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mercoledì 23 luglio 2014

Gli 007 Usa: il missile era russo, forse sparato dai separatisti “per sbaglio”

In verde il percorso del missile, sparato da Snizhne, che colpisce l'aereo malese
NEW YORK -  Alti funzionari dell'intelligence USA hanno presentato prove che definiscono solide del fatto che un missile russo sparato abbia abbattuto il Malaysia Airlines Flight 17 la settimana scorsa.
Mentre la teoria principale è che i separatisti russi abbiano abbattuto l'aereo, secondo la comunità di intelligence degli Stati Uniti non è ancora possibile determinare chi ha premuto il grilletto o perché. Gli ufficiali puntano il dito contro la Russia per aver "creato le condizioni" dell’accaduto ed etichettato come " non plausibili " le affermazioni russe che l'aereo potrebbe essere stato tirato giù da un aereo da caccia ucraino.
In un briefing con i giornalisti, alti funzionari dell'intelligence hanno indicato una serie di prove, tra cui l'individuazione del lancio di missili terra-aria da una zona separatista in Ucraina orientale. Hanno citato la formazione da parte dei russi  offerta ai separatisti nei sistemi di difesa aerea, anche se non necessariamente sui missili SA-11: i  separatisti hanno utilizzato altri sistemi di difesa aerea per abbattere 12 aerei negli ultimi mesi.
Essi hanno inoltre osservato le immagini postate sui social media che mostrano un sistema di missili SA-11, vicino alla zona di lancio e il fatto che un sistema portato verso la Russia manca di almeno un missile, nelle ore seguenti la tragedia dell’aereo malese. Anche se le immagini non sono verificabili in modo indipendente, i funzionari dicono che completano il quadro. I funzionari hanno inoltre sottolineato che i messaggi sui social media in cui i separatisti vantavano la sparatoria sono stati rapidamente cancellati.
Uno dei funzionari ha detto che le fotografie scattate sul luogo dello schianto mostrano che i rottami sono “coerenti” con le schegge causate di un sistema missilistico superficie-aria.
Un altro funzionario ha detto che la prova indiscutibile e che si tratta di "un  SA-11 sparato dalla parte orientale dell'Ucraina in condizioni create dalla Russia."
La teoria principale è che i separatisti siano i responsabili  del lancio, effettuato probabilmente per errore da un "equipaggio male addestrati".
"Non sappiamo il rango, non sappiamo il nome, non sappiamo la nazionalità della persona che ha premuto il grilletto o perché lo ha fatto", ha detto il funzionario.
I funzionari definiscono come "non plausibile"  la possibilità avanzata dai  russi lunedi che sia stato un caccia ucraino SU-25 jet da combattimento ad aver abbattuto l'aereo di linea.
Un funzionario ha detto che il caccia è un aereo da attacco al suolo non dotato di missili aria-aria  e stava volando troppo lontano dall’aereo malese al momento. Il funzionario ha aggiunto che l'aereo avrebbe dovuto percorrere una grande distanza per rintracciare l'aereo e poi avrebbe dovuto convincere i separatisti russi a vantarsi sui social media cdi aver colpito l'aereo. Il funzionario ha descritto il racconto russo come "un classico caso di incolpare le vittime".

I funzionari hanno ammesso che l'intelligence USA non conosceva fino al giorno del crash che i separatisti russi erano in possesso di un sistema SA-11.

martedì 11 marzo 2014

Libia, la petroliera con il greggio dei ribelli dribbla il blocco, ma viene colpita da un missile

La Morning Star davanti sl porto di Sidra
TRIPOLI - Il parlamento della Libia ha sfiduciato il primo ministroAli Zeidan dopo che la petroliera carica di petrolio è partita da un porto controllato dai  ribelli rompendo un blocco navale. Il Ministro della Difesa Abdullah al-Thinni è stato nominato primo ministro ad interim.
Secondo il LIbia Herald però questo pomeriggio la nave ha preso fuoco “perché colpita da un missile”. "Parte della nave brucia perché è stata acolpita", ha detto  il membro del Generale National Congress (GNC) Abdullah El-Kabier al giornale. Ma non è stato in grado di dare maggiori dettagli o di individuare chi aveva sparato sulla petroliera. Pare però che sia stato ingaggiato un conflitto a fuoco con forze nsvali libiche e che alla fine il capitano abbia fermato la nave. Ma sono tutte notizie in attesa di conferma.
Il presidente sfiduciato aveva peraltro anunciato che la nave sarebbe stata bombardata, se avesse lasciato il porto a pieno carico.
La petroliera - la Morning Glory - ha caricato almeno 234.000 barili di greggio al terminale petrolifero del porto di Sidra. E 'stata la prima nave ad aver caricato greggio da un porto in mano ai ribelli da quando la rivolta separatista contro il governo centrale di Tripoli è scoppiata nel mese di luglio.
Secondo slcuni coimponenti del parlamento della Libia  il maltempo aveva fermato le navi della marina che inseguivano la petroliera nel Mediterraneo da Sidra.

