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giovedì 28 novembre 2013

Tutto il mondo è paese: 6 arresti in Gran Bretagna per il calcio scommesse (asiatico)

LONDRA - Sei uomini sono stati arrestati dagli agenti della Agence National Crime  (NCA) che indaga sulle presunte partite truccate nel calcio inglese.
Almeno tre calciatori sono  tra I detenutI in tutto il paese, ma nessuno sarebbe legato al club professionistici.
La NCA ha detto che il focus della operazione è stata un sospetto sindacato internazionale di scommesse illegali. Si pensa che gli indagati siano detenuti dalla polizia nelle Midlands. La NCA ha detto che stava lavorando a stretto contatto con la Gambling Commission e la Football Association: "Questa è una indagine in corso e non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli in questo momento." La FA ha detto che è stato informato degli arresti e in una dichiarazione, ha detto: "Abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità in relazione a queste accuse La FA non farà ulteriori commenti in questo momento a causa di indagini in corso.». La Gambling Commission dal canto suo ha affermato che aveva fornito consulenza, intelligenza e competenza nel sostenere le indagini e continua a mantenere i contatti con la NCA e FA."
Gli arresti arrivano dopo un’inchiesta pubblicata dal Daily Telegraph nella quale si  sostiene che un sindacato di scommettitori  da Singapore aveva discusso a Manxhester la possibilità di influenzare i punteggi e risultati di una partita di un Campionato inglese delle serie più basse per 50.000 sterline a incontro. Secondo il giornale, giocatori avrebbero scommesso centinaia di migliaia di sterline, utilizzando le informazioni privilegiate attraverso le scommesse piazzate su siti asiatici.

Gli organizzatori avrebbero “offerto”  due partite di calcio, dicendo che avrebbero detto ai giocatori quanti gol dovevano essere segnato. Uno dei trafficanti  avrebbe pagato a un giocatore 5.000 sterline per prendere un cartellino giallo all'inizio di una partita come un segnale che il risultato era stato manipolato.

martedì 30 aprile 2013

Puglia: sgominata cellula islamica che predicava la jihad. Sei arrestati, tunisini e marocchini

BARI - Sgominata dai carabinieri dei Ros una cellula di matrice islamista con base in Puglia. Il gruppo avrebbe avuto stretti contatti con personaggi di spicco del terrorismo internazionale. I militari hanno arrestato sei persone, in Italia e all'estero, con l'accusa di associazione di terrorismo internazionale e istigazione all'odio razziale.
 Secondo le indagini, gli appartenenti alla cellula in diverse occasioni avevano mostrato un acceso antisemitismo e una avversione per i paesi 'infedeli' tra cui gli Stati Uniti e l'Italia. Il gruppo incitava alla jihad e ad azioni suicide in Occidente e nelle zone di guerra. Accertata anche una diffusa attività di proselitismo e indottrinamento verso in nuovi affiliati che veniva svolta anche con documenti audio e video che esortavano a compiere azioni suicide.
 Gli arresti riguardano persone che vivono in Italia (Puglia, Lombardia e Sicilia) e in Belgio. A finire in manette sarebbero cittadini di nazionalità marocchina e tunisina. L'indagine è diretta dal sostituto procuratore di Bari, Renato Nitti, ed è stata avviata nel 2007, tramite il monitoraggio di alcune attività dei migranti e con accertamenti sui loro call center e internet point.

mercoledì 3 ottobre 2012

Michele Zagaria è in carcere, ma le estorsioni dei casalesi continuano. Sei arresti


CASERTA - Gli agenti della squadra mobile di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei esponenti del clan dei Casalesi, gruppo del boss Michele Zagaria, in carcere dal 7 dicembre 2011. Gli arresti sono stati eseguiti nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, denominata "Thunderball". I sei sono accusati di reati di associazione mafiosa ed estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Michele Barone, Michele Fontana, Giorgio Pagano, Renato Piccolo, Costantino Diana e Francesco Sabatino. Le indagini della polizia hanno evidenziato come, nonostante l'arresto del boss Zagaria, non si siano mai interrotte le attivita' estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti a cui, dopo la cattura dello storico latitante, gli emissari del clan avevano ribadito che "nulla era cambiato" e che "dovevano mantenere gli impegni assunti con l'organizzazione", riferendosi al pagamento delle rate estorsive non ancora versate. Le indagini hanno accertato come gli affiliati liberi continuino a eseguire le direttive impartite, nonostante il regime di detenzione duro, da esponenti storici e di vertice del clan "dei Casalesi" e che le somme raccolte tramite le estorsioni erano finalizzate al pagamento degli stipendi e delle spese legali ai familiari dei detenuti.