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mercoledì 26 settembre 2012

I Celentano: “Angela-Celeste voleva venire in Italia per il test del Dna: poi d'improvviso non si è fatta più sentire”

La ragazza che ha detto di essere Angela Celentano

ROMA - "Angela, che adesso si fa chiamare Celeste, era disposta a venire in Italia e sottoporsi al test del dna, ma otto mesi fa le nostre comunicazioni si sono interrotte. Non mi spiego perché all'improvviso sia sparita".
  Lo ha detto, in collegamento telefonico con "Mattino Cinque", Maria Celentano, madre di Angela, la bimba scomparsa il 10 agosto 1996 sul Monte Faito. "La polizia italiana ha fatto un gran lavoro - ha proseguito la signora Celentano -, e' andata in Messico e, collaborando con la polizia messicana, e' riuscita a rintracciare la casa all'interno della quale c'era il computer dal quale provenivano tutte le mail che ci siamo scambiati con Angela. Quando la polizia e' arrivata nell'abitazione, ha trovato una famiglia con due figli, ma in quella casa non c'erano tracce di Angela. La famiglia nega di conoscere Angela, di conoscere noi e di aver mai scambiato mail con noi. Da quando la polizia e' arrivata in quella casa - ha concluso Maria Celentano -, si sono interrotti tutti i contatti tra noi e Angela". Una foto e alcune mail svelerebbero infatti il giallo della scomparsa, sedici anni fa, di Angela Celentano.
Nella corrispondenza intrattenuta dalla famiglia per due anni  una giovane che vive in Messico ha detto di essersi riconosciuta nella piccola Angela.  "Sono Angela e sto bene", ha scritto la ragazza, "non cercatemi io sono felice qui". Scomparsa sul Monte Faito il 10 agosto 1996 all'eta' di 3 anni, Angela oggi avrebbe vent'anni. Proprio come l'eta' che dimostra la giovane che nella prima mail ai Celentano, scritta il 25 maggio 2010, racconta di essere capitata per caso su un sito di bambini scomparsi e di essersi riconosciuta. "Ho visto le foto molte volte e mi fanno sempre piangere - scrive - perché so che quella della foto sono io e non vi posso dire il mio vero nome ma vivo in Messico e sono felice dove sto". E ancora: "Non preoccupatevi per me, io sono felice con la mia nuova famiglia ed e' per questo che ora non potrei tornare da voi. Vivo con questa famiglia da dodici anni e quasi non avevo più ricordi di voi fino a quando non ho visto le foto. Ma credetemi amo anche voi. Sono felice qui, non mi cercate piu'".
  Quindi la giovane invio' una foto ai Celentano, che - hanno raccontato - li colpi' molto per la somiglianza con la loro Angela. La corrispondenza continua e la figlia maggiore dei Celentano instaura un rapporto d'amicizia e vicinanza telematica con la giovane. Fino al dicembre del 2011, quando la polizia italiana avvia un'indagine in Messico. In una delle mail la ragazza spiega di essere stata adottata da una famiglia facoltosa (il padre sarebbe un pm) dopo essere stata abbandonata da una collaboratrice domestica della famiglia."Mia madre - scrive - mi racconta che aveva preso una donna delle pulizie che aveva sempre con se' una bimba di 4-5 anni. Poi un giorno questa bimba e' stata abbandonata dalla donna, che è risultata avere un'identità falsa. Quella bimba ero io, e mia mamma mi ha voluto tenere senza pero' denunciare l'accaduto alle autorità".

martedì 25 settembre 2012

Celeste non è Angela Celentano. Lo dice il test del Dna. Dietro a tutto un hacker?


NAPOLI - Una nuova speranza si era accesa negli ultimi giorni per i genitori, Catello e Maria Celentano, che lunedì mattina sono andati in tv, alla trasmissione “I fatti vostri” su Rai2, a raccontare di aver ricevuto dal Messico delle email e una foto di una ragazza che diceva di essersi riconosciuta nelle fotografie di Angela, la loro figlia scomparsa 16 anni fa mentre si trovavano per un pic nic sul monte Taino.
A sera la delusione, come racconta il Corriere della Sera: la ragazza messicana, che diceva di chiamarsi Celeste, potrebbe essere uno sciacallo o essere stata utilizzata da un hacker. Su di lei, infatti, è stato eseguito dalla Polposta il test del dna che ha dato esito negativo. La ragazza, inoltre, ha 16 anni e non i 19 che dovrebbe avere oggi Angela. L'indagine è stata coordinata dai pm della Procura di Torre Annunziata e affidata in delega agli agenti della Polizia postale del compartimento di Napoli.
La prima email da Celeste era arrivata due anni fa, esattamente il 25 maggio 2010, ha raccontato Maria, la mamma di Angela. Da quel giorno, è iniziata una corrispondenza di un anno e mezzo con l'altra figlia, Rossana. Celeste aveva raccontato di essere stata adottata e aveva anche inviato una foto recente che, a detta dei genitori di Angela, aveva “diversi punti di contatto" con l'aspetto che la ragazza potrebbe avere oggi.
Gli inquirenti hanno scoperto che le email erano state inviate da un pc sequestrato in una casa in Messico. Giunti sul posto, hanno scoperto che della ragazza raffigurata nella foto non c’era traccia. L'indirizzo fornito dalla ragazza delle email ai Celentano non si è rivelato vero e si è dovuto procedere seguendo la pista delle tracce elettroniche d'invio. In questo modo si è arrivati all'abitazione di un magistrato messicano, la cui moglie è cancelliere, coppia con due figli, un maschio e una femmina di 16 anni. Era lei Celeste? Per fugare ogni dubbio (anche se le età delle ragazze non coincidevano) gli investigatori hanno effettuato il test del dna sulla ragazza. E l’esito è stato negativo. Il magistrato non c’entra.
Dall'attività investigativa della Polposta sarebbe emersa un’altra possibilità, oltre a quella dello sciacallaggio: qualcuno, forse un hacker, potrebbe essersi impossessato dell'ip della giovane messicana poi rintracciata per i test Il profilo Facebook di Celeste Ruiz sarebbe fasullo e creato dallo stesso ip. Ecco dunque l'ipotesi: un hacker ha forse mascherato l'indirizzo del proprio pc. Resta il mistero: Celeste/Angela esiste o è l'ennesimo sciacallaggio sulla vicenda?

