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venerdì 4 gennaio 2013

I due marò sono arrivati in India



I due marò Massimiliano Latorre (secondo da sinistra) e Salvatore Girone (secondo da destra) all'arrivo a Kochi
KOCHI (Kerala) - I due maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono arrivati in India, con un volo speciale all'aeroporto internazionale di Kochi alle 3,15 ora italiana. Hanno sorriso ai giornalisti e alle tv locali che hanno provocato anche un piccola ressa all'uscita dello scalo. Si sono poi recati al commissariato di polizia a bordo di un'auto delle autorità italiane scortata dalle forze di sicurezza del Kerala.
"Abbiamo mantenuto la nostra parola e abbiamo piena fiducia nel sistema giudiziario indiano. Sono sicuro che la gente del Kerala e del paeseguarderà a questo come un atto che mostra le buone relazioni tra i due paes " ha detto il console generale italiano ai giornalisti.

venerdì 21 dicembre 2012

I due marò a Kollam per riprendere i passaporti


KOLLAM (Kerala) - I maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono in viaggio da Kochi, dove si trovano in liberta' dietro cauzione, verso Kollam, dove si presenteranno fra poco davanti ad giudice a cui chiederanno la restituzione temporanea dei passaporti per poter godere della licenza di quindici giorni in Italia, concessa loro ieri dall'Alta corte del Kerala. Fonti della delegazione che li accompagnano - l'ambasciatore Giacomo Sanfelice, il console generale a Mumbai, Giampaolo Cutillo e il colonnello dei Carabinieri Ruggiero Capodivento - hanno indicato che i due ''hanno lasciato l'hotel di Fort Kochi, dove risiedono, intorno alle 6:30'' (le 3 italiane), per un viaggio che durera' circa tre ore. Latorre, Girone, Sanfelice e Cutillo dovranno consegnare inoltre al magistrato dichiarazioni giurate contenenti il rispetto degli impegni presi davanti all'Alta corte. Se tutto filera' liscio, il rientro a Kochi è previsto per le 16, in modo da poter presentare i passaporti all'Ufficio per la registrazione degli stranieri e rendere possibile quindi il loro rapido rientro in Italia.
I media indiani hanno accolto oggi, come era prevedibile, senza entusiasmo la decisione dell'Alta corte del Kerala  ed in particolare il quotidiano The New Indian Express titola in prima che i giudici ''hanno regalato ai maro' una vacanza romana''. Piu' pacati i titoli di The Hindu (''I maro' possono andare a casa per due settimane, dice l'Alta Corte'') e di The Times of India (''Permesso ai maro' di recarsi in Italia''). In particolare quest'ultimo giornale sottolinea che il giudice P. Bhavadasan, nel firmare l'ordinanza di accettazione della licenza, ha ritenuto che ''sarebbe stato facile respingere la richiesta. Ma la Corte deve tenere presente la questione nella sua interezza. E se il governo centrale ritiene che, dopo aver preso in considerazione i vari aspetti e gli interessi implicati, le dichiarazioni giurate presentate danno sufficienti garanzie che i due richiedenti torneranno in India come disposto dalla Corte, potrebbe non essere appropriato per essa decidere diversamente''

giovedì 20 dicembre 2012

India: permesso concesso, i due marò tornano a casa per Natale



KOCHI (India) - L'Alta corte del Kerala, dopo svariati rinvii, ha deciso: i due marò Girone e Latorre torneranno a casa in Italia per Natale. Il giudice dell'Alta Corte del Kerala ha disposto una licenza di due settimane per i marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a partire dal momento in cui lasceranno l'India. I due militari trattenuti in India da febbraio scorso potranno passare le festività natalizie in Italia.

Il giudice dell'Alta corte del Kerala ha deciso che per la licenza natalizia concessa ai due marò dovrà essere lasciata una garanzia finanziaria di 60 milioni di rupie, pari a oltre 826mila euro. La licenza di due settimane che scatterà a partire dal momento in cui Latorre e Girone  lasceranno l'India.
"Abbiamo appreso la notizia con grande sollievo: una prova della sensibilità indiana per i valori più sentiti del popolo italiano per l'importante festività natalizia". Così il ministro degli esteri, Giulio Terzi, ha commentato la decisione della corte indiana .



sabato 2 giugno 2012

I due marò finalmente liberi in un albergo di Kochi. A cinque stelle


L'hotel dove alloggiano da oggi i due marò

KOCHI (India) - I due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono usciti dalla Borstal School e trascorreranno la notte in un albergo di Kochi. Il tribunale di Kollam ha infatti accolto i documenti e le garanzie relativi alla concessione della libertà dietro cauzione. Lo ha confermato la Farnesina. I militari sono accusati dalla giustizia indiana di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati.
Ad accompagnare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in albergo c'era il console Giampaolo Cutillo. I due fucilieri di Marina alloggeranno all'Hotel Trident sull'isola di Willingdon, nel porto di Kochi, lo stesso che ospita gli uomini della delegazione italiana. Qui attenderanno la prossima udienza del processo, fissata per il 18 giugno. Per il trasferimento Latorre e Girone hanno indossato non la divisa per l'occasione ma jeans e maglietta. 
L'autorizzazione è stata rilasciata alla delegazione italiana che l'ha portato a Kochi, distante 160 chilometri (tre ore e mezza d'auto da Kollam), per consegnarla al sovrintendente della Borstal School, dove i due marò risiedevano. Per quasi tre ore l'ufficio dello "Chief Judicial Magistrate" è stato al centro di un'intensa attività degli impiegati che raccoglievano i necessari nulla osta dai diversi uffici per rendere esecutivo il "bail" (la cauzione).


