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venerdì 13 giugno 2014

Siracusa, il "mostro di Cassibile" condannato all'ergastolo

Giuseppe Raeli
SIRACUSA - Dopo oltre dodici ore di camera di consiglio, i giudici della Corte d'assise di Siracusa hanno inflitto l'ergastolo a Giuseppe Raeli, 73 anni, riconosciuto autore di sei omicidi e due tentati omicidi attribuiti al "mostro di Cassibile". Raeli è stato anche condannato all'isolamento diurno per i primi due anni di reclusione, provvisionali per un totale di 120 mila euro e risarcimento alle parti civili da liquidare in separata sede.
L'imputato era assente alla lettura del dispositivo fatto dal presidente della Corte Maria Spanto (a latere Stefania Scarlata). I suoi difensori, gli avvocati Giambattista Rizza, Stefano Rametta e Claudio Ziccone, hanno già preannunciato appello. Raeli è stato riconosciuto colpevole in primo grado degli omicidi di Antonio Bruni avvenuto il 21 novembre 1998, di Rosario Timponello Rizza (28 gennaio 1999), di Giuseppe Calvo (9 ottobre 2012), del duplice omicidio dei coniugi Sebastiano Tinè e Giuseppa Spadaro (31 luglio 2003), di Giuseppe Spada (18 agosto 2004), oltre che del tentato omicidio di Aurora Franzone (12 febbraio 2004) e di Giuseppe Leone (15 marzo 2009). Il serial killer è stato assolto per non aver commesso il fatto per il tentato omicidio di Orazio Cirasa (2 ottobre 1991), il tentato omicidio di Giuseppa Moneglia (20 ottobre 1991), il tentato duplice omicidio di Giovanni Basile ed Anna Cappello (11 novembre 1996), l'omicidio di Rosario Basile (13 agosto 1997), l'omicidio di Giovanni Ficara (25 aprile 2000), il tentato omicidio di Maria Callari (13 dicembre 2000) ed il successivo omicidio della stessa Maria Callari (21 dicembre 2000). La Corte ha dichiarato di non doversi procedere, per prescrizione, per detenzione del fucile in due occasioni. Secondo l'accusa - sostenuta in aula dai pm Antonio Nicastro e Claudia D'Alitto che avevano chiesto sei ergastoli, 69 anni di reclusione per i tentati omicidi e tre assoluzioni - tutte le vittime del serial killer avrebbero avuto con Raeli contrasti per interessi economici di varia natura. Il fucile calibro 12 con il quale sarebbero stati "firmati" i delitti non è mai stato trovato.

mercoledì 9 aprile 2014

Milano: l'ex primario della clinica Santa Rita condannato all'ergastolo

Pier Paolo Brega Massone, condannato all'ergastolo
MILANO - L'ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, Pier Paolo Brega Massone, è stato condannato all'ergastolo nel processo con al centro le accuse di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per la morte di 4 pazienti e di lesioni per una quarantina di altri casi. Lo ha deciso oggi la prima Corte d'Assise. L'ex primario, che era presente in aula, è stato arrestato subito dopo la lettura della sentenza come chiesto dai pm, per i quali "c'era la possibilità concreta che fuggisse". 

domenica 22 settembre 2013

Shanghai: Bo Xilai condannato all’ergastolo


JINAN - Bo Xilan alla lettura della sentenza
PECHINO- Bo Xilai, ex segretario del partito comunista cinese a Chongqing ed astro nascente, è stato condannato all'ergastolo. Riconosciuto colpevole di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere, e' stato privato delle proprietà e dei diritti politici. La Corte ha smentito che le dichiarazioni dell'uomo siano state estorte con la forza, rigettando tutte le tesi della difesa.
Il verdetto è stato pronunciato dalla Corte intermedia del popolo di Jinan, provincia di Shandong.

martedì 10 settembre 2013

Giudicati colpevoli i 4 del branco di New Delhi. O ergastolo o pena di morte, verdetto domani

