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sabato 11 gennaio 2014

Più di 4 italiani su 10 mangiano pane raffermo

ROMA - Più di quattro italiani su dieci mangiano il pane raffermo del giorno prima, in uno scenario in cui si cerca di tagliare al minimo gli sprechi. Un'indagine firmata Coldiretti-Ixé dice che l'abitudine di non buttare il pane vecchio è in crescita, tanto che nel 2013 si segna il record nell'abbattimento, appunto, degli sprechi alimentari dall'inizio della crisi. L'attenzione per il pane è solo la punta dell'iceberg di un profondo cambiamento favorito dalle difficoltà economiche, sottolinea l'indagine. Appena una minoranza del 2%, dicono alla Coldiretti, butta il pane superfluo ma diverse sono le tecniche utilizzate per evitare quello che una volta veniva considerato un vero sacrilegio, con il 44% degli italiani che lo surgela, il 43 che lo grattugia, il 22 che lo dà da mangiare agli animali mentre nel 5% delle famiglie il pane non avanza mai. 
"Il 24% degli italiani - dicono ancora all'organizzazione agricola - utilizza il pane raffermo per la preparazione di particolari ricette che vengono spesso dalla tradizione contadina. In generale più di sette italiani su dieci (73%) hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, il 45% che li ha ridotti mentre il 28% li ha addirittura annullati, in aumento di quattro punti percentuali rispetto all'anno precedente. Il 26% non ha invece cambiato il proprio comportamento, ma nessuno ha dichiarato di avere aumentato gli sprechi alimentari."
"Il contenimento degli sprechi - sottolinea la Coldiretti - è forse l'unico aspetto positivo della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l'anno".

martedì 21 maggio 2013

I giovani e la crisi del lavoro: un quarantenne su 4 vive ancora con la “paghetta” dei genitori


ROMA - Più di un quarantenne su quattro "si mantiene grazie alla "paghetta" dei genitori, che aiutano finanziariamente i giovani fino a età avanzata". Lo afferma la Coldiretti sulla base di un'analisi realizzata con Swg su 'I giovani e la crisi'. Il 28% dei giovani tra i 35 e i 40 anni, quindi, "sopravvive con i soldi di mamma e papà, così come il 43% di quelli tra 25 e 34 anni e l'89% dei giovani con età tra 18 e 24 anni".
"Da segnalare - secondo lo studio presentato all'assemblea di Giovani Impresa Coldiretti - che l'aiuto economico dei genitori continua anche per più di un giovane occupato su quattro (27%), che non è comunque in grado di rinunciare al supporto finanziario dai familiari".
Quasi un giovane su tre (32%) "farebbe lo spazzino pur di lavorare", sostiene ancora lo studio secondo il quale la percentuale, "sale addirittura al 49% per i giovani in cerca di lavoro e scende al 19% per gli studenti".
"Il 34% dei giovani - afferma Coldiretti - accetterebbe un posto da pony express e il 31% da operatore di call center. Anche in questo caso per i disoccupati la percentuale sale al 49% per il posto da pony express e al 39% per lavorare in un call center. Oltre 4 giovani disoccupati su 10 (il 43%) "sarebbero peraltro disposti, pur di lavorare, ad accettare un compenso di 500 euro al mese a parità di orario di lavoro, mentre il 39% sarebbe disposto a un maggiore orario di lavoro a parità di stipendio".
"La famiglia - sottolinea il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - è diventata una rete di protezione sociale determinante, che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno. La struttura della famiglia italiana in generale, e di quella agricola in particolare, considerata in passato superata, si è invece dimostrata, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini".
"Lo conferma il fatto - secondo la Coldiretti - che il 51% dei giovani vive con i propri genitori e, di questo, solo il 13% per scelta, mentre il 38% perchè non può permettersi un alloggio proprio. In particolare abita con mamma e papà addirittura il 26% dei giovani tra 35 e 40 anni, il 48% di quelli di quelli tra 25 e 34 anni e l'89% dei giovani con età tra i 18 e i 24 anni".
"La situazione - aggiunge Marini - è profondamente diversa per i giovani agricoltori, che nel 32% dei casi vivono con i genitori perchè non possono permettersi un alloggio alternativo, ma nel 31% dei casi lo fanno per scelta. Un atteggiamento che conferma i forti legami famigliari che caratterizzano l'impresa agricola, dove è particolarmente solido il rapporto intergenerazionale".

