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lunedì 23 giugno 2014

Ancora orrore in India: padre impicca la figlia di 19 anni perché non approva una sua relazione

L'arresto del padre assassino nel villaggio dell'Orissa
NEW DELHI -  Nuovo orrore in India dove una ragazza 19enne e' stata strangolata e poi impiccata a un albero vicino casa dal padre con la complicita' di due fratelli minori per aver avuto una relazione con un ragazzo che la famiglia non approvava. L'ennesimo atroce 'delitto d'onore' e' avvenuto nel villaggio di Badapankalabadi nello stato di Orissa, distretto di Ganjam, ed è il secondo di questo genere nell'arco di due mesi. Il padre e i suoi figli minorenni sono stati arrestati dalla polizia. Secondo una ricostruzione della polizia la ragazza, Minati Dalai, e' stata ritrovata appesa a un albero vicino a casa, a 250 chilometri dalla capitale dello stato Bhubaneshwar. Il padre, Surya Dalai di 43 anni, ha tentato di far passare l'omicidio come un suicidio. La confessione e' stata fatta dai due figli che hanno spiegato che la ragazza aveva un love affair con un giovane di un distretto confinante.

Cinque giorni prima dell'omicidio, i genitori di entrambi le famiglie avevano raggiunto un compromesso presso la locale stazione di polizia, ma venerdì sera era scoppiato un litigio, dopo di che Surya Dalai e i suoi figli minori avevano strangolato la ragazza in presenza di sua madre, che non si era opposta. Nella notte dell'omicidio, ha detto il padre, Minati voleva uscire, ed i membri della famiglia si sono opposti . In un impeto di rabbia, lui e i suoi due figli hanno strangolato la ragazza e poi hanno impiccato il suo corpo nel cortile.

domenica 13 ottobre 2013

Il ciclone Phailin ammazza dieci persone nello stato dell'Orissa, in India


NEW DELHI - Grazie all'evacuazione massiccia predisposta dalle autorita' indiane l'impatto del potente ciclone Phailin ha avuto un bilancio contenuto di vittime: la protezione civile parla di dieci morti, nella maggior parte colpiti da alberi caduti (7 nello stato di Orissa)mentre i suoi uomini stanno valutando i danni considerati "importanti". Gli stati piu' colpiti dal ciclone, il piu' forte da 14 anni con venti fino a 200 chilometri l'ora, sono l' Orissa e l'Andhra Pradesh. Ora ha perso forza e nelle prossime ore dovrebbe essere declassato a depressione tropicale.

venerdì 11 ottobre 2013

Un devastante ciclone sta per abbattersi su tre stati indiani



NEW DELHI - Tre Stati indiani della costa orientale (Orissa, West Bengal e Andhra Pradesh) sono in stato di massima allerta per l'arrivo nelle prossime 36 ore del ciclone Phailin che è accompagnato da intense piogge e venti con punte superiori ai 200 km orari. Il Dipartimento meteorologico indiano (Imd) ha confermato oggi la sua previsione dell'arrivo di una ''tempesta ciclonica molto severa'' legata all'evoluzione di Phailin che si trova attualmente a circa 520-530 chilometri delle coste indiane. In particolare il governo dello Stato di Odissa, il più esposto a Phailin che dovrebbe arrivare sulla zona domani, ha tenuto diversi incontri e ha fatto il punto della situazione e ha già chiesto alle autorità del distretto di iniziare l'evacuazione delle persone che vivono nelle zone basse vicino al mare. Si registrano nei negozi file per acquistare prodotti essenziali, i prezzi di patate sono saliti a 30 rupie (0,36 euro) per kg delle 12 una giorno prima. I negozi fganno pagare prezzi più elevati anche per le candele e il riso. Il governo  ha chiesto albergatori a Puri di dissuadere i turisti dal visitare la città per almeno una settimana e gli alberghi sul mare sono stati incaricati di annullare le loro prenotazioni. 

martedì 16 luglio 2013

India: branco rapisce una giovane suora e la violenta per 7 giorni

NEW DELHI - Il branco colpisce ancora in India e, stavolta, si è accanito su una suora cattolica di 28 anni. La religiosa e' stata violentata per una settimana da un gruppo, di cui faceva parte anche un cugino, nell'Orissa nell'area di Bamunigam, nel distretto di Kandhamal. L'aggressione e' avvenuta dal 5 all'11 luglio scorsi, ma la notizia è stata data oggi da AsiaNews. "E' una vergogna: i colpevoli devono essere assicurati alla giustizia e la legge deve fare il suo corso'', ha commentato l'arcivescovo John Barwa condannando l'episodio.
La suora vive a Chennai (Tamil Nadu), dove sta finendo gli studi del college. Secondo la sua testimonianza alla polizia, circa due settimane fa ha ricevuto una telefonata da una donna, che le ha riferito che sua madre era molto malata. Il 5 luglio la religiosa ha preso un treno per Bamunigam, dove ad attenderla per accompagnarla a casa c'erano due cugini e alcuni amici. Invece di portarla al villaggio di Minapanka, gli uomini l'hanno condotta in un luogo non ancora identificato. Qui la suora ha subito ripetuti stupri di gruppo per una settimana.
L'11 luglio gli aggressori hanno lasciato la religiosa alla stazione ferroviaria di Berhampur, minacciandola di non riferire a nessuno quanto accaduto. La vittima è però riuscita a scappare e ha raggiunto il suo villaggio, dove il 13 luglio ha sporto denuncia.
Al momento la polizia ha arrestato Jotindra Sobhasundar - un cugino - e Tukuna Sobhasundear, un amico. Gli altri aggressori hanno fatto perdere le loro tracce. Alla suora è stata fornita assistenza medica e domani la sua superiora andrà a trovarla.

