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martedì 27 gennaio 2015

THIENE, bloccati, stavano per sequestrare il figlio di un imprenditore della birra


THIENE, 27 gennaio - I carabinieri del Ros hanno sventato il sequestro del figlio minorenne di Bernardo Bassan, il proprietario di un'azienda di import export di bevande e catering, specializzato nella produzione e commercializzazione di birre a Thiene. L'operazione ha visto impegnati anche i carabinieri di Vicenza e di Rovigo. In manette due veneti e un emiliano, arrestati in flagranza di reato. I tre sono stati bloccati mentre erano pronti a effettuare il colpo. L'intervento del Ros è scattato questa mattina poco dopo le sette quando la signora Bassan e il figlio stavano per uscire in auto da casa per recarsi a scuola. I malviventi sono stati bloccati mentre attendevano le loro vittime in un parcheggio vicino. Per rapire il giovane avrebbero simulato una rapina. 

L'operazione di protezione partita da una segnalazione - L'operazione degli investigatori era stata coordinata e avviata da settimane senza che la famiglia Bassan ne fosse al corrente ma creandole attorno un cordone di protezione. All'origine dell'indagine il fermo di una rodigina, che avrebbe rifiutato proposte di affiliazione alla banda avanzate degli organizzatori del rapimento. Sarebbero stati dei gravi problemi finanziari dei tre arrestati all'origine del progetto di sequestro del giovane thienese. 

Chi sono i criminali arrestati - Il leader del gruppo criminale, secondo la Procura, è un imprenditore padovano dell'area estense che conosceva la famiglia thienese e che aveva un cumulo di debiti anche con questa. Gli altri due arrestati sono padre e figlio residenti a Occhiobello (Rovigo) e Ferrara: il terzetto, rimasto in silenzio dopo le manette, sarebbe stato intenzionato a chiedere un riscatto tra uno o due milioni e aveva organizzato il nascondiglio del rapito in un casolare abbandonato.

Pochi per ora i commenti filtrati da casa Bassan. La signora si è detta incredula e ha chiesto ai carabinieri se tutto fosse reale o non si trovasse davanti a una sorta di film o di 'Scherzi a parte'. Il giovane non sarebbe riuscito a trattenere le lacrime.

sabato 19 novembre 2011

Arrestato l'assassino del benzinaio di Thiene, che ha confessato



THIENE - Risolto in meno di cinque ore dai carabinieri di Vicenza l'efferato delitto del benzinaio Francesco Zoppello, 49 anni, freddato nel pomeriggio di ieri durante un tentativo di rapina nel suo impianto "Esso", a Thiene. I militari verso le le 22 hanno stretto le manette ai polsi di Roberto Zuccollo, 41 anni di Thiene, che ha ammesso le sue responsabilità. Le immagini delle telecamere a circuito chiuso dell'area di servizio e il fiuto di un investigatore, che ha riconosciuto nella corporatura dell'assassino una persona già nota per vicende di droga, hanno portato i militari direttamente nell'abitazione del 41enne thienese. Avviene intorno alle 22, quando decidono l'irruzione nell'abitazione di via Monte Cengio, dopo essere certi della sua presenza, a soli quattrocento metri di distanza dal distributore dove si è consumata la tragedia. L'uomo, che è fidanzato ma vive da solo, di fronte ai carabinieri inizialmente cerca di difendersi, nega gli addebiti, ma un po' alla volta cede e finalmente crolla, confessando le proprie responsabilità: «Sì, sono stato io». Avrebbe inoltre affermato di aver agito perché aveva bisogno di soldi. In casa, infine, i militari trovano i vestiti usati poco prima: non sono ancora stati lavati e sono vistosamente sporchi di sangue. L'uomo viene arrestato per omicidio volontario aggravato e nella notte viene trasferito in carcere a Vicenza su ordine del pm Toniolo.  L'uomo, che vive da solo, di fronte ai carabinieri ha confessato subito, affermando di aver agito per compiere una rapina allo scopo di prendere l'incasso.
Tutto era avvenuto verso le 17 e 30 in viale Europa a Thiene (Vicenza), a ridosso del centro cittadino. Era già quasi buio. Il benzinaio ha visto un uomo avvicinarsi al suo gabbiotto, una piccola costruzione di 4 metri per 3, e forse ha fatto in tempo a mettere la mano su una spranga che teneva precauzionalmente accanto alla cassa. Il malvivente ha però sfoderato un coltello e gli ha intimato di consegnare l'incasso. Zoppello, sposato e padre di due bambini - uno di 9 mesi l'altro di 11 anni - ha affrontato il rapinatore, lo ha spinto con forza verso il registratore di cassa mandando in frantumi la vetrina, ed ha ingaggiato con lui un abbozzo di colluttazione. Ma, l'altro, ha affondato la lama tre volte sul corpo dell'uomo, prima con un fendente ad una gamba e poi due dritti in pieno petto. Il benzinaio è subito stramazzato al suolo, in una lago di sangue, restando sul pavimento del chiosco. Il bandito a questo punto è fuggito senza portare via niente.


Determinante per la soluzione del caso sono state tuttavia le telecamere a circuito chiuso che Zoppello aveva fatto installare nel suo impianto.


venerdì 18 novembre 2011

Benzinaio ucciso a coltellate da un rapinatore a Thiene

 VICENZA, 18 NOV - Un benzinaio è rimasto ucciso durante un tentativo di rapina del suo impianto, a Thiene (Vicenza). L'uomo è stato colpito da alcune coltellate inferte dal malvivente che voleva rapinarlo. Il fatto è avvenuto attorno alle 18, in viale Europa a Thiene. Sul posto sono giunti i carabinieri di Vicenza.
Il benzinaio è deceduto nonostante il tentativo prolungato dei medici del Suem 118 di rianimarlo. Giunto in condizioni disperate al pronto soccorso di Vicenza, è morto poco dopo. L'uomo gestiva un impianto della "Esso".
Secondo le prime ricostruzioni il rapinatore è entrato nell'ufficio dove il titolare del distributore, Francesco Zoppello, di 49 anni, tiene la cassa. Il benzinaio avrebbe cercato di reagire alla rapina, usando una mazza contro il malvivente che poi lo ha accoltellato. L’uomo, secondo le prime informazioni, sarebbe stato raggiunto da tre fendenti, due dei quali al petto. 
Il bandito è poi scappato a piedi verso via Torino, secondo alcune testimonianze, coprendosi il volto con le mani per salire poco più avanti su un'auto. Non è ancora chiaro se nella macchina c'era qualcuno ad attenderlo o meno.

Francesco Zoppello, residente a Zanè, era sposato e padre di una bambina di 10 anni e di un bimbo di pochi mesi.