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mercoledì 20 novembre 2013

Sardegna, una notte tranquilla. E stamane i primi funerali. Non si trova il disperso

OLBIA - E' trascorsa senza particolari problemi la notte nelle zone colpite dall'alluvione che ha investito la Sardegna, provocando 16 morti. Stamane i primi funerali, nella cattedrale di Tempio Pausania per tre vittime del disastro. I soccorritori hanno lavorato per tutta la notte, soprattutto alla periferia di Olbia e nelle zone del Nuorese e della provincia di Oristano, le più colpite dal maltempo, per prosciugare l'acqua in scantinati, garage e sottopassi. Ancora nessuna traccia dell'agricoltore scomparso a Onanì.
I Vigili del fuoco hanno tratto in salvo un'anziana, rimasta bloccata nella propria abitazione di Potzolu, in provincia di Olbia. La donna necessitava di assistenza ospedaliera. 
Sono 120 le persone assistite dal sistema di Protezione civile nel capoluogo della Gallura, Olbia. Un centinaio nella provincia di Nuoro. Si tratta delle zone maggiormente colpite dall'alluvione che si è abbattuta sulla Sardegna tra domenica e lunedì.


In provincia di Olbia si contano 13 morti:
- Tre persone sono morte in seguito al crollo di un argine sulla Provinciale 38 tra Olbia e Tempio, in località Monte Pino. Si tratta di Bruno Fiore, 68 anni, della moglie Sebastiana Brundu, di 61, e della consuocera Maria Loriga, di 54.
- Un uomo di 35 anni, Francesco Mazzoccu, ed il figlio Enrico, un bambino di tre, sono morti in località Raica, nella strada che porta a Telti.
- Una donna di 42 anni, Patrizia Corona, e la figlia Morgana Giaconi di 2, che si trovavano a bordo di una Smart, sono morte dopo che l'auto è stata travolta da acqua e fango in località bandinu, in via Cina. Il compagno della donna, un poliziotto, che si trovava con loro, è invece riuscito a salvarsi.
- Una donna di 83 anni, Anna Ragnedda, è morta nella sua abitazione in via Lazio.
- Un'altra donna, Maria Massa, di 88 anni, è deceduta nel suo appartamento di via Romania, sembra per essere caduta dal balcone: è stata trovata in un canale.
- Sterminata un'intera famiglia di brasiliani residente ad Arzachena: il seminterrato nel quale abitavano è stato sommerso da tre metri d'acqua e tutti gli occupanti - Isael Passoni e la moglie Cleide, entrambi di 42 anni, e i due figli, Weriston di 20 e Laine Kellen di 16 - sono rimasti intrappolati morendo annegati.

Due morti in provincia di Nuoro:
- Sulla strada Oliena-Dorgali è morto un poliziotto di 44 anni, Luca Tanzi, assistente capo della Squadra mobile di Nuoro, finito fuori strada con l'auto di servizio mentre scortava un'ambulanza. Gli altri tre agenti a bordo sono gravi.
- Una donna di 87 anni, Maria Frigiolini, costretta su una sedia a rotelle, è morta nella sua casa allagata a Torpè, sembra per un attacco di cuore.

Un morto in provincia di Oristano:
- Una donna di 64 anni, Vannina Figus, è stata trovata morta nella sua casa allagata a Uras.

lunedì 26 agosto 2013

Olbia: chiusa dalla GdF per 3 giorni gelateria, ha evaso un euro e mezzo in 5 anni

Marina Manzotti
OLBIA - La guardia di finanza è inflessibile con gli evasori, anche quando le cifre sono davvero irrisorie. Lo dimostra il caso di una storica gelateria del centro di Olbia, in Sardegna, costretta a chiudere per tre giorni alla fine del mese di agosto per aver collezionato quattro verbali per scontrini non emessi in cinque anni: un'evasione totale che ammonta a 1,50 euro.
La proprietaria della gelateria "Smeralda", Marina Manzotti di origini bergamasche,  si è detta allibita: "È una sanzione assurda. Tra l'altro ci rimetterà anche lo Stato che perderà l'Iva per il mancato introito del prossimo fine settimana con un incasso previsto in circa 6mila euro". Ed è stato inutile anche chiedere di rinviare lo stop al termine della stagione estiva. 

Come riportato da vari quotidiani locali, i verbali contestati dalle Fiamme gialle sono quattro: si tratta di due scontrini da 1 euro, di uno scontrino da 6,50 euro e di un altro da 1,50 euro. Calcolata l'Iva al 10%, l'evasione totale si attesta intorno a 1,50 euro. Per "riavere" quegli spiccioli evasi, però, lo Stato rinuncia ai circa 500 euro di Iva che la gelateria avrebbe fatturato nel weekend in cui invece rimarrà chiusa.

martedì 11 settembre 2012

I lavoratori Alcoa di ritorno da Roma, occupano per due ore il traghetto a Olbia. “Risultato deludente”


