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giovedì 23 maggio 2013

Germania: bimbo in coma per 5 anni si risveglia grazie alle staminali


BOCHUM (Germania) - Era in stato vegetativo da ben cinque anni: si e' risvegliato grazie alle staminali. Si tratta di un bambino che era in stato vegetativo persistente dovuto a paralisi cerebrale pediatrica. Si è svegliato grazie un trattamento con staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale. E' lo storico risultato ottenuto dai medici del Catholic Hospital di Bochum, in Germania. A seguito di un arresto cardiaco con grave danno cerebrale, subito alla fine del 2008, il bambino di due anni e mezzo si trovava in stato vegetativo persistente e aveva minime possibilita' di sopravvivenza. Dopo due mesi di trattamento con cellule staminali del sangue del cordone ombelicale della madre, i sintomi del bambino sono migliorati notevolmente e nei mesi successivi, il bambino a imparato a dire semplici frasi e a muoversi. "Questo studio dissipa i dubbi, di lunga data, circa l'efficacia di questa nuova forma di terapia" ha commentato Arne Jensen, che ha condotto la ricerca pubblicata su Case Reports in Transplantation..

giovedì 2 maggio 2013

Impiantata trachea “costruita” con le staminali su bimba di 2 anni in Usa


WASHINGTON - Un'equipe internazionale di chirurghi ha impiantato negli Stati Uniti una trachea, ottenuta con cellule staminali, su una piccola sudcoreana di due anni. E' il primo intervento di questo tipo a livello mondiale su un bimbo. La piccola, Hannah, è nata senza trachea e i medici hanno potuto ''fabbricare'' un organo sostitutivo utilizzando cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo e poi coltivate in una provetta di plastica. Le cellule hanno dato origine a una nuova trachea in meno di una settimana.

giovedì 21 marzo 2013

Il Cdm vara un decreto: chi già si cura con le staminali, può continuare a farlo


ROMA - Tutti i malati che hanno già avviato la terapia con le cellule staminali, potranno proseguire le cure. E’ quanto ha stabilito il Consiglio dei Ministri approvando, su proposta del ministro della Salute Renato Balduzzi, un decreto legge che contiene interventi urgenti in materia sanitaria. La norma, ha spiegato il ministro, “si basa sul principio etico per cui un trattamento sanitario già avviato che non abbia dato gravi effetti collaterali non deve essere interrotto”. Il decreto, ha aggiunto, stabilisce che “tutti i pazienti che hanno iniziato la terapia con le staminali preparate con metodo Stamina potranno portare a termine i loro protocolli anche se il laboratorio di riferimento non è autorizzato”. Nelle ultime settimane la questione delle terapie con le staminali è stata al centro di una polemica accesa dopo il caso di Sofia, la bimba di tre anni di Firenze, affetta da una malattia neurodegenerativa, che aveva dovuto interrompere il trattamento su decisione del tribunale del capoluogo toscano.

lunedì 8 ottobre 2012

A un inglese e a un giapponese il Nobel per la medicina per ricerche sulle staminali


John Gurdon e Shinya Yamanaka
OSLO - Il premio Nobel per la medicina è stato assegnato al giapponese Shinya Yamanaka e al britannico John Gurdon. I due studiosi sono stati premiati per i loro studi sulle cellule mature, le quali possono essere riprogrammate diventando pluripotenti, ossia non più differenziate per tessuto. Secondo il Comitato, i due medici hanno rivoluzionato "la comprensione dello sviluppo e della specializzazione delle cellule".
Gurdon dirige l'istituto che porta il suo nome a Cambridge, in Inghilterra. Yamanaka è invece docente universitario a Kyoto. Il professore giapponese stava rientrando a casa quando è stato informato della vittoria e, da quanto riferito da un'assistente del pioniere delle ricerche sulle cellule staminali, ha accolto la notizia "con sorpresa".
Correva l'anno 1962 quando Gurdon riuscì a dimostrare che la differenziazione delle cellule fosse un processo reversibile. Sostituendo il nucleo di una cellula uovo immatura di una rana con il nucleo di una cellula intestinale matura, la prima anche se modificata si sviluppa in un normale girino. Oltre 40 anni dopo, nel 2006, Yamanaka ha scoperto che cellule adulte nei topi possono essere riprogrammate a uno stadio di immaturità, rendendole staminali pluripotenti, in grado di differenziarsi nei tessuti desiderati. Sorprendentemente, bastava introdurre un pugno di geni per ottenere queste simil-staminali.
Il genetista Giuseppe Novelli esulta alla notizia dell'assegnazione del Nobel per la Medicina a Gurdon e Yamanaka: "Premiata una scoperta rivoluzionaria: due scienziati che sono riusciti a mandare indietro nel tempo l'orologio della vita, trasformando delle cellule adulte in embrionali e regalando loro uno stato di simil-staminali".
Novelli, preside della facoltà di Medicina dell'Università di Tor Vergata, a Roma, sostiene che la scoperta premiata con il Nobel sia destinata "a cambiare totalmente l'approccio alle malattie croniche": "Grazie all'epigenetica e alle ricerche di questi due grandi genetisti, ci troviamo con cellule adulte ridiventate pluripotenti, in grado di essere utilizzate per la ricerca di nuove terapie contro le malattie croniche e per la sperimentazione di nuovi farmaci intelligenti. Fra qualche anno la ricerca premiata a Stoccolma cambiera' totalmente l'approccio a numerose patologie".