venerdì 25 maggio 2012

I due marò trasferiti a Kochi


NEW DELHI - I maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno lasciato definitivamente il carcere di Trivandrum e sono in viaggio di trasferimento verso la Borstal School di Kochi, in attesa degli sviluppi del processo. I due maro' hanno fatto tappa durante il trasferimento a Kollam, dove il giudice istruttore ha preso atto del dossier contenente le accuse nei loro confronti, disponendo un nuovo periodo di carcere giudiziario. Nella Borstal School Latorre e Girone saranno sistemati in due stanze.

giovedì 10 maggio 2012

Rientrati in Italia i 4 fucilieri bloccati in India sulla Enrica Lexie. "E' stata dura". Sabato fiaccolata di solidarietà per i due marò detenuti


ROMA - ''E' stata dura''. Ha la faccia provata il sergente Renato Voglino, uno dei quattro fucilieri di Marina imbardati sulla Enrica Lexie, rientrati ieri in Italia con un volo dallo Sri Lanka. Stamane sono stati ricevuti dal ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola, mentre ieri sono stati ascoltati per molte ore sia dalla magistratura militare che da quella ordinaria, che hanno aperto entrambe dei fascicoli sulla vicenda.
 Insieme a Voglino sono rientrati in Italia i maro' Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte, tutti pugliesi e fucilieri di marina del Reggimento San Marco e tutti componenti del nucleo Antipirateria del quale facevano parte anche Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, detenuti da tre mesi nel carcere indiano di Trivandrum con l'accusa di aver ucciso i due pescatori indiani durante un'azione antipirateria. ''Siamo stati 86 giorni in servizio sulla Enrica Lexie e ringraziamo tutti quanti, tutti gli italiani, il governo, tutti quelli che ci sono stati vicini, anche voi'', ha detto Voglino rivolgendosi ai giornalisti al termine dell' incontro con il ministro della Difesa. ''Ma ora - ha proseguito - scusateci, vogliamo solo tornare a casa e riabbracciare i nostri cari''.
Durante l'incontro al ministero della Difesa - al quale erano presenti, oltre a Di Paola, anche capo di Stato maggiore della Difesa Biagio Abrate, quello della Marina Luigi Binelli Mantelli e il capo di Gabinetto del ministro, Pasquale Preziosa - non si e' parlato degli aspetti giudiziari della vicenda, che sono stati invece sviscerati nei colloqui con i pm. Si e' parlato, piuttosto, degli aspetti umani, della lunga permanenza a bordo del cargo: ''come passavamo il tempo? Facendo molta attivita' fisica, guardando film, leggendo libri...''. 
Intanto si sta preparando la fiaccolata di solidarietà per i due marò. Si terrà sabato 12 maggio a Roma. Il corteo, promosso dalle famiglie dei due militari, partirà alle 20 dalla Bocca della Verità, percorrerà Via Luigi Petroselli, piazza Venezia per concludersi in piazza SS. Apostoli.
Alla manifestazione hanno già dato la loro adesione numerose associazioni e diverse personalità politiche tra cui il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha sempre manifestato la sua solidarietà ai due marò detenuti. Sul Campidoglio infatti è esposto dal 23 febbraio scorso uno striscione con le foto dei due fucilieri del Battaglione S. Marco con la scritta 'Salviamo i nostri maro''.

domenica 6 maggio 2012

La Enrica Lexie in rotta verso lo Sri Lanka


KOCHI - Dopo 80 giorni di sosta forzata al largo del porto di Kochi, nel sud dell'India, la petroliera Enrica Lexie sta facendo rotta verso lo Sri Lanka, dopo essere salpata verso le 23 ora indiana (le 19.30 in Italia). a bordo 24 uomini di equipaggio e quattro militari dell'unità anti pirateria.
Naturalmente non ci sono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che rimangono nel penitenziario di Trivandrum in attesa di processo con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati lo scorso 15 febbraio. Per il team diplomatico italiano e i responsabili dell'armatore è stata ieri una corsa contro il tempo per adempiere a tutte le formalità richieste dalla Corte Suprema di New Delhi che aveva condizionato il via libera al mercantile al soddisfacimento di alcune condizioni.
Tra queste c'era il deposito di una fideiussione di 30 milioni di rupie (circa 420 mila euro) presso il registro dell'Alta Corte del Kerala. E' stato il direttore generale della compagnia armatrice, Pio Schiano, a presentare l'impegnativa di pagamento e anche una dichiarazione in cui si impegna a mettere a disposizione delle autorità indiane sei membri del suo equipaggio se richiesto ai fini dell'indagini o in sede di processo a carico di Latorre e Girone. In seguito alla registrazione, il tribunale ha emesso la propria autorizzazione agli enti doganali e portuali di Kochi per il nulla osta