NEW DELHI - Il cellulare con gli imputati arriva in Tribunale
NEW DELHI - Una Corte speciale indiana ha riconosciuto oggi colpevoli di 13 accuse i quattro imputati nello stupro di un 'branco' il 16 dicembre 2012 ai danni di una giovane studentessa a New Delhi che mori' due settimane dopo per le la gravita' delle ferite riportate.
Le motivazioni della sentenza del processo saranno rese note domani alle 11 locali. I quattro imputati si sono sempre dichiarati innocenti durante il processo, ma la loro condanna sarà all'ergastolo o alla pena di morte. Il 31 agosto scorso un quinto imputato, minore al momento dei fatti, e' stato condannato a tre anni di riformatorio. Questa condanna a tre anni, pena massima prevista dalla legge in India per le persone di meno di 18 anni, ha suscitato molte polemiche e spinto settori sociali a chiedere una riduzione a 16 anni dell'eta' minorile.
Un sesto membro del 'branco', considerato il 'regista' dell'assalto sessuale, si è apparentemente suicidato in carcere nel marzo scorso.

Il 16 dicembre 2012 la studentessa di 23 anni, ribattezzata dai media Nirbhaya (Colei che non ha paura), accettò di salire su un autobus privato insieme al fidanzato per tornare a casa nel sud di New Delhi, ma fu brutalmente stuprata dalla banda di sei persone che si trovavano a bordo. Le violenze furono di una tale gravità, anche con l'uso di una sbarra di ferro, che la ragazza morì due settimane dopo in un ospedale di Singapore.

sabato 27 luglio 2013

Il mostro di Cleveland patteggia l’ergastolo più mille anni di carcere

Ariel Castro
CLEVELAND - Ariel Castro, il ‘mostro’ di Cleveland, in base all’accordo raggiunto con la corte dovrà stare in carcere tutta la vita senza avere il diritto alla libertà condizionata. All’ergastolo si aggiungono ulteriori mille anni di prigione. Eviterebbe così la pena di morte. “I miei problemi sessuali mi impediscono di comprendere i miei crimini”: ha detto Castro,davanti ai giudici.
La notizia arriva proprio dai procuratori: Castro ha accettato di patteggiare in cambio della possibile condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale più mille anni di detenzione. L’accordo arriva più di un mese dopo una dichiarazione in cui le tre donne dissero di “sperare in una soluzione giusta e veloce” e di avere “molta fede nell’ufficio del procuratore e nel tribunale”. Il 53enne è accusato tra l’altro di due capi d’imputazione per omicidio aggravato in relazione all’aborto indotto con la violenza. È accusato anche di aver tenuto legate le donne, a volta incatenandole in cantina o a un letto, e di aver aggredito una di loro con un laccio attorno al collo quando tentò di scappare.

sabato 20 luglio 2013

Ergastolo ai sei violentatori di una turista svizzera in India

BOPHAL (India) - Un tribunale indiano ha condannato oggi all'ergastolo sei uomini accusati di aver stuprato una turista svizzera lo scorso 15 marzo nello Stato del Madhya Pradesh. Il giudice speciale Jitendra Kumar Sharma ha anche imposto una multa di 10.000 rupie ciascuno ai tutti i detenuti. I condannati sono Rampro 23 anni, Brijesh alias Gaja 24, bhùta, 30, Hrishi alias Baba, 20, Bishnu, 25, Nitin, 22 - tutti i residenti in un villaggio situato a 2 km dal punto in cui la vittima è stata violentata e 8 km dallasede del distretto di Kanjar Tola. La donna svizzera di 39 anni, durante un viaggio in bicicletta con il suo compagno, è stato rapita in una zona boschiva nei pressi di Sewda, nel distretto di Datia. La coppia aveva deciso di accamparsi in una zona di foresta per la notte, mentre era sulla via del ritorno da Orchha (città tempio) diretta ad Agra.

