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domenica 22 aprile 2012

"Earth Day": crescono le foreste in Italia. Ci sono 200 alberi per ogni abitante



ROMA - Oggi viene festeggiata la Giornata della Terra, un importante momento di festa che viene celebrato da oltre 500 milioni di persone , in oltre 175 Paesi. Si tratta dell‘Earth Day 2012, la festa del nostro Pianeta Terra patrocinata da Unesco, Fao ed Earth Day Network, che viene celebrata per la 42esima volta, con tanti eventi, concerti e iniziative che ci ricordano l’importanza di rispettare l’ambiente.
L'Italia puo' festeggiare l'aumento di circa 1,7 milioni di ettari delle foreste negli ultimi 20 anni pari a circa il 20 per cento, che raggiungono cosi' oltre 10 milioni e 400 mila ettari di superficie. E' la notizia positiva che viene dalla Coldiretti in occasione della giornata della terra "Earth day", sulla base dell'inventario del Corpo Forestale dello Stato. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono - sottolinea la Coldiretti - il polmone verde dell' Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi - precisa la Coldiretti - ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che e' il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici in corso.
  La quantita' di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nei suoli delle foreste, infatti, e' pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, corrispondenti a - sottolinea la Coldiretti - 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Le foreste italiane, come contenitori naturali di carbonio svolgono quindi un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto.
  Peraltro - precisa la Coldiretti - con una piu' corretta gestione delle foreste puo' essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilita', una quantita' di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Esiste - continua la Coldiretti - una forte integrazione tra agricoltura e silvicoltura: il 40 per cento delle aziende agricole italiane possiede un bosco, ma negli ultimi 20 anni, a causa dei fenomeni di progressivo abbandono dell'agricoltura di montagna, il numero di queste aziende si e' ridotto progressivamente e oggi, nel Paese, una superficie forestale di circa 1,5 milioni ettari, su un totale di dieci milioni di ettari, si trova senza un imprenditore che possa svolgere attivita' di custodia, di valorizzazione, di protezione e di sorveglianza, anche nei confronti dei piromani. Preoccupa infatti che la crescita della superficie forestale avvenga in parte a danno dei terreni agricoli abbandonati perche' viene cosi' persa superficie produttiva a fini alimentari ma anche perche' la crescita spontanea, dovuta principalmente all'abbandono delle aree rurali da parte dell'uomo, che mette a rischio la sostenibilita' del territorio per frane e incendi. Occorre cogliere con piu' attenzione - sottolinea la Coldiretti - le opportunita' offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attivita' funzionali "alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale" anche attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici agricoli". Per questo - conclude la Coldiretti - serve un accordo con le pubbliche amministrazioni che fissi, le regole per l'incentivazione e lo sviluppo dell'attivita' di presidio del territorio e dell'ambiente, specialmente nelle aree a rischio per incendi, frane ed alluvioni. 

domenica 14 agosto 2011

Stretta in Madagascar contro i tagliatori illegali di palissandro



Un tagliatore abusivo di palissandro in Madagascar
ANTANANARIVO - In Madagascar, il traffico illegale di legno di palissandro è al centro di polemiche fin dall'inizio del periodo di transizione del 2009. Voci insistenti dicono che alti politici ed economici sono coinvolti in questo traffico illecito, che ha già spedito centinaia di container in Cina, attraverso una catena di complicità. Ma le autorità malgasce sembrano aver ora deciso di passare alla controffensiva. Una spedizione è stata intercettata nel nord-est del paese, un deputato è finito in carcere e la presidenza ha emanato un'ordinanza per inasprire le sanzioni contro chi disbosca illegamente le foreste per impadronirsi del prezioso legname. Se persiste la controversia circa l'uso degli stock di  legno pregiato sequestrati dalle autorità malgasce, almeno il regime non vuole essere accusato di immobilità. Emanando un'ordinanza, Rajoelina, il presidente di t ransizione, vuole dimostrare il suo impegno per il popolo, ma anche verso la comunità internazionale. Alla fine di giugno, la Banca Mondiale aveva accettato di rilasciare un prestito di $ 42 milioni per la protezione dell'ambiente malgascio, patrimonio mondiale dell'umanità, ma aveva condizionato l'aiuto a una governance irreprensibile. Nel testo esplicativo dell’ordinanza presidenziale, si riconosce che le sanzioni finora sono state "estremamente basse". Ora, i trasgressori sono passibili di una pena da due a cinque anni di carcere, ma anche di una multa equivalente a due volte il valore della merce sequestrata.
Poiché il valore di un qualsiasi container si valuta su milioni di euro, ora ci sono dterrenze sufficenti (forse)  per ridurre il commercio del palissandro da parte di coloro che finora hanno agito in spregio della difesa sostenibile delle foreste malgasce. Nonostante le misure adottate in precedenza dal governo, il taglio delle esportazioni selvagge e illecite era continuato e molti mettevano ancora in discussione il reale impegno delle autorità. Oggi, gran parte del danno è già fatto ed è  irreparabile.