sabato 5 maggio 2012

Kerala: entro la fine della giornata la Enrico Lexie se ne va


KOCHI - L'Alta Corte di Kochi ha autorizzato la partenza della Enrica Lexie, la petroliera a bordo della quale erano in servizio i due marò italiani arrestati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori. Lo ha reso noto il direttore generale della compagnia armatrice, Pio Schiano. "Confermo che il tribunale ha emesso l'ordine - ha detto - ed ora mancano solo alcune pratiche presso le autorità portuali e doganali".
Schiano ha aggiunto che "le pratiche residue dovrebbero prendere poco tempo". Il console generale Giampaolo Cutillo, che rappresentava il governo italiano nelle procedure dell'Alta Corte, ha indicato che "dopo l'accettazione da parte dei giudici delle garanzie bancarie e degli impegni riguardanti le condizioni poste per il rilascio dell'unità, restano solo le pratiche per i permessi ordinari alla partenza".

E infatti la partenza della nave dal porto di Kochi dovrebbe avvenire entro le prossime ore, e comunque entro la fine della giornata. "Lo scenario al momento - ha detto ancora Schiano - è di una partenza entro la mezzanotte locale, cioè le 20.30 italiane, alla volta dello Sri Lanka".

giovedì 8 marzo 2012

Gli indiani hanno tentato di far scendere dalla Enrica Lexie anche gli altri quattro marò. Richiesta respinta

La Enrica Lexie sorvegliata dalla marina indiana

KOCHI - Ieri si sarebbe verificato un tentativo di pressione sui quattro marò rimasti dopo l’incidente a bordo della Enrica Lexie, tuttora ancorata a 10 miglia da Kochi. Gli inquirenti indiani, per interrogarli, avrebbero voluto che scendessero a terra. La nave è stata di nuovo perquisita, per acquisire i dati della scatola nera. Invito respinto, mentre l’armatore viene sollecitato a chiudere la partita delle fideiussioni richieste dai giudici per garantire i risarcimenti: obiettivo, alzare le ancore e tornare subito in Italia.

La situazione dei nostri marò prigionieri a Trivandrum, India del Sud, è delicatissima e ci vuole cautela e sensibilità per non esarcebare di più l’opinione pubblica indiana e conseguentemente, la classe politica locale, impegnata nelle elezioni, imminenti, e dunque molto sensibile agli umori dell’elettorato
I marò sono di fatto reclusi nelle stanze di un ex ospedale, all’interno del carcere destinato tempo fa a ospitare i vip della politica nei guai per vari motivi. «Le facilitazioni concesse ai soldati possono essere revocate in qualsiasi momento, noi siamo rimasti qui a vigilare che non succeda. L’accelerazione imposta dalle autorità locali martedì notte, con il tentativo fallito di trasformare i marò in detenuti comuni, è un fatto grave. Detto questo non possiamo dimenticare il lutto, che appartiene anche a noi, per i pescatori indiani uccisi e anche noi vogliamo sapere la verità, qualunque essa sia» ha detto
Il sottosegretario de Mistura.

giovedì 1 marzo 2012

Fino al 5 marzo in custodia, ma non in carcere i due marò italiani in India

KOLLAM - I due marò indagati dalle autorità indiane per la morte di due pescatori indiani resteranno in custodia della polizia fino al 5 marzo. Lo ha disposto oggi un magistrato di Kollam. I due militari evitano così per il momento la carcerazione. I due marò, che hanno lasciato il palazzo di giustizia di Kollam, rientreranno quindi ora a Kochi dove hanno trascorso gli ultimi giorni nella guest house degli ufficiali della polizia indiana. Durante l'udienza, la delegazione italiana ha presentato una petizione per evitare che anche dopo il 5 marzo, a prescindere da quella che sarà la decisione del giudice, i due marò possano essere internati in una prigione indiana. Infine si è appreso che in attesa dell'esame di tutta una serie di ricorsi presentati dall'Italia, la perizia balistica sulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie non comincerà.

I due marò oggi davanti al giudiceche deve decidere fermo di polizia: gli inquirenti li vogliono in carcere. Perizia balistica: proiettili Nato, direbbero gli esperti (senza la presenza italiana)

KOCHI - Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due militari del Reggimento San Marco accusati dalle autorità indiane di avere ucciso due pescatori locali il 15 febbraio scorso, compariranno questa mattina (il pomeriggio locale) davanti al giudice di Kollam, nello stato di Kerala, in coincidenza della scadenza del fermo di polizia.

Il magistrato dovrà decidere se estendere il fermo per altri cinque giorni, ovvero fino alla scadenza ultima della custodia giudiziaria preventiva, oppure predisporre la loro incarcerazione. Mercoledì il tribunale di Kollam ha respinto la richiesta italiana di consentire a due esperti di balistica di partecipare alla perizia sulle armi sequestrati a bordo del mercantile Enrica Lexie, dove i due militari svolgevano attività di contrasto alla pirateria.

 Gli inquirenti indiani chiederanno oggi il trasferimento in prigione dei due maro'. E' quanto riferisce il quotidiano Deccan Chronicle, citando il direttore generale della polizia, Jacob Punnoos. Quest'ultimo ha fatto sapere che il team investigativo speciale - incaricato di indagare sulla complessa vicenda - non chiedera' il prolungamento del fermo di polizia, in essere dal 19 febbraio, sollecitando la sua trasformazione in fermo giudiziario.

