ROMA - Aumento di un punto dell'Iva, che sale dal 20 al 1%; tassa del 3% sui super-ricchi con redditi oltre i 300mila euro fino al raggiungimento del pareggio di bilancio: la nuova versione della manovra, così come uscita dal vertice di maggioranza di ieri pomeriggio a palazzo Grazioli, approda al Senato. Il voto è però blindato dal ricorso alla fiducia deciso ieri dal governo e contestato dalle opposizioni. E c'è attesa per come i mercati potranno, eventualmente, reagire anche al maggior rigore annunciato dal governo italiano dopo gli appelli del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal governatore della Banca d'Italia, prossimo presidente della Bce, Mario Draghi.
Silvio Berlusconi ha ceduto sul ritorno del contributo di solidarietà; Giulio Tremonti sull'aumento immediato di un punto di Iva; la Lega sulle pensioni, accettando l'equiparazione (dal 2014) dell'età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego. La manovra così cambiata otterrà il primo via libera parlamentare dal Senato, probabilmente con voto di fiducia, considerato dall'esecutivo "necessario per una celere approvazione, a fronte della gravità della crisi" Le decisioni sulle principali novità sono state il frutto di oltre due ore di vertice dal premier Silvio Berlusconi fra maggioranza e governo.
Il maggior gettito previsto dall'aumento di un punto dell'Iva, dal 20 al 21%, è destinato al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. Ci sarà poi anche l'accelerazione sul ddl costituzionale che introdurrà nella Carta la "regola d'oro" sul pareggio di bilancio e che attribuirà alle Regioni le competenze delle Province. Ddl che sarà approvato giovedì nel Consiglio dei ministri convocato per le 9. Probabile un allentamento della stretta sul carcere per i superevasori che evadono più di 3 milioni di euro: nel maxiemendamento del governo, su cui verrà votata la fiducia in Senato, dovrebbe infatti rientrare una norma che stabilisce che per far scattare le manette l'evasione non deve soltanto ammontare a questa cifra ma la soglia deve anche corrispondere almeno al 30% del fatturato.
Silvio Berlusconi ha ceduto sul ritorno del contributo di solidarietà; Giulio Tremonti sull'aumento immediato di un punto di Iva; la Lega sulle pensioni, accettando l'equiparazione (dal 2014) dell'età di pensionamento delle donne del settore privato a quelle del pubblico impiego. La manovra così cambiata otterrà il primo via libera parlamentare dal Senato, probabilmente con voto di fiducia, considerato dall'esecutivo "necessario per una celere approvazione, a fronte della gravità della crisi" Le decisioni sulle principali novità sono state il frutto di oltre due ore di vertice dal premier Silvio Berlusconi fra maggioranza e governo.
Il maggior gettito previsto dall'aumento di un punto dell'Iva, dal 20 al 21%, è destinato al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. Ci sarà poi anche l'accelerazione sul ddl costituzionale che introdurrà nella Carta la "regola d'oro" sul pareggio di bilancio e che attribuirà alle Regioni le competenze delle Province. Ddl che sarà approvato giovedì nel Consiglio dei ministri convocato per le 9. Probabile un allentamento della stretta sul carcere per i superevasori che evadono più di 3 milioni di euro: nel maxiemendamento del governo, su cui verrà votata la fiducia in Senato, dovrebbe infatti rientrare una norma che stabilisce che per far scattare le manette l'evasione non deve soltanto ammontare a questa cifra ma la soglia deve anche corrispondere almeno al 30% del fatturato.
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