Secondo il fratello della religiosa, all'origine della violenza potrebbero esserci "motivi familiari". Lo scorso anno uno zio è stato ucciso da guerriglieri maoisti, ma i figli (i cugini) accusano i familiari della suora di essere coinvolti nell'omicidio. 

sabato 14 aprile 2012

Paolo Bosusco: il comandante dei rapitori "molto umano. Adesso cerco lavoro"


Paolo Bosusco ieri sera alle "Invasioni barbariche"

MILANO - "Il comandante dei maoisti ha mille sfaccettature, è molto umano ed è stato attento alle nostre esigenze ma è anche implacabile. Per certi aspetti lo ammiro". Così Paolo Bosusco, l'italiano rapito dai maoisti dello Stato indiano dell'Orissa e rientrato oggi in Italia ha raccontato la sua esperienza ieri sera a "Le invasioni barbariche" di Daria Bignardi. "Non sono sotto la sindrome di Stoccolma come dice qualcuno, non parteggio per i rapitori".
Bosusco si commuove quando parla dell'assistenza fornitagli dal personale diplomatico italiano durante il sequestro e subito dopo la liberazione: "Debbo ringraziare l'ambasciatore (Giacomo Sanfelice di Monteforte) e il console (a Calcutta Joel Melchiorri), che mi sono stati vicinissimi. Mi hanno pagato il viaggio di ritorno - ha detto Bosusco - mi hanno ospitato e dato da mangiare subito dopo la liberazione ed anche la Farnesina è stata preziosa".

"Non è la prima volta che sono stato rapito in India, ma solo per poche ore, sono state le tribù locali. Ma non ho detto nulla per non creare problemi", ha aggiunto.

In poco più di mezz'ora Bosusco ha raccontato i 28 giorni di prigionia, da quando fu sorpreso con il turista romano Claudio Colangelo e con due suoi assistenti indiani fino al momento della liberazione: "Ci hanno accerchiati, gettati a terra, legati e presi a calci in pancia. Poi ci hanno bendati e condotti nella gungla fino dal comandante. Qui abbiamo incontrato il comandante. Lui ci ha detto subito che il loro obiettivo era scambiarci con dei loro attivisti tenuti in carcere.  Quando insistevo perché Claudio fosse liberato rispondeva che non ha mai ammazzato nemmeno un pollo". Durante la prigionia, ha rivelato, gli è stato chiesto di fare appelli, ma lui si è rifiutato: "Non volevo fare l'ostaggio che piange - ha spiegato - e dare ai miei familiari l'impressione che andasse tutto bene". 

Ha raccontato di avere sofferto la fame. "I maoisti - ha spiegato - ci davano quello che trovavano: una patata, due chapati (pane non lievitato indiano) e riso di pessima qualità". Nonostante gli ostaggi non fossero legati, ogni tentativo di fuga era impossibile, ha spiegato, "perché dovevi conoscere la loro disposizione difensiva. C'erano sentinelle lontane chilometri, tutte armate. E poi Claudio non sarebbe stato in grado di starmi dietro".

Tra gli episodi che ricorda c'è l'uccisione di un cobra a due metri dalla sua tenda. "Invece, mi ha fatto piangere il racconto di uno dei rapitori, la cui sorella è stata presa, incarcerata e violentata dalla polizia. Quando l'ho saputo, ho detto al comandante che se era vero avremmo dovuto aspettare che fosse liberata prima di liberare me". Bosusco ha ribadito che le richieste dei ribelli "sono genuine, come l'assistenza medica per i tribali e le lezioni scolastiche nella loro lingua".

Infine, ha parlato del futuro. "Ora - ha sostenuto - non ho più un lavoro. In Orissa avevo la mia agenzia, pagavo le tasse, davo un impiego a dei ragazzi. Dopo quello che mi è accaduto, invece, tutta la zona tribale è stata chiusa al turismo degli stranieri. Dunque, cerco lavoro".



Paolo Bosusco ha poi passato la notte dai familiari a Moncalieri (Torino), dove risiede la nipote Karin. In mattinata è ripartito per Roma, per essere ascoltato dalla Procura che ha aperto un'inchiesta sul suo rapimento. Soltanto al suo ritorno raggiungerà la sua abitazione di borgata Pralesio, a Condove, dove è solito passare i mesi estivi insieme al padre Azelio.

giovedì 12 aprile 2012

Paolo Bosusco libero. "Sto bene, sono stanco". E' già a Bhubaneswar, la capitale dell'Orissa

La conferma dell'ambasciatore italiano in India. Era stato sequestrato il 14 marzo scorso nella foresta dell'Orissa da un gruppo di maoisti. La svolta dopo la liberazione, da parte del governo, della moglie del capo del commando. "Torno presto in Italia"






La prima immagine di Paolo Besusco libero a Bhubaneswar, capitale dell'Orissa, trasmessa dalle tv locali
NEW DEHLI - Paolo Bosusco è stato liberato dai suoi rapitori e consegnato ad alcuni giornalisti nella foresta di Kandhamal ed è libero di tornare a casa. 
Ad annunciarlo è l'emittente indiana NdtvLo ha confermato all'Ansa l'ambasciatore d'Italia in India, Giacomo Sanfelice. "Sì, - ha precisato Sanfelice - fonti del governo dell'Orissa mi hanno confermato che il nostro connazionale è libero".



Bosusco è ha raggiunto il villaggio di Odaba nel Gajapati  dove è stato preso in consegna dalla polizia dopo essere stato controllato da un medico. "Sono felice di essere libero. Sono stanco e ho bisogno di riposare - ha detto Bosusco all'agenzia di stampa Press Trust of India, dopo la sua liberazione e appena arrivato nella capitale dello stato Bhubaneswar - . Non ho alcun risentimento nei confronti dei miei rapitori". Visibilmente dimagrito, dopo quasi un mese nella foresta, all'arrivo a Bhubaneswar.. "Torno presto in Italia", ha poi detto in una commossa telefonata al padre Azelio,si é detto "emozionato e ora molto più tranquillo". Sereno e di buon umore, Bosusco ha commentato scherzosamente il suo sequestro: "Ho fatto una vacanza pagata". "Sono forte e me la sono cavata", ha poi aggiunto, nonostante la qualità scadente del cibo che gli veniva dato dai sequestratori e ben due attacchi di malaria. Gli insorti, ha comunque sottolineato l'ex ostaggio, lo hanno trattato bene. 
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I maoisti, riferiscono le fonti, avevano fissato una nuova condizione per il rilascio del cittadino italiano, chiedendo la liberazione di una donna, Aarti Majhi, la cui situazione viene esaminata oggi davanti alla corte Gajapati oggi.  Majhi è nel carcere di Berhampur da due anni per il suo presunto coinvolgimento in una serie di episodi di violenza.
Bosusco era stato sequestrato il 14 marzo nella foresta di Soroda mentre accompagnava in un trekking, insieme a due aiutanti indiani, il turista Claudio Colangelo, rilasciato poi il 25 marzo senza contropartite.

Un giornalista del canale Ndtv ha spiegato di avere contattato colleghi nella foresta al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam che gli hanno detto di essere con l'ex ostaggio italiano.