L'Alta corte del Kerala dovrebbe decidere anche sul ricorso del governo italiano riguardo alla giurisdizione indiana per un incidente accaduto in acque internazionali.


I marò, nelle prime ore di stamani, sono stati visitati da un medico della polizia per accertare le loro condizioni di salute; si tratta di una procedura prevista dalle norme che regolano la carcerazione preventiva. Poi, sotto una forte scorta armata, sono stati trasferiti a bordo di una camionetta, nell'aula del Tribunale di Kollam, per la decisione del giudice in merito al prolungamento nel fermo.
 Un viaggio di 150 kilometri, lungo un'autostrada a quattro corsie solo per una trentina di chilometri, poi una specie di camionale, dissestata in molti tratti, attraversato da un traffico frenetico e privo di qualsiasi regola. In media, ci vogliono tre ore e mezza di viaggio per raggiungere Kollam e il palazzo di giustizia, bianco con guglie e rilievi blu intenso. 
Domani invece, dovrebbero essere comunicati gli esiti (già in parte trapelati sui media indiani collegati a fonti della polizia) della perizia balistica sui proiettili recuperati nei corpi dei pescatori uccisi e sulla loro imbarcazione. Secondo gli indiani, dubbi pari a zero: quelle ogive sono di calibro Nato, dunque esplosi dai fucili Beretta Arx160 in dotazione al San Marco; secondo gli esperti italiani, a cui è stato impedito di assistere agli accertamenti tecnici ma non alle prove di fuoco, bisognerebbe valutare bene tutti gli aspetti prima di dare un giudizio. Poichè in circolazione ci sono molti tipi di arma in grado di sparare proiettili di calibro simile o eguale.

mercoledì 29 febbraio 2012

Inizia oggi a Kochi la perizia balistica sulle pallottole sparate ai pescatori del Kerala. Il sostegno ai due marò del Presidente della Repubblica


KOCHI - Inizierà oggi la perizia balistica sulle armi sequestrate ai militari italiani accusati in India di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati: i primi esiti sono attesi nel weekend. Domani l'udienza del ricorso italiano sulla questione di territorialità. 
 Il "cordialissimo saluto, appoggio e sostegno del presidente della Repubblica" è stato rappresentato dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ai due militari italiani incontrati a Kochi  dove sono trattenuti in stato di fermo giudiziario. Lo si apprende in una nota del sito del Quirinale. L'auspicio del Capo dello Stato è quello di una rapida e adeguata soluzione nel rispetto della giurisdizione che regola gli accadimenti in acque internazionali.
Il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi è partito oggi da Kochi verso il Vietnam, al termine di una visita in India incentrata sulle relazioni bilaterali italo-indiane e sulla vicenda dei due marò implicati nella morte di due pescatori. Ieri in mattinata Terzi ha avuto un lungo colloquio con il collega Krishna, ribadendo la convinzione del governo italiano che il procedimento debba svolgersi sulla base del diritto internazionale.
“Vi è una forte pressione dell’opinione pubblica su entrambi i lati - ha dichiarato Krishna- Il Ministro Terzi ed io abbiamo deciso che c’è bisogno di pulire l'aria in modo che la gente in entrambi i paesi siano rassicurata della nostra volontà e impegno a rafforzare la nostra partnership ", "Siamo del parere - ha aggiunto - che le nostre relazioni sono mature e basata su fondamenta solide. Questo ci dà la capacità di affrontare le sfide insieme ", sottolineando al tempo stesso le enormi possibilità di espansione delle relazioni bilaterali. il Ministro degli Esteri italiano hadeplorato le morti ma ha ammesso che le differenze di opinione persisteva con l'India sulla questione. "Ho espresso le condoglianze d'Italia e il popolo italiano sulla sfortunata, tragica perdita di vite", ha detto Terzi che ha apprezzato la disponibilità dell'India di permettere agli osservatori italiani di presenziare nel processo giudiziario che è stato avviato in Kerala per indagare sulla catena di eventi che hanno portato all'uccisione dei due pescatori indiani. Non c’è stato, tuttavia, alcun passo avanti nei colloqui. "Ho spiegato francamente la posizione del nostro governo sull'aspetto giuridico. C'è divergenza di opinioni su questo e non è stato risolto," ha detto Terz. "Speriamo di approfondire la questione in un amichevole spirito di comprensione e di cooperazione", ha aggiunto. Fonti ufficiali, tuttavia, hanno chiarito che non vi è stato alcun cambiamento nella posizione dell'India e insistito sul fatto che i marò saranno perseguiti a normadella legge indiana. Terzi ha detto l'incidente è stato innescato dalla minaccia della pirateria diffusa ed ha esortato una maggiore cooperazione con l'India nella lotta contro la pirateria. . Doramma Gelastine, moglie di uno dei pescatori morti, ha chiesto un risarcimento di Rs.1 crore ( circa 200.000 dollari). In precedenza, il giudice aveva ordinato l'armatore di presentare una garanzia bancaria di Rs.25 lakhs per ciascuna delle famiglie dei due pescatori uccisi e Rs.10 lakh per i danni causati alla barca. 

martedì 28 febbraio 2012

I due marò al ministro Terzi: "Siamo italiani, ci comportiamo da italiani"


