ROMA - La corsa per le primarie del Pd è ormai al rush finale. Sono due milioni gli elettori attesi domani nei seggi per scegliere chi sarà il nuovo segretario del partito tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. Ecco le ultime dichiarazioni dei protagonisti, compreso Romano Prodi che, a sorpresa, ieri ha detto che andra' a votare.
Prodi,se partito non è forte rischio sfascio democrazia -''Se non c'è un Pd forte, si rischia lo sfascio della democrazia nel Paese''. Così l'ex premier Romano Prodi in un'intervista al Mattino, dopo avere deciso di andare a votare alle primarie del Pd che, spiega, a seguito della pronuncia della Consulta ''assumono un valore nuovo''. Prodi sottolinea: ''Sono stato obbligato a ripensare decisioni precedentemente prese prima della recente sentenza della Corte costituzionale'', con la cancellazione della legge elettorale ''è necessario difendere a ogni costo il bipolarismo''. E ribadisce: ''In questa situazione così drammatica mi farebbe effetto non mettermi in coda con tanti altri cittadini desiderosi di cambiamenti, cioè non partecipare ad una competizione per rimettere in moto partecipazione politica, senso di comunità di idee, spingere soprattutto i giovani all'impegno politico''.
Renzi, alle Camere senza veti piccoli partiti - La riforma elettorale ''la fa il Parlamento partendo da una proposta che farà il Pd''. Così il favorito alla segreteria del Partito democratico, Matteo Renzi, in un'intervista al Corriere della Sera. Il sindaco di Firenze non ha dubbi, alla domanda su chi deve fare la legge, replica: ''Il Parlamento. Che c'entra il governo?''. E sottolinea: ''La legge elettorale si fa con tutti quelli che ci stanno. E' auspicabile che le forze che sostengono Letta abbiano la stessa posizione ma certo non consentiremo un potere di veto e di ricatto a piccoli partiti''. Alla domanda sulla posizione di Ncd risponde: ''Alfano ha trenta deputati che sono importanti per la tenuta del governo ma la riforma elettorale si fa con chiunque sia interessato a farla''. Riguardo alle dinamiche nelle Camere, Renzi evidenzia: ''Capisco che nei gruppi parlamentari ci sia chi non vuole rispondere alla mia linea, quello che non è possibile per nessuno di loro è non rispondere alla linea decisa dagli elettori del Pd. Le primarie sono elemento costitutivo di una maggioranza interna, che impegna sui punti fondamentali anche i parlamentari''. Sulle relazioni con il Capo dello Stato, afferma: ''Io ho rispetto e stima per Napolitano, per la sua storia politica. Sono certo che lui, nella sua funzione istituzionale, avrà altrettanto rispetto per il Pd''. Quanto alla carica di segretario che si andrebbe ad aggiungere a quella di sindaco, Renzi fa presente: ''Chi mi accusa di volere il doppio incarico è come se ammettesse che invece si può fare il segretario e il parlamentare perché quest'ultimo non fa niente''.
Cuperlo, Renzi pensa troppo a tv, sue ricette sbagliate - ''Renzi pensa troppo alle performance tv'', con ''molti slogan, ben detti, ma dietro ricette antiche e sbagliate''. E' quanto sostiene il candidato alla segreteria del Pd, Gianni Cuperlo, parlando del sindaco di Firenze in un'intervista a Qn, in cui spiega: ''Voglio un partito solido, ma snello, che faccia dell'etica la sua carta d'identità e per questo dico basta ai doppi e tripli incarichi, lo dico anche a Renzi'', visto che ''c'è un conflitto di interessi tra fare sindaco e segretario di partito''. In caso di vittoria Cuperlo assicura: ''Avrò una segreteria metà uomini, metà donne. Uno dei componenti dovrà avere un ufficio a Bruxelles, perché l'Europa non è un vincolo esterno. E la segreteria del partito dovrà riunirsi una volta al mese a Bruxelles, per segnare la presenza nel Pse''. In un'altra intervista rilasciata al Mattino Cuperlo sottolinea: ''Io credo che da questa crisi usciremo solo da sinistra'' e ''chiudendo per sempre il ventennio che abbiamo alle spalle''. Invece secondo Cuperlo ''nelle proposte degli altri candidati, soprattutto in quelle di Renzi, non c'è questo tratto di discontinuità col passato''.
Civati, io sinistra moderna, Cuperlo un po' burocratica - ''Con Renzi si rinnova, ma fino ad un certo punto; con Cuperlo si sceglie una sinistra un po' burocratica; con me si rinnova, ma nel segno di una sinistra moderna''. Così il candidato alla segreteria del Pd, Pippo Civati, riassume in un'intervista al Mattino le posizioni in campo per le primarie di domenica. E aggiunge come la sua proposta sia la ''più critica verso il governo'', mentre ''quella di Renzi, più equivoca sui tempi e sui modi, e quella di Cuperlo, più attenta agli equilibri''. In un'altra intervista rilasciata all'Unità, Civati spiega: ''La verità è che ora la Corte costituzionale ci mette un po' fretta. E a parte ridisegnare i collegi per cui serve più tempo, dopo la verifica si potrebbe avere una legge elettorale già nel mese di gennaio, per cui si potrebbe votare anche prima del semestre europeo e fare tutto quello che si vuole fare. È chiaro però che - sottolinea - per questo i cittadini e gli elettori del Pd devono votare Civati, se no questa cosa non succede''. Mentre, mette in guardia: ''Renzi fa l'aggressivo ma con lui si andrebbe a votare nel 2015''.
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