MILANO, 29 luglio - Una ragazza di 25 anni è stata soccorsa martedì sera all’Expo dai sanitari del 118 ed è stata ricoverata in coma etilico. La giovane era distesa per terra, svenuta, nei pressi del padiglione dell'Oman quando gli infermieri l'hanno soccorsa. Capita la gravità della situazione è stato deciso il ricovero all'ospedale Sacco di Milano. Non è in pericolo di vita. Ancora non è chiaro come la ragazza possa essersi intossicata nè se fosse da sola durante la visita all'Expo.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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mercoledì 29 luglio 2015
mercoledì 13 maggio 2015
MILANO, "impossibile" la morte accidentale dello studente caduto dalla finestra dell'albergo
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| Domenico Maurantonio |
MILANO, 13 maggio - Le indagini sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente di Padova trovato morto a Milano la scorsa domenica mattina dopo un volo dalla finestra al quinto piano dell'hotel Leonardo, dove era ospite con la classe per una gita ad Expo, al momento hanno portato a ritenere "impossibile" che la caduta sia stata accidentale. E' questa la conclusione trapelata negli ambienti giudiziari milanesi, anche in seguito ai primi esiti dell'autopsia che è stata effettuata ieri.
A far ritenere che la caduta non sia stata accidentale, ci sono anche le caratteristiche della finestra da cui il giovane è precipitato, in quanto l'altezza dal pavimento al davanzale è di circa 1 metro e 10 centimetri. A parte la caduta accidentale, tutte le altre ipotesi al vaglio del pm Claudio Gittardi e degli uomini della squadra mobile, sono aperte. Da quanto si è appreso, un'altra certezza emersa dalle indagini è che Domenico, prima di morire, aveva accusato problemi di stomaco: sarà solo il risultato degli esami farmacologici disposti in sede di autopsia a dire se abbia o meno ingerito lassativi. Inoltre, da quanto è stato riferito, altri indizi potrebbero arrivare da alcune immagini, non relative alla caduta, in mano a inquirenti e investigatori e sulle quali c'è stretto riserbo.
domenica 10 maggio 2015
Studente di PADOVA in gita all'Expo cade dal quinto piano dell'albergo e muore
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| Domenico Maurantonio |
MILANO, 10 maggio - Un ragazzo di 19 anni è stato trovato morto, stamani, dopo essere precipitato dal quinto piano di un albergo, a Milano. Il giovane si chiamava Domenico Maurantonio ed era nato l'1 marzo 1996 a Padova, dove frequentava il liceo Ippolito Nievo, uno dei più noti della città veneta. A Milano, nel primo pomeriggio, è giunto il padre sconvolto. Sotto choc anche i compagni di scuola, come lui ospitati nell'hotel Da Vinci, che stamani non l'hanno visto scendere a far colazione e si sono preoccupati per primi della sua assenza. Al momento non si è ancora capito con certezza se si sia buttato o se sia caduto accidentalmente. Ci sono dei lati ancora poco chiari nella vicenda. La polizia, infatti, sin dai primi accertamenti aveva notato alcune incongruenze: sarebbero stati trovati dei lividi su un braccio che non sarebbero compatibili con la caduta bensì con un contatto, forse una stretta da parte di una mano. Un particolare che non significa di per sé che non possa essersi trattato di una disgrazia, ma che forse qualcuno ha preferito non riferire tutto quello che sapeva.
Sul posto, quindi, le indagini proseguono e probabilmente continueranno fino agli esiti dell'autopsia disposta dal magistrato di turno.
Sul posto, quindi, le indagini proseguono e probabilmente continueranno fino agli esiti dell'autopsia disposta dal magistrato di turno.
I ragazzi erano in gita scolastica da Padova a Milano in occasione di Expo 2015. Secondo i primi accertamenti lo studente non era in cura per problemi psicologici e non ha lasciato biglietti o messaggi d'addio. Non è stata trovata droga e secondo i suoi amici non ne faceva uso. Al momento non è possibile ricostruire con certezza l'accaduto, ma tra le varie ipotesi, ancora tutte aperte, si propende per un incidente. L'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia.
Il giovane è caduto da un mezzanino, un pianeIrottolo comune, dal quinto piano dell'hotel Da Vinci, un grande complesso che si trova in via Senigallia, in Comasina, nella zona nord della città quasi al confine con Cormano (Milano).
mercoledì 29 aprile 2015
NO EXPO, nuovo blitz della polizia contro giovani dell'area anarchica a MILANO
MILANO, 29 aprile - Nuovo blitz contro presunti appartenenti all'area No Expo a Milano. La polizia di Stato è intervenuta nella stessa zona di martedì, nel quartiere Giambellino dove erano state trovate mazze e molotov. Le indagini sono condotte dalla Digos che ha effettuato perquisizioni e controlli. Alcune persone sono state accompagnate in Questura per essere identificate e per accertamenti. Si tratta di giovani vicina all'area anarchica. L'azione ha avuto luogo in via degli Apuli e in via Odazio, nella stessa zona dove si trovano le palazzine popolari in cui, martedì, dentro tre appartamenti, sono stat fermati dei giovani anarchici e sequestrato mazze ferrate e il necessario per fabbricare delle molotov.
