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sabato 21 marzo 2015

IL PAPA ai fedeli di SCAMPIA: "A Maronna v'accumpagne"


NAPOLI, 21 marzo - Il Papa è a Scampia, prima tappa della sua visita a Napoli. E' stato accolto dal cardinale del capoluogo campano, cardinale Crescenzio Sepe, e a bordo della papamobile, fra due ali di folla, ha raggiunto piazza Giovanni Paolo II per l'incontro con il quartiere.
La corruzione puzza, la società corrotta puzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza". Lo ha detto papa Francesco nel suo discorso a Scampia. Riferendosi al passaggio sulla corruzione nell'intervento del presidente della Corte d'Appello di Napoli Antonio Bonaiuti, il Papa ha detto 'a braccio' che "Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Nessuno di noi può dire 'io mai sarò corrotto'. No - ha proseguito -, è una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza dei reati, verso la corruzione". "Quanta corruzione c'è nel mondo - ha aggiunto il Pontefice -: è una parola brutta, perché una cosa corrotta è una cosa sporca. Se noi troviamo un animale che è corrotto è brutto, ma puzza (il Papa ha usato il termine gergale 'spuzza'), la corruzione puzza e la società corrotta puzza, e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza". Al termine del discorso, Bergoglio ha anche invitato a "andare avanti nella pulizia della propria anima, nella pulizia della città, nella pulizia della società, perché non ci sia quella puzza della corruzione".
"Voi appartenete a un popolo dalla lunga storia, attraversata da vicende complesse e drammatiche. La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! E' questa la vostra grande risorsa: la gioia, l'allegria".detto papa Francesco nel suo discorso in piazza Giovanni Paolo II,. "Il cammino quotidiano in questa città, con le sue difficoltà e i suoi disagi e talvolta le sue dure prove - ha proseguito -, produce una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l'ultima parola". "E' la speranza, lo sapete bene, questo grande patrimonio, questa 'leva dell'anima', tanto preziosa, ma anche esposta ad assalti e ruberie", ha aggiunto. "Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza. Guadagna qualcosa ma ruba la speranza. La ruba a sé stesso e a tutti, a tanta gente onesta e laboriosa, alla buona fama della città, alla sua economia". 
Papa Francesco ha benedetto i fedeli, al termine del discorso, con la frase in napoletano solitamente pronunciata dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe: "A Maronna v'accumpagne", e la folla ha salutato con un lungo applauso.
Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato a Papa Francesco le chiavi della città. In Piazza Giovanni Paolo II, cuore del quartiere di Scampia dove inizia la visita in città del Pontefice, il primo cittadino ha consegnato, insieme con le chiavi, una pergamena commemorativa della giornata.
Card.Sepe, Napoli e napoletani Le piaceranno - ''In questi due anni di Pontificato, Lei ha dimostrato di conoscere il linguaggio del cuore per parlare con la gente; è il linguaggio dei napoletani''. E' quanto ha detto l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, accogliendo a Napoli papa Francesco. ''Vedrà che Napoli le piacerà e, con essa, i napoletani'', ha aggiunto ancora Sepe. ''Ce lo dirà alla fine di questa intensa giornata, a via Caracciolo, nell'incontro con i giovani'', ha detto sempre l'arcivescovo di Napoli. E dopo averla conosciuta - ha concluso fiducioso Sepe - "Le verrà il desiderio di tornare. Lo speriamo, perché le vogliamo bene e sentiamo che lei è uno di noi''.
Caldoro,grande giornata per la Campania - "In attesa del Santo Padre. Una grande giornata per Napoli e la Campania. Preghiera e speranza". Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che sta aspettando, l'arrivo di Papa Francesco a Scampia.

martedì 4 febbraio 2014

Preso Mariano Riccio, pericoloso capo clan responsabile della seconda guerra di Scampia

