Visualizzazione post con etichetta boss droga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta boss droga. Mostra tutti i post

venerdì 10 ottobre 2014

MESSICO, preso Vicente Carrillo “el viceroy”, boss del cartello della droga di Juarez

Vicente Carrillo Fuentes si avvia all'elicottero che lo porterà in carcere
CITTA’ DEL MESSICO - Nuovo colpo inferto ai potentissimi narcos messicani dalla polizia. E' stato arrestato il boss del cartello della droga di Juarez, Vicente Carrillo Fuentes, conosciuto come "El Viceroy" (il vicere'), la cui banda è una delle protagoniste di sanguinosi scontri tra rivali per il controllo del territorio. Fuentes è stato bloccato dalla polizia, senza la necessità di sparare un colpo, mentre era a bordo della sua auto nei pressi di Torreon nello stato del Cohauila, uno dei più importanti centri industriali del Paese  a 1000 chilometri a nord di Città del Messico. Il boss si stava dirigendo a New San Isidro, ma è finito in un posto di blocco allestito dalla polizia che lo stava controllando. Aveva una patente faldsa, ma è stato subito riconosciuto. Assieme a lui è stato arrivato il suo guardaspalle, José Dimas.
In Messico il cartello di Jarez è una delle sette organizzazioni più potenti del narcotraffico. Originario dello stato di Sinalosa, Vicente Carrillo era diventato leader del cartello nel 1997 alla morte del fratello Amado, noto come “il Signore dei cieli”, deceduto durante un intervcento di chirurgia plastica. Conosciuto anche come “il Generale” o “Andrew”, Vicente aveva sostenuto una guerra contro il cartello di Sinaloa e aveva recentemente avuto contatti con i cartelli Zeta e Jalisco New Genersation,al fine di avere alleati nel conflitto. Era ricercato anche negli Stati Uniti per accuse che vanno da traffico di droga a riciclaggio di denaro e omicidi ed è nella lista nera del Dipartimento del Tesoro.

Il 2 ottobre era stato arrestato un altro super-boss, Hector Beltran Leyva, capo di una delle più potenti organizzazioni dal 2009, mentre nel febbraio scorso era stato arrestato nel porto di Mazatlan il boss piu' ricercato nel Paese: Joaquin "El Chapo" Guzman.

giovedì 2 ottobre 2014

MESSICO: preso "El H", superboss della droga (aveva una taglia Usa da 5 milioni)

La foto segnaletica del boss "El H"
CITTA' DEL MESSICO- Duro colpo in Messico al narcotraffico: le forze della sicurezza hanno arrestato Hector Beltran Leyva, 49 anni, tra i più potenti boss del crimine organizzato e ricercato sia in patria che negli Stati Uniti. Il boss della droga, conosciuto anche come 'El H', era alla guida del cartello che porta il suo cognome. Il Messico offriva 2,2 milioni di dollari per informazioni su di lui, mentre la ricompensa messa a disposizione da parte delle autorità Usa era pari a 5 milioni di dollari.
"El H", dopo la morte di suo fratello Arturo Beltran "El Barbas" nel 2009, aveva  preso il comando dell’organizzazione  che prende i loro cognomi.
Zeron Thomas, direttore della Criminal Investigation Agency ha detto che la cattura avvenuta a San Miguel de Allende,  Guanajuato:  Beltran stava mangiando in un ristorante di pesce con una sola altra persona.
In una conferenza congiunta dei rappresentanti dei vari rami del gabinetto di sicurezza, è stato segnalato che Hector Beltran è legato al traffico di cocaina dal Centro e Sud America  in Europa.
Le autorità hanno spiegato che questo cartello aveva fatto un'alleanza con altri gruppi criminali per partecipare al trasferimento di droghe sintetiche.
La ricerca condotta dalle autorità aveva scoperto che il boss teneva un profilo basso, nello stato di Querétaro, dove risultava essere un uomo d'affari e venditore di immobili e auto di lusso per giustificare il uo stile di vita e non essere notato.

Con il suo arresto, l'organizzazione criminale dei Beltran Leyva ha perso presenza in una dozzina di Stati, così come in una vasta rete di produzione e riciclaggio di denaro.

giovedì 31 ottobre 2013

Mlano: agguato mortale al boss della droga Pasquale Tatone. Tre giorni fa gli avevano ucciso il fratello