Poche ore prima della liberazione erano arrivate le affermazioni di Subhasree Das, moglie del leader maoista Sabyasachi Panda che ha sequestrato Paolo Bosusco il 14 marzo. La donna, scarcerata due giorni fa, aveva detto di ritenere "sbagliato prendere in ostaggio persone per raggiungere determinati obiettivi". 

Pur avendo definito il marito "mio amico, filosofo e guida" la donna ha detto ai media riguardo all'ostaggio italiano: "E' stato un errore. Gli stranieri sono nostri ospiti... Non si possono fare simili pressioni sul governo per costringerlo ad accettare le richieste".




Il deputato indiano Jhina Hikaka continua a rimanere prigioniero di un altro gruppo di maoisti che chiedono  il rilascio di 30 ribelli, tra cui uno accusato di aver ucciso 55 poliziotti . Jhina Hikaka, il trentasettenne dinamico leader tribale che è stato eletto per la prima volta al congresso dello stato nel 2009 nella sede Laxmipur, è stato rapito dai maoisti nel distretto di Koraput nello stato dell'Odisha il 24 marzo.Il leader  era sulla via del ritorno a casa a Laxmipur da Koraput. E 'stato preso in ostaggio, mentre il suo autista e il  responsabile della sua sicurezza personale erano stati subito liberati.


Il rilascio di Paolo Bosuso era stato confermato dal ministro degli Esteri Giulio Terzi da Washington, dove si trova per la riunione ministeriale del G8. I familiari di Bosusco "hanno appena ricevuto la notizia che tutti aspettavamo dal 14 marzo scorso", ha detto Terzi.
"Si sta concludendo - ha aggiunto il ministro degli Esteri - una vicenda rischiosa e molto complessa che in queste settimane ci ha visto impegnati a tutti i livelli e senza sosta, con l'obiettivo che in questi casi resta sempre quello di garantire anzitutto l'incolumità dei nostri connazionali. Sono profondamente grato all'Unità di crisi, ai nostri diplomatici in India e a quanti hanno contribuito a questo importante risultato che ci riempie di soddisfazione, e che è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione delle Autorità dello Stato dell'Orissa e di quelle di Nuova Delhi".

martedì 10 aprile 2012

Rilasciata la moglie del capo dei maoisti dell'Orissa: una delle condizioni per liberare Bosusco

Subhashree Panda, moglie dei capo dei maoisti dell'Orissa
BHUBANESWAR - Un tribunale dell'Orissa ha prosciolto oggi Subhashree Panda, moglie di Sabyasachi Panda, il capo dei maoisti che hanno sequestrato Paolo Bosussco. Lo si è appreso da fonti che hanno seguito l'udienza. Un giudice del tribunale di Raigada ha disposto il rilascio della donna, conosciuta come 'Mili', una decisione a cui il pubblico ministero non si è opposto. La moglie di Panda era nella lista dei 7 prigionieri di cui era stato chiesto il rilascio per la liberazione di Paolo Bosusco.

domenica 8 aprile 2012

I rapitori maoisti non si accontentano e “chiedono chiarimenti” al governo. E Paolo Bosusco dovrà ancora aspettare


BHUBANESWAR - Il gruppo di maoisti che ha in ostaggio l'italiano Paolo Bosusco ha chiesto chiarimenti al governo dell'Orissa, in India, in merito all'impegno sulle 13 condizioni poste per il rilascio dell'uomo. In un nuovo messaggio audio, il leader Sabyasachi Panda ha chiesto in particolare spiegazioni sul numero di persone che usciranno di prigione. L'ultimatum dei rapitori scadrà martedì.
Panda ha manifestato le sue "perplessità" sull'accordo raggiunto dai mediatori ieri. In particolare il punto più spinoso riguarderebbe il numero delle persone che dovrebbero lasciare la prigione in cambio della libertà di Bosusco. Il leader maoista si chiede perché solo alcuni di quelli da lui segnalati "sono stati inseriti nella lista approvata dai mediatori", aggiungendo che manca chiarezza anche sul "quando queste persone saranno liberate". 

Il leader del gruppo, inoltre, ha criticato il silenzio sul problema del divieto imposto ad alcune organizzazioni di massa. Infine Panda vuole anche sapere perché delle 13 richieste avanzate al momento del rapimento di Bosusco e Claudio Colangelo, "solo otto o nove sono state esaminate: perché non le altre?". Da parte sua l'unità di crisi dell'Orissa si è riunita oggi per esaminare la situazione. Un portavoce ha confermato che "la richiesta di chiarimento è stata esaminata", e che "ci vorrà un po' di tempo, fra oggi e domani, per rispondere".

venerdì 6 aprile 2012

I maoisti rapitori di Paolo Bosusco minacciano “un passo estremo”. Ultimatum di 96 ore


Paolo Bosusco
BHUBANESWAR - Il leader dei maoisti Panda ha annunciato oggi in un nuovo audio messaggio di non essere disposto a rilasciare l'ostaggio italiano Paolo Bosusco a causa dell'offerta insufficiente formulata dal governo dell'Orissa, giudicata una "farsa". Lo riferisce l'emittente indiana Ndtv.
I maoisti hanno lanciato un ultimatum al governo dell'Orissa per adempiere alle condizioni richieste per il rilascio dell'ostaggio italiano Paolo Bosusco in mancanza del quale i ribelli minacciano di compiere un "passo estremo". Novantasei ore è l'ultimatum stabilito  per ottenere quanto da loro preteso in cambio del rilascio di Bosusco.
La risposta di Panda è giunta dopo che il 'chief minister' dell'Orissa Naveen Patnaik aveva presentato ieri un elenco di 27 persone (quattro riguardanti le richieste dei rapitori di Bosusco e 23 quelli di un deputato tribale) di cui il governo avrebbe "facilitato" l'uscita dal carcere. 
Il vento negativo per l'ostaggio italiano si era percepito già in mattinata a Bhubaneswar, quando si erano riuniti nuovamente i negoziatori del governo locale (guidati dal 'numero due' del Dipartimento dell'Interno, UN Behera) e quelli designati dai maoisti, B.D. Sharma e Dandapani Mohanty. Questi ultimi avevano dichiarato al termine del round negoziale: "Siamo incapaci di comprendere il verbo 'facilitare', perché può anche non voler dire nulla. Il governo dovrebbe chiarire in che modo faciliterà il rilascio".

lunedì 2 aprile 2012

"Un impegno scritto del governo e rilasciamo Bosusco"


