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lunedì 16 febbraio 2015

New York Times: Di Battista (M5S) capeggia la classifica “Bugie dal mondo”


NEW YORK, 16 febbraio - Attenzione alla sparata in politica, il New York Times la svela e ti piazza in classifica. Alessandro Di Battista, del Movimento Cinque Stelle, ottiene il merito della prima citazione, in testa all'articolo "The Lies Heard Round the World" ("Bugie dal mondo") dedicato dall'autorevole quotidiano alle esagerazioni, inesattezze, fanfaluche che appaiono nel dibattito politico - e non - ad ogni latitudine.
La citazione che vale all'esponente grillino la messa in evidenza è la seguente: "Nigeria, basta leggere Wikipedia: 60 percento del suo territorio è sotto il controllo di Boko Haram, per il resto è Ebola". "Un'osservazione ridicola resa da un astro nascente del M5S", chiosa il giornale, "Boko Haram non controlla nemmeno uno dei solo degli stati che compongono la Nigeria, per non parlare del 60 percento del territorio. Quanto a Ebola, i casi sul territorio nazionale sono solo appena 20".

  Il giornale mette Di Battista assieme agli autori dell'affermazione "Ebola può essere curata mangiando bacche di kola o facendo un bagno in acqua calda e salata", e gli assertori di una vittoria epocale come "l'Argentina ha praticamente sradicato l'indigenza." "Dire le bugie", conclude il New York Times, "può anche essere un'antica pratica politica, ma sta divenendo sempre più’ facile svelare le falsità”.

mercoledì 27 marzo 2013

New York Times: in atto una vera invasione di spam, uno dei più grandi attacchi al web

La blindatissima sede di Cyberbunker in Olanda

NEW YORK - E' in atto uno dei più grandi attacchi al web della storia, che sta mettendo in seria difficoltà la Rete, congestionata come non mai da una vera e propria invasione di spam. L'allarme è stato lanciato dal New York Times. Alla base dei disguidi per milioni di internauti c'è lo scontro tra un gruppo che si occupa di combattere i cosiddetti "messaggi indesiderati" e un provider olandese.
Dietro l'ondata di spam che intasa il web ci sarebbero dunque le ostilità tra l'organizzazione non profit Spamhaus e la società olandese di hosting Cyberbunker, che deve il suo nome al proprio quartier generale, un ex bunker della Nato. Sull'accaduto stanno indagando le forze di polizia di cinque diversi Paesi.

 Spamhaus, che ha sede a Ginevra e Londra, ha lo scopo di aiutare i provider a filtrare tutti quei contenuti considerati indesiderati, detti appunto spam. Gli attacchi sono cominciati quando l'organizzazione ha inserito nella sua "lista nera" anche i server gestiti da Cyberbunker. Quest'ultimo critica la decisione e afferma di ospitare qualsiasi servizio, eccetto quelli "pedopornografici e legati al terrorismo". Da questo braccio di ferro sono partiti gli attacchi: il primo, denuncia Spamhaus, il 19 marzo, inondando - come tutti i successivi - i server di Spamhaus con centinaia di Distributed denial of service, cioè risposte a richieste false inviate dal sito che si vuole mettere in condizione di non operare.