mercoledì 26 dicembre 2012

Pranzo di Natale, spesi 2,5 miliardi (10% in più del 2011)


ROMA - A Natale gli italiani non hanno risparmiato sul menù: sono stati infatti spesi 2,5 miliardi di euro, il 10% in più rispetto allo scorso anno. Lo rende noto la Coldiretti. Nonostante la spesa maggiore, gli acquisti sono stati tuttavia all'insegna della sobrietà: nel 21% delle case non è avanzato infatti niente. Nove italiani su dieci hanno trascorso il tradizionale cenone della vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti.
Una analisi della Coldiretti/Swg evidenza che comunque in un altro 54% delle famiglie italiane la quantità di cibo avanzata è comunque ridotta o modesta. "La tendenza a ridurre gli sprechi - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - è forse l'unica notizia positiva della crisi in una situazione in cui in Italia sono aumentate del 9% le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case". 
Gli italiani indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno raggiunto - sottolinea Coldiretti - quasi quota 3,7 milioni, il massimo dell'ultimo triennio, secondo la relazione sul "Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012", realizzata dall'Agea.

sabato 10 novembre 2012

Un italiano su quattro fa uno spuntino al posto del pranzo: risparmio e salute


ROMA - Un italiano su quattro, il 26%, fa regolarmente lo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio che è entrato nelle abitudini quotidiane di ben 13,2 milioni di italiani e di 27,7 milioni in modo saltuario, spesso sostituendo i pasti tradizionali. E' quanto emerge dall'indagine Coldiretti Censis che evidenzia un profondo cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani che tendono a frammentare durante il giorno la propria alimentazione, che in passato vedeva il pranzo e la cena come protagonisti indiscussi. A fare lo spuntino - spiega la Coldiretti - sono soprattutto le donne, i più giovani e i single con frutta, yogurt e cracker che si classificano tra gli alimenti più gettonati.

Un esempio paradigmatico - sottolinea la Coldiretti - è quello dell'aperitivo, abitudine tipica di alcuni contesti soprattutto del nord dove è una sorta di antico rito sociale, ma che ormai si è andato diffondendo un po' ovunque nel territorio nazionale spesso in sostituzione della cena. Si è così andata formando un'ampia offerta fatta di locali ad hoc che offrono la cosiddetta happy hour e, in parallelo si è assistito alla strutturazione di pratiche di massa che, in alcuni contesti, hanno anche determinato problemi di gestione del territorio. Si pensi ai noti casi di Padova con lo Spritz o anche di alcune zone del comune di Milano o della stessa capitale.

Dai dati dell'indagine Coldiretti/Censis emerge che fanno l'aperitivo regolarmente o in modo saltuario quasi 16,5 milioni di italiani, e di questi circa 2,5 milioni dichiara di farlo regolarmente, vale a dire quasi ogni giorno. E' un momento di convivialità in cui conversare, mangiare e bere qualche cosa, rallentare in modo anche netto rispetto alla concitazione della quotidianità; e si pensi in particolare a contesti metropolitani, da Milano a Torino a Roma, dove appunto l'aperitivo, i luoghi in cui incontrarsi per farlo, sono diventati uno dei pilastri della relazionalità di persone dalle caratteristiche socio demografiche anche molto diverse.