Nel corso del blitz sono stati trovati tre tedeschi che fanno parte dei No Expo già identificati martedì e per i quali era stato chiesto un decreto di allontanamento dall'Italia, poi negato. I tre hanno tentato di sbarazzarsi di un borsone con maschere antigas e altro materiale.
Alfano: "Il sistema di prevenzione funziona" - Le perquisizioni della Digos legate a possibili atti dimostrativi in occasione dell'inaugurazione di Expo "sono la prova che il sistema di prevenzione funziona. Nessun Paese è a rischio zero", ma queste operazioni "fanno chiaramente capire che lo Stato è più forte di chi lo vuole contrastare". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Blitz in corso all'aeroporto di Bresso - Anche a Bresso, nel Milanese, vi è stato un altro blitz, da parte delle forze del'ordine. Stando a quanto emerso, si tratta di un'operazione di sgombero non meglio precisata, dentro l'area dell'aeroporto. Sul posto, l'hangar 39, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, hanno sgomberato diverse persone. L'aeroclub, raggiunto telefonicamente, ha confermato i "controlli" precisando solo che "non interferiscono con l'attività di volo", che rimane operativa.
Nel corso del blitz sono stati trovati tre tedeschi che fanno parte dei No Expo già identificati martedì e per i quali era stato chiesto un decreto di allontanamento dall'Italia, poi negato. I tre hanno tentato di sbarazzarsi di un borsone con maschere antigas e altro materiale.
Alfano: "Il sistema di prevenzione funziona" - Le perquisizioni della Digos legate a possibili atti dimostrativi in occasione dell'inaugurazione di Expo "sono la prova che il sistema di prevenzione funziona. Nessun Paese è a rischio zero", ma queste operazioni "fanno chiaramente capire che lo Stato è più forte di chi lo vuole contrastare". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Blitz in corso all'aeroporto di Bresso - Anche a Bresso, nel Milanese, vi è stato un altro blitz, da parte delle forze del'ordine. Stando a quanto emerso, si tratta di un'operazione di sgombero non meglio precisata, dentro l'area dell'aeroporto. Sul posto, l'hangar 39, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, hanno sgomberato diverse persone. L'aeroclub, raggiunto telefonicamente, ha confermato i "controlli" precisando solo che "non interferiscono con l'attività di volo", che rimane operativa.
sabato 28 marzo 2015
ALFANO: la sfida dell'Expo in piena sicurezza
ROMA, 28 marzo - "La sfida dell'Expo, che più mi chiama in causa è dimostrare che queste cose l'Italia le affronta in piena sicurezza". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Questo evento - ha aggiunto - che può richiamare le peggiori attenzioni di gruppi più o meno organizzati, si svolge in un contesto di assoluta sicurezza. Abbiamo lavorato affinché l'Expo non diventasse ragione di successo per ladri e malfattori e "criminalità organizzata".
lunedì 5 gennaio 2015
MAFIA all’assalto di EXPO: misure interdittive a una ditta appaltatrice su 8
MILANO, 5 gennaio - Infiltrazioni mafiose in una ditta appaltatrice su otto: è quanto emerge dai documenti riservati della prefettura di Milano riguardanti il cantiere di Expo 2015. Per l'evento, infatti, sono state emesse 68 "interdittive" (più che per la Salerno-Reggio Calabria). Sulle 367 imprese finora controllate, come riporta "La Repubblica", 48 non hanno superato l'esame: a conti fatti il 13%, più di una su otto, ha il divieto di partecipare ai lavori.
Le carte mostrano inoltre come i clan abbiano preso il controllo anche di ditte apparentemente "pulite". Ad esempio, tra le quelle finite "out" c'è un'azienda che mandava sul cantiere della Tangenziale est esterna auto, camion e ruspe con le targhe clonate. In pratica, affidava ad altri imprenditori non del tutto "puliti" i lavori.
O ancora, tra le ditte non considerate idonee per avere la certificazione di evento "mafia free", come Expo 2015 deve essere, c'è quella in cui una delle titolari risulta sposata con un detenuto, esperto nel traffico internazionale di stupefacenti. Provvedimento di interdittiva anche per un'altra impresa familiare, questa volta gestita da due giovani fratelli. Loro sono incensurati, ma è il padre dei due ad avere precedenti e quindi niente appalto.
mercoledì 13 agosto 2014
RENZI visita il cantiere Expo: ce la faremo, non lasceremo il futuro ai gufi
MILANO - Gli operai e le operaie "non stanno semplicemente costruendo un'opera, non solo padiglioni, ma stanno costruendo e restituendo l'orgoglio a un Paese che ne ha bisogno come il pane; ce la faremo, non lasceremo il futuro ai gufi e a chi scommette sul fallimento. Siamo al lavoro, sarà tutto pronto per il 1 maggio 2015". Lo dice Matteo Renzi.
