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venerdì 9 novembre 2012

No di 5 Paesi Ue ai soldi dovuti all'Italia per il terremoto in Emilia


BRUXELLES - Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna hanno bloccato gli aiuti Ue all'Emilia Romagna colpita dal terremoto. E' quanto emerge dalla riunione del  Consiglio economia e finanza. I cinque Paesi non vogliono pagare i 670 milioni di euro del Fondo di solidarietà europea proposti per compensare i danni subiti dall'Italia.
Ma l'Italia rimane "ottimista sulla possibilità di raggiungere una decisione positiva sui fondi Ue", come ha dichiarato l'ambasciatore a Bruxelles Ferdinando Nelli Feroci. In pratica, anche se tutti i Paesi hanno riconosciuto che l'Italia ha diritto ai finanziamenti del Fondo di solidarietà Ue, approvando formalmente la decisione, Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia non vogliono però "pagare il conto", hanno spiegato le fonti. I 27 si sono riuniti per decidere anche sul bilancio rettificativo Ue 2012, per cui la Commissione ha chiesto in più la cifra record di 9 miliardi, e anche sul bilancio 2013, per cui sempre la Commissione ha chiesto un aumento del 7% rispetto a quello dello scorso anno.
Questi cinque Paesi sono contrari anche a queste richieste dell'esecutivo comunitario, adducendo il fatto che data la crisi bisogna ridurre le spese. I soldi che la Commissione chiede, però, sono quelli già stanziati per i progetti del bilancio 2007-2013, che essendo ora giunto al termine deve saldare i conti e pagare le fatture dovute agli stessi stati membri. "Ora sono arrivate le 'bollette' da pagare: cosa dovrei farne, ignorarle e buttarle nel cestino della spazzatura?", ha detto il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski ai ministri riuniti a Bruxelles. I negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento per cercare di arrivare a un'intesa complessiva si prevedere che dureranno tutta la notte.

lunedì 30 luglio 2012

Monti “commesso viaggiatore” per la difesa dell’euro


Intensa e decisiva settimana per il premier italiano. Dopo la telefonate-asse con la Merkel, vola a Parigi, Helsinki e Madrid

Supermario (Monti)

ROMA - Si è aperta oggi una settimana decisiva per la crisi e l'euro che vedrà Mario Monti spendersi in prima persona incontrando i capi di governo di Francia, Finlandia e Spagna. Alla vigilia della settimana, il premier ha saldato un primo asse con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Sabato in una telefonata i due leader hanno sancito che "prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere l'eurozona". La formula è la stessa che hanno usato per primo il presidente della Bce Mario Draghi e successivamente Merkel e Hollande in un colloquio telefonico avvenuto venerdì scorso. "Prenderemo tutte le misure necessarie a proteggere l'eurozona", hanno ripetuto i leader europei.
Italia e Germania "hanno anche reiterato la loro comune richiesta che venga data attuazione alle Conclusioni del Consiglio Europeo del 28-29 giugno senza alcun ritardo".
Da domani Monti sarà a Parigi per una colazione di lavoro con il presidente francese, Francois Hollande. Mercoledì invece volerà a Helsinki per convincere la Finlandia della necessità di pensare a un'integrazione europea più solidale. Missione non facile dal momento che è il Paese che ha cercato di bloccare lo scudo anti-spread deciso al Consiglio europeo di fine giugno, minacciando addrittura di lasciare l'euro per non accollarsi i debiti degli altri stati membri. La visita in Finlandia prevede un incontro con il presidente della Repubblica, Sauli Niinisto, con il primo ministro, Jyrki Katainen e con le associazioni degli imprenditori. Infine giovedì Monti andrà a Madrid su invito del presdiente del consiglio spagnolo, Mariano Rajoy.

venerdì 6 luglio 2012

La Finlandia minaccia di uscire dall’euro. Non vuole lo scudo anti spread


Jutta Urpilainen, ministro delle finanze finlandese

BRUXELLES - La Finlandia non ci sta allo scudo anti-spread  e minaccia di abbandonare l'euro con un ultimatum che non piace all'Europa e all'Italia stessa. A una settimana dall'intesa raggiunta al delicato vertice di Bruxelles dove i leader europei hanno dato il via libera al fondo salva-stati, Helsinki si è detta pronta a dire addio alla moneta unica pur di non sobbarcarsi i debiti degli altri Stati membri.

Immediata la replica del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che ha subito rilanciato l'invito a tutti i Paesi affinchè rispettino gli impegni presi "all'unanimità" durante il cruciale summit in Belgio. E a nulla sono valse nei giorni scorsi, le strigliate dello stesso Barroso e del presidente permanente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che avevano bacchettato Jyrki Katainen. Il premier finlandese, infatti, di pari passo con l'Olanda, aveva annunciato un veto per bloccare l'impiego dell'Esm, il fondo per l'acquisto di bond di Paesi in difficoltà.

Il monito della ministra delle Finanze finlandese Jutta Urpilainen, intervistata dal quotidiano Helsingin Sanomatè, è stato molto chiaro: "La Finlandia non resterà legata all'euro a qualsiasi costo, e ci prepariamo a tutti gli scenari possibili". Eppure, il veto paventato da Helsinki sarebbe poco meno di un bluff, come aveva confermato lunedì anche il nuovo portavoce del commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, supportato da una lettura attenta del trattato dell'Esm.