KOCHI - Siamo italiani, ci comportiamo da italiani". Così i due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, al ministro degli Esteri Giulio Terzi, durante l'incontro a Kochi, in India. Il capo della diplomazia italiana ha detto di essere stato "profondamente colpito dalla qualità di questi nostri uomini in armi" e ha aggiunto di aver telefonato al termine dei colloqui ai familiari dei due militari per informarli sulle loro condizioni.
"Questo - ha proseguito il ministro - è il messaggio più importante dato al paese che li sostiene". Il titolare della Farnesina ha portato ai marò il "cordialissimo saluto, appoggio e sostegno del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e dei ministri Di Paola e Severino". "Questi nostri uomini lavorano per una finalità: la tutela del nostro Paese e della comunità internazionale". 
"Li ho trovati in ottimo spirito - ha detto - con grande coraggio e ottimismo sul fatto che questa situazione si risolva rapidamente".

domenica 26 febbraio 2012

Sequestrate dalla polizia indiana tutte le armi sulla Enrica Lexie, dopo 14 ore di perquisizioni. Il ministro della Difesa: “I colpevoli dovranno essere puniti”


NEW DELHI - Il ministro della Difesa dell’Unione AK Antony ha detto oggi che l'inchiesta sull'incidente in cui sono stati coinvolti due pescatori indiani scambiati per pirati e uccisi -secondo l’accusa- da colpi sparati dai marò italiani al largo del Kerala il 15 febbraio, “stava procedendo nella giusta direzione”. 
Antony ha aggiunto che il governo centrale avrebbe fornito tutta l'assistenza possibile al quello dello stato del Kerala in relazione al caso. "Quello che è successo è contro la legge, contro tutte le norme. Così, ii colpevoli dovranno essere puniti", ha detto Antony, auspicando che la legge faccia il suo corso.
Nel frattempo la squadra investigativa speciale della polizia del Kerala  ieri sequestrato quattro scatole di materiali sul mercantile italiano Enrica Lexie: lo scopo era quello di rintracciare le armi usate da due marò nella sparatoria.
Le scatole contenenti armi e documenti vari sono state sigillate e sarebbero state portate alla stazione di polizia portuale più tardi oggi. Il commissario di polizia Ajith Kumar ha riferito che dopo quasi 14 ore, la ricerca è terminata alle 02:00 di questa mattina ora locale (ore 22.30 di ieri in Italia).
Alla domanda circa i dettagli dei materiali sequestrati, ha risposto: "Abbiamo ottenuto tutto ciò di cui avevamo bisogno" e ha rifiutato di dare ulteriori informazioni.
"Per quanto tempo l'indagine prenderà  non si può dire", ha detto, aggiungendo che alla nave sarà permesso di lasciare Kochi solo dopo che le indagini saranno finiti.
Le armi usate dai sei marò a bordo saranno inviate al laboratorio forense di Thiruvananthapuram.
La ricerca è stata condotta in presenza di componenti della delegazione italiana, tra cui il Console Generale Giampaolo Cuttillo e  due esperti balistici dei carabinieri, il maggiore Luca Flebus e il maggiore Paolo Fratini. Erano presenti anche i rappresentanti di Indan Nay e della Guardia costiera. Sono state rilevat anche una serie di impronte digitali.
I due marò arrestati Massimiliano Latore e Salvatore Girone sono stati accusati di omicidio volontario.

venerdì 24 febbraio 2012

De Mistura: “Dai test balistici la verità sui pescatori uccisi”

Staffan de Mistura risponde ai giornalisti indiani



KOCHI - La prova balistica che sarà realizzata sulle armi che si trovano a bordo della "Enrica Lexie" dovrà sciogliere un dilemma fondamentale e "dire se è giusta la tesi della magistratura indiana o quella dei legali dei nostri militari". Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri italiano, Staffan De Mistura. Oggi pomeriggio è in programma un colloquio al ministero degli Esteri con il responsabile degli Affari occidentali del ministero indiano. La petroliera italiana Enrica Lexie è tornata stamattina nel porto di Kochi, nello stato meridionale del Kerala, per permettere ulteriori indagini da parte della polizia. In particolare gli investigatori, guidati dal commissario Ajit Kumar, dovranno salire a bordo, probabilmente gia' oggi, per visionare le armi utilizzare dai due marò. L'intera operazione sara' effettuata alla presenza dei diplomatici italiani.
Rientrato a New Delhi dal Kerala De Mistura ha incontrato le autorità locali ed i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. "Riguardo alla prova balistica - ha spiegato - essa sarà fondamentale e dovrà dirci se l'errore è stato da parte delle autorità indiane che hanno accusato di omicidio i nostri militari o dai legali degli italiani che hanno sostenuto che gli spari sono stati di avvertimento". Dopo aver ribadito "l'apprezzamento del governo italiano" per la decisione dell'India di condividere i test balistici dell'incidente, De Mistura ha concluso: "Noi tutti siamo consapevoli che le vittime sono pescatori e non pirati", e "siamo veramente addolorati per la loro morte".
La dichiarazione di oggi di de Mistura giunge un giorno dopo che gli incontri diplomatici stand-ff tra l'India e l'Italia sembrano non avere alcuun progresso, nessuna delle due squadre essendo disposta ad accettare un compromesso. I due soldati italiani - Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - che erano a guardia della nave mercantile italiana Enrica Lexie, sono attualmente in custodia giudiziaria per 14 giorni. L’Italia ha sostenuto che la polizia indiana ha preso azioni "coercitive" e azione "unilaterali", quando ha femato due marò. La petroliera stava navigando da Singapore verso l'Egitto quando l'incidente ha avuto luogoin acque internazionala circa 23 miglia nautiche al largo della costa del Kerala. 