Una foto di Bosusco spedita dai rapitori

BHUBANESWAR (India) - I maoisti sono pronti a rilasciare Paolo Bosusco, rapito il 14 marzo, ma solo dopo che il governo dell'Orissa avra' messo nero su bianco gli impegni che intende prendere sulla base delle richieste presentate dal loro leader, Sabyasachi Panda.  ''C'e' gia' un assenso dei guerriglieri a rilasciare Paolo ma quello che manca e' una materializzazione scritta di cosa realmente il governo locale e' pronto a dare in cambio''.

lunedì 26 marzo 2012

Il leader dei maoisti: Bosusco libero se il governo accoglierà due nostre richieste. Gli italiani rapiti "per sbaglio"

Il leader dei maoisti Sabyasachi Panda
 BHUBANESWAR (India) - Paolo Bosusco sara' liberato se il governo dell'Orissa accogliera' almeno due delle richieste dei maoisti: lo ha detto il leader del movimento guerrigliero, Sabyasachi Panda, che ha incontrato i giornalisti dopo la liberazione di Claudio Colangelo. Panda, che ha anche chiesto ai negoziatori del movimento di riprendere la trattativa con il governo, ha ammesso che c'e' una spaccatura tra i maoisti e ha criticato la fronda interna. "Abbiamo rilasciato uno dei due italiani per ragioni umanitarie: tuttavia non possiamo lasciare l'altro se non ci rendiamo conto che il governo dello Stato sta prendendo sul serio le nostre richieste". "Non volevamo sequestrare questi due stranieri - ha spiegato in un'intervista - ma i miei uomini li hanno confusi con due membri dei servizi di intelligence".
Il leader dei maoisti ha garantito che i suoi uomini non imbracceranno le armi o compiranno alcun tipo di violenza fino a quando i negoziati non saranno terminati; tuttavia ha aggiunto di non poter dare garanzie sulle attivita' degli altri gruppi attivi nello Stato. Panda ha ricordato che ai due italiani sono stati dati "cibo, carte da gioco e scacchi", a testimonianza che "i maoisti non sono disumani, come pensa il governo"; ma ha ribadito che i suoi uomini non accettano l'idea della "globalizzazione" della cultura: "durante la permanenza nel nostro campo, gli italiani hanno detto che non si pentivano di aver scattato foto delle nostre donne seminude, ma questa non e' la nostra idea; gli ostaggi ci hanno detto durante la loro permanenza nella giungla che non avrebbero problemi se un indiano scattasse foto di donne italiane seminude in Italia. Ma noi non siamo d'accordo con questa idea degli italiani".  .
 

domenica 25 marzo 2012

Tutto ancora tace sulla sorte dei due italiani rapiti in India. Liberi oppure no?


Claudio Colangelo e Paolo Bosusco
BHUBANESWAR  (Orissa) - Tutto tace sulla sorte di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo:  non c’è ancora una conferma ufficiale della liberazione dei due italiani che sarebbe stata decisa dai maoisti che li avevano sequestrati il 14 marzo scorso in una zona tribale pericolosa dello stato dell’Orissa ai confini tra i dipartimenti di Kandhamal e Ganjam. Era state prima la principale tv dell'Orissa, OTV, poi l'emittente all news indiana Ndtv a rilanciare la notizia del rilascio dei due italiani attribuendola a fonti stampa locali. Il fatto che queste due tv siano state le prime ad anticiparla coinciderebbe con l'indiscrezione segnalata ieri secondo cui loro giornalisti, insieme ad un terzo della Bbc, si sarebbero inoltrati nella selva per ricevere dagli uomini di Sabyasachi Panda, conosciuto anche come 'Sunil', i due rapiti. Successivamente il quotidiano Orissa Diary ha precisato, citando un sottufficiale del dipartimento di polizia di Kandhamal, che i due erano stati lasciati dai guerriglieri nel villaggio di Tanjujia, nella zona di Daringibadi, lungo la strada che da questa localita' va a Chunudi. E' cominciata a questo punto l'affannosa ricerca di una conferma ufficiale, che pero' non e' ancora arrivata. 
La Farnesina sta verificando le notizie e Il console generale Joel Melchiori è in contatto continuo con le autorità di polizia locali e con l'Unità di Crisi a Roma. La polizia locale ha comunque difficoltà nella verifica delle notizie a causa dei luoghi impervi in cui è stato effettuato il rapimento.

sabato 24 marzo 2012

"Liberati i due italiani rapiti nell'Orissa"


NEW DEHLI - Secondo i media locali indiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, i due italiani rapiti il 13 marzo in India, sono stati rilasciati. La notizia è stata riportata nellebreaking news di Ndtv. I due sarebbero stati liberati vicino il villaggio di Tanujia, nell'area di Daringbadi, sulla via di collegamento Daringbadi-Chunudi ndello stato dell'Orissa. "Manca tuttavia - ha sottolineato la tv - una conferma ufficiale".
Secondo il sito locale Orissa diary, la liberazione è avvenuta alle 21,30 ora locale nei pressi del villaggio di Daringbadi. Il rilascio da parte di quelli che il sito definisce "maoisti oltranzisti" è avvenuto dopo la sospensione dei negoziati con le autorità. Manca ancora una conferma ufficiale da parte delle autorità dello governo indiano.


La Farnesina al momento non conferma la notizia del rilascio dei due italiani. Le fonti precisano che sono in corso verifiche.



Orissa: i maoisti rapiscono un deputato. Sono gli stessi che detengono gli ostaggi italiani

Un guerrigliero maoistia e il deputato dell'Orissa Jhina Hikaka, rapito ieri notte