"Finora sono stati venduti cinque milioni di biglietti" per l'Expo 2015: "Dobbiamo darci un obiettivo in più, sarebbe molto bello entro l'inizio dell'evento arrivare a dieci milioni venduti" aggiunge Renzi dopo una visita al cantiere Expo, nel ricevere in regalo un biglietto per l'Expo.
Da quando c'e' questo governo piove sempre...." ha anche detto Renzi che scherza: "Questa visita è il ferragosto al lavoro anche se sembra il 13 novembre..." ha aggiunto riferendosi alla pioggia battente che ha accompagnato la sua visita ai cantieri Expo.
Blog Grillo, Renzi tace su corruzione e 'ndrangheta - "Il Presidente del Consiglio non può fare silenzio sulla corruzione e sulla presenza della 'ndrangheta in Lombardia e nei cantieri Expo, su come intende combattere questi fenomeni e sradicarli". Così sul blog di Beppe Grillo i portavoce M5S della Lombardia in vista della visita del premier all'Expò. "Guai a parlare di corruzione e di 'ndrangheta. Per Renzi questa lotta non è mai prioritaria" scrivono.
lunedì 14 luglio 2014
Maroni indagato per due contratti Expo
| Roberto Maroni |
''Il presidente Maroni - si legge ancora nella nota del suo ufficio stampa - è stato nel suo ufficio e ha preso visione dei documenti relativi alla contestazione''. In mattinata infatti c'è stata una perquisizione a palazzo Lombardia. Il presidente della Regione ha quindi fatto sapere di essersi ''reso immediatamente disponibile agli uffici del procuratore per chiarire la regolarità e correttezza della questione''.
"Sono assolutamente sereno e allo stesso tempo molto sorpreso: per quanto a mia conoscenza - si legge ancora nella nota - è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo".
I carabinieri del Noe, su delega della Procura di Busto Arsizio, hanno notificato un avviso di garanzia, oltre che a Roberto Maroni, anche a Giacomo Ciriello, capo della sua segreteria. Per entrambi l'accusa è induzione indebita a dare o promettere utilità (art.319 quater) per le presunte irregolarità in due contratti di collaborazione per Expo.
"Sono assolutamente sereno e allo stesso tempo molto sorpreso: per quanto a mia conoscenza - si legge ancora nella nota - è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo".
I carabinieri del Noe, su delega della Procura di Busto Arsizio, hanno notificato un avviso di garanzia, oltre che a Roberto Maroni, anche a Giacomo Ciriello, capo della sua segreteria. Per entrambi l'accusa è induzione indebita a dare o promettere utilità (art.319 quater) per le presunte irregolarità in due contratti di collaborazione per Expo.
sabato 14 giugno 2014
Scandalo Expo, ai domiciliari Maltauro
| Enrico Maltauro |
MILANO - Il gip di Milano Fabio Antezza ha concesso gli arresti domiciliari a Enrico Maltauro, l'imprenditore finito i carcere l’8 maggio nell'inchiesta con al centro le tangenti sugli appalti dell'Expo e la cosiddetta 'cupola'. Secondo la difesa dell'imprenditore, la scarcerazione è stata disposta anche a seguito di ulteriori riscontri investigativi forniti da Maltauro. E proprio, dunque, per la sua collaborazione si sono attenuate le esigenze cautelari. Una precedente istanza di scarcerazione, presentata dai difensori, era stata respinta dal gip tre giorni fa in quanto - questa la motivazione formale - non erano stati indicati eventuali familiari in grado di provvedere alle sue necessità domestiche.
mercoledì 11 giugno 2014
Expo, Maltauro resta in carcere, Paris ai domiciliari
| Enrico Maltauro |
Enrico Maltauro, difeso dagli avvocati Giovannimaria Dedola e Paolo Grasso, durante gli interrogatori, sia davanti al gip, sia davanti ai pm, Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, aveva fatto ammissioni e descritto il sistema architettato dalla presunta "cupola" dando così riscontro alla ricostruzione emersa dalle indagini della Procura.
Le dichiarazioni rese da Maltauro vanno comunque ancora approfondite, per quanto riguarda alcuni aspetti di contorno, da altri interrogatori come quello dell'ex esponente ligure dell'Udc-Ncd, Sergio Cattozzo, atteso per i prossimi giorni, e probabilmente di alcuni imprenditori. Alla richiesta di arresti domiciliari avanzata nei giorni scorsi da Maltauro, i pm hanno dato parere negativo.
domenica 8 giugno 2014
L’amministratore delegato di Expo Sala: Io sono incorruttibile
| Giuseppe Sala con Lucia Annunziata |
ROMA - "Chiunque mi conosce sa senza timore di smentita che sono incorruttibile. Per questo non mi si sono mai avvicinati e mai mi avvicineranno". Lo ha detto l'amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, intervistato a "In mezz'ora", parlando dello scandalo giudiziario scoppiato attorno ad Expo. "Una cupoletta di pensionati della Prima Repubblica ha circuito l'anello debole della catena, l'ex direttore generale Angelo Paris che ai miei occhi era un grigio manager che lavorava anche tanto", ha continuato. "Dire che io non abbia avuto nessun segnale - ha aggiunto - non è vero, il primo segnale l'ho avuto alcune settimane fa, Paris mi disse di volersi candidare a Strutture Lombarde". Paris avrebbe detto, secondo Sala, "ho buoni appoggi da destra e sinistra, anche da persone vicine a Berlusconi". "Ma da questo a pensare che potesse commettere degli illeciti - ha detto Sala - ne passa".