MILANO - Il luogo dell'esecuzione
MILANO - E' stato ucciso ieri sera in un agguato il boss della droga di Quarto Oggiaro, quartiere periferico di Milano, Pasquale Tatone. I killer gli hanno sparato all'uscita di un locale dove aveva visto una partita in tv. Tre giorni fa suo fratello Emanuele era stato ucciso insieme al suo autista Paolo Simone in un campo a Novate Milanese. La polizia sospetta che si tratti dell'inizio di una guerra di cosche per il controllo del mercato della droga.
Tatone è stato ucciso attorno alle 22.30 nella sua auto all'altezza di via Pascarella 11. Pare che la vittima sia stata colpita dall'esterno dal lato del guidatore. Era appena entrato in macchina dopo aver visto la partita in un locale poco distante. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto accanto alla vettura grosse cartucce che potrebbero appartenere a un fucile.
Tatone faceva parte della famiglia malavitosa, che da decenni controlla il quartiere alla periferia nord di Milano, famoso per lo spaccio della droga.
Il boss freddato a due passi da casa - Calma spettrale, all'alba, a Quarto Oggiaro. Dopo i rilievi della Scientifica, durati tutta la notte, l'auto sulla quale si trovava, una Ford Fiesta blu posteggiata all'angolo tra via Pascarella e via Trilussa, è stata sequestrata. Sul posto, di fronte a un circolo-pizzeria, rimangono solo alcuni vetri del lunotto posteriore del lato guida infranto da, pare, due o più colpi di fucile e qualche guanto di lattice lasciato dai poliziotti. 
Vari passanti si fermano, guardano il punto dell'omicidio, chiedono increduli se si tratta davvero di Pasquale Tatone. Lui, il capofamiglia e con un nome che incute timore, abitava poco distinte, al numero 8 di via Lopez. Era "a casa sua", nel suo "fortino", si sentiva tranquillo, girava da solo ed era andato a vedere la partita anche se domenica gli avevano ammazzato il fratello. Un senso di sicurezza che gli è stato fatale

domenica 20 ottobre 2013

Messico, un uomo vestito da clown entra i una casa e spara. Così è stato ucciso boss della droga

Francisco Rafael Arelliano Felix
Così si era travisato l'assassino

Il corpo di Francisco Arellano Felix 
MEXICO CITY - Un membro del famigerato di una volta temuto cartello della droga messicano è stato colpito a morte in una casa sulla spiaggia  a Los Cabos, in Messico nel sud della Baja California da un uomo armato vestito da clown. Il corpo di Francisco Rafael Arellano Felix, 63 anni, detto Pelon  del clan della drogai Arellano Felix droga clan, è stato trovato morto nella casa di fronte al mare nella località turistica. I parenti hanno confermato la sua identità.
"E 'stato colpito da due proiettili, uno al petto e uno alla testa," ha detto Isai Arias, un funzionario del governo dello stato ci  Baja California
Il bandito indossava un costume da clown, indossando una parrucca e un naso rosso. Movente del killer e la scelta del costume sono sotto inchiesta.
Felix era  più noto nel 1990 per il controllo del traffico di droga a Tijuana  accanto ai suoi fratelli. Ma gli arresti o la morte di molti dei leader del cartello avevano affievolito la potenza della banda.
L'ex leader del cartello era stato dietro le sbarre per più di un decennio dopo il suo arresto avvenuto nel 1993 per l'omicidio di un cardinale cattolico.
La banda, nota anche come il cartello di Tijuana, è stata considerata come una delle strutturei di traffico di droga più violente e aggressive. L'organizzazione era stata spietata  nell’eliminare nel loro trasporto di grandi quantitativi di cocaina, marijuana ed eroina negli Stati Uniti dal Messico.
Gli esperti di sicurezza ritengono che la gang della droga sia ora gestita da altri membri della famiglia Arellano Felix.
LOS CABOS A- La polizia fuori dall'abitazione di Felix

venerdì 28 dicembre 2012

Preso a Napoli il boss della droga di Scampia


NAPOLI - Gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato non lontano dalla stazione ferroviaria di piazza Garibaldi Antonio Leonardi, di 52 anni. L'uomo era ricercato dalla scorsa estate perché ritenuto uno dei responsabili del traffico di droga nella zona compresa tra Secondigliano e Scampia. E proprio per il controllo delle piazza di spaccio della droga nella periferia a nord di Napoli è scoppiata la nuova faida che ha già fatto contare numerose vittime. Si nascondeva in un appartamento di piazza Garibaldi. Gli agenti del commissariato Vicaria e gli uomini della Squadra Mobile della questura di Napoli hanno circondato l'edificio dove Leonardi si nascondeva precludendogli così ogni possibilità di fuga. Il suo nome era inserito nella lista dei latitanti da catturare ad ogni costo. E' considerato, infatti, uno dei capi dei "girati", ovvero una fazione del clan che ha dichiarato guerra agli "scissionisti" o agli "spagnoli". E così per settimane i poliziotti hanno battuto ogni pista, con l'obiettivo di bloccarlo. Gli investigatori hanno capito che Leonardi non poteva essere lontanissimo da Napoli, dalla zona di Scampia e di Secondigliano, quartieri che sono l'epicentro degli affari dei clan che si fronteggiano per il controllo del fiume di denaro che proviene dalla vendita della droga.
Secondo gli investigatori, proprio lui avrebbe riorganizzato la fazione dei "girati" o gli uomini della "Vanella Grassi", il clan così conosciuto dal nome della strada dove avrebbero il loro quartiere generale. L'uomo, che era tra i fedelissimi della prima ora di Paolo di Lauro, detto 'Ciruzzo 'o milionaOò pensava di essere tranquillo lontano dall'area che è diventata scenario della nuova faida. I quartieri di Scampia e Secondigliano sono da diverse settimane presidiati da decine di uomini di forze dell'ordine. La loro presenza costante sta tenendo lontano gli uomini dei clan che hanno gestito le piazze di spaccio della droga.