BHUBANESWAR  (India) - Un centinaio di persone armate, probabilmente maoisti, hanno sequestrato ieri notte Jhina Hikaka, membro del Parlamento dell'Orissa per il partito di governo del 'chief minister' Naveen Patnaik. Hikaka, 34 anni, e' stato rapito mentre insieme all'autista e alla sua guardia del corpo rientrava a casa in una zona 500 km a sud di Bhubaneswar.
Il commando di rapitori ha lasciato nell'auto un volantino con le stesse 13 richieste avanzate per il sequestro di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo.
Hikaka stava tornando a casa da Koraput quando più di 50 ribelli armati hanno fermato il veicolo vicino a Toyaput dove la strada era stata interrotta e bloccata da un camion .
Mentre il responsabile della sicurezza personale  e il guidatore sono stati liberati dopo essere stati depredati dei loro cellulari, Hikaka è stato portato dentro la vicina foresta. I due hanno raccontato che un gran numero di ribelli armati avevano circondato il veicolo dopo averlo fermato. "Ci hanno anche chiesto di dire alla gente che i maoisti avevano rapito il deputato", hanno raccontato. In segno di protesta contro il rapimento di Hikaka, residenti nella zona hanno organizzato una dimostrazione e bloccato la strada  Koraput-Laxmipur  chiedendo la sua immediata liberazione.
L'incidente è avvenuto ore dopo che il primo ministro dello stato Patnaik aveva rivolto un appello ai ribelli a desistere dalla violenza. Anche se nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità per il rapimento, si sospetatno ovviamente i maoisti, ha detto il presidente davanti a una ribollente seduta del congresso, aggiungendo alti funzionari di polizia si sono precipitati sul posto.
La moglie del rapito ha lanciato un appello ai rapitori per liberare il marito sano e salvo, dicendo che aveva sempre lavorato per il benessere dei tribali.
Sulla crisi degli ostaggi italiani, il primo ministro ha detto che i negoziati continueranno per risolvere il problema.
"Tuttavia, ci sarà la necessità di affrontare con urgenza la gestione del rapimento del deputato che ha avuto luogo questa mattina," ha detto.

giovedì 22 marzo 2012

Orissa: uno dei rapiti italiani forse libero oggi


Claudio Colangelo
PURI - Uno dei due ostaggi in mano ai maoisti dell'Orissa, probabilmente Claudio Colangelo, potrebbe essere rilasciato oggi. Lo sostiene la tv Cnn-Ibn. L'emittente sostiene che potrebbe essere consegnato "ad un giornalista di fiducia". Il secondo italiano potrebbe essere liberato dal leader dei maoisti in Orissa Sabyasachi Panda dopo che il governo avrà accettato "poche richieste" fra quelle formulate dalla guerriglia.
Intanto il governo di New Delhi ha inviato nella zona dove presumibilmente i maoisti tengono sequestrati Colangelo e Paolo Bosusco un aereo senza pilota (uav) che potrà fornire indicazioni utili, se necessario, per localizzare il gruppo nascosto nella selva.

Per la liberazione di uno degli ostaggi, i maoisti dicono di potersi accontentare di una sola delle 13 richieste fatte al governo indiano. Va detto che con una modalità insolita per un leader di un movimento clandestino che vive alla macchia, il capo dei maoisti in Orissa, Sabyasachi Panda, conosciuto col nome di battaglia di "Sunil", ha inviato in quattro giorni ben quattro audio messaggi alla stampa. E forse basterebbe proprio la liberazione della moglie di Panda, una dei cinque prigionieri di cui si chiede lo scambio.

Ma il "chief minister" di Orissa, Naveen Patnaik, non ha fatto alcun accenno a questa proposta nei due interventi fatti davanti all'Assemblea nazionale in cui si è concentrato piuttosto sulla questione dei mediatori e del tavolo negoziale. In questo ambito, Patnaik ha annunciato che il suo governo accetta due dei nomi proposti dai maoisti (Dandapani Mohanty e B.D. Sharma) e li invita "a designarne anche un terzo per completare il tavolo del negoziato".

mercoledì 21 marzo 2012

I ribelli maoisti propongono uno scambio tra un rapito italiano e cinque militanti



PURI (India) - I maoisti hanno proposto oggi di rilasciare uno dei due italiani sequestrati in Orissa, in cambio della liberazione di cinque loro militanti in carcere. Lo riferisce l'emittente all news Times Now. La disponibilita', si è appreso, e' contenuta in un audio messaggio pervenuto al governo dell'Orissa in cui si precisa che il rilascio potrà avvenire se una delle 13 condizioni poste giorni fa sarà esaudita. Fra le cinque persone da liberare vi e' la moglie del leader dei maoisti della zona Sabyaachi Panda, Subhashree Panda. Nel messaggio non si precisa quale dei due italiani, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, potrebbe essere liberato.

lunedì 19 marzo 2012

Gli italiani rapiti in India: spostato l’ultimatum dei rapitori. Che chiedono di stabilire il divieto d’ingresso dei turisti nelle zone tribali dell’Orissa


Un gruppo di ribelli maoisti dell'Orissa
PURI - I ribelli maoisti hanno prorogato a domani sera l'ultimatum scaduto ieri e hanno scelto tre mediatori per trattare con il governo indiano il rilascio degli ostaggi italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo. I ribelli naxaliti hanno anche lanciato un cessate il fuoco unilaterale nella regione indiana. 
I tre mediatori  sono Dandapani Mohanty, Narayan Sanyal, membro del Politburo maoista oggi in carcere a Giridih e Biswapriya Kanungo. "Siamo stati nominati per mediare il rilascio dei due ostaggi italiani", ha confermato Mohanty, che era gia' stato negoziatore in un precedente sequestro.
  Iniziate con un 'cahier' in 13 punti, consegnato tra l'altro nero su bianco stamane al chief minister dell'Orissa, Naveen Patnaik, i maoisti hanno alzato il tiro in giornata e chiesto di stabilire un immediato divieto di ingresso per turisti e stranieri nella zone tribali, oltre la rilascio dei tre leader del movimento Gana-nath Patra, Subha-shree Panda e Ashutosh Soren, condizione necessaria per avviare la trattativa.

Preoccupazione nell'Orissa: i rapitori del due italiani non si fanno vivi dopo la scadenza dell'ultimatum


