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martedì 20 novembre 2012

Arrestati tre fratelli e un nipote del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria


NAPOLI - La Squadra Mobile della Questura di Caserta ha arrestato Antonio Zagaria, fratello del boss Michele, ritenuto il reggente del clan dei Casalesi. In manette anche il nipote di Zagaria, Filippo Capaldo, e notificate in carcere provvedimenti ad altri due fratelli, Carmine e Pasquale. Il nipote dei Zagaria era stato scarcerato da circa un mese. Nell'ambito dell'operazione Thunderball 2, complessivamente gli arrestati sono nove e riguardano elementi ritenuti di vertice del clan dei Casalesi.
Le accuse dell'Antimafia sono di estorsione aggravata dal metodo mafioso: le indagini hanno consentito di fare luce, in particolare, su due diverse vicende subite da un imprenditore che, oberato da debiti usurari, è stato costretto dalle minacce dei membri del clan camorrista a vendere attrezzature e beni strumentali della propria azienda agricola per restituire il denaro. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, diretta dal vicequestore aggiunto Angelo Morabito, che contribuirono alla cattura del superlatitante Michele Zagaria, avvenuto il 7 dicembre 2011 dopo una latitanza di oltre 16 anni. 

mercoledì 3 ottobre 2012

Michele Zagaria è in carcere, ma le estorsioni dei casalesi continuano. Sei arresti


CASERTA - Gli agenti della squadra mobile di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei esponenti del clan dei Casalesi, gruppo del boss Michele Zagaria, in carcere dal 7 dicembre 2011. Gli arresti sono stati eseguiti nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, denominata "Thunderball". I sei sono accusati di reati di associazione mafiosa ed estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Michele Barone, Michele Fontana, Giorgio Pagano, Renato Piccolo, Costantino Diana e Francesco Sabatino. Le indagini della polizia hanno evidenziato come, nonostante l'arresto del boss Zagaria, non si siano mai interrotte le attivita' estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti a cui, dopo la cattura dello storico latitante, gli emissari del clan avevano ribadito che "nulla era cambiato" e che "dovevano mantenere gli impegni assunti con l'organizzazione", riferendosi al pagamento delle rate estorsive non ancora versate. Le indagini hanno accertato come gli affiliati liberi continuino a eseguire le direttive impartite, nonostante il regime di detenzione duro, da esponenti storici e di vertice del clan "dei Casalesi" e che le somme raccolte tramite le estorsioni erano finalizzate al pagamento degli stipendi e delle spese legali ai familiari dei detenuti.

giovedì 8 dicembre 2011

I paesani di Michele Zagaria: ditegli che ci dispiace


Michele Zagaria arrestato

CASERTA - Stanno per essere ultimati i rilievi della Polizia scientifica all'interno del bunker di vico Mascagni a Casapesenna, nel Casertano, dove è stato arrestato il boss Michele Zagaria. Tra i reperti, definiti di grande interesse, c'è anche il computer del capo dei Casalesi. Intanto, nel paese dove si nascondeva, la popolazione lo difende: "Non ci ha fatto nulla di male, ci dispiace per l'arresto".
E' proprio il computer il primo elemento che sarà messo sotto esame dagli esperti. Gli investigatori sperano di acquisire, attraverso i file, dati importanti sulla cosca e i suoi appartenenti. Il pm Catello Maresca che, con gli altri colleghi del pool ha seguito le indagini e le ricerche su Zagaria, sta tornando a Casapesenna per un'ulteriore ricognizione del covo e dell'abitazione soprastante.

A Casapesenna il giorno dopo la cattura del boss in paese circola solo una una richiesta: "Scrivete che ci dispiace che lo hanno arrestato, lo dovete scrivere". Davanti alla villa dove si nascondeva il boss nessuno ha voglia di parlare. In una casa di fronte, dove qualcuno dice di aver visto la sorella di Zagaria, una signora si affaccia e inizia ad urlare: "Andate ad uccidervi". E poi la richiesta "dovete dire a tutti che ci dispiace". In piazza la storia non cambia. Zagaria? "A noi non ci ha fatto nulla di male".

mercoledì 7 dicembre 2011

Preso Michele Zagaria, l'ultimo superlatitante della camorra. Era nascosto in un bunker

L'ultimo identikit di Zagaria


La foto segnaletica di Zagaria dopo l'arresto


Zagaria, in primo piano viene portato via su un'auto della polizia
NAPOLI - Il boss Michele Zagaria, l'ultimo superlatitante della camorra e' stato preso dalla Squadra Mobile di Napoli e Caserta in una abitazione in via Mascagni nel comune di Casapesenna. Secondo le ultime notizie, è stato individuato dalla polizia in un bunker, ma non ancora catturato. Sono in corso lavori di scavo per raggiungerlo.
Cosa che è accaduta alle ore 12. L'ultimo capo della cosca casertana è stato scovato dalla squadra Mobile di Caserta coadiuvati dai colleghi di Napoli, all'interno di un covo individuato sin dai giorni scorsi in un fondo agricolo di via Mascagni, una traversa di via Crocelle nel cuore della sua Casapesenna, dove gli investigatori erano sicuri si nascondesse la primula rossa della feroce organizzazione criminale, latitante dal 1995.
La villetta nel cui sotterraneo si nascondeva Zagaria