Mariano Riccio
NAPOLI - La Polizia ha arrestato Mario Riccio detto Mariano, considerato dagli investigatori il capo del clan 'Amato-Pagano' e parente di Cesare Pagano, storico capo di Scampia. Latitante dal 2011, Riccio è stato bloccato dagli uomini della Squadra mobile di Napoli e del Servizio centrale operativo della Polizia. Riccio è inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi del ministero dell'Interno ed ha una condanna a 16 anni per associazione a delinquere di tipo mafioso e droga: è ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili della seconda guerra di Scampia. Alle 7 di questa mattina, 40 uomini della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Scampia, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia, hanno fatto irruzione in una villetta di Qualiano, periferia nord di Napoli.  Durante il blitz, Mariano Riccio, riferiscono gli investigatori, è stato sorpreso mentre era in compagnia della fidanzata e del figlio minore. Al momento della cattura non ha opposto resistenza. Marco Di Lauro è ora l'ultimo dei latitanti napoletani protagonista della guerra di camorra di Scampia. È attorno a lui che gli inquirenti stringono il cerchio per catturarlo.

lunedì 27 gennaio 2014

Scampia, baby branco di minorenni aggrediscono giovane, quindicenne lo accoltella: è in fin di vita

Via Zuccarini a Scampia di Napoli
NAPOLI - Brutale aggressione nel quartiere Scampia di Napoli: un gruppo di ragazzi, di età tra 15 e 18 anni, ha accoltellato e malmenato con inaudita ferocia un giovane di 21 anni del rione Don Guanella, riducendolo in fin di vita. Decisivo l'intervento di una pattuglia della polizia che ha evitato il peggio: gli agenti sono riusciti a bloccare e arrestare un componente del branco, proprio l'accoltellatore, che ha solo 15 anni ed è di Secondigliano. Alla vista dell'auto della Polizia, infatti, gli aggressori si sono dati alla fuga. Cerca di scappare anche il ragazzino che però viene raggiunto dai poliziotti che riescono a bloccarlo. Uno dei complici, nel frattempo, riesce a far sparire il coltello.

Gli agenti a terra hanno trovato, invece, il 21enne, accovacciato nell'intento di ripararsi dalla furia degli aggressori. E' stato proprio quest'ultimo, prima di perdere conoscenza, a spiegare la dinamica dell'accaduto ma non il movente su cui i poliziotti stanno cercando di fare luce. Il fatto è avvenuto in via Zuccarini.
La vittima della brutale aggressione è stata portata all'ospedale Cardarelli dove è stato ricoverato in prognosi riservata nel reparto di chirurgia d'urgenza: ben sette i fendenti giudicati dai medici potenzialmente letali. L'accoltellatore è stato invece portato nel centro di Prima Accoglienza napoletano dei Colli Aminei.

giovedì 7 novembre 2013

Napoli: preso il boss autore della sanguinosa scissione della camorra a Scampia

NAPOLI - Duro colpo alla criminalità organizzata campana. Il boss di camorra, Ciro Mauriello, è stato arrestato nel quartiere napoletano di Scampia. Appartenente al clan Amato-Pagano, era ricercato per il duplice omicidio del 2004 che, secondo gli inquirenti, diede il via alla scissione dal clan Di Lauro. Ad arrestare Mauriello la squadra mobile di Napoli e gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato.
Era il 28 ottobre del 2004 quando con il duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno eseguito per mano dei cosiddetti «scissionisti» iniziò la sanguinosa guerra in seno al clan Di Lauro.
Un vero e proprio atto di forza - descritto anche da Roberto Saviano nel suo best seller «Gomorra» - eseguito esibendo una ragguardevole mole di fuoco e uomini, e con la partecipazione diretta anche dei vertici di quello che poi avrebbe preso le sembianze di un nuovo clan.
Il commando che eseguì l'omicidio sarebbe stato composto da Ciro Mauriello, arrestato oggi, Arcangelo Abete, soprannominato 'angiolettò, Gennaro Marino, Gianluca Giuliano, Carmine Pagano e Carmine Cerrato. Dopo il duplice omicidio Abete e Mauriello si sarebbero recati ancora con i vestiti sporchi di sangue a Varcaturo, località a nord di Napoli, per comunicare a Raffaele Amato e Cesare Pagano la riuscita dell'operazione.