Finché non c'è un provvedimento specifico della magistratura, ha sottolineato Sala, non è possibile revocare appalti. Ma la Maltauro diventerà un sorvegliato speciale. "L'attività che Maltauro fa per Expo - ha spiegato - è residuale rispetto alle attività che Maltauro fa nel mondo. La parte per Expo deve essere separata, ci deve essere qualcuno che la segue, con contabilità separata".
Scandalo Expo: possibile la richiesta dei pm di giudizio immediato per i 6 arrestati
| Primo Greganti, il "compagno G" |
MILANO - La procura di Milano sta ipotizzando di chiedere il giudizio immediato per l'ex Dc Gianstefano Frigerio, per l'ex funzionario Pci Primo Greganti, per l'ex senatore Pdl Luigi Grillo, per l'ex Udc-Ncd Sergio Cattozzo, per l'ex manager Expo Angelo Paris e per l'imprenditore Enrico Maltauro arrestati nell'inchiesta sulla "cupola degli appalti".
L'istanza è al vaglio dei pm Claudio Gittardi e Antonio d'Alessio ai quali Maltauro, Paris e Cattozzo, con i loro interrogatori hanno confermato il quadro accusatorio e il 'sistema' di illegalità ricostruito dalle indagini. I pm, secondo quel che si è saputo, devono solo avere qualche chiarimento e approfondire alcuni aspetti di contorno in relazione alle gare 'pilotate' in cambio denaro versato o promesso come per il polo sanitario ancora da costruire a Sesto San Giovanni e su cui Maltauro, per esempio, ha confermato ampiamente: ha raccontato a inquirenti e investigatori che l'accordo era il versamento di una mazzetta del valore dell'1 per cento dell'appalto in caso di aggiudicazione. E proprio per completare il mosaico e chiudere con i riscontri i pm la prossima settimana interrogheranno ancora Cattozzo e stanno anche valutando di convocare alcuni imprenditori indagati. Dopo di che, al termine delle loro ulteriori verifiche e salvo imprevisti, i pm (hanno tempo 180 giorni dagli arresti) dovrebbero depositare la richiesta di processo con rito immediato.
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giovedì 5 giugno 2014
Raffaele Cantone: la vicenda Mose più grave di quella dell'Expo
| Raffaele Cantone |
Per Cantone "è innegabile che il sistema degli appalti deve essere ripensato" ma cambiare le regole non basta, occorre "discontinuità politica e culturale".Il quadro che emerge dall'inchiesta relativa al Mose - dice ancora - "è di una corruzione davvero penetrante, che viene in qualche modo favorita dalla quantità enorme di denaro che gira quando si tratta di Grandi Opere". "Ogni volta che accadono fenomeni corruttivi di questo tipo, giocoforza si parla di cambiare le regole. Però, è innegabile - dice Cantone ai microfoni di Radio 1 - che il sistema degli appalti vada ripensato. Tutti i grandi eventi degli ultimi anni sono stati fatti con deroghe. Siamo al paradosso che le regole funzionano sugli appalti di medio-piccola grandezza, mentre in quelli di dimensioni più ampie, dove dovrebbe essere maggiore l'attenzione perché ci sono in ballo interessi maggiori, lì le regole non funzionano, non vengono applicate. Però parliamoci chiaro - ha aggiunto Cantone - non possiamo certo pensare che con il solo cambiamento delle regole si possa evitare il ripetersi di situazioni così incancrenite in cui sono coinvolti controllati, controllori, ceto politico. Il sistema è veramente complicato, le regole sono uno degli aspetti su cui lavorare ma è evidente che si tratta anche di fare scelte chiare sul piano della discontinuità politica e culturale".
giovedì 15 maggio 2014
Expo: l'imprenditore Maltauro (arrestato) conferma l'esistenza della "cupola"
MILANO - Enrico Maltauro, imprenditore vicentino tra gli arrestati di giovedì scorso, avrebbe confermato in pieno l'ipotesi della Procura di Milano: per lavorare ai progetti Expo bisognava stare al "gioco", a quel sistema architettato dalla "cupola" e fatto di presunti appalti pilotati e di mazzette per i lavori. "Mi hanno chiesto 1,2 mln di euro - ha spiegato Maltauro -: ne ho pagati 600mila".
