Visualizzazione post con etichetta Medio Oriente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Medio Oriente. Mostra tutti i post

domenica 1 settembre 2013

Il Papa, forte appello alla pace (e giornata di preghiera il 7 settembre)

CITTA’ DEL VATICANO - Un accorato appello per la pace in Siria e in Medio Oriente. E' quello che ha rivolto oggi Papa Francesco all'Angelus da Piazza San Pietro. ''Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra. Ma in questi giorni - ha detto il Pontefice - il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano. Rivolgo un forte appello per la pace. Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l'uso delle armi in quel martoriato Paese''.
Il Papa ha condannato ''con particolare fermezza l'uso delle armi chimiche''. ''Ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi - ha detto - C'è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire''.

''Per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero'' Papa Francesco ha deciso di indire per il 7 settembre ''una giornata di digiuno e preghiera''.

giovedì 28 marzo 2013

In Medio Oriente un virus più pericoloso della Sars: già 11 vittime


RYAD (Arabia Saudita) - Il misterioso coronavirus che ha gia' fatto undici vittime in Medio Oriente sembra essere molto piu' pericoloso della Sars. Lo scrive il South China Morning Post che riporta uno studio della Universita' di Hong Kong, secondo il quale il nuovo virus sarebbe anche piu' ''promiscuo'', capace cioe' di infettare diverse specie.
Diversamente dalla Sars, il misterioso coronavirus puo' interessare diversi organi e uccidere rapidamente le cellule.
Non si conosce l'origine del virus, apparso per la prima volta in pipistrelli. Secondo gli scienziati di Hong Kong, il virus, che nei giorni scorsi ha ucciso altre due persone tra Emirati Arabi e Arabia Saudita, attacca diverse cellule umane nel fegato, reni, vie respiratorie basse, intestino e tessuti microfagi. Proprio per queste caratteristiche, il nuovo coronavirus ha un tasso di mortalita' del 56% rispetto a quello della Sars che e' dell'11%. La preoccupazione degli scienziati e' che il virus possa mutare. A differenza della Sars, infatti, il nuovo virus non e' cosi' contagioso perche' colpisce le vie aeree respiratorie inferiori e non superiori, ma una mutazione potrebbe far cambiare tutto. Per l'organizzazione mondiale della sanita', sono 17 i contagiati. 

martedì 20 novembre 2012

Obama invia Hillary Clinton in Medio Oriente


PNOM PENH - Il presidente Obama sta inviando il Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton in Medio Oriente con la speranza che possa aiutare a mediare fine al sanguinoso conflitto tra Israele e Gaza.Il segretario di Stato lascia  la Cambogia questa sera per un viaggio in Israele, Ramallah e l'Egitto.
"Inconterà i leader regionali, a partire con i nostri partner israeliani, per la consultazione sulla situazione a Gaza," ha detto il vice direttore per la sicurezza nazionale Ben Rhodes. Ha aggiunto che  nelle visite Clinton sosterrà la "de-escalation della violenza e un risultato duraturo che faccia terminare il lancio di razzi sulle città israeliane e ripristini la più ampiacalma nella regione."

sabato 15 settembre 2012

Il bilancio del venerdì nero di tutto il mondo musulmano contro le ambasciate Usa: 7 morti, violentissimi scontri