Mauriello è il quinto latitante arrestato dal gruppo permanente Sco-squadra mobile di Napoli, istituito nel settembre 2012 a seguito della faida di Scampia.

sabato 15 giugno 2013

Napoli: uccide la madre a botte

Via Ghisleri a Napoli Scampia
NAPOLI - Una donna di 52 anni, Anna Fiume, è stata uccisa in casa , a Napoli, in via Ghisleri a Scampia, lotto Tc. La donna è stata trovata dal 118 riversa a terra, nel bagno, in un lago di sangue. La polizia ha arrestato il figlio, Ciro Ciccarelli, di 28 anni, con precedenti per lesioni e stupefacenti. L'uomo l'avrebbe picchiata in seguito a una lite, fino a ucciderla. E' stato portato in commissariato per essere interrogato. Al momento dell'arrivo degli agenti, l'uomo si trovava in un'altra camera, nell'abitazione di via Ghisleri, in uno stato di forte agitazione e con il viso ricoperto di escoriazioni. Il giovane ha cercato di fuggire, ma è stato bloccato dai poliziotti. 


giovedì 30 maggio 2013

Un pentito: Balotelli ha spacciato droga per scherzo a Scampia. Lui: vergognatevi

NAPOLI - Mario Balotelli si sarebbe messo a spacciare droga per scherzo nel quartiere di Scampia, durante un suo soggiorno a Napoli negli anni scorsi. E' quanto rivela un pentito della camorra, Armando De Rosa, in un interrogatorio reso ai pm di Napoli Antonio D'Amato e Enrica Parascandolo nell'ambito dell'inchiesta su riciclaggio e ristorazione. L'attaccante del Milan, nel 2010, fece un giro nel quartiere napoletano per soddisfare la sua curiosità.
Il collaboratore di giustizia autore delle rivelazioni, a quanto si è appreso, sarebbe legato al gruppo dei Vanella Grassi, i cosiddetti Girati, uno dei clan malavitosi attivi a Scampia. De Rosa riferisce ai pm che il calciatore, che aveva espresso il desiderio di visitare Scampia e si era recato nel quartiere accompagnato da alcuni esponenti di un clan(vicenda questa venuta alla luce negli anni scorsi), "dopo aver assistito ad alcune cessioni (di dosi di cocaina e eroina, ndr), per scherzare chiese anche di poter spacciare lui alcune dosi e così fu lui a consegnarle ad un cliente che passava". Il verbale dell'interrogatorio è stato depositato agli atti del processo in corso a Napoli davanti alla settima sezione del tribunale.

Non si è fatta attendere, su Twitter, la risposta immediata di Mario Balotelli: "Ahahaha adesso spaccio droga! Prima andavo a put... E magari poi lo prenderò anche in... Ma VERGOGNATEVI" ha replicato con rabbia il milanista, prima di rimuovere il post. 

venerdì 28 dicembre 2012

Preso a Napoli il boss della droga di Scampia


NAPOLI - Gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato non lontano dalla stazione ferroviaria di piazza Garibaldi Antonio Leonardi, di 52 anni. L'uomo era ricercato dalla scorsa estate perché ritenuto uno dei responsabili del traffico di droga nella zona compresa tra Secondigliano e Scampia. E proprio per il controllo delle piazza di spaccio della droga nella periferia a nord di Napoli è scoppiata la nuova faida che ha già fatto contare numerose vittime. Si nascondeva in un appartamento di piazza Garibaldi. Gli agenti del commissariato Vicaria e gli uomini della Squadra Mobile della questura di Napoli hanno circondato l'edificio dove Leonardi si nascondeva precludendogli così ogni possibilità di fuga. Il suo nome era inserito nella lista dei latitanti da catturare ad ogni costo. E' considerato, infatti, uno dei capi dei "girati", ovvero una fazione del clan che ha dichiarato guerra agli "scissionisti" o agli "spagnoli". E così per settimane i poliziotti hanno battuto ogni pista, con l'obiettivo di bloccarlo. Gli investigatori hanno capito che Leonardi non poteva essere lontanissimo da Napoli, dalla zona di Scampia e di Secondigliano, quartieri che sono l'epicentro degli affari dei clan che si fronteggiano per il controllo del fiume di denaro che proviene dalla vendita della droga.
Secondo gli investigatori, proprio lui avrebbe riorganizzato la fazione dei "girati" o gli uomini della "Vanella Grassi", il clan così conosciuto dal nome della strada dove avrebbero il loro quartiere generale. L'uomo, che era tra i fedelissimi della prima ora di Paolo di Lauro, detto 'Ciruzzo 'o milionaOò pensava di essere tranquillo lontano dall'area che è diventata scenario della nuova faida. I quartieri di Scampia e Secondigliano sono da diverse settimane presidiati da decine di uomini di forze dell'ordine. La loro presenza costante sta tenendo lontano gli uomini dei clan che hanno gestito le piazze di spaccio della droga.