"L’effetto a catena generato da questo attacco sta avendo ripercussioni sula Rete a livello globale”, ha dichiarato l'esperto di sicurezza informatica Alan Woodward, professore presso la University of Surrey. Spamhaus comunque si dice in grado di far fronte a questa emergenza, annunciando anche la collaborazione di molte importanti società, tra cui Google, che si sono messe a disposizione per aiutare ad assorbire la massa di dati per cercare di scongiurare effetti più devastanti per il World Wide Web.
Tuttavia, per i tecnici di Internet che gestiscono la rete globale il problema è più preoccupante. Gli attacchi stanno diventando sempre più potenti e gli esperti di sicurezza informatica temono che, se continuano a crescere, le persone potranno non essere in grado di raggiungere i servizi Internet di base, come la posta elettronica e online banking. Gli attacchi, che sono generati da sciami di computer chiamati botnet, concentrano flussi di dati che sono più grandi delle connessioni Internet di interi paesi. La tecnica, che utilizza una nota falla nelle connessioni di base di Internet, è  quella di  utilizzarla come una mitragliatrice che spari a una folla intera, quando l'intento sarebbe quello di colpire una sola persona.
Gli attacchi sono stati denunciati per la prima volta al pubblico la scorsa settimana da CloudFlare, una società di sicurezza Internet nella Silicon Valley, che stava cercando di difendersi contro gli attacchi e di conseguenza è diventata un bersaglio.
"Queste cose sono essenzialmente come bombe nucleari", ha detto Matteo Principe, amministratore delegato di CloudFlare. “Facili da usare e dannosissime”. Gli attacchi hanno raggiunto grandezze precedentemente sconosciute, in crescita di un flusso di dati di 300 miliardi di bit al secondo.
"Si tratta di un numero reale", ha detto Gilmore. "E 'il più grande attacco DDoS annunciato pubblicamente nella storia di Internet."
Interrogato in merito alle aggressioni, Sven Olaf Kamphuis, un attivista Internet che si è detto un portavoce per gli attaccanti, ha detto in un messaggio online che "siamo consapevoli che si tratta di uno dei più grandi attacchi DDoS che il mondo abbia visto pubblicamente" E ha spiegato che  Cyberbunker ha scatenato rappresaglie contro Spamhaus per "abuso di influenza." "Nessuno ha mai incaricato Spamhaus di determinare ciò che va e non va su Internet", ha detto Kamphuis. «Si lavora in quella posizione facendo solo finta di combattere lo spam."
Un ingegnere in una delle maggiori società di comunicazione di Internet ha detto che gli attacchi degli ultimi giorni sono stati ben cinque volte più grande di quello che è stato visto di recente in simili azioni contro le principali banche americane. Non erano grandi abbastanza per saturare i router più grandi della società, ma avevano sopraffatto strumenti importanti.
Cyberbunker si vanta sul suo sito Web di essere stato un bersaglio frequente di incursioni della legge a causa dei suoi "clienti molti controversi." La società sostiene che a un certo punto si è dovuta difendere da una squadra olandese SWAT. "Le autorità olandesi e la polizia hanno fatto diversi tentativi di entrare nel bunker con la forza," il sito ha detto. "Nessuno di questi tentativi ha avuto successo."

lunedì 4 marzo 2013

Grillo: il nuovo premier sarà Passera. Noi fuori

L'intervista a Grillo sul New York Times


ROMA - "Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti. Lo saranno ancora con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera". Così Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, in una intervista pubblicata oggi in esclusiva sul sito di Wired Italia e sulla versione iPad del numero di marzo del mensile. "Sarebbe inammissibile" assicurare la stabilità di un futuro governo italiano: "E' come se Napoleone facesse un patto con Wellington". E' quanto ha sottolineato il leader del M5S in un'intervista al New York Times al quale ha rimarcato che il suo obiettivo era eliminare un sistema che "ha disintegrato il Paese" e costruire "qualcosa di nuovo", che ripristini in Italia una vera democrazia partecipativa.
Grillo nel pomeriggio incontrerà a Roma i neoletti del M5S.

martedì 19 febbraio 2013

Da una torre dell’esercito cinese a Shanghai partono gli attacchi degli hacker contro gli Usa

SHANGHAI - La torre degli hacker dell'esercito (New York Times)

NEW YORK - Alla periferia di Shanghai, in un fatiscente quartiere dominato da una torre bianca di uffici di 12 piani, si trova  la base militare dei cyberwarriors appartenenti alla People’s Liberation Army cinese responsabili di molti attacchi di hacking in Usa. L'edificio in Road Datong - riferisce il New York Times -  circondato da ristoranti, saloni di massaggio e da un importatore di vino, è la sede dell’unità PLA 61.398. Un numero sempre crescente di prove digitali - confermata da funzionari dei servizi segreti americani che dicono di aver seguito l'attività della unità dell'esercito per anni - lascia pochi dubbi sul fatto che una percentuale schiacciante di attacchi di haching contro società americane, organizzazioni e agenzie governative patrono da quella torre a Shanghai. Un insolitamente dettagliato studio di 60 pagine , che è pubblicato oggi da MANDIANT, una società americana di sicurezza informatica società, ha seguito dettagliamente la pista informatica che porta al più sofisticato dei gruppi di hacker cinesi - noti per molte delle sue vittime negli Stati Uniti come "Comment Crew"o "Gruppo di Shanghai "- fino alla soglia della sede dell'unità militare.
L'azienda non è stata in grado di posizionare gli hacker all'interno del edificio di 12 piani, ma osserva che non c'è altra spiegazione plausibile del perché così tanti attacchi partano da una zona relativamente piccola.
"O sono provenienti dall'interno Unità 61.398 - ha dichiarato Kevin Mandia, il fondatore e amministratore delegato di MANDIANT - o le persone che gestiscono le più controllate, più monitorate reti Internet in tutto il mondo sono all'oscuro di migliaia di persone che generano attacchi in partenza da questo quartiere"
Altre società di sicurezza dicono  che questi gruppi sono sponsorizzati dallo stato e gestiti da ufficiali dell'esercito o sono imprenditori che lavorano per comandi come l’Unità di 61.398.
Secondo i ricercatori di sicurezza, un bersaglio era una società con l'accesso remoto a più del 60 per cento di oleodotti e gasdotti in Nord America. L'unità era anche dietro coloro che hanno attaccato il computer della società di sicurezza RSA, i cui codici confidenziali proteggono database aziendali e governativi.
I funzionari dell'ambasciata cinese a Washington ancora una volta hanno insistito sul fatto che il loro governo non si impegna nella pirateria informatica, e che tale attività è illegale. Essi descrivono la Cina come una vittima della pirateria informatica, e segnalano che ci sono molti gruppi di hacking all'interno degli Stati Uniti.