Il palissandro è un legno duro molto richiesto per farne parquet e oggetti di artigianato per l’esportazione. Gli alberi da cui si ricava questo legno hanno una crescita molto lenta e la riproduzione naturale è rallentata anche dalla pratica del taglia e brucia che ha ridotto il numero delle piante madri.
Il governo del Madagascar, per porre un freno alla distruzione delle foreste dell’isola e all’impoverimento delle popolazioni che ne dipendono, aveva messo un blocco alle esportazioni di palissandro grezzo e semilavorato. Possono lasciare i confini nazionali solo i prodotti finiti, come quelli dell’artigianato tradizionale realizzati in loco. Finora non ha funzionato.


domenica 5 giugno 2011

L'India, la tigre del Bengala e la tutela delle foreste protagoniste della giornata mondiale dell'Ambiente

Una tigre del Bengala


ROMA - E' l'India la protagonista nell'edizione 2011 della Giornata mondiale dell'ambiente proclamata per oggi dall'Unep, l'Agenzia Onu per l'Ambiente, e dedicata in particolare alla salvaguardia delle foreste. Per la prima volta dall'inizio delle celebrazioni, nel 1972, sarà infatti il paese asiatico e in particolare le sue due principali città, Bombay e New Dehli, ad ospitare eventi, quest'anno centrati sul tema clou.
"Non c'é nessun paese nel mondo - afferma Jairam Ramesh, ministro per l'Ambiente e le foreste - che sia così vulnerabile ai cambiamenti climatici, su tanti fronti, come lo è l'India. Questo rende necessario per noi di avere valutazioni scientifiche sull'impatto dei cambiamenti climatici". 
Nella Giornata mondiale dell'Ambiente finirà poi sotto i riflettori un'animale indiano, la tigre del Bengala. Specie sempre più minacciata (la sua popolazione è crollata del 60% negli ultimi dieci anni) è anche uno dei simboli dell'India, richiede grandi quantità di spazio (fra i 60 e i 100 km quadrati), richiesta complicata dal fenomeno della deforestazione.
E' minacciata del bracconaggio illegale, che la caccia per la sua pelle e ad uso 'medicinale'. L'edizione 2011 della Giornata Mondiale dell'Ambiente è dedicata alle foreste. Il Wwf ricorda che in 10 anni si sono persi 5,4 milioni di ettari l'anno, in 30 Paesi, di foreste tropicali, e richiama l'attenzione su quelli che sono considerati ambienti ancora 'in bilico', come il Congo, dove ieri sera si è chiuso il Summit sulle foreste tropicali, cui hanno partecipato rappresentanti di circa 30 Paesi e altri Stati, tra cui l'Italia, come partner per lo sviluppo.Obiettivo del summit di Brazzaville era quello di favorire una cooperazione nella prospettiva della gestione sostenibile degli ecosistemi forestali nei bacini dell'Amazzonia, del Congo e del Borneo Mekong. Solo queste aree, infatti, racchiudono l'80% delle foreste tropicali ed ospitano due terzi della biodiversità terrestre, fornendo al contempo sostentamento ad oltre un miliardo di persone.
Il Wwf ricorda che la distruzione di foreste a causa del taglio e o della loro trasformazione in terreni agricoli provoca il rilascio di enormi quantità di CO2 e altri gas serra nell'atmosfera: "la deforestazione è responsabile globalmente del 15% di tutte le emissioni di gas serra, perderle significa sottrarre uno dei più grandi 'serbatoi' di CO2. Se non si interviene subito la perdita globale di foreste - conclude l'associazione - sarà pari a oltre 230 milioni di ettari (più della superficie della Groenlandia), che potrebbero scomparire entro il 2050".