volato con la Rotkopf e di aver accettato i passaggi aerei a lui offerti a titolo di cortesia.
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