Ammissione di Maltauro e Cattozzo - Maltauro è stato arrestato insieme all'ex esponente della Dc Gianstefano Frigerio, all'ex funzionario del Pci Primo Greganti, all'ex senatore del Pdl Luigi Grillo, all'ex esponente ligure dell'Udc Sergio Cattozzo e all'ex manager, appena dimessosi, di Expo Angelo Paris. Maltauro e Cattozzo, ex esponente ligure dell'Udc, sono stati interrogati dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, e hanno consolidato l'impianto accusatorio. Gli altri coindagati, eccetto Paris, hanno negato.
"Per poter lavorare pagavo" - Maltauro, difeso dagli avvocati Giovanni Dedola e Paolo Grasso, ha messo a fuoco il metodo ideato dal terzetto Frigerio-Greganti-Grillo: "Un sistema basato sulle tangenti e io per poter lavorare mi adeguavo e pagavo", questa la sintesi di un verbale al momento secretato. Maltauro avrebbe aggiunto: "La cupola mi ha chiesto un milione e duecento mila euro di mazzette", ammettendo di aver pagato 600 mila euro e di averne promessi altrettanti per aggiudicarsi gli appalti di Expo e Sogin.
I legali: "Cattozzo ha chiarito" - Sulla stessa linea Sergio Cattozzo. Il politico ha confermato l'esistenza di appalti truccati e di tangenti, con promesse di carriera ai pubblici ufficiali complici. I suoi avvocati Rodolfo Senes e Michele Ciravegna hanno dichiarato: "Ha chiarito dando giustificazioni congruenti e fornendo le indicazioni richieste".
La contabilità delle mazzette nei post-it - Ha spiegato inoltre "il significato delle cifre" contenute nei tre post-it che al momento dell'arresto aveva tentato di nascondere e sui quali, come poi l'altro ieri ha confessato davanti al gip Fabio Antezza, aveva appuntato la "contabilità" delle mazzette e del denaro versato dall'imprenditore vicentino: 590 mila euro tra l'anno scorso e quest'anno. A lui, invece, i compensi sono stati versati da Maltauro sotto forma di falsi contratti per 300 mila euro lordi a cui si aggiunge, come benefit, un'Audi da circa 60 mila euro.
Intanto i pm, hanno depositato il ricorso al Tribunale del Riesame contro il rigetto da parte del gip dell'arresto di altre dodici persone. Tra questi ci sono i nomi di Giuseppe Nucci e Alberto Alatri, i due ex manager di Sogin, la società a partecipazione pubblica che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia, e anche di Giovanni Rodighiero, ritenuto il braccio destro di Frigerio.
Ammissione di Maltauro e Cattozzo - Maltauro è stato arrestato insieme all'ex esponente della Dc Gianstefano Frigerio, all'ex funzionario del Pci Primo Greganti, all'ex senatore del Pdl Luigi Grillo, all'ex esponente ligure dell'Udc Sergio Cattozzo e all'ex manager, appena dimessosi, di Expo Angelo Paris. Maltauro e Cattozzo, ex esponente ligure dell'Udc, sono stati interrogati dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, e hanno consolidato l'impianto accusatorio. Gli altri coindagati, eccetto Paris, hanno negato.
"Per poter lavorare pagavo" - Maltauro, difeso dagli avvocati Giovanni Dedola e Paolo Grasso, ha messo a fuoco il metodo ideato dal terzetto Frigerio-Greganti-Grillo: "Un sistema basato sulle tangenti e io per poter lavorare mi adeguavo e pagavo", questa la sintesi di un verbale al momento secretato. Maltauro avrebbe aggiunto: "La cupola mi ha chiesto un milione e duecento mila euro di mazzette", ammettendo di aver pagato 600 mila euro e di averne promessi altrettanti per aggiudicarsi gli appalti di Expo e Sogin.
I legali: "Cattozzo ha chiarito" - Sulla stessa linea Sergio Cattozzo. Il politico ha confermato l'esistenza di appalti truccati e di tangenti, con promesse di carriera ai pubblici ufficiali complici. I suoi avvocati Rodolfo Senes e Michele Ciravegna hanno dichiarato: "Ha chiarito dando giustificazioni congruenti e fornendo le indicazioni richieste".
La contabilità delle mazzette nei post-it - Ha spiegato inoltre "il significato delle cifre" contenute nei tre post-it che al momento dell'arresto aveva tentato di nascondere e sui quali, come poi l'altro ieri ha confessato davanti al gip Fabio Antezza, aveva appuntato la "contabilità" delle mazzette e del denaro versato dall'imprenditore vicentino: 590 mila euro tra l'anno scorso e quest'anno. A lui, invece, i compensi sono stati versati da Maltauro sotto forma di falsi contratti per 300 mila euro lordi a cui si aggiunge, come benefit, un'Audi da circa 60 mila euro.