giovedì 31 gennaio 2013

Il New York Times sotto attacco di hacker cinesi

NEW YORK - Il New York Times, negli ultimi quattro mesi è stato oggetto di continui attacchi informatici da parte di hacker cinesi che a più riprese hanno cercato di ottenere password di giornalisti e impiegati della testata. Lo denuncia lo stesso giornale che comunque assicura come, grazie agli esperti della sicurezza questi attacchi sono stati tutti respinti con successo. Secondo il giornale della Grande Mela, il timing di questi pirati informatici non è casuale: gli attacchi sono cominciati in coincidenza con l'inizio della pubblicazione delle inchieste circa la fortuna accumulata dal premier cinese Wen Jiabao, che ammonterebbe a diversi miliardi di dollari.

"Gli esperti di sicurezza assunti dal Times hanno raccolto prove digitali che gli hacker cinesi, utilizzando metodi che alcuni consulenti hanno associato con quelli dei militari cinesi in passato, hanno violato rete del Times", ha scritto il giornale
Il ministero degli Affari Esteri della Cina ha respinto le accuse. "Tali conclusioni senza motivo con evidenza incerta e nessuna prova eè totalmente irresponsabile," ha dettoil portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei.
Hong ha ribadito la posizione della Cina secondo la quale il Paese "è pure lui una vittima di attacchi online" e ha detto che spera che "la parte interessata possa assumere un atteggiamento responsabile nei confronti di questo problema".
Gli hacker hanno fatto irruzione nella account di posta elettronica del capo del’ufficio di  Shanghai, David Barboza, che ha scritto la storia sulla famiglia Wen, e di Jim Yardley, capo ufficio in India, che è stato in precedenza il capo dell'ufficio di Pechino.
"Gli esperti di sicurezza informatica non hanno trovato prove che  e-mail sensibili o file dalla segnalazione dei nostri articoli sulla famiglia Wen siano state scaricate o copiate" ha dichiarato Jill Abramson, direttore esecutivo del giornale. Ma hanno trovato le prove che gli hacker hanno rubato le password aziendali di ogni dipendente del Times e quelle utilizzate per accedere ai computer personali di 53 dipendenti, la maggior parte dei quali al di fuori redazione del Times, dice il giornale.

domenica 21 ottobre 2012

Il New York Times: Usa e Iran pronti a colloqui diretti sul nucleare. La Casa Bianca nega

Un sito nucleare iraniano, visto da un satellite spia

NEW YOK - Gli Stati Uniti e l'Iran si sarebbero accordati per la prima volta  per negoziati diretti sul programma nucleare iraniano, secondo i funzionari dell'amministrazione Obama, ponendo le basi per quello che potrebbe essere un ultimo disperato sforzo diplomatico per evitare un attacco militare contro l'Iran. 
In un rapporto esclusivo pubblicato oggi dal New York Times, Helene Cooper e Mark Landler, citando i funzionari dell'amministrazione Obama, scrivono che i funzionari iraniani hanno insistito sul fatto che i colloqui dovranno attendere fino a dopo le elezioni presidenziali, in modo che essi sappiano con quale presidente avranno a che fare.
La Casa Bianca ha però negato che un accordo definitivo sia stato raggiunto. "Non è vero che gli Stati Uniti e l'Iran hanno deciso colloqui biltareali o qualsiasi riunione dopo le elezioni americane," ha detto Tommy Vietor, un portavoce della Casa Bianca. Ha aggiunto, tuttavia, che l'amministrazione era aperta a tali colloqui, e aveva detto fin dall'inizio che di essere disposta a incontri bilaterali. Ma per ora  “continuiamo a lavorare col Quintetto per una soluzione diplomatica''.