giovedì 23 febbraio 2012

Prorogato di 7 giorni il fermo dei due marò a Kochi



KOCHI - La custodia della polizia dei due marò italiani Massimillano Latorre e Salvatore Girone è stata prorogata per altri sette giorni: scadeva infatti oggi.
Il magistrato della Corte di Kollam  ha esteso il fermo dei due accusati, accogliendo la richiesta inoltrata dalla polizia del Kerala. 
La polizia di Stato ha informato la Corte che non era stata ancora in grado di recuperare le armi da fuoco utilizzate dai marò per sparare.
Nel frattempo, la Corte del Kerala sta esaminando una richiesta presentata dal consolato italiano chiedeva la cancellazione del fermo contro i due marines italian per mancanza di giuridizione.
L'avviso è stato notificato allo stato del Kerala, con la richiesta di presentare una dichiarazione giurata entro Martedì. La Corte ha altresì dichiarato che le autorità italiane dovrebbero cooperare con l'inchiesta in corso anche recuperare l'arma che sarebbe stata usata per sparare ai pescatori.

Il sottosegretario De Mistura incontra i due marò arrestati. “non li lasceremo soli”. Il primo ministro dello stato del Kerala: “non c’è spazio per la diplomazia”


I due marò italiani in stato di arresto

KOCHI - Il sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura si è recato oggi nel circolo ufficiali della polizia di Kochi per incontrare i due marò arrestati. "L'Italia è con loro e non li lasceremo mai soli", ha detto  il sottosegretario. "Ho visto il maresciallo Latorre e il sergente Girone - ha affermato De Mistura aggiungendo che stanno affrontando la situazione "con la dignità che hanno finora dimostrato". In merito ai tentativi diplomatici del governo italiano, ha precisato che "oggi sarà una giornata delicata" e che "aspettiamo di vedere come procede l'aspetto legale della vicenda, visto che l'ingranaggio giudiziario è iniziato". De Mistura non ha poi confermato la sua intenzione di incontrare le famiglie dei due pescatori uccisi. "E' un elemento che valuteremo" ha concluso.
"Uno dei punti chiave della vicenda sarà l'esame balistico sulle armi usate" e a questo proposito "speriamo che sia realizzato in maniera che anche l'Italia abbia accesso alla verifica e che i risultati possano essere ben compresi". La polizia indiana intende infatti effettuare una perquisizione a bordo della petroliera 'Enrica Lexie' con l'intenzione di sequestrare le armi dei militari. Il numero due della Farnesina ha detto inoltre che l'Italia manterrà la sua posizione sulla giurisdizione nella acque internazionali e che l'incidente è avvenuto a 22,5 miglia nautiche dalla costa. In risposta a una domanda di una giornalista indiana sull'ipotesi di un risarcimento alle famiglie dei pescatori, De Mistura ha risposto che "capiamo il loro dolore e le loro difficolta" e "pensiamo che meritino assistenza".
De Mistura aveva incontrato nella tarda serata di ieri il "chief minister" dello stato meridionale indiano del Kerala, Oomen Chandy, non producendo apparentemente risultati concreti. Secondo quanto riporta oggi la televisione Ndtv, "la visita non è riuscita a sbloccare lo stallo tra India e Italia". Il politico ha ribadito alla delegazione la sua posizione, che è quella "che non c'é spazio per la diplomazia". Secondo la fonte, nell'incontro, avvenuto a Kottayam (75 km da Kochi) e durato circa un'ora, Chandy ha detto che i due pescatori "sono stati uccisi brutalmente" e che "non è disposto ad affrontare l'argomento di eventuali risarcimenti". Ha poi aggiunto che "non è il momento giusto" di incontrare le famiglie delle vittime.
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono partiti con la polizia dalla guest house del porto di Kochi per andare dal giudice distrettuale di Kollam, a circa 150 chilometri di distanza. Dovranno comparire davanti al magistrato entro le 16 ora locale (11:30 in Italia) quando scadrà il fermo di polizia di tre giorni.

mercoledì 22 febbraio 2012

La difesa dei due marò ha presentato ricorso per difetto di giurisdizione all’Alta Corte del Kerala. Il sottosegretario de Mistura a New Dehli: “dialogo costruttivo”. Ma per ora parrebbe di no


Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

KOCHI - La difesa dei due marò italiani fermati per l'uccisione di due pescatori indiani ha presentato il ricorso per 'eccezione di giurisdizione' all'Alta Corte del Kerala. I legali chiedono che venga confermato che l'incidente è avvenuto in acque internazionali e non indiane. Procedere con il ricorso si è reso necessario perché i colloqui politici e diplomatici in corso non bloccano le procedure giudiziarie che stanno andando avanti. Attualmente i due marò sono in stato di arresto, pur godendo di un trattamento di favore sotto custodia della polizia. Domani il magistrato deciderà il da farsi e non è escluso che Massimiliano Latorre e Dalvatore Girone possano anche finire in prigione.
Lo speciale team investigativo della polizia di Kochi è arrivato a fine mattinata nella guesthouse dove sono detenuti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il commissario Ajit Kumar, che guida la squadra, è entrato nella foresteria insieme a un ufficiale della polizia di Kollam che è titolare delle indagini. Ma non é chiaro se stiano interrogando i due militari.
''E' stato un dialogo costruttivo", ha detto il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura al termine del colloquio con il collega indiano per l'area occidentale Preneet Kaur. E ha espresso "tristezza terribile" per l'uccisione di due pescatori indiani, ma ha insistito che la loro morte avvenuta in acque internazionali. "Riconosciamo che due pescatori indiani sono morti. Nessuno ne dubita ed è terribilmente triste ", ha detto, secondo il Times of India, de Mistura . Ma ha anche ribadito che l’incidente ha avuto luogo nelle acque internazionali al largo del Kerala "e l’inchiesta dovrà accertare l'esatta posizione" della Enrica Lexie. 
L’India seguirà la sua legge nell'arresto di due marines italiani, ha replicato il ministro di Stato per gli Affari Esteri Preneet Kaur dopo l'incontro con  Steffan de Mistura. “Gli italiani hanno la loro interpretazione e noi abbiamo la nostra " ha aggiunto. L'Italia insiste che l'incidente è avvenuto in acque internazionali e che i due marò non possono essere processati in tribunali indiani. New Delhi contesta entrambe le affermazioni. Kaur ha detto che i marò italiani "sono sul suolo indiano" e che comunque "abbiamo preso nota di ciò che De Mistura” ha detto. Il codice penale indiano prevede l'applicazione delle proprie norme anche se le navi si trovano fuori dalle acque territoriali. 

martedì 21 febbraio 2012

La polizia vuole un mandato di perquisizione per salire sulla Enrica Lexie. I due marò "trattati benissimo": menu con pizza, cappuccino e cornetti

I due marò con un funzionario dell'ambasciata italiana dopo l'interrogatorio
KOCHI  - Sale la tensione tra Italia e India per la vicenda dei marò accusati dell'omicidio di due pescatori. I legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono al lavoro oggi per presentare una 'petition' (ricorso) all'Alta Corte di Kochi contro la denuncia per omicidio presentata dai familiari dei pescatori. La posizione della difesa italiana è di dimostrare che l'India non ha giurisdizione sul tratto di mare dove si trovava la petroliera al momento dell'incidente. Non è chiaro se l'azione sarà presentata oggi o domani. 
Intanto sono emersi alcuni particolari sull'udienza di ieri davanti al magistrato del distretto di Kollam. I due militari non sono stati interrogati, ma solo identificati e hanno prodotto le loro generalità. Il giudice si è poi informato sulle loro condizioni di detenzione e loro hanno risposto che sono trattati "benissimo". La guest house della polizia, nel porto di Kochi, è un piccolo bungalow fronte mare dotato di aria condizionata e di tutti i confort.  il governo ha deciso di trattare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "con ogni rispetto perche' sono stranieri e in considerazioni di questioni diplomatiche", scrive la stampa locale. 
I due, che dal momento del fermo si trovano al circolo ufficiali della polizia di Kochi, sono stati rifocillati con pizza, cappuccino, cornetti, succhi di frutta, bevande gassate e yogurt serviti dal più importante albergo della città. Intanto, riferisce ancora la stampa locale, e' possibile che la polizia del Kerala decida oggi di riportarli a bordo della petroliera per confiscare le armi che avrebbero utilizzato -secondo la versione di New Delhi- per sparare ai due pescatori indiani. L'arma che i due fucilieri della Marina italiana avrebbero utilizzato per sparare il 15 febbraio sono ancora sulla nave: lo ha detto la polizia indiana che adesso attende un mandato di perquisizione perche' vuole setacciare la 'Enrica Lexie'. 
Oltre al fermo di polizia fino al 23 febbraio, idue maro' italiani dovranno rimanere per altri 11 giorni a disposizione dell'autorita' giudiziaria. Lo hanno riferito i media indiani e confermato fonti ufficiali italiane. Oggi, intanto, i fucilieri del San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, compariranno di nuovo davanti al magistrato. Le prossime 24 ore si profilano cruciali poiche' il giudice dovra' pronunciarsi sull'ammissione in fase istruttoria di quella che, da parte italiana, si considera la prova regina: la registrazione satellitare della posizione della Enrica Lexie. Da essa, infatti, si evince che la petroliera si trovava a oltre 33 miglia dalla costa e quindi in acque internazionali: circostanza decisiva poiche' comporta il passaggio della competenza dalla giurisdizione indiana a quella italiana..
I giornali indiani sostengono peraltro che le autorità avrebbero deciso di limitare l'esposizione sui media e quindi di condurre le indagini in modo più discreto. Nel frattempo è in arrivo a Kochi parte di una delegazione italiana interministeriale che nei giorni scorsi era a New Delhi per colloqui con il governo.
Se i due marò fossero formalmente imputati di omicidio, il codice penale indiano prevede l’ergastolo o anche la condanna a morte, anche se la pena capitale viene generalmente riservata agli atti di terrorismo. Il rischio principale è che un eventuale processo possa trascinarsi per le lunghe, con possibili ripercussioni negative per le relazioni tra India e Italia, paesi di solito in buoni rapporti diplomatici. Il ministro Terzi aveva in agenda una visita in India nel suo giro asiatico di fine marzo ma dalla Farnesina sperano che la vicenda dei due fucilieri del San Marco possa essere risolta molto prima. Anche perché i servizi di scorta alle nave italiane che transitano nella acque a rischio pirateria non possono essere interrotti. L’Italia ha iniziato a settembre a imbarcare, a spese degli armatori, dei Nuclei militari di protezione (Nmp) su quelle navi che attraversano il golfo di Aden e la zona occidentale dell’Oceano indiano: 60 soldati del San Marco sono di base a Gibuti appunto per questo scopo.