Il consolato Usa devastato a Bengasi
Le manifestazioni in Sudan


Il mondo musulmano è in fiamme, la rabbia dilaga: migliaia di islamici sono scesi in piazza dal Nord Africa al Sud-Est asiatico, nel primo venerdì di preghiera dopo la messa in rete su Youtube di un offensivo film su Maometto, costato la vita all'ambasciatore americano in Libia, morto martedì notte insieme a tre connazionali. Sono state attaccate le ambasciate Usa un po' ovunque e le sedi diplomatiche tedesca e britannica in Sudan.
Proprio qui ci sono stati tre dei sette morti rimasti sul terreno negli scontri - in alcuni casi violentissimi, in altri più blandi - con le forze di sicurezza intervenute a impedire saccheggi e vandalismi e a fermare gli assalti con ampio uso di gas lacrimogeni e idranti, ma anche sparando ad altezza d'uomo. In Tunisia vi sono state altre due vittime e una trentina di feriti, alcuni in gravissime condizioni. E poi un giovane ha perso la vita al Cairo, in Egitto, mentre nella Tripoli libanese una persona è stata uccisa nel giorno in cui papa Benedetto XVI, in visita nella capitale Beirut, chiedeva il trionfo della pace e dell'amore sulla guerra e sull'odio.
A Khartoum, in SUDAN, l'ambasciata tedesca è stata temporaneamente invasa da alcune decine di dimostranti che sono anche riusciti a strappare la bandiera tedesca, mentre la grande massa è stata bloccata all'esterno e si è poi avviata, in una marcia furiosa, verso la sede diplomatica statunitense. In diecimila si sono riversati verso il compound senza però riuscire a sfondare. E anche i britannici sono riusciti a difendere i loro edifici, bloccando a distanza i fondamentalisti che agitavano i vessilli neri dell'integralismo e bruciavano - al grido di 'Allah Akhbar' - le bandiere americane e israeliane.
L'altro Paese pesantemente coinvolto nelle rabbiose manifestazioni di oggi è stata la TUNISIA. Anche qui giovani inferociti sono riusciti a penetrare oltre la cinta muraria dell'ambasciata Usa, nonostante le forze di sicurezza sparassero anche ad altezza d'uomo. Sono stati respinti solo dopo alcune ore lasciando sul terreno decine di feriti, due dei quali sono poi morti in ospedale. Nel frattempo, anche la scuola americana a Tunisi era stata incendiata e gravemente danneggiata.
Difficile anche la situazione al Cairo, benché i Fratelli musulmani del presidente Mohamed Morsi avessero ritirato un loro precedente appello a scendere in piazza in tutto l'EGITTO. Centinaia di persone hanno continuato per tutta la giornata a fronteggiare la polizia, schierata massicciamente a protezione dell'ambasciata americana. E in serata è stato trovato nei pressi di una moschea il cadavere di un giovane.
In LIBANO l'uomo ucciso dalle forze di sicurezza aveva dato l'assalto a un fast food americano a Tripoli, seconda città del Paese. Anche qui i feriti sono stati una trentina. In difficoltà, dopo i quattro morti di ieri, anche le autorità dello YEMEN che a Sanaa sono nuovamente intervenute in forze con lacrimogeni e idranti, riuscendo a tenere i manifestanti a circa 500 metri dalla sede diplomatica Usa. La situazione è però molto pesante, tant'é che Washington, dopo aver inviato marines e droni a Bengasi in Libia, ha comunicato l'invio di altri marines a protezione delle installazioni occidentali nella capitale yemenita.
Ma i Paesi che hanno visto gli Stati Uniti sotto attacco con dimostrazioni di massa 'globali' sono stati veramente molti. In IRAN migliaia di persone si sono radunate a Teheran al grido di 'Morte all'Americà e 'Morte a Israele'; in IRAQ altre migliaia di musulmani hanno sfilato a Bassora scandendo 'Non c'é libertà quando si offendono un miliardo di musulmanì. Il continente Africa ha registrato altre dimostrazioni in MAROCCO, MAURITANIA, KENYA e NIGERIA ma qui le forze di sicurezza hanno mantenuto con decisione il controllo delle situazioni più a rischio. Fino all'ALGERIA, dove il governo ha tagliato alla radice il problema, vietando e impedendo qualunque tipo di assembramento. In Asia, dopo l'IRAN la protesta più imponente ha visto diecimila persone in piazza a Dacca, in BANGLADESH: anche qui bandiere americane e israeliane bruciate oltre a slogan rabbiosi contro "gli insulti al nostro grande profeta". Come in numerose città del PAKISTAN, a Giakarta in INDONESIA o in INDIA, a Madras, dove 86 persone sono state arrestate mentre marciavano verso il consolato Usa, e inAFGHANISTAN.
Oltre 500 persone sono scese in piazza a Sidney, in AUSTRALIA, per protestare contro il film anti-islam prodotto negli Stati Uniti che da due giorni sta scatenando manifestazioni in tutto il mondo. Lo riferiscono media locali che parlano di arresti tra i manifestanti dopo scontri con la polizia che ha lanciato lacrimogeni. "Decapitazione per tutti quelli che insultano il profeta", hanno gridato i manifestanti.
Gli Stati Uniti assicureranno alla giustizia i responsabili di tutti gli attacchi contro di loro. E' il monito che il presidente Barack Obama ha lanciato nel discorso funebre tenuto dinanzi alle bare dei quattro caduti americani dell'assalto di martedì contro il consolato americano di Bengasi (Libia) di martedì. "Tutti i governi - ha poi avvertito Obama - sono obbligati a proteggere i nostri diplomatici nei loro Paesi".
Gli Usa stanno dispiegando forze militari in 17-18 luoghi in tutto il mondo islamico. Lo ha annunciato il segretario americano alla Difesa Leon Panetta alla rivista Foreign Policy senza fornire indicazioni precise su luoghi e numeri. "Dobbiamo essere preparati nel caso in cui le protese dovessero sfuggire di mano", ha aggiunto Panetta precisando che comunque "una manifestazione di estremisti non è necessariamente espressione del sentire di tutto un paese, come all'epoca del Ku Klux Klan negli Stati Uniti".
"La Farnesina ha avviato tutte le misure necessarie per la protezione sia del personale diplomatico che delle comunità italiane" nei Paesi coinvolti in cui si sono verificati i recenti incidenti e scontri legati alle proteste contro un film considerato offensivo verso l'Islam. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi a margine di un suo intervento oggi alla manifestazione Atreju 'la Festa di Giovane Italia' a Roma.


lunedì 10 ottobre 2011

Per tutto il giorno milioni di BlackBarry fuori servizio in Europa, Medio Oriente e Africa



LONDRA - Milioni di utenti BlackBerry in Europa, Medio Oriente e Africa sono rimasti per tutto lunedì senza web e servizio di messagerie a causa di un guasto che il produttore di BlackBerry, Research in Motion, ha detto che stava cercando di individuare.
L'azienda non ha risposto alle domande sulla causa dell'interruzione, il numero di utenti interessati o su una stima di quando il servizio sarebbe stato ripristinato.
La conferma del blackout del servizio mail dello smart-phone piu' utilizzato del pianeta, che dalle ore 11 ha reso impossibile inviare e ricevere posta elettronica, è arrivata alle 16 sul canale ufficiale di Tim su Twitter: "Problemi con servizi BIS BlackBerry" . “Ma il disservizio porterà un aggiornamento il più presto possibile", dice un altromessaggio da @ blackberryhelp su Twitter.

I media britannici ed europei valutano in parecchi milioni il numero di persone colpite dall’interruzione del servizio.  Nel mese di luglio, BlackBerry aveva riferito   di aver aggiunto un nuovo milione di clienti in Europa, Medio Oriente e Africa  in meno di tre settimane.