Gli analisti dicono che è improbabile che la nave sia  controllata dalla Corea del Nord  di cui batte apparentemente  bandiera: è probabilmente una bandiera di convenienza per mantenere il suo vero segreto sulla proprietà.

mercoledì 5 marzo 2014

E il pilota si scattò un “selfie”. Con il missile appena sparato

COPENHAGEN - Non diventerà certamente famoso come il “selfie” (una volta si diceva autoscatto) di Ellen DeGeneres alla notte degli Oscar con tutti gli attorni, ma questa immagine incredibile è comunque anch’essa un “selfie” che mostra un missile aria-aria appena sparato da un pilota sul suo aereo.
Il pilota di caccia danese è riuscito a scattare una fotografia di se stesso proprio quando il missile è stato rilasciato e lo si nota sopra la sua spalla con le sue fiamme che bruciano vivaci nel cielo. La foto è scattata su un jet da combattimento F-16, di proprietà della Royal Danish Air Force.
Il missile AIM-9L pesa quasi 200 chili, ha un range di esercizio fino a 18,5 km ed è un'arma che insegue il calore emesso dai motori di un aereo nemico grazie ai raggi infrarossi.
Il casco indossato dal pilota permette di sparare contro obiettivi puntando la testa per guidare le armi.
Non è chiaro come la foto sia stata scattata, anche se una telecamera Go Pro può essere responsabile, a giudicare dal riflesso del casco.

Ciò significa che questa potrebbe non essere tecnicamente un selfie. Secondo l’Oxford Dizionary un 'selfie', è una fotografia che uno scatta a se stesso, solo o (meglio) in compagnia. Di un missile?

martedì 5 novembre 2013

Missile contro la nunziatura vaticana a Damasco

DAMASCO - Un missile ha colpito la nunziatura vaticana a Damasco, nel quartiere centrale di Malki, non lontano dalla piazza degli Omayyadi. Fortunatamente in quel momento l'ala dell'edificio era vuota e non ci sono state quindi vittime. "Qui è pieno di pietre e calcinacci - hanno riferito dall'ambasciata -. Un muro è crollato ma per fortuna stiamo tutti bene".

martedì 22 ottobre 2013

Cassazione: acccertato il depistaggio (e il missile) nel disastro dell'aereo Itavia a Ustica

ROMA - Il "depistaggio" delle indagini sul disastro aereo di Ustica deve considerarsi "definitivamente accertato" e per questo serve il nuovo processo civile per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia. Lo ha deciso la Cassazione dando ragione al ricorso degli eredi della proprietà dell'Itavia, Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia fallita sei mesi dopo il disastro. Ai Davanzali la Corte di appello di Roma aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi. Per la Cassazione il verdetto d'appello "erra" ad escludere "l'eventuale efficacia di quella attività di depistaggio" e l'effetto sul dissesto.
Ad avviso dei supremi giudici dal momento che è accertato il depistaggio delle indagini da parte di ufficiali dell'Aeronautica diventa anche "irrilevante ricercare la causa effettiva del disastro", e questo "nonostante la tesi del missile sparato da aereo ignoto, la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai ministeri della Difesa e dei Trasporti, risulti ormai consacrata pure nella giurisprudenza di questa Corte". Ora i due Ministeri torneranno sotto processo.