Le foreste di Daringbadi dove sono stati rapiti dai maoisti i due italiani
PURI (India) -La tensione  sulla sorte dei due italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo rapiti dai ribelli maoisti nello stato dell’Orissa è salita dopo l’omicidio di un contractor, avvenuta ieri proprio nella provincia di Kandhamal, teatro del rapimento. L’uomo era a guardia di un sito dove è in costruzione una diga. L’evento non è collegato con il sequestro degli italiani - la vittima aveva in corso una disputa con gli abitanti della zona - ma conferma la pericolosità dei maoisti naxaliti .
Scaduto l'ultimatum dei ribelli, nessun segnale. Si tratta. Forse sospese le operazioni militari delle forze indiane nella zona, come da richiesta dei leader locale dei maoisti.
Bosusco e Colangelo avevano iniziato il tour una settimana fa, quando hanno raggiunto la località di Daringbadi da cui si sono inoltrati nella foresta, come ha spiegato Dependra Mohapatra, l’autista che gli ha accompagnati e che è stato riulasciato assieme a un compagno dai rapitori.  I due italiani rapiti dai ribelli maoisti Naxaliti a Kandhamal, nello Stato indiano del'Orissa, sono "spaventati ma stanno bene": lo ha assicurato l'altro inidano in ostaggio con loro, il 28enne Santosh Maharana, che poi e' stato rilasciato insieme al suo connazionale. "I maoisti ci hanno trattato bene: non ci hanno picchiato e ci hanno anche dato cibo da mangiare", ha detto alla stampa indiana l'ostaggio rilasciato. "Entrambi i turisti italiani sono spaventati ma stanno bene e hanno rivolto un appello, attraverso la nostra voce, perché sia garantito velocemente il loro rilascio". 
Il sequestro non sembra legato, come sostengono invece i maoisti (che chiedono in cambio dei due ostaggi un riscatto in denaro e il rilascio di prigionieri politici), alle foto scattate ad alcune donne mentre facevano il bagno sulla riva di un fiume. Il leader dei ribelli Sabyasachi Panda aveva invece detto nel suo audiomessaggio arrivato ai media locali: «Abbiamo arrestato due turisti italiani che come centinaia di turisti stranieri trattano la gente locale come scimmie e oggetti ridicoli. Questo è contro l’umanità e vogliamo che la popolazione si sollevi».
"Il governo dello Stato deve ancora ricevere una risposta da parte dei rapitori dei due italiani. Il Primo Ministro ha messo in chiaro che siamo aperti a qualsiasi tipo di negoziazione sotto la legge, ha detto un alto funzionario governativo. Anche se il termine fissato dai rapitori per le risposte ai loro 13 punti tra cui le richieste di cessazione immediata delle operazioni di pattugliamento e il rilascio di alcuni leader tribali è terminato ieri sera, si presume che sia stato esteso, ha aggiunto il funzionario. 
 "Dal momento che il governo ha fatto un'offerta di colloqui il termine è intesoche si stato ampliato. Una risposta dai rapitori è  attesa. " Anche se ci sono state segnalazioni che le operazioni di pattugliamento contro le forze maoiste siano state fermate, il ministro degli Interni ha detto che non è stato rilasciato al proposito un ordine formale. Il  console generale italiano Joel Melchiori è arrivato nel capoluogo dell’Orissa  Bhubaneswar e ha avuto una serie di contatti con le autorità dello stato. 
Le 13 richieste avanzate dai maoisti includono l’ arresto delle operazioni anti-maoisti , il ritiro delle imputazioni contro esponenti tribali in carcere con l'accusa di essere maoisti e l'attuazione dell'accordo  con i ribelli siglato per il rilascio del rappresentato dello stato nel distretto di Malkangiri del febbraio dell'anno scorso.

domenica 18 marzo 2012

Due turisti italiani rapiti dai maoisti nello stato di Orissa, in India. Stavano fotografando delle donne che facevano il bagno in un fiume. Scade l'ultimatum

I due italiani rapiti nell'area dei guerriglieri maoisti di Surada nello stato dell'Orissa


PURI (India) - Rapitidue italiani in India nello stato federato di Orissa nella parte orientale di Paese: sono Paolo Bosusco e Claudio Colangelo. Bosusco, 54 anni, è in India da oltre un decennio e  gestisce assieme al socio Bijay Kumar Dash un'agenzia turistica di trekking nella città di Puri, l'Orissa Adventurous Trekking, specializzata nelle tribù primitive della regione, aperta da novembre a giugno ed è di Condove (Torino). Claudio Colangelo è un turista romano di 61 anni.
Fin da ieri sera l'unità di crisi è stata in contatto con il console generale a Calcutta Joel Melchiori che ha operato in collaborazione con la polizia locale per aver conferma del rapimento. Il console si è recato sul posto. Il ministero si mantiene in contatto continuo con i parenti dei due italiani, mentre l'ambasciatore italiano in India Giacomo Sanfelice ha attivato tutti i contatti con le autorità indiane sia a livello centrale, sia a livello locale. Le trattative delle autorità indiane con i maoisti per il rilascio dei due italiani rapiti nello stato dell'Orissa sono in corso e non si esclude un rinvio della scadenza dell'ultimatum. Lo ha affermato l'ambasciatore italiano a New Delhi in un'intervista a SkyTg24 in cui ha comunque ribadito di non aver "ancora notizie dirette dei due connazionali". "Le autorita' hanno lanciato un pubblico appello per far rilasciare i nostri cittadini - ha detto l'ambasciatore - ma allo stesso tempo hanno offerto anche di aprire su tutti i punti che loro hanno chiesto". Sanfelice ha detto anche di aver chiesto assicurazioni al chief minister dell'Orissa Naveen Patnaik che ritiene che "l'offerta pubblica di trattativa risponda all'ultimatum proposto" e che quindi "la scadenza potrebbe essere rinviata".
In precedenza, la polizia del distretto di Kandahamal, in Orissa, aveva già confermato il sequestro dei due italiani avvenuto il 14 marzo nell'area di Surada. L'annuncio era stato dato dalla tv indiana 'Ndtv', secondo cui al momento del rapimento i due turisti stavano scattando - secondo un audiomessaggio dei rapitori - delle "riprovevoli foto" ad alcune donne che facevano il bagno sulla riva di un fiume. "Abbiamo arrestato due turisti italiani che, come centinaia di stranieri, trattano le popolazioni locali come scimmie". E' una delle frasi piu' forti dell'audiomessaggio.
Paolo Bosusco (a destra) nella sua agenzia a Puri con il socio Kumar Dash
La conferma e' stata data dal sovrintendente della polizia Jaynarayan Pankaj, il quale ha precisato che Surada si trova nel distretto di Ganjam, proprio al confine con quello di Kandhamal. L'ufficiale ha detto che sono state sequestrate quattro persone, due di esse indiani residenti a Puri che sono stati rilasciati. Il sopraintendente della polizia di Kandhamal JN Pankaj ha detto che i due turisti italiani insieme ad alcuni tour operator provenienti da Puri erano venuto a Daringibadi, un luogo turistico nel distretto di Kandhamal il 12 marzo e la polizia li aveva messo in guardia contro la minaccia maoista nella zona. Dandapani Mohanty, uno dei mediatori che avevano negoziato con il governo per ottenere il rilascio del rappresentante del governo del distretto di Malkanagiri rapito lo scorso anno ha lanciato un appello ai maoisti perché non fissino un termine per l'adempimento delle loro richieste. Mohanty ha anche fatto appello al primo ministro Naveen Patnaik perché intervenga immediatamente in materia. 