martedì 24 luglio 2012

Il 46% degli italiani teme la mancanza di cibo


ROMA. - Dalla crisi economica a quella alimentare: il 46 per cento degli italiani e' preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione anche per effetto del calo delle terra coltivata. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del luglio 2012 in occasione del convegno 'Costruire il futuro. Difendere l'agricoltura dalla cementificazione', organizzato dal ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. La preoccupazione degli italiani e' superiore a quella della media dei cittadini europei che si ferma al 43 per cento anche se i piu' allarmati sono i greci con il 94 per cento, i piu' colpiti dalla crisi tra gli europei. L'84 per cento degli italiani peraltro ritiene che in Europa si dovrebbe produrre piu' cibo per essere meno dipendenti dalle importazioni. Una paura giustificata dalle quotazioni delle materie prime agricole che hanno raggiunto record storici per il mais e la soia che sono indispensabili per l'alimentazione del bestiame e quindi per la produzione di latte e carne, mentre vola anche il grano, prodotto base per fare il pane. Con la crisi sembrano tornare ad avere piu' valore i beni essenziali come il cibo anche se a beneficiarne al momento sono soprattutto i prodotti importati proprio per la forte dipendenza dell'Italia dall'estero. L'aumento dei prezzi e' giustificato sul piano congiunturale - continua Coldiretti - dal clima che ha colpito con il caldo e la siccita' insieme all'Italia e all'Europa anche la "Corn Belt" nel Midwest degli Stati Uniti mentre un calo dei raccolti e' previsto in Russia nella zona del mar Nero per le alluvioni ed in Ucraina. In Italia centinaia di migliaia di ettari di mais non daranno raccolto. In realta' a pesare sono anche i cambiamenti strutturali come ha evidenziato l'ultimo rapporto Ocse-Fao

lunedì 9 luglio 2012

Spese della famiglia per la tavola: prima la Campania, ultimo il Trentino Alto Adige


ROMA - La spesa delle famiglie per la tavola in Campania è il 38 per cento superiore di quelle in Trentino Alto Adige e si posiziona al top della classifica italiana con 558 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande rispetto agli abitanti del Trentino Alto Adige che con 403 euro al mese fanno segnare il valore più basso a livello nazionale.
E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2011 che fotografa le abitudini alimentari regionali. In Italia la tavola è - sostiene la Coldiretti - una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 19 per cento delle risorse con una spesa media mensile per famiglia è stata di 478 euro al mese. In media - evidenzia la Coldiretti - la maggiore percentuale della spesa è destinata all'acquisto nell'ordine di carne (114 euro), frutta e ortaggi (85 euro), pane e pasta (80 euro), latte e formaggi (65 euro), pesce (42 euro), bevande (42 euro), zucchero e caffè (35 euro) e oli e grassi (15 euro). 
Dietro il valore nazionale si nascondono però notevoli differenze a livello regionale:dall'importo minimo di 403 euro al mese in Trentino Alto Adige, ai 438 in Friuli Venezia Giulia, 444 in Basilicata, 445 in Sicilia, 453 in Abruzzo, 456 in Molise, 460 in Emilia Romagna, Toscana e Puglia, 463 in Valle d'Aosta, 467 in Liguria e in Veneto, 476 in Sardegna, 477 nel Lazio, 481 in Piemonte, 486 nelle Marche, 489 in Calabria, 491 in Lombardia e 506 in Umbria, fino ai 558 della Campania.