mercoledì 5 dicembre 2012

Ucciso camorrista nel cortile di un asilo a Scampia dove si era rifugiato per scampare a un agguato



NAPOLI - NAPOLI - Luigi Lucenti, 50 anni, ucciso oggi nel cortile di una scuola materna, a Napoli, era considerato dagli inquirenti vicino al clan Abbinante degli Scissionisti.
Lo hanno colpito quando era sotto casa a Scampia. Poi, lo hanno inseguito e ucciso nel cortile dell'istituto scolastico dove, contrariamente a quanto appreso in un primo momento, non c'era il figlio della vittima e dove Lucenti ha cercato rifugio. C'é stato un vero e proprio inseguimento, dunque. Lucenti ha cercato in tutti i modi di sfuggire ai due che erano a bordo di uno scooter. La fase finale dell'agguato, che rientra a pieno nella cosiddetta faida di Scampia che vede opposti gli Scissionisti e i cosiddetti 'Girati', c'é stata nel cortile. 
"Stavamo preparando la recita di Natale cantando tutti insieme le canzoni. No, gli spari non li abbiamo sentiti e per fortuna i nostri bimbi non si sono accorti di nulla". A raccontarlo una docente del Lotto U del Quindi Circolo didattico 'Eugenio Montale', lì dove è stato ucciso Luigi Lucenti. "I bimbi sono stati fatti uscire da una uscita secondaria e non hanno visto il cadavere", ha aggiunto. La scuola è frequentata da bimbi di età compresa tra i tre e i cinque anni.

sabato 24 novembre 2012

Preso a Napoli giovane boss camorrista, superlatitante della faida di Scampia

Mariano Abete

NAPOLI, - I carabinieri hanno catturato Mariano Abete, 21enne, residente in via Ghisleri, a Napoli, reggente dell'omonimo gruppo camorristico. Il latitante e' stato catturato dal nucleo operativo Stella e dalla stazione quartiere 167.  Abete era uno dei ricercati per la nuova faida di Scampia.
Il suo nascondiglio era tra due pareti nell'abitazione della madre. Era ricercato per una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.
L'identikit di Abete era stato diffuso lo scorso 20 ottobre da carabinieri e polizia insieme con  altri quattro latitanti che secondo gli investigatori hanno un ruolo di primo piano nella riesplosione della faida di camorra a Scampia. 
Lo scorso 15 novembre era stato arrestato dalla polizia Rosario Guarino, di 29 anni. Restano ancora liberi Marco Di Lauro, 32 anni, Mario Riccio, di 21 anni, Antonio Mennetta, di 27 anni.

giovedì 15 novembre 2012

Sparatoria nella notte a Napoli, dopo una rissa: un morto e due feriti (uno grave)


NAPOLI - Un giovane, Vincenzo Priore, di 21 anni, incensurato, è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti a seguito di una sparatoria avvenuta alle 4 di questa mattina a Napoli. Dei due feriti uno è molto grave: un proiettile gli ha trapassato il cranio. Lo scontro potrebbe essere collegato a una rissa della quale i tre sarebbero stati protagonisti con altre persone, avvenuta all'esterno di un locale situato nell'Aversano.
Il cadevere del giovane è stato trovato in via Cupa delle Vedove, nella zona di Masseria Cardone, nel quartiere di Scampia, con ferite d'arma da fuoco alla schiena. Contemporaneamente, due persone sono arrivate all'ospedale San Giovanni Bosco. Una, di 28 anni, residente a Casoria, nel Napoletano, già nota alle forze dell'ordine, è stata ricoverata in prognosi riservata per una ferita d'arma da fuoco al cranio. L'altra, di 23 anni, per una ferita alla testa da corpo contundente.  Si esclude al momento l'ipotesi della faida.