Ad ogni modo "la Finlandia è impegnata ad essere un membro dell'area euro, e pensiamo che l'euro sia utile alla Finlandia", ha poi aggiunto la Urpilainen al quotidiano Kauppalehti. Ha però rilevato come ormai solo pochi paesi dell'Unione valutaria abbiano ancora un rating a tripla A e che Helsinki non accetterà un modello di integrazione in cui tutti sono responsabili in solido per i debiti pubblici di tutti gli Stati. E in questo ambito anche l'idea di una Unione bancaria non potrà funzionare, se basata sulla mutualizzazione delle responsabilità.

sabato 26 maggio 2012

Finlandia, tiro al bersaglio alle 2 di notte: spara da un tetto su un gruppo di giovani. Due ragazzi uccisi, otto feriti gravi. Preso il killer, ha 18 anni

La sparatoria sugli avventori di un ristorante a Hyvinkaa, a 50 chilometri da Helsinki. Lo sparatore arrestato 5 ore dopo, vicino al luogo del delitto


Il cadavere della ragazza uccisa dal killer
Un poliziotto recupera il fucile usato dal killer sul tetto

HELSINKI - Un uomo armato ha sparato dal tetto di un ristorante in una città del sud finlandese, uccidendo due persona e ferendone altre otto: è accaduto nella notte di venerdì.
La polizia ha arrestato un diciottenne sospettato della sparatoria avvenuta sulla Uudenmaankatu nel centro di Hyvinkää, 50 km  a nord di Helsinki. Sono rimasti  uccisi una ragazza di 18 anni e un coetaneo; tra i feriti gravi c’è una donna ufficiale di polizia di 23 anni. Alcuni dei feriti in gravi condizioni - tutti giovani - sono stati trasportati a Helsinki per il trattamento di emergenza. Il folle killer ha aperto il fuoco con due fucili e una pistola alle due del mattino  (ore 1 in Italia) sugli avventori che sostavano all'esterno del ristorante Amarillo di Hyvinkää,  che è unacittà di 44mila abitanti.  Alcune delle vittime, tra cui uno dei morti, erano membri di una squadra di baseball finlandese, Hyvinkaan Tahko, che aveva vinto una partita venerdì.
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I media locali hanno riferito che l'uomo era in tenuta da combattimento ed era fuggito poco dopo la sparatoria. Ha sparato una ventina di colpi.
La polizia ha detto che il sospettato - un giovane del posto -  è stato arrestato poco prima delle 8 di stamani e non ha opposto resistenza. Non ha finora spiegato il suo gesto. E' stato individuato da alcuni passanti per la tuta mimetica che indossava.
La polizia sospetta che più persone possano essere coinvolte ed ha ordinato ai residenti della città di rimanere in casa. Questa mattina  il centro di Hyvinge era ancora bloccato, e la polizia ha esortato le persone che si erano spostati all'esterno per essere prudenti. 

giovedì 22 dicembre 2011

Nave danese con 69 missili Patriot nella stiva bloccata in Finlandia. Era diretta a Shanghai. L’armatore: sono sorpreso, non ne sapevo niente


La Thor Liberty nel porto di Kotka (cbs)

HELSINKI - La Finlandia ha aperto un’indagine dopo che 69  missili Patriot sono stati trovati in una nave battente bandiera dell’isola di Man e diretta verso il porto di Shanghai.
"Un'indagine trovato 69 missili Patriot, materiale esplosivo e le cariche propulsive," ha confermato la polizia.
I missili, prodotto dalla ditta statunitense Raytheon, sono stati scoperti a seguito di una ricerca doganale sulla Thor Liberty, di proprietà della danese Thorco, nel porto di Kotka, circa 120 chilometri  da Helsinki.
"Ci sono motivi per le dogane di aprire un'inchiesta criminale, relativa alla esportazione di questi elementi verso paesi terzi", ha detto il capo della dogana finlandese  Petri Lounatmaa .
Per la legge finlandese è necessaria l'autorizzazione di funzionari della difesa per spostare questo tipo di materiale attraverso le frontiere del paese.
Un team di doganieri, polizia e di esperti della Difesa sta conducendo un'indagine dettagliata sul carico della nave, scoperto ieri in occasione di un controllo di routine da parte delle autorità  finlandesi di sicurezza  che ha rivelato un carico di 150 tonnellate di  nitroguanidina, esplosivo a una bassa sensibilità  con una velocità di detonazione alta. Poi sono stati scoperti i Patriot. Pare che i documenti di accompagnamento parlassero di “fuochi d’artificio”.
C'erano circa 32 membri dell'equipaggio a bordo della nave. L’amministratore delegato della Thorco Thomas Mikkelsen ha espresso sorpresa, sostenendo  che non era a conoscenza del caso.
Un altro funzionario dell'azienda, parlando a condizione di anonimato, ha confermato che la nave era stato fermata in Finlandia e  che i missili sarebbero potuti essere caricati sulla nave “per errore
La MS Thor Liberty era partita da Emden, nella Germania settentrionale, il 13 dicembre ed aveva attraccato due giorni dopo a Kotka, nella  Finlandia meridionale, per prendere un carico di catene di ancoraggio. Era diretta verso il porto cinese di Shanghai, ma non c'era alcuna indicazione a chi era destinato il carico militare..
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venerdì 23 settembre 2011

Olanda e Finlandia pongono il veto all'ingressi du Romania e Bulgaria nell'area Schengen

BRUXELLES - Olanda e Finlandia, dove i governi di Mark Rutte e Jyrki Katainen sono sostenuti da partiti populisti e xenofobi come il Pvv ed i Veri Finlandesi, hanno posto in Consiglio interni Ue il veto all'ingresso di Romania e Bulgaria nell'area Schengen, sostenendo che i due paesi non hanno fatto abbastanza nella lotta contro la corruzione e la criminalita'. 
Oggi i ministri dell'Aja e di Helsinki hanno ribadito la posizione parlando apertamente di mancanza di fiducia verso Bucarest e Sofia.