giovedì 4 ottobre 2012

Romney batte Obama nel primo dibattito in tv




Mitt Romney all'attacco
DENVER - Ha vinto Mitt Romney nel primo dei tre dibattiti in tv con il presidente Barack Obama. E' questo il giudizio dei principali commentatori americani, confermato da un sondaggio della Cnn. Due terzi delle persone che hanno visto il primo dibattito presidenziale pensano che candidato repubblicano Mitt Romney abbia vinto lo scontro: secondo un sondaggio della Cnn condotto subito dopo la discussione, il 67% di spettatori  ha dichiarato che il candidato repubblicano ha vinto il faccia a faccia, e solo il 25% ha sostenuto che il presidente Barack Obama ha superato l’avversario.
In effetti, mentre l'ex governatore del Massachusetts lo attaccava, snocciolando cifre e demolendo il suo 'record' in tema di economia degli ultimi 4 anni, Obama e' apparso a tratti smarrito, spesso con lo sguardo basso, scuotendo la testa, guardando in macchina, sempre in difesa, evitando con cura ogni contradditorio.
E’ il parere, per esempio, dell’inviato della Bbc Mark Mardell. “Mitt Romney ha giocato duro. E questo ha pagato. Era animato, perfettamente a suo agio nel gestire le  sue iaffermazoni, ha ignorato il moderatore e interrotto il presidente Obama. Sembrava  essere lui il presidente in carica e godersi la rottamazione dell’avversario.
D'altra parte, il presidente Obama ha iniziato apparendo molto nervoso e anche se si è poi riscaldato scaldato e ha tenuto nel suo passo, ha finito per parlare troppo a lungo, con mini-lezioni direttamente alle telecamere piuttosto che impegnarsi e discutere. Sembrava in realtà  disposto a discutere icon il suo avversario,  ma ha perso alcune occasioni evidenti quando avrebbe dovuto contestare. Questo può essere stato intenzionale. Forse il suo team ha deciso che non avrebbe dovuto iriitare i telespettatori incerti  e che quindi era meglio non entrare direttamente in lotta. Se è così, si è trattenuto troppo. Se Romney ha vinto in modo chiaro questo dibattito, in termini di stile almeno, non può festeggiare troppo  ancora. Se i sondaggi non si muovono dopo una vittoria, allora è ancora e per davvero nei guai”.
La Cnn, autrice del poll subito dopo il dibattito, titola senza se e senza ma “La maggior parte degli osservatori dice che Romney ha vinto il dibattito”. E l'emittente ABC nel suo sito: "Rmney esce vincitore dal primo dibattito. La CBS: "Il primo dibattito presidenziale del ciclo 2012 elezioni politiche potrebbe essere stata la notte più bella della campagna presidenziale di Mitt Romney". 
Il presidente Obama ribatte a Romney
Dal canto suo il New York Times scrive che “Romney ha  accusato il presidente Obama di non riuscire a guidare il Paese fuori dalla profonda crisi economica ed ha rinvigorito  la sua candidatura presentandosi come un pari che può risolvere quei problemi che Obama non è stato capace di affrontare”.
“Il presidente  - scrive il NYT - ha chiesto agli americani di essere pazienti e ha sostenuto che la sua politica aveva bisogno di più tempo per avere risultati, avvertendo che cambiando rotta si sarebbe spazzato via il progresso economico del paese che è in costante crescendo. I due hanno litigato in modo aggressivo sulla politica fiscale, il deficit di bilancio e il ruolo del governo, accusandosi vicendevolmente di essere evasivi e fuorvianti. Entrambi hanno sostenuto che le loro politiche avrebbero migliorato la vita della classe media, ma la loro discussione spesso è apparsa confusa e hanno parlato l'uno sull'altro senza comunicare bene le loro idee agli elettori”.
I due contendenti prima del dibattito
A livello di base è stato uno scontro di due ideologie, la visione democratica del presidente per un ruolo di sostegno in stimolo per la crescita economica, e la visione repubblicana di Romney per la quale il governo dovrebbe uscire del modo di imprese che conoscono meglio come creare posti di lavoro .
"E' probabilmente il modo peggiore di trascorrere il mio ventesimo anniversario di matrimonio". Cosi' Michelle Obama aveva commentato il fatto che il primo dibattito presidenziale sia avvenuto proprio nel giorno del suo anniversario. "Venti anni fa', proprio non avrei immaginato di festeggiarlo cosi'. Per me e' il modo peggiore - ha spiegato la First Lady in un'intervista alla CNN - perche' divento molto nervosa in queste occasioni anche se Barack Obama e' un grande oratore". E il sipario sul primo faccia a faccia tra i due contendenti per la Casa Bianca si è aperto proprio con gli auguri in diretta di Barack Obama alla moglie Michelle - seduta in platea - che 20 anni fa', accettando di sposarlo, lo ha reso "l'uomo piu' fortunato della terra", ha detto il presidente. "Il prossimo anno - ha aggiunto - non passeremo l'anniversario davanti a 40 milioni di spettatori". Anche lo sfidante repubblicano, Mitt Romney, ha fatto gli auguri alla coppia presidenziale scherzando poi sul fatto che non potevano trovare "un posto piu' romantico - ha sottolineato - qua con il sottoscritto".
Il freddo saluto tra le due first ladies
I giornalisti guardano i minuti finali del dibattito