domenica 24 giugno 2012

Nubifragi sul Veneto, milioni di danni in agricoltura



ROMA - I nubifragi che si sono abbattuti con vento e grandine nelle campagne del Veneto hanno distrutto le coltivazioni di mais, frumento, ortaggi e divelto frutteti, pioppeti e altre piante facendo salire a milioni di euro i danni provocati dal maltempo al nord mentre nel mezzogiorno d'Italia permane l'ondata di calda dell'anticiclone africano Scipione. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che ad essere colpiti sono stati i terreni agricoli tra Camposampiero e Castelfranco e i comuni di Massanzago e Borgoricco in provincia di Padova mentre a Salzano in provincia di Venezia si e' abbattuta una grandinata di mezzora con forti raffiche di vento. La grandine - sottolinea la Coldiretti - e' la piu' temuta dagli agricoltori in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in piena produzione. I gravi danni che si sono verificati in Veneto si sommano - continua la Coldiretti - a quelli del Piemonte dove in pochi giorni sono state colpite duramente le province di Cuneo, Asti e Torino con danni a vigneti, ortaggi e seminativi. L'andamento climatico di questi giorni conferma - conclude la Coldiretti - l'anomalia di un 2012 segnato da neve, siccita' pioggia, caldo ed ora temporali e grandine che hanno messo a dura prova le campagne. Una situazione frutto dei cambiamenti climatici in atto che - conclude la Coldiretti - si manifestano in Italia con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali e una modificazione della distribuzione delle piogge.

sabato 12 maggio 2012

Sei italiani su dieci hanno cambiato il modo di fare la spesa. Il decalogo salva-tasche


ROMA. - Per effetto della crisi sei italiani su dieci hanno cambiato il modo di fare la spesa risparmiando fino al 50% con alcuni semplici accorgimenti e senza rinunciare alla qualita'. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base di una indagine Swg: in Italia la tavola "e' una componente determinante della spesa familiare e con 467 euro al mese assorbe il 19% delle risorse". Da qui l'idea di un decalogo salva tasche, con tutti i 'trucchi' piu' comuni, dalla pianificazione della spesa al recupero degli avanzi, dalle ricette low cost della nonna all'acquisto in gruppo. 
1.PIANIFICARE LA SPESA - Pianificare la spesa individuando prima i prodotti che si intendono acquistare e poi verificando attentamente prezzi e offerte nei diversi punti vendita: la stessa confezione di latte puo' costare fino al 50% in piu' da un negozio all'altro.
 2.SCEGLIERE PRODOTTI LOCALI E DI STAGIONE In Italia l'88% delle merci viaggia su strada: un pasto medio percorre piu' di 1.900 chilometri su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare in tavola. Acquistare prodotti local "garantisce maggiore genuinita' e freschezza". 
3.PREFERIRE PRODOTTI SFUSI Le confezioni incidono fino al 30% sul prezzo di vendita degli alimenti: meglio comprare prodotti sfusi magari avvantaggiandosi dei distributori automatici che si stanno diffondendo nelle aziende agricole come quelli di latte fresco.
4.TAGLIARE LE INTERMEDIAZIONI Tagliando le intermediazioni si garantisce il miglior rapporto prezzo/qualita' e si acquistano anche prodotti piu' freschi che durano piu' a lungo. L'Italia puo' contare su 878 mercati degli agricoltori di 'Campagna Amica' ai quali si aggiungono 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 163 botteghe. 5.COLTIVARE UN PICCOLO ORTO Un italiano su quattro lavora nell'orto e nei terrazzi per cimentarsi oltre che nella tradizionale cura dei vasi di fiori, nella coltivazione 'fai da te' di lattughe, pomodori, peperoncini, zucchine, melanzane, piselli, fagioli fave e ceci.
6.PREPARARE IN CASA PANE, PASTA, YOGURT, CONSERVE E CONFETTURE Preparare in casa il pane, la pasta, le conserve, lo yogurt o le confetture oltre ad essere divertente e salutare "aiuta a risparmiare garantendo la qualita' degli ingredienti". 
7.NON SPRECARE Nonostante la crisi circa il 30% dei prodotti alimentari acquistati finisce nella spazzatura con una tendenza all'aumento. Il consiglio e' quello di "verificare le scadenze nell'etichettatura", "scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione" e "non dimenticare la cucina degli avanzi".
8.RISCOPRIRE LE RICETTE 'DELLA NONNA' Riscoprire le ricette della nonna, dai bolliti agli spezzatini, che utilizzano tagli della carne meno conosciuti e meno cari.
9.ACQUISTARE IN GRUPPO Formare dei gruppi tra amici, parenti o vicini per effettuare la spesa settimanale consente di risparmiare sui trasporti e acquistare direttamente dai produttori agricoli. In Italia sono circa 800 i Gruppi di acquisto solidale (Gas), il doppio rispetto a tre anni fa.
10.PIU' TEMPO AI FORNELLI Cucinare in proprio consente di risparmiare fino a 5 volte rispetto al consumo di piatti pronti e soprattutto garantisce sulla qualita' degli ingredienti che possono essere scelti con piu' cura.

