DAMASCO - Sono finalmente liberi i quattro giornalisti italiani che da oltre una settimana erano trattenuti nel nord della Siria. A dare la notizia è stato il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. L'inviato Rai Amedeo Ricucci, il fotoreporter Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la giornalista freelance Susan Dabbous, di origini siriane, si trovano ora al sicuro in Turchia. "Stiamo bene, stiamo tutti bene. Ci hanno trattati bene e non ci hanno torto nemmeno un capello", sono state le prime parole di Ricuccidopo la liberazione. "Eravamo in mano a un gruppo islamista armato che non fa parte dell'Esercito libero siriano", ha raccontato. "E' stato un malinteso", ha assicurato, ribadendo che il gruppo sta bene ma che "ovviamente la privazione della libertà è una tortura psicologica" All'inizio "ci hanno presi per spie" e volevano "controllare quello che avevamo girato", "temevano che avessimo filmato la loro base logistica", ma "ci hanno messo un sacco di tempo. Ora siamo in aeroporto in Turchia, aspettiamo un aereo che ci riporti a casa". Le loro tracce si erano perse il 4 aprile.
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