domenica 19 febbraio 2012

Arrestati dalla polizia indiana i due marò italiani della Enrica Lexie, che avrebbero ucciso due pescatori scambiati per pirati. L'immagine dei due soldati



I due marò arrestati (foto Times of India)
NEW DELHI - Sono stati arrestati i due marinai italiani della 'Enrica Lexie', la petroliera italiana coinvolta nell'uccisione di due pescatori indiani, secondo l'Hindustan Times online. Secondo fonti che seguono da vicino la vicenda, il console generale d'Italia a Mumbai, Giampaolo Cutillo, stamattina era sceso a terra insieme con i due fucilieri della marina, che la polizia di Kochi aveva chiesto di potere interrogare. Insieme a loro c'era anche l'addetto militare dell'ambasciata, il contrammiraglio Franco Favre.
La Enrica Lexie ormeggiata nel porto inidano
Sono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, capo e vicecapo del team di protezione , i due fucilieri della Marina portati a terra, riferisce la tv all news indiana Times Now. Verranno posti in custodia giudiziaria e quindi presentati nei prossimi giorni davanti a un tribunale per omicidio, ma i due hanno ribadito di essere estranei ai fatti loro contestati.  I due militari italiani potrebbero essere trattenuti per un giorno o due e quindi essere consegnati alla polizia dello Stato del Kerala a Kollam, per essere poi portati di fronte a un tribunale.
I marò ribadiscono la loro originaria versione dei fatti e cioé di aver visto cinque persone armate e di essersi limitati a sparare dei 'warning shots' cioé dei colpi di avvertimento in aria e in acqua, senza colpire l'imbarcazione. E' il racconto che i protagonisti della vicenda hanno ripetuto ieri, secondo quanto si è appreso, a tre ufficiali della Marina giunti dall'Italia per occuparsi del caso. Le fonti ricordano che una delegazione italiana dei ministeri degli esteri, della difesa e della giustizia, è attualmente al lavoro in India, come concordato ieri dal ministri degli esteri Giulio Terzi e S.M. Krishna, offrendo cosi "una cornice di riferimento diplomatica", per garantire che al di là degli sviluppi legati all'atteggiamento della polizia locale, i due governi centrali "si muovano in maniera concordata".
Nel corso dei colloqui le autorità italiane hanno insistito che l'India non poteva agire contro di loro, percé l'incidente è avvenuto in acque internazionali. Tuttavia l'affermazione non convince il comandante regionale della Guardia Costiera (ovest), ispettore generale SPS Bassora, che ha detto che il peschereccio era nella zona esclusiva dell'India, quando è stato aggredito.
Non c'è accordo tra Italia e India sulla gestione delle vicenda della petroliera Enrica Lexie e della vicenda è stato informato il premier Mario Monti. Lo rende noto la Farnesina, che riferisce che la polizia di Kochi ha compiuto "atti unilaterali" nei confronti dei due marò interrogati.  "Contatti e collaborazione tre i due governi sono ritenuti essenziali ai fini dell'accertamento dei fatti" sottolinea infine il ministero degli Esteri. 
I militari italiani indagati per l'omicidio di due pescatori, secondo la Farnesina  "sono organi dello Stato italiano e pertanto godono dell'immunità dalla giurisdizione rispetto agli stati stranieri" perché sono sulla Enrica Lexie in base ad una legge italiana e alle risoluzioni Onu sulla lotta alla pirateria. Lo afferma la Farnesina. 
Le autorità indiane avevano fissato le 8 ora locale (le 2.30 in Italia) come ultimatum per far scendere i membri dell'equipaggio e interrogarli, anche se un primo interrogatorio sarebbe cominciato già sulla petroliera. 
In precedenza la polizia indiana era salita a bordo reclamando la consegna delle due guardie, ma responsabili italiani avrebbero nuovamente opposto l'esistenza di "un difetto di giurisdizione".

Una delle preoccupazioni della delegazione  ora è che ci sia sempre una presenza italiana in tutte le diverse fasi della vicenda. In particolare, il console generale italiano a Mumbai Cutillo, in stretto contatto con l'unità di crisi della Farnesina, è sempre presente accanto alla polizia di Kochi, e si trovava a bordo della Enrica Lexie, ancorata nel porto della città dell'India meridionale. L'Italia, visto che l'incidente si è verificato in acque internazionali, ritiene che il caso debba essere gestito dalla magistratura italiana.