domenica 22 aprile 2012

"Earth Day": crescono le foreste in Italia. Ci sono 200 alberi per ogni abitante



ROMA - Oggi viene festeggiata la Giornata della Terra, un importante momento di festa che viene celebrato da oltre 500 milioni di persone , in oltre 175 Paesi. Si tratta dell‘Earth Day 2012, la festa del nostro Pianeta Terra patrocinata da Unesco, Fao ed Earth Day Network, che viene celebrata per la 42esima volta, con tanti eventi, concerti e iniziative che ci ricordano l’importanza di rispettare l’ambiente.
L'Italia puo' festeggiare l'aumento di circa 1,7 milioni di ettari delle foreste negli ultimi 20 anni pari a circa il 20 per cento, che raggiungono cosi' oltre 10 milioni e 400 mila ettari di superficie. E' la notizia positiva che viene dalla Coldiretti in occasione della giornata della terra "Earth day", sulla base dell'inventario del Corpo Forestale dello Stato. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono - sottolinea la Coldiretti - il polmone verde dell' Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi - precisa la Coldiretti - ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che e' il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici in corso.
  La quantita' di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nei suoli delle foreste, infatti, e' pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, corrispondenti a - sottolinea la Coldiretti - 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Le foreste italiane, come contenitori naturali di carbonio svolgono quindi un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto.
  Peraltro - precisa la Coldiretti - con una piu' corretta gestione delle foreste puo' essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilita', una quantita' di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Esiste - continua la Coldiretti - una forte integrazione tra agricoltura e silvicoltura: il 40 per cento delle aziende agricole italiane possiede un bosco, ma negli ultimi 20 anni, a causa dei fenomeni di progressivo abbandono dell'agricoltura di montagna, il numero di queste aziende si e' ridotto progressivamente e oggi, nel Paese, una superficie forestale di circa 1,5 milioni ettari, su un totale di dieci milioni di ettari, si trova senza un imprenditore che possa svolgere attivita' di custodia, di valorizzazione, di protezione e di sorveglianza, anche nei confronti dei piromani. Preoccupa infatti che la crescita della superficie forestale avvenga in parte a danno dei terreni agricoli abbandonati perche' viene cosi' persa superficie produttiva a fini alimentari ma anche perche' la crescita spontanea, dovuta principalmente all'abbandono delle aree rurali da parte dell'uomo, che mette a rischio la sostenibilita' del territorio per frane e incendi. Occorre cogliere con piu' attenzione - sottolinea la Coldiretti - le opportunita' offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attivita' funzionali "alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale" anche attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici agricoli". Per questo - conclude la Coldiretti - serve un accordo con le pubbliche amministrazioni che fissi, le regole per l'incentivazione e lo sviluppo dell'attivita' di presidio del territorio e dell'ambiente, specialmente nelle aree a rischio per incendi, frane ed alluvioni. 

domenica 12 febbraio 2012

Maltempo, altre due vittime. E in Romagna perfino una scossa di terremoto. Coldiretti: danni per 1,5 miliradi di euro



ROMA - Altri due casi si aggiungono al bilancio delle vittime attribuibili al freddo: nei pressi di Modena un uomo di 88 anni è rimasto carbonizzato nella sua abitazione con ogni probabilità a causa del malfunzionamento di una stufa. A Parma è morta quasi sicuramente per il freddo una donna di 61 anni, Graziella Boschesi, che era bidella in un liceo della città: aveva solo una piccola stufetta per tentare di scaldarsi.