mercoledì 5 settembre 2012

Il Tar di Brescia: no alle cure con le staminali per tre bimbi malati. Ma due (Celeste e Smeralda) sono "salvati" dal giudice


BRESCIA - Il Tar di Brescia ha respinto la richiesta di sospensiva dello stop dell'Aifa alle cure con il metodo Stamina depositata dalle famiglie di Smeralda, Celeste e Daniele, tre bimbi in cura. Smeralda e Celeste, però, continueranno la terapia grazie a due ordinanze dei Tribunali di Catania e Venezia. Il no alla terapia varrà solo per Daniele. Il collegio si esprimerà nel merito della decisione nell'udienza fissata per il 16 gennaio.
Il collegio di giudici della sede di Brescia del Tar della Lombardia non ha quindi accolto la richiesta di sospendere l'ordinanza numero 1/2012 dell'Aifa che era stata depositata dai genitori di Smeralda, Celeste e Daniele. 
I genitori che hanno fatto ricorso contro l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, chiedevano la sospensione del provvedimento della stessa Agenzia, quindi l'immediata ripresa delle terapie compassionevoli a base di cellule staminali adulte nell'ospedale bresciano.

venerdì 31 agosto 2012

Il giudice ordina di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Celeste

L'ospedale di Brescia, dove viene applicata la cura alla piccola Celeste

VENEZIA - Il giudice del tribunale di Venezia ha ordinato all'ospedale di Brescia di continuare le cure con la metodica Stamina (sotto inchiesta a Torino e sospesa dall'agenzia dei farmaci) sulla piccola Celeste Carrer. Lo ha annunciato Marino Andolina, il pediatra della piccola veneziana. Andolina ha espresso "grande soddisfazione" per il pronunciamento del magistrato. Il medico, che cura la bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale, ha detto di ritenere che il giudice "abbia aperto una pagina fondamentale; in Italia - ha rilevato Andolina - ci sono mille pazienti che attendono questa cura e per loro ora si apre una strada di speranza".
La cura a cui è stata sottoposta Celeste è "da considerarsi quale cura compassionevole, prevista dal decreto ministeriale Turco-Fazio". Lo hanno spiegato gli avvocati della famiglia di Celeste Carre. "La famiglia Carrer e i suoi legali - proseguono gli avvocati - esprimono piena soddisfazione per quella che è da ritenersi una legittima tutela di un diritto costituzionalmente garantito, e cioé il diritto alla salute". Sottolineando che la cura è stata "avviata in un ospedale pubblico italiano, con tutte le tutele e le garanzie dovute ad un percorso terapeutico così importante", i legali concludono sottolineando che "Celeste, alla quale erano stati dati massimo 18 mesi di vita, vive ed ha raggiunto i due anni e due mesi e prosegue nei miglioramenti, certificati dai medici degli Ospedali Civili di Brescia, manifestati dopo l'avvio della terapia".

venerdì 24 agosto 2012

La piccola Celeste ha ricominciato a Brescia le cure con le staminali


BRESCIA - E' arrivata con i genitori agli Spedali Civili di Brescia, Celeste, la bambina veneziana di due anni affetta da atrofia muscolare spinale per la quale il giudice ha disposto l'immediata ripresa delle cure compassionevoli dopo lo stop imposto dall'Aifa a maggio. Le procedure per la terapia sono cominciate: la piccola dovrà essere sottoposta a una serie di analisi prima dell'infusione delle cellule staminali che avverrà per via endovenosa e lombare.
La bimba sarà dimessa con ogni probabilità già domani. A spingere i medici ad accelerare la ripresa delle cure anche il fatto che il padre di Celeste, Giampaolo Carrer, vuole essere presente martedì prossimo alla seconda udienza davanti al giudice del lavoro Margherita Bortolaso per la discussione del caso della piccola. 
L'uomo, affiancato dall'avvocato Dario Bianchini, aveva presentato ricorso d'urgenza contro gli Spedali di Brescia per chiedere la riattivazione delle cure, ritenute le uniche in grado di salvare la vita di Celeste.