mercoledì 7 novembre 2012

Scampia (Napoli): la polizia contro i fortini dei clan

I palazzoni di via Labriola a Scampia

NAPOLI - Dalle prime luci dell'alba gli agenti del commissariato di Polizia Scampia hanno accerchiato l'edificio del comparto H - sette palazzi - di via Labriola.
In atto perquisizioni in interi edifici finalizzate alla ricerca di armi e latitanti: controlli anche in case, ballatoi, ascensori, terrazzi, giardini, garage, box. Posti di blocco in tutta l'area: a Miano, Chiaiano, Piscinola, Marianella, Melito e zone periferiche. Nel quartiere è in atto una faida tra il clan degli scissionisti e la cosca dei cosiddetti "girati". In un recinto la polizia ha trovato otto cani utilizzati per combattimenti: tre rottweiler, due pitbull, un doberman e due bull mastiff. Alcuni degli animali erano feriti, segno che avevano preso parte recentemente a dei combattimenti. Due uomini sono stati denunciati per maltrattamento di animali e occupazione abusiva di suolo pubblico in quanto il recinto era stato allestito su un terreno di proprietà comunale. 

domenica 9 settembre 2012

La faida di Scampia: ucciso il fratello del boss Arcangelo Abete


NAPOLI - Un pregiudicato 42enne, Raffaele Abete, è stato ucciso in un agguato questa notte a Scampia. Abete è stato raggiunto dai sicari all'uscita di un bar e colpito tre volte alla testa. Il pregiudicato era fratello del boss detenuto Arcangelo Abete, capo dell'omonimo clan.. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, che conduce le indagini, Raffaele Abete era appena uscito dal bar ''Zeus'', in via Roma verso Scampia, quando sono sopraggiunti i sicari, almeno due, che hanno aperto il fuoco da distanza ravvicinata, mirando alla testa.
Tre le esplosioni avvertite da alcuni testimoni. Il pregiudicato e' morto prima dell'arrivo dell'ambulanza del 118. La salma di Abete e' stata trasferita al II Policlinico per l'esecuzione dell'autopsia, su disposizione del pm. La vittima dell'agguato aveva precedenti penali per associazione per delinquere e rapina ed abitava al lotto TA di via Ghisleri. Il gruppo camorristico degli Abete e' alleato ai Notturno-Abbinante ed e' quello degli ''scissionisti'' di Scampia, adesso contrapposto al clan di via Vanella Grassi in quella che viene definita la nuova faida di Scampia. L'agguato di questa notte potrebbe costituire la risposta del gruppo della Vanella Grassi agli ''scissionisti''.
Periferia nord di Napoli. La stessa che nel 2004 è stata al centro della sanguinosa faida tra i due cartelli criminali dei Di Lauro e degli scissionisti. Ne parlava tutt'Italia e ispirò prima il libro e poi il film «Gomorra». Con i capi storici assicurati alla giustizia, quelli che un tempo erano i gregari hanno avuto finalmente lo spazio per mettersi in mostra, per conquistare quel potere che prima era di altri. Ma vediamolo questo nuovo scenario. I due punti di riferimento sono sempre i due cartelli riconducibili ai Di Lauro e agli scissionisti degli Amato-Pagano. Del primo ne fanno parte le famiglie dei Magnetti, dei Petriccione e dei Leonardi, degli scissionisti fanno parte anche i Mennetta, quelli che negli ambienti criminali vengono ora definiti i «girati» di Vanella Grassi, dal nome della strada di Secondigliano dove fanno valere il proprio dominio. «Girati», perché provenienti dalla fazione opposta.
l principale interesse criminale è lo spaccio e viene effettuato principalmente in alcune strade di Secondigliano: via Vanella Grassi, via Dante, via Roma verso Scampia, nel Rione dei Fiori (storica roccaforte dei Di Lauro) e in via Cupa dell'Arco. 
Dall'altra parte ci sono gli scissionisti che si rifanno alle famiglie Amato-Pagano. In questo contesto operano altre quattro famiglie: gli Abete, gli Abbinante, i Notturno e i Marino a cui apparteneva Gaetano (il boss che era andato in tv con la figlia a vederla cantare) uccisoa Terracina. In questo caso, il territorio d'influenza è il quartiere di Scampia.
Una fetta di città da prendersi a tutti i costi e senza esclusione di colpi, tanto da innescare una nuova ondata di omicidi. Il primo episodio di questa nuova faida, come qualcuno la definisce, è l'uccisione il 21 giugno scorso a Barra di Ciro Abrunzo e Franco Gaiola. Il primo, vero obiettivo dei sicari, è imparentato con gli Abete: nelle logiche criminali è un delitto «eccellente», che non può rimanere impunito. Ma la lista degli omicidi continua: quattro giorni dopo a Miano viene ammazzato il diciottenne Marco Riccio, ritenuto legato ai Petriccione-Magnetti; passano due settimane e a Scampia si torna a sparare. A cadere sotto i colpi dei sicari è Alfredo Leonardi, vicino al gruppo di Vanella Grassi. La risposta tre giorni dopo: a morire è Vincenzo Ciletti, uomo degli Abete-Abbinante. L'ultimo clamoroso omicidio è appunto quello di Gaetano Marino, detto «Moncherino». Marino, 48 anni, era il fratello di Gennaro, detenuto in regime di carcere duro, considerato l'artefice della secessione dai Di Lauro. Omicidio eclatante, compiuto in trasferta e lontano dalle strade del quartiere, forse un segnale chiaro e forte per tutti. Gaetano Marino è stato crivellato di colpi mentre si trovava in vacanza con la famiglia a Terracina ed era appena risalito dalla spiaggia.
Ed ora un altro nome eccellente si aggiunge alla lista degli uccisi. E la storia non finirà qui.