I due italiani sono stati rapiti non ieri ma mercoledi' scorso nello Stato di Orissa. Come riferisce il Times of India i connazionali sono stati sequestrati nella foresta di Gazabaldi nella provincia di Kandhamal al confine con quella di Ganjam. La notizia e' stata data solo ieri quando sono stati liberati dai maoisti i due indiani che erano con loto, il cuoco, Sontosh Moharana, ed un accompagnatore, Kartik aridas. "Circa 30 guerrigilieri maoisti ci hanno preso in ostaggio la mattina del 14 marzo quando stavamo preparando qualcosa da mangiare nella foresta di Gazabaldi. Ci hanno incappucciato e portati via facendoci camminare per 5 km", ha riferito Moharana, aggiungendo che "non ci hanno fatto male e ci hanno trattato bene". 



Il governatore dello Stato indiano dell'Orissa, Naveen Patnaik, ha lanciato un appello ai maoisti affinche' rilascino "immediatamente" i due italiani rapiti per "ragioni umanitarie". Solo dopo, ha aggiunto, "saremo disponibili a discutere" sulle richieste dei ribelli. "Condanno questo crimine", ha aggiunto il governatore, attorniato dai giornalisti. Questa mattina il governo dell'Orissa aveva tenuto una riunione d'emergenza e un'altra e' stata convocata per il pomeriggio.
Paolo Bosusco durante un trekking
Claudio Colangelo
I maoisti avevano rapito il rappresentante del governo R Veenel Krishan insieme ad un ingegnere junior da una zona remota del Malkanagiri nel febbraio dell'anno scorso. I due erano stati rilasciati dopo che il governo aveva raggiunto un accordo con i tre mediatori, uno dello stato dell'Odissa e due di Andhra Pradesh.L'identita' dei rapiti, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, coincide con quella fornita in un primo momento dai media indiani e ricavata da un audio-messaggio dei maoisti.
Secondo il sito di Ndtv, i guerriglieri maoisti avrebbero già chiesto un riscatto e avanzato altre richieste al governo per il rilascio dei due italiani. Tra le 13 richieste avanzate figurerebbero anche il rilascio di tutti i 'prigionieri politici' e la fine dell'operazione 'Green Hunt', l'offensiva lanciata alla fine del 2009 dalle truppe governative contro le postazioni dei maoisti in cinque stati, tra cui l'Orissa. Il leader storico del movimento, Sabyasachi Panda, ha sostenuto che si deve aprire subito una trattativa sul documento contente 13 rivendicazioni che era stato diffuso nel febbraio 2011. La piattaforma fu pubblicata dopo il rilascio del rappresentante del governo nel distretto di Malkangiri tenuto in ostaggio per otto giorni. Panda ha chiesto ai governi dello Stato e dell'Unione di sospendere entro stasera tutte le operazioni di sicurezza. L'emittente NDTV ipotizza che dietro al sequestro ci possa essere uno scontro in seno ai maoisti: Panda, il leader dei maoisti in Orissa, è considerato un 'moderato' che si è schierato in passato contro gli omicidi indiscriminati commessi dai ribelli. Ultimamente avrebbe perso influenza all'interno della leadership, largamente influenzata dai gruppi che agiscono nello Stato dell'Andhra Pradesh e che sostengono una linea più dura.
E' la prima volta che i maoisti sequestrano turisti stranieri. Il rapimento dei due italiani non appare in alcun modo legato alla vicenda dei due marò italiani arrestati nello stato indiano del Kerala.
L'Orissa è uno stato federato dell'India orientale, con una popolazione di circa 37 milioni di abitanti. E' uno degli Stati più poveri dell'India, nonostante ingenti ricchezze minerarie. Nell'Orissa sono attivi circa 20.000 guerriglieri maoisti, che rappresentano oggi una delle principali sfide per la sicurezza interna dell'India. Occupano un 'corridoio rosso' che s'estende dallo Stato meridionale dell'Andhra Pradesh, attraversa il Chattisgarh, fino al Bengala Occidentale e al Nepal. Secondo stime del governo, i ribelli comunisti sono presenti in un terzo dei 600 distretti indiani, in prevalenza campagne e foreste popolate da comunità tribali.
Nel 2009, l'anno più sanguinoso, hanno lanciato oltre mille attacchi contro obiettivi governativi, uccidendo almeno 600 persone. Noti come Naxaliti dall'insurrezione del 1967 a Naxalbari, nel Bengala Occidentale, rappresentano un movimento con diverse sfaccettature. Secondo alcuni analisti, i maoisti sarebbero finanziati e armati dalla Cina. Ma i sanguinosi attentati, le estorsioni e i rapimenti per finanziarsi li hanno confinati dietro un muro di ostilità dell'opinione pubblica. In loro favore si sono tuttavia levate voci di intellettuali di sinistra come la scrittrice pacifista Arundhati Roy, che si era detta pronta a mediare in un eventuale negoziato di pace coi ribelli.
«Sono disperato, mi chiedo ancora se quello che è successo a mio figlio è vero o no». Sono le parole di Azelio Bosusco, 89 anni, padre di Paolo. L'anziano ha difficoltà di udito e colloquia con l'aiuto di una badante. «Ho appreso del rapimento dal telegiornale - ha detto - e ho capito che poteva trattarsi di mio figlio». La conferma è arrivata quando i Carabinieri hanno informato l'anziano e sua figlia Vanna, di 55 anni. «Aspettavo che mio figlio tornasse la prossima estate - ha aggiunto Azelio Bosusco - per poter andare con lui nella casa in montagna, come facciamo ogni anno». La casa è quella di borgata Pralesio, sulle alture di Condove dove vive quando non è in India o all'estero. «Mi racconta spesso - ha aggiunto - delle sue avventure in India, della giungla e della natura di quel posto. Adesso - conclude Azelio Boscusco - spero soltanto che torni sano e salvo». 


L'agenzia di Bosusco "rapporti genuini con le popolazioni"




L'agenzia di Bosusco - dice il suo sito internet - "si occupa prevalentemente di organizzare trekking e spedizioni nelle zone più intatte dell'Orissa dal punto di vista ambientale e etnografico". Si precisa che a parte il trasferimento a Puri, "tutti gli itinerari sono svolti sempre a piedi" usando "gli stessi sentieri usati dalle popolazioni tribali".
In particolare, si promette di instaurare "dei rapporti genuini e onesti con le popolazioni che vivono ancora una vita secondo le loro antiche usanze e tradizioni". Oltre ai trekking si organizzano anche discese in canoa e osservazione degli animali. Per quanto riguarda il programma è "su misura" a seconda delle esigenze dei clienti. Sul sito sono pubblicate decine di foto in cui si vede Bosusco con le comunità tribali.
Di recente in India è scoppiata un'accesa polemica sui cosiddetti "safari umani", dopo un video in cui si vedevano turisti indiani chiedere a una tribù delle isole Andamane di ballare davanti alle telecamere. A questo proposito, lo scorso febbraio il governo dell'Orissa ha introdotto regole più severe per i turisti stranieri e ricercatori che vogliono recarsi nei territori di alcune comunità tribali "protette", tra cui i Dongria Kondh, famosi per la loro resistenza al colosso minerario Vedanta.



Orissa, uno stato,mille templi. E i maoisti




L'Orissa (romanizzato in Odisha, in hindi उड़ीसा) è uno stato federato dell'India, con una popolazione di 36.706.920 abitanti e si trova sulla costa orientale affacciato sul Golfo del Bengala. Qui sono stati rapiti i nostri due connazionali dai ribelli maoisti.
E’ lo stato più grande dell’area orientale e il  nono in India, e l'undicesima per numero di abitanti. Oriya è la lingua ufficiale, parlata da tre quarti della popolazione. Quasi un terzo di Orissa è coperto da foreste, che costituiscono circa il 37,34% della superficie totale dello Stato. Queste foreste coprono la maggior parte meridionale e occidentale Orissa. Il paesaggio è costellato dda un gran numero di templi. I templi di Orissa sono conformi allo stile architettonico Indo Nagara di architettura, con specifiche caratteristiche distintive di questa regione. Il più noto di questi sono il tempio Lingaraja a Bhubaneshwar, il Tempio di Jagannath Puri e il Tempio del Sole a Konark. I templi dell'Orissa mostrano una maestosa grandezza. Un tempio Oriya (Deula) di solito consiste in un santuario, uno o più verande (jagamohana) di solito con i tetti piramidali, una sala da ballo (nata mandir) e una sala di offerte (bhog Mandir).
Il Dam Hirakud  , nei pressi di Sambalpur e è la diga di terra più lungo del mondo. Orissa ha diverse destinazioni turistiche  popolari. Puri, Konark e Bhubaneswar sono conosciuti come il Triangolo d'Oro della parte orientale dell'India. 

Puri
Con il tempio di Jagannath  vicino alla Baia del Bengala è famosa anche la grande festa indu Rath Yatra (foto) , con il tempio come fulcro. Durante la festa, i devoti provenienti da tutto il mondo vengono a Puri con un desiderio sincero di aiutare a tirare i carri votivi aiutando i sacerdoti che tlo fanno con le corde. Essi considerano questo un atto pio e rischiano la vita in mezzo alla folla enorme. Le grandi processioni che accompagnano i carri riprodurre canzoni devozionali con tamburi, tamburelli, trombe mentre la folla fiancheggia le strade attraverso le quali passeranno . I carri (Rath) sono di 14 metri di altezza e sono tirati dalle migliaia di pellegrini che si presentano per l'evento, i sono costruiti ex novo ogni anno e solo da un particolare tipo di albero. Milioni di devoti si riuniscono a Puri per questo evento annuale da tutto il paese e dall'estero. E 'anche trasmesso in diretta su molti canali televisivi indiani e stranieri.
Un particolare tipo di forma d'arte è stato sviluppato presso Puri, ma si è diffuso in tutto il mondo. Sono le sculture di sabbia.  La materia prima è di sabbia pulita e grana fine mescolato con acqua. Con l'aiuto di questo tipo di sabbia e dalla magia delle dita, un artista può ritagliarsi una scultura bellissima e attraente sulla spiaggia. Sundarshan Pattnaik è uno dei più importanti artisti di fama mondiale in questo tipo di scultura.
Orissa ha una tradizione culinaria che attraversa secoli se non millenni. La cucina del famoso tempio di Jagannath  è noto per essere il più grande del mondo, con un migliaio di cuochi, di lavoro intorno 752 a legna focolari di argilla chiamati Chulas, per sfamare oltre 10.000 persone ogni giorno

Konarak
Konarak è nota per il famoso Tempio del Sole (foto) chiamato anche la Pagoda Nera, una meraviglia architettonica. Costruito nel tredicesimo secolo dal Raja Narasimhal, il Tempio del Sole si specchia nelle acque blu del Golfo del Bengala, ed è consacrato a Surya, il Dio del Sole.Splendida creazione in pietra, il tempio è progettato a forma di enorme carro decorato con magnificenza, montato su ventiquattro ruote altrettanto enormi e trainato da sette forti cavalli. Un tempio alto 69 metri, la torre del santuario è ora crollata, e viene conservata in un museo vicino.
Le mura del Tempio del Sole sono coperte di intagli lussureggianti che descrivono quasi tutti gli aspetti della vita. Temi principali sono amore e passione. La bellezza femminile è mostrata in maniera squisita. Sul tetto dell'edificio si trovano alcune fra le statue piú belle, eseguite in dimensioni grandiose, che si accompagnano al carro del Dio del Sole.
Entro il recinto del tempio si trova anche il Museo Archeologico. Tra gli oggetti in mostra nelle sue tre gallerie vi sono anche una ruota di carro ricostruita, effigi in pietra del Dio del Sole, del Raja Narasimha I, di musici e di animali.

Bhubaneshwar
La moderna capitale di Orissa, Bhubaneshwar, è un ottimo punto di partenza per recarsi a visitare altre parti della regione, oltre a costituire, di per sé, una destinazione di grande interesse. In questa antica città si ergono ancora centinaia di templi in diverso stato di conservazione. Essi risalgono al periodo che va dal sesto al tredicesimo secolo, e comprendono il maestoso Lingaraj (foto), nonché diversi altri santuari situati lungo le strade.

Informazioni Generali
Capoluogo:
Bhubaneswar
Superficie:
155.707 km²
Abitanti:
39.858.000 (2008)
Altitud:
1000 mt.
Lingua parlata
Oriya (Lingua ufficiale); Hindi, Kui, Telugu, Santali, Urdu, Bengalese, Ho, Munda, Kurukh, Savara, Gondi, Malto, Mundari, Kuwi, Inglese


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