sabato 20 aprile 2013

Sarah Scazzi, ergastolo per Sabrina e Cosima e la gente applaude


TARANTO - Sabrina Misseri e la madre, Cosima Serrano, sono state condannate all'ergastolo per l'omicidio della cugina, e nipote, Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010. Condannato a otto anni Michele Misseri per il concorso nella soppressione del cadavere della nipote e per il furto aggravato del telefonino della vittima.
"Ergastolo" e il pubblico applaude - Un applauso è partito dal pubblico alla lettura della pena dell'ergastolo per Sabrina Missere e Cosima Serrano. La presidente della Corte ha interrotto un attimo la lettura della sentenza per richiamare tutti all'ordine e ha poi proseguito.
Tutte le condanne al processo di Avetrana - La corte di assise ha condannato inoltre a sei anni di reclusione ciascuno per concorso in soppressione di cadavere Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri. Due anni di reclusione sono stati inflitti all'ex difensore di Sabrina, Vito Russo, per intralcio alla giustizia. Per i tre favoreggiatori, la corte ha inflitto un anno di reclusione ciascuno ad Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano e un anno e 4 mesi a Giuseppe Nigro, con pena sospesa.
La Corte di assise di Taranto ha condannato anche Michele Misseri, Cosima Serrano e Sabrina Misseri al risarcimento dei danni, da stabilire in separata sede, alla famiglia Scazzi e al Comune di Avetrana. Nello stesso tempo ha stabilito una provvisionale di 50mila euro ciascuno ai genitori di Sarah, Giacomo Scazzi e Concetta Serrano, e di 30mila euro per il fratello Claudio.
La madre di Sarah: "Chi uccide merita l'ergastolo" - "Speravo in questo, chi uccide merita questo". Così la mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano, ha commentato la sentenza di ergastolo per sua sorella Cosima e sua nipote Sabrina, rispondendo alle domande dei giornalisti che le chiedevano se si aspettasse questa condanna. Concetta ha ringraziato i suoi avvocati, la procura e i giudici.


giovedì 21 marzo 2013

L’assassino del piccolo Tommaso presto in permesso fuori dal carcere per lavorare

Mario Alessi

PRATO - Ha frequentato prima un corso da fabbro, quindi uno da giardiniere. E adesso, per Mario Alessi, potrebbero presto aprirsi le porte del carcere di Prato, dove sconta l'ergastolo per il rapimento e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, per usufruire dei permessi concessi dalla legge e svolgere un'attività esterna durante le ore del giorno. Una prospettiva che scandalizza la madre della vittima, Paola Pellinghelli: "E' ancora un uomo pericoloso" 
"Ha stuprato una povera ragazza e ha ucciso il bambino, il mio bambino - ha detto al 'Giorno' - La prossima volta, se tornerà libero, che cosa farà? Quell'uomo, fuori dal carcere, può fare solo del male". Un dolore di madre che sfocia anche in un giudizio più ampio, e negativo, sulla concessione di benefici così immediati per chi si è macchiato di reati gravissimi: "Non so se sia stato lui a infierire su Tommaso, so che lui c'era, la sera in cui è stato ucciso. Non è un personaggio da rimettere in circolazione in nessun caso - ha continuato la Pellinghelli, che ha sopportato poi anche l'altro dramma dell'infarto e del coma del marito Paolo - non sono io a dovere decidere, ma la penso così. Rimango stupefatta: uno diventa delinquente, violenta, uccide, poi frequenta un corso e lo mettono fuori, trovo anche incredibile che gli venga dato un lavoro quando ci sono tante persone che non ne hanno. Per me è una cosa schifosa".
Intanto, rimane da verificare se e quando Mario Alessi godrà effettivamente dei permessi per lavorare fuori: "Chiederemo - ha detto il difensore dell'uomo, Laura Ferraboschi - quando i tempi saranno maturi. La legge lo consente. Se c'è una legge, significa che è possibile. Perché no? Escono tanti criminali. I mafiosi sono più pericolosi di Alessi". 

lunedì 18 febbraio 2013

Bruxelles: resta in carcere il “mostro di Marcinelle”, pedofilo assassino. Respinta richiesta dei domiciliari