venerdì 31 agosto 2012

Il giudice ordina di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Celeste

L'ospedale di Brescia, dove viene applicata la cura alla piccola Celeste

VENEZIA - Il giudice del tribunale di Venezia ha ordinato all'ospedale di Brescia di continuare le cure con la metodica Stamina (sotto inchiesta a Torino e sospesa dall'agenzia dei farmaci) sulla piccola Celeste Carrer. Lo ha annunciato Marino Andolina, il pediatra della piccola veneziana. Andolina ha espresso "grande soddisfazione" per il pronunciamento del magistrato. Il medico, che cura la bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale, ha detto di ritenere che il giudice "abbia aperto una pagina fondamentale; in Italia - ha rilevato Andolina - ci sono mille pazienti che attendono questa cura e per loro ora si apre una strada di speranza".
La cura a cui è stata sottoposta Celeste è "da considerarsi quale cura compassionevole, prevista dal decreto ministeriale Turco-Fazio". Lo hanno spiegato gli avvocati della famiglia di Celeste Carre. "La famiglia Carrer e i suoi legali - proseguono gli avvocati - esprimono piena soddisfazione per quella che è da ritenersi una legittima tutela di un diritto costituzionalmente garantito, e cioé il diritto alla salute". Sottolineando che la cura è stata "avviata in un ospedale pubblico italiano, con tutte le tutele e le garanzie dovute ad un percorso terapeutico così importante", i legali concludono sottolineando che "Celeste, alla quale erano stati dati massimo 18 mesi di vita, vive ed ha raggiunto i due anni e due mesi e prosegue nei miglioramenti, certificati dai medici degli Ospedali Civili di Brescia, manifestati dopo l'avvio della terapia".

venerdì 24 agosto 2012

La piccola Celeste ha ricominciato a Brescia le cure con le staminali


BRESCIA - E' arrivata con i genitori agli Spedali Civili di Brescia, Celeste, la bambina veneziana di due anni affetta da atrofia muscolare spinale per la quale il giudice ha disposto l'immediata ripresa delle cure compassionevoli dopo lo stop imposto dall'Aifa a maggio. Le procedure per la terapia sono cominciate: la piccola dovrà essere sottoposta a una serie di analisi prima dell'infusione delle cellule staminali che avverrà per via endovenosa e lombare.
La bimba sarà dimessa con ogni probabilità già domani. A spingere i medici ad accelerare la ripresa delle cure anche il fatto che il padre di Celeste, Giampaolo Carrer, vuole essere presente martedì prossimo alla seconda udienza davanti al giudice del lavoro Margherita Bortolaso per la discussione del caso della piccola. 
L'uomo, affiancato dall'avvocato Dario Bianchini, aveva presentato ricorso d'urgenza contro gli Spedali di Brescia per chiedere la riattivazione delle cure, ritenute le uniche in grado di salvare la vita di Celeste.

mercoledì 22 agosto 2012

Il giudice di Venezia: riprendere subito la cura delle staminali per la piccola Celeste


VENEZIA - Il giudice del lavoro del Tribunale di Venezia Margherita Bortolaso ha depositato stamane un'ordinanza in cui si rinvia la decisione sul caso di Celeste, la bimba di due anni affetta da atrofia muscolare spinale a cui era stata interrotta la cura compassionevole con cellule staminali adulte, al 28 agosto prossimo. Ma la piccola Celeste deve poter proseguire le cure con le cellule staminali, perché è in pericolo quotidiano di vita, in attesa della decisione definitiva del tribunale. E' quanto stabilisce il giudicein un secondo provvedimento depositato in tarda mattinata in cui ha disposto in via d'urgenza, ordinandolo all'ospedale di Brescia, l'effettuazione "di un'infusione immediata delle cellule staminali con la metodica già applicata (prelevate dalla madre)". Nel contempo il giudice ha anche chiesto l'acquisizione di informazioni sanitarie agli Spedali Civili di Brescia, in cui la piccola era in cura, e all'Agenzia del farmaco di Roma.  La sospensione delle cure alla piccola erano stata la conseguanza di un'inchiesta aperta dal procuratore di Torino Guarinello sulla società che fornisce la metodica per il prelievo e la conservazione della staminali necessarie alla cura di molte malattie: un provvedimento cautelare che però non ha tenuto conto delle emergenze possibili. Per fortuna, c'è un giudice a Venezia
La decisioni di far proseguire la cura a Celeste, spiega il giudice nella seconda ordinanzatiene conto della "rilevanza primaria del bene da tutelare". "Nonché dei riscontri qualificati (certificazione medica)", viene detto, "circa l'efficacia e l'urgenza" del trattamento. Si tratta, precisa il giudice, di un provvedimento assunto "in via provvisoria, nelle more dell'adozione della decisione" rimandata all'esito dell'udienza del 28 agosto.