venerdì 25 maggio 2012

Condannato all’ergastolo a Melbourne Pasquale Barbaro, capo di un cartello della droga che aveva importato in Australia dall’Italia 15 milioni di pastiglie di ecstasy


Pasquale Barbaro

MELBOURNE - Condanna all'ergastolo in Australia per Pasquale Barbaro, ritenuto capo di un cartello della droga che aveva fra l'altro spedito dall’Italia in Australia 15 milioni di pasticche di ecstasy, 4,4 tonnellate di peso, nascoste in 3000 barattoli di pomodori pelati. Fu il piu' grande sequestro di ecstasy al mondo, pari a 264 milioni di euro. La giudice Betty King ha definito Barbaro l'''apice'' del crimine in Australia, ''la piu' alta cima dell'albero'.
Il lungo pendio verso una condanna a vita per Pasquale Barbaro era iniziato nel giugno 2007, quando i funzionari doganali sui docks di Melbourne avevano individuato un contenitore di pomodori pelati italiani.
Quando i raggi X avevano mostrato “anomalie  di immagine'', i doganieri lo avevano aperto, scoprendo i 15 milioni di pasticche di ecstasy ed effettuando così un sequestro da Guinness.
L'ecstasy nelle scatole di pelati
Da allora, i destini di Barbaro, di suo cugino, Saverio Zirilli, e di altri quattro uomini, subito arrestati, sono apparsi segnati.
Il padre di Pasquale, Francesco' Barbaro, era stato individuato dalla Commissione d‘inchesta Woodward nel 1979 come membro di una cricca segreta di calabresi che vivevano a Griffith e che erano legati alla 'ndrangheta. Non risulta fosse coinvolto nella spedizione di Melbourne.
Barbaro, 50 anni  e Zirilli, 55 anni, si erano dichiarati colpevoli lo scorso anno davanti alla Corte Suprema del Victoria delle imputazioni di traffico di ecstasy e di cocaina.
L'ultimo chiodo nella bara del gruppo, nel luglio 2008, era stato un tentativo di contrabbandare 100 chilogrammi di cocaina, nascosti in sacchi di chicchi di caffè colombiani, in Australia. I funzionari anche stavolta avevano passato ai raggi X il carico ed avevano trovato la droga.
Meno di due settimane dopo la scoperta, la polizia aveva fatto irruzione in varie proprietà in tutto il Sud-est dell'Australia e aveva arrestato tutti i membri di questo sindacato del crimine.

martedì 2 agosto 2011

Messico: arrestato un boss della famiglia dei Cavalieri Templari


Le aree di 'influenza dei cartelli della droga sul territorio messicano

CITTA' DEL ME SSICO - Nery Salgado Harrison, 24 anni,  accusato di controllare la produzione di metanfetamine in un cartello della droga che si fa chiamare i Cavalieri Templari è stato arrestato dalla polizia. Il gruppo è attivo in alcune zone centrali e meridionali del Messico. I Cavalieri Templari e  una banda rivale, La Familia, sono in lotta per il controllo dei laboratori di metanfetamine nella regione.
Nery Salgado Harrison

Harrison, il cui pseudonimo è "Yupo", è stato arrestato nella città di Apatzingan nel Michoacan. Portava armi, droga e apparecchiature per le comunicazioni al momento dell'arresto, ha detto Ramon Pequeno, a capo di un'unità di polizia antidroga. Harrison è anche accusato di aver legami con i funzionari  corrotti, raccogliendo soffiate sui movimenti della polizia all'interno di Apatzingan. La polizia ha detto  arrestato anche Nestor Irepan Munoz Ramirez, 27 anni, in connessione con l'assassinio di 21 persone nella città di Quiroga nel mese di giugno. Munoz, noto come "El Argento", è anche lui un membro del cartello dei Cavalieri Templari. Pequeno dichiarato che le uccisioni sono state  parte di una strategia dal cartello di rapire e uccidere "criminali comuni" al fine di "dare una dimostrazione di forza".
Le bande sono in lotta per il controllo di accesso al lucroso mercato dei narcotici degli Stati Uniti.  La violenza si è concentratai nella regione di confine del nord, ma dal 2010 si è diffusa in altre parti del paese. Circa 40.000 persone sono morte per violenza legata al traffico di droga da quando il presidente Felipe Calderon ha iniziato a implementare le truppe per combattere i cartelli alla fine del 2006.