OLBIA - I lavoratori dell'Alcoa hanno occupato per circa due ore il traghetto che li riportava a casa da Roma, dopo le manifestazioni di ieri, entrando nel porto di Olbia. Circa 350 i lavoratori sulla nave che protestavano battendo i loro elmetti. Poi hanno lasciato la nave e sono scesi a terra. Hanno lasciato poco dopo le 9 la nave Tirrenia "Sharden".  I lavoratori sono sbarcati per poi salire su sei pullman che fra circa cinque ore li riporteranno a Portovesme, dove intendono proseguire la protesta. Nel lasciare il porto dell'Isola Bianca alcuni operai fanno esplodere qualche petardo.
"Ieri - ha spiegato un sindacalista - al termine dell'incontro dopo l'illustrazione dell'esito dei verbali sottoscritti dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Regione Sardegna e dalla Provincia Carbonia Iglesias tra i lavoratori si è diffusa una grandissima delusione per il risultati raggiunti". Un approdo "non giudicato sufficiente dai sindacati, che non lo hanno sottoscritto", aggiunge il dirigente sindacale. A suo avviso, "é urgente fare assolutamente un passo in avanti nella direzione di una soluzione".
Quanto al possibile trasferimento dello stabilimento da Alcoa a un'altra società, l'ipotesi formalmente più concreta è rappresentata da Klesch, l'unica compagnia ad avere indirizzato ad Alcoa il suo interessamento allo stabilimento.
E la multinazionale dell'alluminio sarebbe disposta ad aprire un vero e proprio negoziato con Klesch (dopo che i colloqui si erano interrotti a giugno). L'altra azienda in campo è la svizzera Glencore, che tuttavia ha manifestato il suo interessamento solo attraverso il ministero dello Sviluppo. Alla fine dell'incontro il dicastero ha spiegato di essere impegnato nel sollecitare le imprese che sono interessare ad "avviare in tempo rapidi le negoziazioni" per il passaggio dell'impianto, ferma restando sia l'adozione di tecniche in grado di far rifunzionare rapidamento lo smelter sia la cig in deroga per i lavoratori dell'indotto. Una convocazione delle due società sarebbe ipotizzabile a breve. Un'altro segnale positivo è arrivato dall'Enel: l'ad Fulvio Conti ha assicurato la "disponibilita"' del gruppo a studiare i progetti proposti dalle istituzioni sulle questioni energetiche che riguardano la Sardegna. Soprattutto hanno rappresentato un'apertura le parole di Passera, impegnato nel "trovare una soluzione", anche se il ministro ha chiarito come Alcoa sia una vertenza "tra le più difficili

sabato 4 febbraio 2012

Vento spinge nave della Tirrenia contro la diga foranea a Civitavecchia: grosso squarcio nello scafo, nessuna conseguenza per i passeggeri, tutti evacuati

La nave Sharden
CIVITAVECCHIA - La nave della compagnia Tirrenia 'Sharden' in partenza da Civitavecchia per Olbia, a causa del forte vento, in uscita da Civitavecchia ha urtato la diga foranea all'altezza del fanale verde, provocando uno squarcio di 30 metri nello scafo sopra la linea di galleggiamento. Nessuna conseguenza per le oltre 300 persone a bordo. La nave e' stata messa in sicurezza ed i passeggeri evacuati su un'altra nave. Molta la paura, troppo vicino il ricordo di nave Concordia.
Immediato l'intervento della Guardia Costiera che ha subito messo in sicurezza il traghetto tranquillizzando i passeggeri. Qualche ora dopo sono iniziate le operazioni di evacuazione dell'imbarcazione, grazie anche all'aiuto dei vigili del fuoco impegnati nella rimozione delle bitte che ostruivano il portellone di apertura.
I 262 passeggeri sono stati portati su un'altra nave, ma dovranno attendere ancora qualche ora prima di prendere il largo. "Abbiamo lasciato le auto sulla nave, ci hanno detto che ce le faranno ritrovare in Sardegna, speriamo bene", dice uno dei passeggeri mentre si prepara a lasciare la "Sharden".
"Abbiamo sentito un rumore fortissimo, un boato, come se si fosse sganciato un camion - racconta uno dei passeggeri -. Sono uscito dalla cabina e ho raggiunto il ponte, da dove mi sono affacciato. Ho visto la nave che è praticamente salita su un dente della banchina, provocando uno squarcio".

martedì 27 dicembre 2011

Ordigno a basso potenziale scoppia davanti alla sede di Equitalia a Olbia

OLBIA - Un ordigno di basso potenziale, probabilmente costituito da gelatina, è stato fatto esplodere ieri sera davanti all'agenzia Equitalia di Olbia. La deflagrazione ha fatto saltare in aria parte del portone d'ingresso. I danni sono limitati. Gli attentatori hanno agito a Colcò, alla periferia di Olbia, una zona di solito poco frequentata e ieri sera totalmente deserta. L'ordigno ha danneggiato esclusivamente la vetrata esterna dell'agenzia, senza intaccare gli edifici adiacenti.

In Sardegna, dove migliaia di imprese e professionisti sono indebitati o già falliti per incapacità di pagare le cartelle esattoriali, la protesta contro Equitalia è molto estesa, ma finora le contestazioni erano sfociate esclusivamente in civili e affollate manifestazioni di piazza, in particolare a Cagliari.