Intanto i pm, hanno depositato il ricorso al Tribunale del Riesame contro il rigetto da parte del gip dell'arresto di altre dodici persone. Tra questi ci sono i nomi di Giuseppe Nucci e Alberto Alatri, i due ex manager di Sogin, la società a partecipazione pubblica che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia, e anche di Giovanni Rodighiero, ritenuto il braccio destro di Frigerio.
martedì 13 maggio 2014
Grillo: l'Expo è un'associazione a delinquere
MILANO - "L'Expo non è stato pensato e costruito per dare un'immagine al mondo dell'Italia e dei prodotti italiani" ma è "come il Tav e tutte le grandi opere, costruite per riciclare denaro: è un'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro pubblico". E' quanto ha affermato Beppe Grillo nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta martedì pomeriggio in un locale di Milano.
"Oggi l'ebetino di Firenze ha detto che ci mette la faccia, ma gli italiani ci mettono il culo. E se ci mette la faccia come sul Job act o le provincie, allora c'è da toccarsi i coglioni" ha aggiunto Grillo che in merito alla nomina di Raffaele Cantone ha affermato "abbiamo il commissario che commissaria il commissario che dice che non si è accorto" di quanto è successo.
Dopo aver attaccato i giornalisti invitando a essere "intellettualmente onesti", Grillo ha continuato l'affondo contro l'Esposizione universale del 2015: "Che lavori vuoi riprendere? C'è una rapina in corso, o entri e li arresti o finisce lì: deve essere fermato tutto perché balleranno ancora 4-5 miliardi e non siamo in grado di tirarli fuori con il debito che aumenta. E' tutta gente che va perseguita, vanno perseguiti i leader politici non questi barboni con le tangenti da 15mila euro."
"Oggi l'ebetino di Firenze ha detto che ci mette la faccia, ma gli italiani ci mettono il culo. E se ci mette la faccia come sul Job act o le provincie, allora c'è da toccarsi i coglioni" ha aggiunto Grillo che in merito alla nomina di Raffaele Cantone ha affermato "abbiamo il commissario che commissaria il commissario che dice che non si è accorto" di quanto è successo.
Dopo aver attaccato i giornalisti invitando a essere "intellettualmente onesti", Grillo ha continuato l'affondo contro l'Esposizione universale del 2015: "Che lavori vuoi riprendere? C'è una rapina in corso, o entri e li arresti o finisce lì: deve essere fermato tutto perché balleranno ancora 4-5 miliardi e non siamo in grado di tirarli fuori con il debito che aumenta. E' tutta gente che va perseguita, vanno perseguiti i leader politici non questi barboni con le tangenti da 15mila euro."
Renzi: fermare l'Expo? No, lo stato è più grande e più forte dei ladri
| Le contestazioni all'arrivo di Renzi alla sede Expo |
Accanto alla sede è stato allestito un banchetto della Lega Nord e il premier, prima di entrare, ha stretto la mano a chi era lì. Ma ad accogliere il premier anche alcune decine di manifestanti: Gridando 'vergogna, vergogna' con cartelli e bandiere rosse con la scritta 'stop sfratti, sgomberi e pignoramenti' si sono avvicinati alla sede di Expo poco dopo l'arrivo del premieri. I contestatori urlano 'Expo è una truffa' ed espongono cartelli con la scritta 'una solo grande opera, casa per tutti'. Un cordone di polizia li tiene in via Dante, a una cinquantina di metri dalla sede della società.
lunedì 12 maggio 2014
Renzi: Expo, stop ai delinquenti, non ai lavori
| Expo 2015, così sarà (forse) |
MILANO -"L'Expo è una grandissima opportunità e io preferisco perdere qualche punto nei sondaggi piuttosto che fermare questa occasione di investimenti per l'Italia. Si fermano i delinquenti ma non i lavori". Lo dice il premier Matteo Renzi alla vigilia dell'incontro con i vertici e le istituzioni per il rilancio di Expo, confermando la sua "assoluta" fiducia nel commissario Giuseppe Sala.
Domani a Milano con Cantone
E martedì è atteso a Milano il premier, per un incontro con i vertici dell'Expo cui parteciperà anche il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, chiamato a vigilare sull'Esposizione. 'L'unica cosa da non fare - dice Cantone in una intervista al Mattino - è cancellare Expo. Sarebbe ammettere che l'illegalità ha vinto. Bisogna andare avanti e il governo ci mette la faccia'. il magistrato chiede alla politica di 'rialzare la guardia'.''Dire no all'Expo - ha aggiunto poi parlando a Radio 24 - non a priori ma proprio ora significa dimostrare che siccome ci sono fenomeni corruttivi vasti, lo Stato non è in grado di porvi un argine''.