BRUXELLES - Marc Dutroux in Assise

BRUXELLES - Il tribunale di Bruxelles ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal pedofilo assassino Marc Dutroux, il “mostro di Marcinelle”. Lo riferiscono i media belgi. Il pronunciamento della corte era relativo alla richiesta presentata lo scorso 4 febbraio dal 'mostro di Marcinelle' di poter continuare a scontare la condanna all'ergastolo agli arresti domiciliari, controllato con un dispositivo elettronico.
Figlio di due insegnanti, Marc a diciott'anni conseguì il diploma di elettricista. Sposatosi due anni dopo con Francoise, dalla quale ha due figli, nel 1983 ottiene la separazione e dopo qualche tempo si unisce a Michèle Martin, che gli dà due figli e una figlia. Nel corso di una decina di anni (dal 1985 al 1996) ha sequestrato e torturato 6 ragazze dagli 8 ai 19 anni, abusando sessualmente di tutte loro. Solo due delle sue vittime, Sabine Dardenne e Laetitia Delhez, di 12 e 14 anni, riuscirono a sopravvivere alle sevizie; An Marchal e Eefje Lambrecks, di 17 e 19 anni, vennero uccise, mentre Julie Lejeune e Melissa Russo, entrambe di 8 anni, furono lasciate morire di stenti. La vicenda venne alla luce solo il 9 agosto 1996, con la sparizione di Laetitia dalla piscina dove si recava solitamente: un testimone era riuscito a identificare un veicolo bianco che risulterà poi intestato a Marc Dutroux. Il 12 agosto Dutroux e sua moglie Michèle Martin vengono arrestati con le accuse di rapimento e pedofilia e il 15 agostogli agenti ritrovano Laetitia e Sabine nella cantina dell'abitazione della coppia, sotto shock ma ancora in discrete condizioni.
Il 17 agosto nel giardino di un'altra abitazione di Dutroux, a Sars-la Buissère, vennero ritrovate le salme di Julie e Melissa, scomparse il 24 giugno 1995. Viene individuato anche il corpo di Bernard Weinstein, già condannato per pedofilia e presunto complice di Dutroux. Infine, in base alle indicazioni del "mostro", il 3 settembre furono recuperati dalla cantina di un'altra casa i resti delle prime vittime, An e Eefje. Nel 2004 Dutroux è stato condannato all’ergastolo e la moglie Michele Martin a 30 anni (nel 2012 la donna è stata posta in libertà vigilata)
"Marc non è pronto per essere rilasciato perché vuole sempre di assegnare ad altri la responsabilità delle proprie azioni", ha detto la madre di Dutroux in un'intervista alla rivista Evening

mercoledì 21 dicembre 2011

Due condanne all'ergastolo per la strage degli 800mila tutsi in Ruanda


ARHUSA (Tanzania)- Il tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR) crimini di tribunale ha inflitto l'ergastolo per genocidio a due principali organizzatori del genocidio ruandese del 1994.
Nel 1994 circa 800.000 persone - etnia tutsi e hutu moderati - erano state uccise in soli 100 giorni.
L'ICTR ha stabilito che gli imputati Ngirumpatse e Karemera facevano parte di una "impresa criminale congiunta" per sterminare i Tutsi.
"La corte condanna all'unanimità Ngirumpatse alla vita in prigione", ha detto il giudice  Dennis Byron, prima di pronunciare la stessa frase per Karemera.
Ngirumpatse è stato il leader del Movimento Rivoluzionario Nazionale per lo Sviluppo (NRMD), il partito allora dominante, e Karemera era il suo vice quando il genocidio ha avuto luogo.
L'ICTR ha stabilito che Ngirumpatse aveva approvato la consegna di armi al gruppo di miliziani  in un hotel della capitale, Kigali, nell'aprile del 1994.
"La Corte conclude che gli stupri e i crimini sessuali effettuate su ragazze e le donne Tutsi da parte dei soldati e le milizie sono una conseguenza naturale e prevedibile della società di criminali che cercavano di distruggere il gruppo etnico tutsi."
L'ICTR è stata costituita nella città tanzaniana di Arusha per mettere sotto processo le persone accusate di essere i capi del genocidio.
La scorsa settimana, i giudici appello ICTR avevano annullato l'ergastolo dato al ministero della difesa, l'allora capo di stato maggiore Théoneste Bagosora, accusato di essere una mente del genocidio.
I giudici, invece, lo hanno condannato a 35 anni di carcere, una decisione che fatto arrabbiare alcuni ruandesi.

giovedì 8 dicembre 2011

Mumia (ex Pantere nere) non sarà giustiziato. Era in un carcere americano, condannato a morte, da trent'anni

PHILADELPHIA - Dopo quasi 30 anni nel braccio della morte con una condanna alla pena capitale per l'uccisione di un funzionario di polizia, un noto militante nero americano, Mumia Abu Jamal, 58 anni, sfugge al boia: il procuratore distrettuale ha deciso di rinunciare alla richiesta di esecuzione della sentenza con il consenso della vedova della vittima.