mercoledì 2 gennaio 2013

Gli orrori in Siria: bomba su distributore di benzina a Damasco, 70 morti

DAMASCO - Un’auto incendiata dopo il bombardamento del distributore di benzina

DAMASCO - Decine di persone sono state uccise da un attacco aereo su un distributore di benzina alla periferia della capitale siriana, Damasco, dicono gli attivisti.
Residenti della zonariferiscono di aver visto bruciare i corpi e le scene orribili dopo l'attacco aereo nel distretto di Mleiha.
Rapporti non verificati da attivisti suggeriscono che 70 persone sono state uccise: sono stati pubblicati on linee filmati video che mostrano  corpi carbonizzati e veicoli bruciati.
Un attivista ha detto  che un aereo da guerra aveva attaccato la stazione di benzina mentre un mezzo stava scaricando  una partita di carburante. Mleiha non è una roccaforte dell'opposizione e nell’attacco sono stati coinvolti soltanto divili. Infatti molti dei morti e dei feriti sono donne e bambini.
In  Siria si soffre la cronica penuria di carburante e gli automobilisti spesso attendono per ore in coda nelle stazioni di servizio. Gli attivisti sostengono che un missile ha colpito il distributore scatenando  una forte esplosione che ha investito i veicoli che erano in coda, in attesa di fare rifornimento.

lunedì 3 dicembre 2012

La Corea del Nord installa il razzo forse nucleare, il Giappone schiera i Patriot

La rampa di lancio di Dongchang-ri

PYONGYANG - La Corea del Nord ha reso noto di aver già installato il razzo a uno stadio sulla rampa di lancio che, in linea con quanto annunciato sabato, servirà per la messa in orbita di un satellite. Lo riporta l'agenzia sudcoreana Yonhap, citando fonti del governo di Seul. La comunità internazionale teme che i coreani stiano testando un missile nucleare, come era già successo lo scorso aprile, quando il lancio era fallito.
Il vettore è stato sistemato nella base di lancio di Dongchang-ri, nella parte nordoccidentale della Corea del Nord a pochi chilometri dal confine con la Cina.
Il periodo di lancio e la messa in orbita del satellite "per l'osservazione terrestre", annunciato sabato, è programmato tra il 10 e il 22 dicembre, mentre, secondo quanto riferito al Giappone, la fascia oraria è compresa tra le ore 7 del mattino e mezzogiorno locali (rispettivamente, le 23 del giorno precedente e le 4:00 in Italia).
La marina militare nipponica ha  avviato il trasporto dei missili Patriot verso la prefettura di Okinawa, la più a rischio vista la traiettoria attesa del razzo nordcoreano. La tv pubblica Nhk ha detto che la nave da trasporto Kunisaki ha lasciato la base di Kure (prefettura di Hiroshima) col carico di missili Patriot Advanced Capability-3 (Pac-3). Il ministro della Difesa Satoshi Morimoto ha disposto  i preparativi per abbattere, se necessario, il razzo di Pyongyang.

mercoledì 21 settembre 2011

Le motivazioni della sentenza del tribunale di Palermo: il DC9 Itavia entrò in un "corridoio di guerra" e fu abbattuto da un missile o da una collisione

PALERMO  - La responsabilita' del disastro aereo di Ustica va ricondotta allo Stato italiano, che consenti' al Dc9 Itavia di entrare in un vero e proprio corridoio di guerra, la sera del 27 giugno 1980. Nella motivazione della sentenza con la quale, la settimana scorsa, il giudice Paola Proto Pisani ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al maxi-risarcimento di 100 milioni, la terza sezione civile del Tribunale di Palermo esclude la pista del "cedimento strutturale" o della bomba a bordo, di recente rilanciata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. La Proto Pisani non ha fatto eseguire propri accertamenti tecnici, ma si e' basata su una serie di perizie svolte nell'ambito di altre indagini, soprattutto nel corso della maxi-istruttoria del giudice Rosario Priore. "Tutti gli elementi considerati - si legge nella decisione - consentono di ritenere provato che l'incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l'aereo nascosto ed il Dc9". 
Si tratta dunque di conclusioni non nuove e piu' volte emerse: la tesi si basa infatti sull'esame delle tracce radar, oltre un centinaio, rilevate quella notte nei pressi dell'aerovia "Ambra 13" impegnata dalDc9 e che si intersecava con la "Delta Whisky", utilizzata dall'aeronautica militare francese. 
Il giudice Proto Pisani non ha certezze sulla responsabilita' di velivoli francesi o statunitensi, che nella notte del 27 giugno 1980 avrebbero dato la caccia a un aereo libico su cui si sarebbe trovato Muammar Gheddafi. 
Secondo gli avvocati Alfredo Galasso e Daniele Osnato, legali dei parenti di alcune delle 81 vittime, dovra' essere l'Italia a sollecitare l'accertamento delle responsabilita' a livello internazionale. Il ministero della Difesa italiano e' stato intanto condannato, con la stessa sentenza, per i depistaggi e per le ulteriori sofferenze inflitte ai familiari delle vittime, privati dell'accertamento della verita' sulla fine dei loro congiunti.