Maroni: ok la scelta di Cantone. Lupi: non mi dimetto
Per il governatore della Lombardia Roberto Maroni, 'la vicenda è tutta nelle mani del Governo' ed è una buona idea la scelta di Cantone che deve avere però "poteri investigativi veri". ''Questa brutta vicenda getta un'ombra sull'Expo'', ma ha aggiunto di vedere ''il bicchiere mezzo pieno, perché vuol dire che il sistema dei controlli funziona''. ''Ora - ha però concluso - bisogna garantire che l'Expo si faccia in tempo''. Dello stesso avviso il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: ''Andiamo avanti con i lavori. Dobbiamo assolutamente arrivare in tempo perché Expo deve essere l'appuntamento dell'Italia''. Il ministro, tra i politici citati nelle intercettazioni, è sotto attacco da parte del Movimento Cinque Stelle che chiede le sue dimissioni, ma in una intervista a Repubblica ha spiegato che intende rimanere al suo posto: ''Non ho mai sentito nessuno o ricevuto bigliettini da parte di chicchessia - ha precisato - e mai avrei immaginato di poterne ricevere. La circostanza più spiacevole è doversi giustificare per cose che non sono minimamente accadute''.
Berlusconi: molte millanterie, FI non c’entra
Silvio Berlusconi chiama fuori Forza Italia da implicazioni con gli scandali: "Il mio parere - dice l'ex premier - è che ci siano davvero esagerazioni. Per l'Expo super importante è stato il mio governo a chiamare tanti stati alla partecipazione. Guai se le cose non fossero perfette per il giorno dell'apertura. Queste cose non toccano la mia parte politica, noi non c'entriamo nulla, riguardano la vecchia tangentopoli". Peraltro, secondo l'ex Cavaliere, "molte cose sono aria fritta, in tutte le cose con riguardano appalti ci sono delle telefonate, è la vita. Non è solo l'Italia ma in tutto il mondo non dobbiamo scandalizzarci, molte cose sono millantate e non vere affrontiamo il problema ma senza pensare che ci sia uno scandalo che faccia pensare a tangentopoli".
Interrogatori: Maltauro ammette i fatti
Intanto nel carcere di Opera sono cominciati gli interrogatori per gli arrestati dello scandalo Expo. Il primo a essere sentito è stato l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro, finito in carcere giovedì scorso, assieme all'ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, all'ex funzionario Pci Primo Greganti, all'ex senatore Fi-Pdl Luigi Grillo, all'ex esponente ligure dell'Udc Sergio Cattozzo e al manager di Expo Angelo Paris, che ha ammesso i fatti "nella loro materialità" così come sono stati contestati ma si è riservato di chiarire la sua posizione a breve in uno o più interrogatori davanti ai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio. Paris invece, responsabile dell'Ufficio contratti, interrogato dal gip ''ha risposto per due ore e chiarito le proprie responsabilità'', come ha riferito il suo legale Luca Toryer, spiegando anche che il manager ha chiesto l'autorizzazione di poter inviare alla società ''una lettera di dimissioni''.
domenica 11 maggio 2014
Expo, Renzi mette il magistrato Raffaele Cantone al controllo
| Raffaele Cantone |
MILANO - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, avrebbe chiesto a Raffaele Cantone di seguire, con l'Autorità nazionale sulla corruzione da lui presieduta, i lavori dell'Expo. Secondo quanto si apprende, martedì a Milano con il premier sarà presente anche Cantone. "Milano ce la farà, noi non molliamo". L'Expo è "un'occasione troppo grossa per buttarla via', avrebbe commentato il premier conversando con i suoi.
Il premier, Matteo Renzi, intende affiancare ai tecnici dell'Expo e al suo commissario un pool di avvocati, magistrati contabili, esperti di contratti. E non si esclude che alla fine proprio a Raffaele Cantone venga chiesto di "rimettere a posto le cose" a Milano. "Se ci sono problemi con la giustizia, si devono fermare i responsabili e non le grandi opere", avverte il Presidente del Consiglio intenzionato a 'blindare' i lavori dell'Expo dai tentacoli dell'illegalità. "Mi sembra una buona idea quella di rafforzare ulteriormente il versante anticorruzione" sull' evento, concorda il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
sabato 10 maggio 2014
La "cupola": le mani sull'Expo e puntava alla sanità
| I lavori (in ritardo) sull'area Expo. In anticipo solo le mazzette |
Insieme al direttore generale degli acquisti Expo Angelo Paris, all'ex segretario Udc ligure Sergio Mattozzo (al quale i militari hanno trovato in casa 12.500 in contanti nascosti), la cordata puntava ad appalti per mezzo miliardo. La fetta più corposa erano gli oltre 300 milioni che vale il progetto della "Città della salute", le cui buste con le offerte dovevano essere segrete e sono invece state rinvenute e sequestrate durante gli arresti. Ma andiamo per gradi.
I protagonisti.Gli arrestati della cosiddetta ''cupola degli appalti'' dal "compagno G" Primo Greganti, all'ex esponente Dc Gianstefano Frigerio (detto il professore), passando per l'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, e il manager di Expo 2015 Angelo Paris attendono gli interrogatori di garanzia fissati per lunedì prossimo.