Non c'erano solo Barack Obama e Mitt Romney a sfidarsi in tv per dimostrare di meritare l'occupazione della stanza ovale nella Casa Bianca: dietro le quinte anche i loro staff si sono scambiati messaggi di fuoco. E tutto alla luce del sole grazie a Twitter. Il più bersagliato è stato il moderatore Jim Leher, caporedattore di Pbs Newshour, considerato dai supporter del presidente troppo molle.
"Non penso che avremo bisogno di un altro moderatore al prossimo dibattito...Abbiamo già Mitt Romney". Così Stephanie Cutter, numero due della campagna elettorale di Barack Obama, twitta piccata la sua insoddisfazione per come il candidato repubblicano si andato, a suo giudizio, troppo spesso sulla voce del moderatore Jim Lehrer.

Non solo lo staff di Obama ha perso la pazienza contro il moderatore Jim Lehrer. Anche Michael Moore, il regista icona della sinistra americana ha attaccato Lehrer: "La sedia vuota di Clint Eastwood – ha twittato Moore – avrebbe fatto un lavoro migliore in quel ruolo. Romney è sia candidato, sia moderatore…E’ già arrivato Clinton?". Durissimo anche Bill Maher, notissimo comico liberal che ha regalato un milione di dollari a Obama: "Hey Lehrer, sei tu il maledetto arbitro, fai in modo che Mitt la smetta di maltrattarti…guarda che non può licenziarti!!!".

sabato 29 settembre 2012

E' morto Arthur Ochs Sulzberger: guidò la trasformazione del NYT


NEW YORK - Lutto al New York Times: Arthur Ochs Sulzberger, l'editore che guido' il quotidiano più influente d'America per 34 anni imponendo grandi cambiamenti, e' morto a 86 anni. L'annuncio e' stato dato dallo stesso Nyt.
Suzberger ha guidato il leggendario quotidiano come editore, presidente e Ceo della New York Times Company dal primo dopoguerra al crepuscolo del 20esimo secolo. Alla sua morte, il Times resta un giornale di famiglia: lo guida la quarta generazione degli Ochs-Sulzberger.

domenica 29 luglio 2012

Apple vorrebbe investire in Twitter "centinaia di milioni di dollari"


NEW YORK Apple, che incontra grosse difficoltà  nei suoi sforzi per entrare nel social media, ha parlato con Twitter negli ultimi mesi per fare un investimento strategico in esso, secondo il New York Times che riferisce di notizie appresepersone informate sulla questione. 

Mentre Apple ha riscosso un enorme successo nella vendita di telefoni e tablet, ha poca presenza nel social networking, che è diventata un importante motore di attività sul Web e sui dispositivi mobili. I social media stanno sempre più influenzando il modo in cui le persone trascorrono il loro tempo e spendono il loro denaro, una considerazione importante per Apple, che vende anche le applicazioni, giochi, musica e film. 

Apple sta considerando un investimento di centinaia di milioni di dollari, visto che il valore  di Twitter è di più di $ 10 miliardi, in crescita da una valutazione 8,4 miliardi dollari dello scorso anno.
La discussione è aperta.

martedì 12 giugno 2012

Borsa, apertura in calo, poi timida ripresa. Italia a rischio contagio, allarme Usa. Fmi: meno di tre mesi per salvare l'euro

Il New York Times: l'Italia la prossima a cadere? Per il premier Monti "le sfide appaiono probabilmente insormontabili". Resistenze ai cambiamenti




MILANO - Continua la tensione in Borsa, dopo la buriana di ieri. L'apertura è in calo, a -0,26%,  poi Piazza Affari vira e torna in territorio positivo, con l'indice Ftse Mib che segna un +0,21% a 13.098,31 punti e l'All Share che sale dello 0,18% a 14.076,27 punti. A tirare i listini sono le banche, che provano a risalire la china nonostante lo spread si mantenga sopra i 470 punti baseLo spread tra Btp e Bonos resta sopra i 500 punti (517,29 con un tasso per i titoli spagnoli al 6,4%.
Italia a rischio contagio: banche tedesche e stampa Usa lanciano l'allarme, ma il Governo parla di "forzature". L'Italia sarà la prossima a cadere?, si chiede il New York Times, che parla di "sfide probabilmente insormontabili" anche per il professor Mario Monti, che deve vedersela tra l'altro con "le resistenze al cambiamento che caratterizzano la società e la politica italiana". "Non è ancora chiaro se Monti riuscirà ad evitare che l'Italia sia la prossima tessera del domino a cadere".
L'Istat mostra un'Italia in recessione: -1,4% il pil in un anno.
Allarme del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde: meno di tre mesi per salvare l'euro.
 Oggi riunione interministeriale sulla spending review.

