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mercoledì 29 febbraio 2012

Ecco l’atlante mondiale satellitare dei siti Unesco in pericolo



PARIGI - L'Unesco e l'Usgs (United States Geological Survey) hanno creato l'atlante mondiale dei siti in pericolo, nel quale si illustrano le visioni dall'alto di 31 dei 35 siti patrimonio dell'umanità che l'ente delle Nazioni Unite ritiene a rischio. Si passa dal sito archeologico di Djam, in Afghanistan, fino alla città vecchia di Gerusalemme e alla barriera corallina del Belize.

"From space to place: an image atlas of World Heritage Sites on the 'In danger list" è già consultabile sul sito dell'Unesco (http://unesdoc.unesco.org/images/0021/002143/214371e.pdf). L'atlante è stato realizzato grazie al telerilevamento, uno strumento molto importante per la gestione dei siti patrimonio mondiale dell'umanità. 
Grazie alle immagini satellitari, si possono ottenere preziose informazioni sull'evoluzione dei siti culturali o naturali, l'espansione degli insediamenti umani e attività agricole o ai danni arrecati dalle calamità naturali, conflitti armati o il cambiamento climatico.

giovedì 14 luglio 2011

La scena del crimine: il satellite scopre tre fosse comuni in una zona del Sudan contraria all’attuale governo, il cui presidente Bashir è ricercato dalla Corte internazionale dell’Aja per genocidio

Le probabili fosse comuni individuate dal satellite nel Sud  Kordofan

KHARTOUM -Immagini satellitari mostrano fosse comuni dopo i recenti combattimenti in  di pression: l afferma un gruppo istituito dalla star di Hollywood George Clooney, che si batte in particolare per fermare la strage del Darfour..
Testimoni oculari che hanno parlato al gruppo hanno detto che i soldati avevano sistematicamente massacrato i civili nel  Sud Kordofan. L’inizio dei combattimenti tra i ribelli dalle montagne Nuba e le forze armate sudanesi era iniziato il mese scorso. Un portavoce militare sudanese ha negato le accuse.
Il Sud Kordofan è ai confini del Sud Sudan, che la scorsa settimana è diventato uno stato indipendente. Circa 70.000 persone sono fuggite durante i recenti scontri. Il progetto Satellite Sentinel mostra immagini di tre apparenti fosse comuni. "Le immagini satellitari DigitalGlobe contengono molti dettagli e caratteristiche delle atrocità di massa descritte anche da almeno cinque testimoni oculari delle presunte uccisioni", ha detto Nathaniel A Raymond, della Harvard Humanitarian Initiative, che ha analizzato le immagini del progetto.
Anche se un accordo di pace è stato firmato recentemente, un rapporto delle Nazioni Unite di questa settimana ha detto che bombardamenti e combattimenti continuano in Sud Kordofan. l massacro si sarebbe svolto nella città di Kadugli.  La gente dice che le forze allineate con Khartoum stanno sistematicamente uccidendo i civili ritenuti contrari al governo. Il presidente americano Barack Obama ha già espresso la sua preoccupazione per le segnalazioni di attacchi nel Sud Kordofan su base etnica.
Un funzionario di partito del governo di Khartoum, Qutbi al-Mahdi, ha accusato le agenzie umanitarie di dare sostegno logistico ai ribelli e le ha avvertite che rischiano "sanzioni previste dalla legge" e l'espulsione. Nel 2009, il Sudan aveva espulso 10 organizzazioni umanitarie dalla regione occidentale del Darfur, accusandole di collaborare con la Corte penale internazionale (CPI). 
La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di cattura contro il presidente Bashir per genocidio e presunti crimini contro l'umanità nel Darfur durante gli otto anni di conflitto. C'è anche un mandato di cattura per Ahmed Haroun, ex governatore del Darfur che ora è governatore del Sud Kordofan.