| Marina Incocciati, 19 anni, una delle due vittime |
Giunto nell'appartamento sarebbe scoppiata una lite che sarebbe all'origine del raptus che ha portato l'uomo a uccidere la 56enne e la figlia che aveva assistito al delitto ed era quindi un testimone scomodo da eliminare. Ll'indiano, in preda a un raptus, ha afferrato un coltello e colpito in cucina la donna uccidendola con un fendente alla gola. Poi è andato in camera da letto dove la figlia della donna si era rifugiata. L'ha afferrata trascinandola giù dal letto e poi l'ha violentemente colpita con la stessa arma. Poco dopo è fuggito.
L'uomo - che sarebbe residente a Nettuno, svolgeva saltuari lavori da manovale e in Italia con regolare permesso di soggiorno - è stato raggiunto in nottata dai carabinieri che hanno incrociato i tabulati telefonici e ripercorso gli ultimi movimenti dei cellulari della donna e dello straniero. Bloccato, ha quasi subito confessato il delitto.
L'uomo - che sarebbe residente a Nettuno, svolgeva saltuari lavori da manovale e in Italia con regolare permesso di soggiorno - è stato raggiunto in nottata dai carabinieri che hanno incrociato i tabulati telefonici e ripercorso gli ultimi movimenti dei cellulari della donna e dello straniero. Bloccato, ha quasi subito confessato il delitto.
I corpi di Francesca Di Grazia e Martina Incocciati, di 56 e 19 anni, avevano ferite da arma da taglio. Una delle due donne era in cucina, l'altra in camera da letto. Entrambe erano in un lago di sangue. L'arma è stata ritrovata dai carabinieri in un canale poco lontano dall'appartamento di Piazzale dei Bonificatori.
L'allarme era scattato ieri sera alle 21 con la telefonata di una parente ai carabinieri. La donna aveva ripetutamente suonato al citofono dell'abitazione senza avere risposta. Quando i carabinieri del comando provinciale di Latina, diretti dal colonnello Giovanni De Chiara, sono entrati in casa, hanno trovato i due corpi. Entrambe le donne erano state uccise con un'arma da taglio.
I vicini di casa avevano detto agli inquirenti di aver sentito le due donne urlare. Una lite furibonda, durata a lungo. Poi, all'improvviso il silenzio. E poco dopo, la macabra scoperta. Le due vittime vivevano in condizioni particolarmente critiche. La madre non aveva un lavoro e si arrangiava facendo la cartomante. La figlia aveva interrotto gli studi ed era disoccupata. Inoltre la donna aveva dovuto subire un'operazione al cuore, che aveva ulteriormente peggiorato la situazione.
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