martedì 17 aprile 2012

Un Premio Pulitzer per la prima volta a un giornalista del web


Il vincitore del Pulitzer David Wood dell'Huffington Post

NEW YORK - La scelta dei vincitori del premio Pulitzer 2012 riflette l'evoluzione che sta vivendo il giornalismo. Il riconoscimento sul reporting nazionale, uno dei più importanti, è stato assegnato infatti al super blog Huffington Post, fondato nel 2005 da Arianna Huffington e in breve diventato uno dei siti più seguiti del mondo, che è comparso per il primo anno tra i vincitori. Sul podio c'è anche Politico, un quotidiano noto soprattutto per la versione online, che è stato premiato per le vignette satiriche del disegnatore Matt Wuerker.

Il giornalista dell'Huffington Post che ha ricevuto il riconoscimento è stato David Wood, per i report sulle difficoltà che devono affrontare i veterani reduci dei conflitti in Afghanistan e Iraq. Ma tra i vincitori non mancano i reporter dei quotidiani tradizionali. Il New York Times, per esempio, ha vinto il premio per il giornalismo internazionale con i reportage dall'Africa di Jeffrey Gettleman e un altro riconoscimento per le inchieste sulla crisi di David Kocieniewski.

Un'altra importante novità del Pulitzer 2012 è che ci sono diverse categorie senza vincitore. Ha sorpreso soprattutto la mancanza di una medaglia per la categoria narrativa, come non accadeva da 35 anni. La giuria, che ha assegnato questo tipo di premio per la prima volta nel 1917, non ha ritenuto opportuno conferire l'onorificenza.

Tra gli altri vincitori, il quotidiano dell'Alabama Tuscaloosa News ha ricevuto il premio per la categoria breaking news e Sara Ganim del Patriot-News Staff è stata premiata per la copertura locale sullo scandalo degli abusi sessuali alla Penn State University. Per il giornalismo investigativo, invece, la giuria ha scelto quattro giornalisti di Associated Press e due del Seattles Times. Il premio per la fotografia breaking news, infine, è andato a Massoud Hossaini, fotografo 31enne dell'agenzia Agence France-Presse che opera in Afghanistan; è la prima volta che l'agenzia francese vince un premio per la fotografia.

venerdì 17 febbraio 2012

Morto in Siria per un attacco d'asma un prestigioso inviato del New York Times

Anthony Shalid, l'inviato del New York Times morto in Siria
NEW YORK - Uno degli inviati piu' prestigiosi del New York Times, Anthony Shalid, e' morto in Siria per un attacco d'asma, probabilmente provocato dai cavalli utilizzati dalle guide che lo accompagnavano nel suo reportage. 
Shalid, che aveva vinto due Premi Pulitzer (nel 2004 e nel 2010 per come aveva seguito la guerra in Iraq) era riuscito a introdursi in Siria da circa una settimana per seguire le caotiche vicende nel tormentato Paese
Shalid, al centro, al lavoro al Cairo durante la rivoluzione
Americano di origine libanese, in grado di parlare fluentemente anche l'arabo, un carriera iniziata all'Associated Press e proseguita anche al Washington Post, Shalid era stato uno dei 4 giornalisti trattenuti dalle truppe di Muammar Gheddafi per sei giorni nel marzo scorso. Le circostanze della morte sono ancora poco chiare. Il padre, Buddy Shadid, da Oklahoma, ha detto che un collega ha cercato di rianimare il giornalista, ma non ce l'ha fatta. "Era in un luogo isolato, non c'era alcun medico: ci sono volute un paio d'ore per portarlo in un ospedale in Turchia". 