Militante dell'organizzazione rivoluzionaria afroamericana Pantere nere, Abu Jamal e' stato giudicato colpevole ma si e' sempre proclamato innocente. 
Nel 1982 fu condannato alla pena di morte nonostante, secondo la difesa, ci fossero varie incongruenze nelle prove a suo carico e ripetute violazioni dei suoi diritti. Quindi, nel giugno 1999, un uomo, Arnold Beverly, confessò a uno degli avvocati dell'uomo di aver ucciso lui il poliziotto, per conto della mafia, ma la sua rivelazione non fu presa in considerazione. Tutti i ricorsi della difesa vennero respinti.



Il caso Abu-Jamal aveva attirato il supporto in tutto il mondo di persone convinte che l'ex Pantera Nera era stato vittima di pregiudizi razziali nel sistema giudiziario degli Stati Uniti.
Attori come Mike Farrell e Tim Robbins, uniti con altri volti noti avevano chiesto un nuovo processo attraverso un annuncio sul New York Times, mentre il rapper dei Beastie Boys aveva tenuto un 
concerto che ha raccolto fondi per finanziare la difesa di Abu-Jamal.

"La procura ha fatto quello che bisognava fare - ha detto l'avvocato Judith Ritter in un comunicato - dopo 30 anni era il momento di porre fine a questa richiesta della pena di morte". Lo scorso ottobre, la Corte suprema aveva respinto la richiesta dei procuratori di Filadelfia di re-imporre la condanna a morte all'ex attivista delle Pantere Nere, dopo che la Corte d'appello federale dello Stato della Pennsylvania ne aveva confermato l'incostituzionalità, e ieri la Procura ha fatto sapere che non ricorrerà contro questa decisione.

sabato 24 settembre 2011

Il PG chiede l'ergastolo per Raffaele Sollecito e Amanda KnRaox

Raffaele Sollecito e Amanda Knox
PERUGIA - Condanna all'ergastolo per Raffaele Sollecito e Amanda Knox. E' la richiesta avanzata dal Pg Giancarlo Costaiola e dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini, al termine di due giorni di requisitoria nel processo di appello che si sta svolgendo a Perugia nei confronti dei due ex fidanzatini condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l'omicidio di Meredith Kercher.

domenica 14 agosto 2011

Poliziotto condannato a morte per l’uccisione di un ladruncolo a Karachi


Il giovane sta per essere abbattuti dai poliziotti pakistani

KARACHI - Un membro dei paramilitari pakistani Rangers Sindh, è stato condannato a morte l'uccisione di un adolescente senza armi la cui esecuzione è stato registrata in video.
Cinque altri soldati, anch’essi membri del Rangers Sindh e un civile sono stati condannati all'ergastolo per il loro ruolo nell'uccisionenell scorso giugno di  Sarfraz Shah, 17 anni.  Lo ha detto Muhammed Khan Buriro, un procuratore speciale del tribunale anti-terrorismo.
Le condanne dei sette uomini ancora devono essere confermata dalla corte suprema del Pakistan, ha aggiunto Buriro. Tutti e sette sono stati a risarcire la famiglia della vittima, ognuno  da 1.162 dollari a 2.325 dollari.
Il caso è scoppiato, dopo che un agghiacciante video era stato girato da un cameraman della televisione locale in cui si  mostrava Shah supplicare di aver salvar la sua vita prima di essere abbattuto con due colpi di fucile in un parco di Karachi.
Nel video, che è stato trasmesso attraverso le reti del Pakistan, Shah grida: "Io sono disarmato" e "per favore non sparate".
Dopo essere stato colpito due volte, Shah urla poi di essere portato in un ospedale prima di morire per dissanguaento
La morte di ripresa è stato l'ultimo di una serie di “incidenti” che hanno profondamente eroso la fiducia del pubblico nelle agenzie di sicurezza.
Era stata la Corte Suprema a ordinare che i sei soldati e il civile fossero giudicati da un tribunale anti-terrorismo, un tribunale speciale dove le udienze sono accelerate e le decisioni vengono prese più rapidamente che nel sistema giudiziario regolari.
La polizia aveva detto che, al momento della sparatoria,  Shah sdtava cercando di derubare la gente nel parco dedicato all'ex primo ministro Benazir Bhutto.