In Romagna - dove stamattina, nella provincia di Forlì-Cesena è stata anche registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3,3 - è continuato a nevicare e cresce il il numero delle famiglie residenti in piccole frazioni costrette a lasciare le loro case per le forti nevicate di queste ore.


Secondo la Protezione civile dell'Emilia-Romagna, da venerdì sera a questa mattina sono già 400 le persone accolte in centri, alberghi e istituti messi a disposizione per l'emergenza. Nevicate forti anche nelle Marche, dove alle difficoltà della popolazione, agli innumerevoli crolli di capannoni, si aggiungono danni al patrimonio artistico. Ad Urbino è crollata la volta reale della chiesa dei Cappuccini. Nella città marchigiana la situazione è critica: anche l'erogazione dell'acqua è a rischio, secondo quanto ha reso noto la Megas, la società che gestisce i servizi idrici nella provincia.


Il maltempo - stima la Coldiretti - è costato fino ad ora almeno 1,5 miliardi all'intero sistema produttivo tra i danni causati ed il fermo delle attività nel settore agricolo, industriale e dei servizi, anche pubblici. Ovvero: in soli dieci giorni è stato bruciato lo 0,1 per cento del Pil realizzato dal Paese in un anno.

domenica 2 ottobre 2011

Settembre caldissimo? Felici i gelatai

ROMA - Il caldo record e l'assenza di pioggia stravolgono i consumi d'autunno degli italiani con un aumento record negli acquisti di gelato del 15 per cento a settembre, rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il mese che si è classificato al nord come il piu' caldo degli ultimi 150 anni, ha fatto anche registrare una insolita impennata nei consumi di frutta, bevande rinfrescanti e acqua minerale. Le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate per effetto di una temperatura massima che in Italia è stata attorno ai 27 gradi, (2,7 in piu' rispetto alla media del periodo di riferimento 1971-2000), sulla base di elaborazioni Coldiretti su dati Ucea relativi alle prime due decadi di settembre.

L'aumento del consumo di gelato - sottolinea la Coldiretti - è stato favorito dal prolungamento della stagione nelle località di mare ma la domanda è cresciuta anche nelle città dove il caldo insolito ha spinto residenti e turisti all'acquisto. Non è un caso che con le alte temperature a Roma si è tornati addirittura a festeggiare dopo un secolo la storica "Ottobrata romana" con una domenica nel segno del bel tempo, vino, prodotti tipici e balli tradizionali come il saltarello. Per effetto dell'autunno bollente - continua la Coldiretti - si prevede che si concluderà positivamente la stagione del gelato con un fatturato stimato in 2,5 miliardi di euro, in crescita rispetto allo scorso anno. Mentre il nord Italia ha registrato una notevole crescita grazie anche ad una primavera molto calda ed ha poi rallentato a causa di un mese di luglio in gran parte piovoso, nel meridione è successo il contrario, con le vendite che hanno subito una accelerata solo all'inizio dell'estate. Il risultato è che quasi il 90 per cento degli italiani ha acquistato gelato per una quantità stimata in media pari a 6 chili a testa con un curioso aumento dei gusti rinfrescanti alla frutta.

Diverso - continua la Coldiretti - il discorso per la frutta fresca per la quale il calo che si è registrato nei mesi estivi non è stato ancora colmato dalla ripresa dei consumi di settembre con mele, pere e kiwi che possono contribuire a difendersi dal caldo ma anche a rafforzare le difese immunitarie nei confronti dell'influenza che, anche per le bizzarie del tempo, potrebbe colpire da 2 a 4 milioni di italiani. Stravolto dall'andamento climatico - conclude la Coldiretti - anche il mercato delle bevande con una crescita a settembre rispetto allo scorso anno degli acquisti di acqua minerale e succhi di frutta che sono particolarmente efficaci nella difesa dal caldo.