E stato Tyler Hicks, un fotografo del Times che era con Mr. Shadid, a portare il suo corpo attraverso il confine con la Turchia. Shadid era stato all'interno della Siria per una settimana, raccogliendo informazioni sul esercito siriano libero e altri elementi armati della resistenza al governo del presidente Bashar al-Assad.
Il governo siriano, che controlla strettamente le attività dei giornalisti stranieri nel paese, non era stato informato della sua presenza. Hicks ha detto che  Shadid, che  aveva portato con sé farmaci, aveva cominciato a mostrare sintomi di asma mentre entrambi si stavano preparando a lasciare la Siria giovedi:  i sintomi si sono quasi subito trasformati in quello che è diventatao un attacco fatale. Hicks ha telefonato ai redattori del Times e poche ore dopo è stato in grado di portare il corpo del signor Shadid in Turchia.
Jill Abramson, il direttore esecutivo, ha informato lo staff del giornale giovedi sera in una e-mail. "Anthony è morto come ha vissuto, determinato a testimoniare la trasformazione radicale del Medio Oriente e  la sofferenza del popolo in bilico tra oppressione del governo e le forze di opposizione", ha scritto.
Il viaggio in Siria, che Shadid aveva organizzato attraverso una rete di contrabbandieri, è stato irto di pericoli, non ultimo dei quali la sua individuazione da parte delle autorità governative in Siria. Shadid . e  Hicks erano entrati di notte in una zona montuosa di frontiera in Turchia vicina alla provincia di Idlib in Siria, dove la linea di demarcazione è affidata a un recinto di filo spinato. Mr. Hicks ha detto che erano passati sotto il filo e le guide a cavallo li aspettavano sul lato opposto. Fu in quella prima notte, ha detto Mr. Hicks, che Shadid aveva ubito un primo attacco di asma, a quanto pare partito da una allergia ai cavalli, ma si era ripreso dopo aver riposato.
Sulla via d'uscita una settimana dopo, però, aveva subito un attacco più grave - ancora una volta a quanto pare causato dalla vicinanza ai cavalli delle guide,  mentre camminavano verso il confine. A corto di fiato, il signor Shadid si era appoggiato contro una roccia con entrambe le mani.
"Ero in piedi accanto a lui e gli ho chiesto se era OK, ma luiu è crollato", ha detto Hicks. "Non era cosciente e il suo respiro era molto debole e molto superficiale." Dopo pochi minuti, ha detto, "ho potuto vedere che non respirava più".
Mr. Hicks ha detto di aver somministrare la rianimazione cardiopolmonare per 30 minuti, ma inutilmente. 
La morte di  Shadid, un americano di origine libanese che aveva una moglie e due figli, ha concluso bruscamente una delle carriere più brillanti del moderno giornalismo americano. 


venerdì 10 febbraio 2012

Il vincitore del World Press Photo 2011 è un fotografo spagnolo



AMSTERDAM - Il World Press Photo 2011 è stato vinto da Samuel Aranda con lo scatto che immortala una donna coperta dal velo che tiene tra le braccia un parente ferito.
La fotografia di Aranda è stata selezionata tra più di 101,254 immagini spedite da 5247 provenienti da 124 paesi. La fotografia è stata scattata il 15 ottobre 2011 nell'ospedale da campo allestito in una moschea di Sanaa, capitale yemenita. La foto è stata pubblicata dal New York Times per cui lavorava Samuel Aranda, fotografo spagnolo, a un reportage sulla primavera araba in Yemen.
"Credo che sia molto importante in queste occasioni ricordare che cosa è il nostro lavoro, è fatto per le persone di cui raccontiamo le storie. Vorrei che la mia foto potesse essere d'aiuto alla popolazione dello Yemen, una terra troppo spesso dimenticata"
ha commentato il fotografo.
Tra i premiati molti per fotografie che ritraggono lo tsunami del Giappone. Tra i fotografi anche l'italiano Paolo Pellegrin dell’agenzia Magnum, con un’immagine da Myiagi. E’  l’autore, tra l’altro, della foto di Mario Monti che appare oggi sulla rivista Time.
Nella precedete edizione del World Press Photo aveva vinto il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata con il taglio del naso e delle orecchie per aver abbandonato il letto coniugale. La foto è della fotografa sudafricana Jodie Bieber, ed era stata scelta dal settimanale Time per la copertina di agosto.

sabato 26 novembre 2011

New York Times: le banche preparano piani d'emergenza per il possibile crollo dell'euro

NEW YORK - Allarme crisi euro: le banche preparano piani d'emergenza per il possibile crollo dell'eurozona. Già pubblicate decine di rapporti in cui si studia questa possibilità. A riportare la notizia è il New York Times, secondo cui la crisi del debito sovrano che ha minacciato di investire la stessa Germania ha portato gli investitori a mettere in dubbio il rango di principale pilastro della stabilità europea del Paese.

I leader europei sostengono che non ci sia ancora bisogno di approntare un piano B, su tutti Angela Merkel, ma sta di fatto che è proprio ciò che stanno predisponendo alcune delle principali banche mondiali.

"Non possiamo essere, e non lo siamo, compiacenti su questo fronte", ha dichiarato Andrew Bailey, funzionario dell'Autorità dei servizi finanziari della Gran Bretagna, "Non dobbiamo ignorare la prospettiva di un allontanamento disordinato di alcuni Paesi dall'eurozona".