martedì 8 novembre 2011

La visita di Mario Ballottelli ai quartieri della camorra a Napoli: "ho visto come si confeziona la cocaina"


NAPOLI - Si arricchisce di nuovi, interessanti particolari, la visita nei rioni resi celebri dal film Gomorra dell’attaccante del Manchester City Mario Balotelli. Dalle dichiarazioni rese dal calciatore ai pm del pool anticamorra e riportate oggi dal Mattino  emerge, infatti, che Supermario, accompagnato in motorino dall’imprenditore Marco Iorio (successivamente finito in carcere nell’ambito di un’indagine sul riciclaggio), si recò a Scampia e fu portato a vedere come si confeziona e si spaccia la cocaina.
In un verbale firmato alcuni mesi fa davanti ai pm della Dda Sergio Amato ed Enrica Parascandolo, Balotelli ricorda quel viaggio nei quartieri della camorra. Mario si trovò nel rione delle Vele dinanzi a un tavolo pieno di droga e chiese subito ai suoi conoscenti napoletani di riportarlo in albergo. Agli atti della procura anche la testimonianza di Ezequiel Lavezzi, attaccante del Napoli, che ha offerto altri spunti investigativi utili per fare chiarezza sui rapporti tra camorra e tifo organizzato. Lavezzi, in breve, dichiara che di aver conosciuto Antonio Lo Russo, figlio del boss pentito Salvatore Lo Russo: “Ma ho appreso solo dai giornali che si trattava di un latitante, io lo conoscevo in quanto capoultrà” ha dichiarato l’attaccante argentino.
Nel verbale Balotelli dichiara di aver chiesto a Ioro “una barca per fare un giro a Capri insieme a un amico e qualche ragazza”, e poi di aver pranzato in un ristorante sul lungo mare. Secondo la ricostruzione fu allora che chiese di fare un giro a Secondigliano. “Qui (a Secondigliano) ho avuto modo di vedere da una distanza di circa dieci metri un tavolo con delle buste di droga sopra”, ha detto l’attaccante della Nazionale, che poi sostiene di aver chiesto di essere riaccompagnato in albergo.