Le perquisizioni. Dalle perquisizioni effettuate ieri dalla Gdf e dalla Dia di Milano emergono ulteriori dettagli: gli investigatori hanno sequestrato 10mila euro in contanti a Sergio Cattozzo, ex segretario regionale dell'Udc in Liguria che in alcuni filmati è ripreso mentre intasca del denaro, e 2mila euro allo stesso Frigerio, mentre sotto sequestro sono finite anche le buste, o meglio, le bustarelle, chiuse con le offerte sul progetto Città della Salute.
Le cifre. Dalle carte dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, saltano fuori anche alcune cifre: più di mezzo miliardo di euro, infatti, è il valore complessivo degli appalti, anche relativi a molti ospedali lombardi e alla società pubblica Sogin, su cui la ''cupola'', di cui avrebbero fatto parte anche l'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, e il manager di Expo 2015 spa, Angelo Paris, aveva messo gli occhi. E gli inquirenti, al momento, hanno accertato il versamento o la promessa di tangenti per un totale di circa un milione di euro.
Il sistema. Sempre dagli atti delle indagini si capisce che nell'ambito di quella "saldatura"' tra imprese e cooperative, riconducibili a diversi schieramenti politici, Greganti, Frigerio e Grillo cercavano di ottenere ''protezioni politiche'', a destra come a sinistra. Il "sodalizio" - come scrive il gip - imposta la consueta strategia di intervento già collaudata con riferimento ad altre gare d'appalto previa individuazione e valutazione delle "opzioni anche politiche" in grado di assicurare un intervento efficace sulla procedura ad evidenza pubblica e con successiva individuazione degli imprenditori da favorire con "avvicinamento" e "corteggiamento".
I protagonisti.Gli arrestati della cosiddetta ''cupola degli appalti'' dal "compagno G" Primo Greganti, all'ex esponente Dc Gianstefano Frigerio (detto il professore), passando per l'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, e il manager di Expo 2015 Angelo Paris attendono gli interrogatori di garanzia fissati per lunedì prossimo.
Le perquisizioni. Dalle perquisizioni effettuate ieri dalla Gdf e dalla Dia di Milano emergono ulteriori dettagli: gli investigatori hanno sequestrato 10mila euro in contanti a Sergio Cattozzo, ex segretario regionale dell'Udc in Liguria che in alcuni filmati è ripreso mentre intasca del denaro, e 2mila euro allo stesso Frigerio, mentre sotto sequestro sono finite anche le buste, o meglio, le bustarelle, chiuse con le offerte sul progetto Città della Salute.
Le cifre. Dalle carte dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, saltano fuori anche alcune cifre: più di mezzo miliardo di euro, infatti, è il valore complessivo degli appalti, anche relativi a molti ospedali lombardi e alla società pubblica Sogin, su cui la ''cupola'', di cui avrebbero fatto parte anche l'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, e il manager di Expo 2015 spa, Angelo Paris, aveva messo gli occhi. E gli inquirenti, al momento, hanno accertato il versamento o la promessa di tangenti per un totale di circa un milione di euro.
Il sistema. Sempre dagli atti delle indagini si capisce che nell'ambito di quella "saldatura"' tra imprese e cooperative, riconducibili a diversi schieramenti politici, Greganti, Frigerio e Grillo cercavano di ottenere ''protezioni politiche'', a destra come a sinistra. Il "sodalizio" - come scrive il gip - imposta la consueta strategia di intervento già collaudata con riferimento ad altre gare d'appalto previa individuazione e valutazione delle "opzioni anche politiche" in grado di assicurare un intervento efficace sulla procedura ad evidenza pubblica e con successiva individuazione degli imprenditori da favorire con "avvicinamento" e "corteggiamento".
giovedì 8 maggio 2014
Bufera su Expo 2015: arrestato il general manager Paris, Primo Greganti e l’ex senatore Grillo. Aste truccate e corruzione
| Angelo Paris |
| Primo Greganti |
MILANO - Una bufera giudiziaria investe questa mattina in pieno Expo 2015, con conseguenze imprevedibili. Il direttore Pianificazione e Acquisti di Expo 2015 e general manager del grande progetto milanese, Angelo Paris, è stato arrestato dal giudice delle indagini preliminari Fabio Antezza in un’inchiesta condotta dai pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio. Insieme a Paris sono stati arrestati anche l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo come intermediario di presunte irregolarità in appalti di Infrastrutture Lombarde, e due protagonisti della prima stagione di Mani Pulite: l’allora segretario amministrativo della dc milanese Gianstefano Frigerio e l’ex funzionario del Pci-Pds Primo Greganti, il mitico "compagno G." he mai ammise di aver ricevuto per il suo partito tangenti (disse che erano per lui e si fece la galera). Non si conosce ancora il suo ruolo nella vicenda (e nell'Expo, fino ad ora).
Una nuova ordinanza di custodia cautelare ha raggiunto anche Antonio Rognoni, l’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, già agli arresti domiciliari per un’altra inchiesta di un mese fa . I militari della Guardia di Finanza di Milano e gli investigatori della Dia stanno eseguendo altre misure cautelari in questa indagine che ipotizza i reati di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta.
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