Banche come Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura hanno diffuso rapporti a cascata questa settimana che esaminano l'eventualità di un crollo dell'eurozona. "La crisi finanziaria dell'eurozona è entrata in una fase ben più pericolosa", l'allarme lanciato dagli analisti alla Nomura, "A meno che la Banca centrale europea (Bce) intervenga per aiutare dove i politici hanno fallito, un collasso dell'euro al momento sembra più probabile che possibile". 
I principali istituti finanziari britannici, come Royal Bank of Scotland, stanno predisponendo piani di emergenza nel caso l'impensabile viri verso la realtà, hanno indicato i loro supervisori. Le authoruty negli Stati Uniti stanno incalzando le banche come Citigroup, ma anche altri istituti, a ridurre l'esposizione verso l'eurozona. In Asia, le autorità di Hong Kong hanno intensificato il monitoraggio dell'esposizione delle banche straniere e nazionali alla luce della crisi europea.

venerdì 2 settembre 2011

Wikileaks pubblica la totalità del 251.287 dispacci diplomatici Usa in suo possesso. Possibili gracvi rischi per le fonti citate nei file


Julian Assange, fondatore di WikiLeaks

LONDRA - WikiLeaks, il sito di Julian Assange specializzato nella divulgazione di documenti segreti, ha affermato di aver pubblicato sul suo sito Internet la totalità dei 251.287 dispacci diplomatici americani in suo possesso. Sul suo account Twitter, WikiLeals ha annuncia la diffusione di "251.287 cablogrammi diplomatici americani, consultabili con l'aiuto di parole chiave", fornendo l'indirizzo del sito internet che li ospita, senza precisare se i documenti siano stati o meno "depurati" dai nomi delle persone coinvolte.

Wikileaks ha scritto in un tweet che la pubblicazione farà luce su 45 anni di diplomazia' degli Stati Uniti; “è il momento di aprire gli archivi per sempre". E poi ha cominciato pubblicazione dei files, raggruppati per il paese cui si riferiscono. Essi includono 34.687 file in Iraq, 8.003 in Kuwait, 9.755 in Australia e 12.606 in Egitto. Il gruppo sta incoraggiando i suoi seguaci in tutto il mondo a leggere gli articoli e a condividerei risultati significativi. Ma il database di ricerca è diventato presto sovraccarico e non disponibile.
The Guardian ha dichiarato che l'archivio contiene diverse migliaia di file contrassegnati "Strictly protect", utilizzati dal personale degli Stati Uniti per indicare le fonti che potrebbero essere in pericolo, se identificate. Alcuni file anche il nome delle vittime di reati sessuali, persone perseguitate dai loro governi e le posizioni delle installazioni governative sensibili, ha detto il giornale. 
I giornali Spiegel, Guardian, El Pais, New York Times hanno detto in una dichiarazione congiunta che "deplorano la decisione di Wikileaks di pubblicare i documenti del Dipartimento di Stato, che possono mettere a rischio le fonti.I nostri rapporti precedenti con Wikileaks erano sulla base chiara che avremmo pubblichiamo solo i file che erano stati sottoposti ad un accurato editing comune e procedura di liquidazione. Non possiamo difendere la pubblicazione inutile dei dati completi, anzi, siamo uniti nel condannarla".
Ha scritto la stampa che  la decisione di pubblicare i file è stata presa esclusivamente dal fondatore Wikileaks 'Julian Assange, che è su cauzione in Gran Bretagna in attesa di estradizione in Svezia per rispondere alle accuse di stupro e violenza sessuale.
In risposta, Wikileaks ha dichiarato su Twitter: "The Guardian continua a rilasciare dichiarazioni mendaci. Il nepotismo sul Guardian ha chiaramente compromesso la sua responsabilità.".

sabato 11 giugno 2011

Clamoroso sul web: il sito dell'Huffington Post supera quello del New York Times

NEW YORK. - Un terremoto ha investito il mondo dei media statunitense: il sito web dell'Huffington Post, l'aggregatore di notizie creato da Arianno Huffington, ha superato per numero di contatti il mostro sacro New York Times. Secondo gli analisti del traffico web di Comscore l'Huffington Post (venduto per 315 milioni di dollari ad Aol) a maggio è' stato visto da 35,6 milioni di visitatori unici contro i 33,6 milioni del Times. Sul sorpasso sembra aver inciso poco la nuova politica di notizie consultabili a pagamento dopo le prime 20 del Nyt: da allora i contatti sono calati dell'11,7 mentre l'Hp - totalmente gratuito - nello stesso periodo e' cresciuto del 14%.