Tra il nascondiglio sotterraneo e il pavimento della villetta vi erano cinque metri di cemento armato. Per stanare il latitante sono intervenuti gli escavatori. "Basta, non sfondate, sono qui. Mi arrendo". Quando ha capito che non c'era più nulla da fare la voce di Michele Zagaria si è sentita dal sottosuolo mentre invocava la polizia di non sfondare più il pavimento perché si sarebbe consegnato spontaneamente. 
Le prime parole che il boss ha rivolto ai magistrati della Dda che l'hanno raggiunto nel bunker sono state ironiche: ''Avete vinto voi, ha vinto lo Stato''
L'ingresso del bunke
Il boss è stato poi colto da malore, al punto da richiedere l'intervento di un'ambulanza. Scene di giubilo e di entusiasmo tra le forze dell'ordine presenti che hanno cominciato ad abbracciarsi e a scandire slogan. 
 L'operazione e' stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, insieme a quella di Caserta e al Servizio Centrale Operativo della Polizia. 
Poliziotti in festa davanti alla Questura di Caserta
Il superboss è stato trasferito da Casapesenna alla questura di Caserta. Il boss è giunto in questura in Piazza Vanvitelli a Caserta accompagnato da una ventina di auto dalle quali spuntavano i pugni alzati dei poliziotti in segno di festa, scortate da un elicottero ed è stato fatto scendere davanti al portone dell'edificio. Quindi è stato accompagnato nella questura. All'esterno della questura tanta folla; in molti hanno incitato i poliziotti.
Un breve colloquio con il suo piu' strenuo oppositore, il capo del pool antimafia che indaga sul clan dei casalesi, Federico Cafiero de Raho. Una stretta di mano anche con Raffaele Magi, il giudice estensore della sentenza dello storico processo Spartacus che ha sentenziato decine di ergastoli. Zagaria si muove con aria intimorita ma anche con deferenza nelle stanze della Questura di Caserta dove viene foto segnalato. 
Il boss "ha abbassato la testa" di fronte ai magistrati che arresto dopo arresto, nel solco lasciato da Franco Roberti, oggi Procuratore Capo a Salerno, hanno sgominato il clan dei Casalesi. 
Oltre al superlatitante Michele Zagaria, la polizia ha fermato anche la coppia proprietaria della villetta, 
Vincenzo Inquieto e la moglie, in vico Mascagni, in centro a Casapesenna (Caserta), sotto la quale era nascosto il covo del boss. La posizione di marito e moglie è ancora al vaglio degli inquirenti. 
L'ultimo covo del superlatitante era nella villetta di un noto fiancheggiatore del boss. Secondo quanto si è appreso, infatti, il fabbricato in via Mascagni appartiene a uno dei fratelli Inquieto, famiglia di Aversa che già a Pasqua scorsa si era vista perquisire dalla Squadra Mobile di Napoli diretta allora da Vittorio Pisani un negozio aversano e una abitazione alla ricerca di nascondigli del capo clan. L'intuizione degli inquirenti, dunque, della vicinanza di questo gruppo a Zagaria, era giusta.

Circa 300 i poliziotti impegnati nel blitz scattato questa notte verso le 3. Il bunker, a circa 4 metri di profondità, protetto da cemento armato che è stato sfondato con delle trivelle anche grazie all'aiuto dei vigili del fuoco.
Il superboss sarà detenuto nel carcere di Novara, in regime di 41 bis. Il trasferimento avverrà già nelle prossime ore. 
L'arresto di Michele Zagaria ''e' un grandissimo successo dello Stato''. Lo dice il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri sottolineando che si tratta di un colpo ''non solo al clan dei casalesi ma all'intera organizzazione camorristica'', grazie ''allo straordinario lavoro di forze dell'ordine e magistratura''.
Il ministro si è congratulato con il capo della polizia, Antonio Manganelli, per l'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli, eseguita dalla Questura di Napoli e Caserta e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.
Annuncio ''in diretta'' della cattura di Michele Zagaria al ministro della Giustizia Paola Severino: lo ha fatto il pm della Dda Antonello Ardituro, vicesegretario nazionale dell'Anm, che si trovava appunto a Roma per un incontro dell'associazione magistrati con il guardasigilli. Ardituro ha comunicato la notizia al ministro ed agli altri partecipanti all'incontro. L'annuncio e' stato accolto da un lungo applauso.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, informato a Milano dell'arresto del boss Zagaria, ha espresso vivo apprezzamento "per l'importante risultato conseguito nel contrasto alla criminalità organizzata".
"Con la cattura di Michele Zagaria si è certamente tagliata la testa dei Casalesi, l'unica rimasta dopo l'arresto di Antonio Iovine". Lo dice il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso