| Luigi Lusi |
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venerdì 2 maggio 2014
L'ex tesoriere della Margherita Lusi condannato a 8 anni
martedì 4 settembre 2012
Il Tribunale del Riesame lascia in carcere il senatore Lusi
ROMA - Resta in carcere il senatore della Margherita, Luigi Lusi. Il tribunale del Riesame ha confermato gli arresti dopo la pronuncia della Cassazione che il 31 luglio scorso aveva annullato con rinvio la conferma da parte del tribunale della libertà della custodia nel carcere di Rebibbia.
Nel corso dell'udienza davanti al Riesame, svolta il 31 agosto scorso, i pm si erano detti favorevoli alla concessione degli arresti domiciliari per Lusi. Per i pm la misura, nel caso, sarebbe dovuta essere eseguita in un convento abruzzese. I difensori del parlamentare, gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, non avevano formalizzato l'istanza al giudice delle indagini preliminari in attesa della decisione del Riesame. Nei giorni successivi il gip Simonetta D'Alessandro aveva confermato la custodia cautelare in carcere
Lusi è in cella a Rebibbia dal 20 giugno scorso, dopo il via libera al suo arresto pronunciato dall'aula del Senato. Il senatore è accusato, assieme ad altre persone, tra cui anche la moglie Giovanna Petricone, di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.
venerdì 3 agosto 2012
Negata la scarcerazione all’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi
ROMA - Resta in carcere Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita accusato di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita. La decisione è stata presa dal gip Simonetta D'Alessandro, che ha così respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori del senatore. La Cassazione aveva in precedenza annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere rinviando gli atti al Riesame per una nuova valutazione.
Il pubblico ministero Stefano Pesci, nel parere consegnato all'ufficio del gip, si era detto contrario alla scarcerazione ma favorevole ai domiciliari se avessero garantito le esigenze cautelari.
Oggi la decisione del gip D'Alessandro che ha invece deciso di respingere l'istanza della difesa di Lusi. L'ex tesoriere si trova in carcere dal 20 giugno con l'accusa di essersi impossessato di circa 25 milioni di euro dalle casse dell'ex Margherita.
"Quanto deciso dal gip non ci stupisce, la decisione era nell'aria" ha dichiarato l'avvocato Renato Archidiacono che insieme all'avvocato Luca Petrucci difende Lusi. "Ora - ha proseguito l'avvocato Archidiacono - attendiamo l'udienza del Tribunale del Riesame".
Oggi la decisione del gip D'Alessandro che ha invece deciso di respingere l'istanza della difesa di Lusi. L'ex tesoriere si trova in carcere dal 20 giugno con l'accusa di essersi impossessato di circa 25 milioni di euro dalle casse dell'ex Margherita.
E c'e' proprio anche il reato di calunnia commesso nel corso della detenzione tra i motivi che hanno spinto il gip del tribunale di Roma a negare la scarcerazione . Inoltre il gip sottolinea la necessita' di salvaguardare le esigenze cautelari di Lusi anche perché non sono ancora stati restituiti i soldi inviati all'estero dal senatore.
Il gip evidenzia ancora che per gli arresti domiciliari la difesa di Lusi non ha indicato un luogo alternativo alla residenza della moglie, Giovanna Petricone, indagata nell'ambito della stessa inchiesta.
martedì 31 luglio 2012
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Luigi Lusi
ROMA - La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Luigi Lusi rinviando gli atti al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione.
La Cassazione accoglie dunque il ricorso della difesa dell'ex tesoriere della Margherita, ma il senatore resta in carcere essendo stato deciso l'annullamento con rinvio: ora toccherà ai giudici del Riesame esprimersi. Secondo quanto si apprende domani gli avvocati di Lusi, Luca Petrucci e Renato Archidiacono, presenteranno l'istanza dI scarcerazione.
Lusi è nel carcere di Rebibbia dal 22 giugno scorso. E' accusato di di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di fondi dalle casse del partito del quale era tesoriere. Il 9 luglio scorso la moglie, Giovanna Petricone era stata scarcerata dal gip di Roma. Si trovava agli arresti domiciliari dal 3 maggio.
domenica 24 giugno 2012
L'interrogatorio di Lusi: tutti gli investimenti immobiliari per conto dei rutelliani
| Lusi e Rutelli |
ROMA - L'interrogatorio di garanzia dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi,si e' concluso dopo oltre 7 ore. Davanti al gip Simonetta D'Alessandro Lusi avrebbe ricostruito il funzionamento del sistema.In un passaggio dell'interrogatorio Lusi avrebbe sottolineato che ''tutti gli investimenti immobiliari fatti dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana,c'era un preciso patto fiduciario''. Il senatore durante l'interrogatorio di garanzia ha ripercorso puntualmente tutta la sua attività di tesoriere della Margherita. Ha precisato che "dal 2001 al 2007" il controllo che operava sui bilanci del partito era "regolare e rigoroso e riguardava una verifica accurata di tutte le entrate e le uscite". Dal 2007 in poi, ovvero da quando il partito si scioglie, ha precisato Lusi davanti al gip, il suo controllo operato sui bilanci "è stato solo un controllo formale e non riguardava le entrate e le uscite", dunque "era meno accurato". L'ex tesoriere ha ribadito che con la fusione con i Ds e la costituzione del Pd, all'interno della Margherita fu raggiunto un accordo, del quale lo stesso Lusi era il garante, per la ripartizione dei fondi e delle spese tra Popolari (60 per cento) e Rutelliani (40 per cento), ma ha aggiunto "che tutti gli investimenti immobiliari" da lui compiuti, tracciabili e riconducibili appunto alla sua persona, "sono stati fatti per conto della corrente rutelliana e in virtù di un patto fiduciario con tale corrente per fare rientrare i soldi in questa maniera". Allo stesso tempo Lusi ha anche ammesso che in questo meccanismo di gestione poco accurata dei bilanci si è appropriato di somme di denaro. Ma ha più volte sottolineato che la stragrande maggioranza degli acquisti di immobili sono stati fatti proprio in virtù del patto con la corrente del'ex presidente Dl Rutelli.
"Ha parlato di come funzionava il sistema e di quello che era il suo ruolo", hanno detto i difensori lasciando il carcere di Rebibbia. Gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono hanno anche spiegato che il senatore ha portato all'attenzione degli inquirenti documenti e fatto riferimento a carte che la procura può acquisire e che adesso saranno oggetto di valutazione dei pubblici ministeri. I legali hanno precisato di non aver presentato istanza per la remissione in libertà del parlamentare. La richiesta sarà presentata la prossima settimana. Massimo riserbo in ambienti della Procura sull'esito dell'interrogatorio di garanzia , ma fonti di piazzale Clodio affermano che "il quadro accusatorio si è rinforzato ed è stato corroborato da dettagli che ora dovranno essere esaminati".
''Se e' vero che ha detto di aver concordato con la 'corrente rutelliana' le operazioni di ladrocinio a beneficio personale e dei suoi familiari, significa che Lusi vuol fare la fine di Igor Marini''. Cosi' Francesco Rutelli commenta le indiscrezioni dopo l'interrogatorio di Lusi a Rebibbia. Marini fu condannato a 10 anni di carcere anche per calunnia a danno di Rutelli. Giampiero Bocci ha a sua volta dichiarato: ''Se ha detto questo, e' proprio andato fuori di testa''.
giovedì 21 giugno 2012
Lusi in carcere, oggi l’interrogatorio di garanzia
ROMA - Potrebbe svolgersi già nella giornata di oggi l'interrogatorio di garanzia in carcere per Lusi. L'ex tesoriere comparirà davanti al gup Simonetta D'Alessandro, che il 3 maggio firmò il provvedimento con cui chiedeva l'arresto per il reato di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.
Lusi, dall’aula di Palazzo Madama, dopo la votazione di ieri che aveva detto sì al suo arresto, si era recato a Rebibbia per costituirsi.
I 13 senatori che hanno votato contro l'arresto di Luigi Lusi appartengono in maggioranza al centrodestra e due al gruppo misto. I senatori del Pdl contrari sono: Diana De Feo; Sergio De Gregorio; Marcello Dell'Utri; Piero Longo; Marcello Pera; Guido Possa. I senatori di Coesione Nazionale sono Valerio Carrara; Mario Ferrara; Salvo Fleres; Elio Palmizio e Riccardo Villari. Hanno votato contro, dopo averlo annunciato in Aula, anche il repubblicano Antonio Del Pennino ed Alberto Tedesco, entrambi del gruppo misto. Il senatore che si è astenuto è l'ex leghista Piergiorgio Stiffoni, ora passato al misto.
mercoledì 20 giugno 2012
Il Senato ha detto sì all'arresto di Lusi
ROMA - Con 155 sì, 13 no e un astenuto il Senato ha detto sì all’arresto dell’ ex tesoriere della Margheruta Luigi Lusi. Il Pdl non ha partecipato al voto uscendo dall’aula. In aula erano presenti 195 senatori, 169 i votanti. Sull'ex tesoriere della Margherita pesano forti dubbi di irregolarità nella gestione dei bilanci del partito con l'ammanco di alcuni milioni di euro.
Approvato così il parere della giunta per le Immunità che aveva dato il via libera alla richiesta di arresto avanzata dalla procura di Roma nei confronti dell'ex tesoriere della Margherita. Il senatore da questo momento ha 24 ore per costituirsi nel carcere di Regina Coeli.
«Sono una persona che sta vivendo un incubo» dice Lusi subito dopo il voto. Il senatore poi ha chiesto al commesso di avere il tabulato delle votazioni. Dopo aver guardato con attenzione il documento e averne sottolineato delle parti, ha rimesso tutte le sue carte nella borsa e ha lasciato il Senato, senza salutare nessuno. «Vi dispiace se dico che non ne approfitto ma vado dove devo andare», dice ai giornalisti che lo aspettavano fuori da Palazzo Madama. Lusi andrà ora con i suoi avvocati nella villa di Genzano, ai castelli romani, in attesa dell'arrivo della Guardia di Finanza, che dovrà eseguire la misura cautelare.
Il Senato aveva ascoltato in silenzio per circa mezz'ora l'intervento dell'ex tesoriere della Margherita. Quando aveva finito di parlare, in un'Aula attentissima e stranamente silente, nessuno gli aveva stretto la mano o gli aveva rivolto la parola, neanche il suo collega Alberto Tedesco, per il quale l'Aula di Palazzo Madama negò tempo fa l'autorizzazione all'arresto. Nella stessa fila, ma a cinque posti di distanza, il segretario dell'Api Francesco Rutelli aveva ascoltato in silenzio l'intervento del suo ex amico prendendo appunti e inviando sms con il telefonino. Soltanto quando Luigi Lusi aveva parlato di «un anomalo traffico telefonico di Rutelli per evitare che si chiedesse il voto segreto», l'ex sindaco di Roma aveva scosso visibilmente la testa riprendendo a scrivere appunti.
Il Pdl, come annunciato, è uscito dall'Aula al momento della votazione. La linea era emersa nel corso del gruppo al Senato. «Lasciamo la sinistra di fronte alle sue responsabilità: per questo non parteciperemo al voto», aveva annunciato il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri: «sappiamo bene di essere totalmente estranei a queste vicende e non volgiamo correre il rischio di essere strumento di un regolamento di conti altrui», aveva detto.
Approvato così il parere della giunta per le Immunità che aveva dato il via libera alla richiesta di arresto avanzata dalla procura di Roma nei confronti dell'ex tesoriere della Margherita. Il senatore da questo momento ha 24 ore per costituirsi nel carcere di Regina Coeli.
«Sono una persona che sta vivendo un incubo» dice Lusi subito dopo il voto. Il senatore poi ha chiesto al commesso di avere il tabulato delle votazioni. Dopo aver guardato con attenzione il documento e averne sottolineato delle parti, ha rimesso tutte le sue carte nella borsa e ha lasciato il Senato, senza salutare nessuno. «Vi dispiace se dico che non ne approfitto ma vado dove devo andare», dice ai giornalisti che lo aspettavano fuori da Palazzo Madama. Lusi andrà ora con i suoi avvocati nella villa di Genzano, ai castelli romani, in attesa dell'arrivo della Guardia di Finanza, che dovrà eseguire la misura cautelare.
Il Senato aveva ascoltato in silenzio per circa mezz'ora l'intervento dell'ex tesoriere della Margherita. Quando aveva finito di parlare, in un'Aula attentissima e stranamente silente, nessuno gli aveva stretto la mano o gli aveva rivolto la parola, neanche il suo collega Alberto Tedesco, per il quale l'Aula di Palazzo Madama negò tempo fa l'autorizzazione all'arresto. Nella stessa fila, ma a cinque posti di distanza, il segretario dell'Api Francesco Rutelli aveva ascoltato in silenzio l'intervento del suo ex amico prendendo appunti e inviando sms con il telefonino. Soltanto quando Luigi Lusi aveva parlato di «un anomalo traffico telefonico di Rutelli per evitare che si chiedesse il voto segreto», l'ex sindaco di Roma aveva scosso visibilmente la testa riprendendo a scrivere appunti.
Il Pdl, come annunciato, è uscito dall'Aula al momento della votazione. La linea era emersa nel corso del gruppo al Senato. «Lasciamo la sinistra di fronte alle sue responsabilità: per questo non parteciperemo al voto», aveva annunciato il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri: «sappiamo bene di essere totalmente estranei a queste vicende e non volgiamo correre il rischio di essere strumento di un regolamento di conti altrui», aveva detto.
Il Senato vota l’arresto di Lusi. Pdl fuori dall’aula
ROMA - "Non intendo sottrarmi alle mie responsabilità e al processo". Lo ha detto il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, intervenendo nell'Aula a Palazzo Madama al dibattito sulla richiesta di arresto della Procura di Roma. "C'è un'anomalia procedimentale che ha portato all'infamante accusa di associazione a delinquere: solo per questo reato è chiesta la mia custodia cautelare, che non è prevista per l'appropriazione indebita", ha aggiunto.
No a «dover trovare un colpevole per tutte le stagioni dentro a una storia che è decennale», ha detto Lusi durante il suo intervento in Aula. "Mi venga riconosciuto il diritto di accedere alle garanzie di un giusto processo senza inutili e fuorvianti misure afflittive - ha detto Lusi - senza inutili forzature che possono momentaneamente appagare l'antipolitica, tranquillizzare chi vuole un capro espiratorio o trovare un colpevole per tutte le stagioni dentro quella che invece è una complessa vicenda ultradecenale. Il mio grande errore? Agire senza ordini scritti". Lusi si sente vittima di un «patto scellerato: "aver accettato che io facessi e compissi operazioni finanziarie senza che nulla fosse scritto da qualche parte, ma solo sulla base di un accordo verbale. È stato un errore grande, del quale pagherò le conseguenze, per il quale e mi andrò a difendere nel processo a cui sarò sottoposto".
Il Pdl uscirà dall'Aula al momento di votare sull'arresto del senatore. E' questa la linea emersa in Senato. "Non dobbiamo dare alcuna sponda alla sinistra, non ci devono essere strumentalizzazioni su questo voto", dice Angelo Cicolani che conferma: "Usciremo dall'Aula".
mercoledì 13 giugno 2012
Molotov contro la casa dell'ex tesoriere della Margherita Lusi
ROMA - Una molotov è stata lanciata nella notte contro l'abitazione del senatore Luigi Lusi a Genzano (Roma), provocando danni materiali ma nessun ferito. Lo ha riferito lo stesso ex tesoriere della Margherita. "E' la conseguenza di questi due mesi di campagna d'odio", ha detto Lusi. "I carabinieri mi hanno suonato mentre spegnevano l'incendio provocato da un involucro con del liquido infiammabile".
"Pensate se anziché‚ in una villetta isolata avessi abitato in un condominio a Roma", ha aggiunto
martedì 12 giugno 2012
La giunta del Senato dice sì all'arresto di Lusi
ROMA - La giunta del Senato ha detto sì all’arresto del senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita 13 i senatori che hanno votato per l'arresto, 4 contro e 2 che non hanno partecipato. Il responso dell'organo parlamentare passa ora al vaglio dell'aula di Palazzo Madama per la decisione finale.
Da quanto emerso prima del voto, sinistra e Lega hanno votato per l'arresto, mentre il Pdl si è spaccato e ha lasciato libertà di voto.
sabato 10 marzo 2012
Le spese folli dell’ex tesoriere della Margerita, Luigi Lusi: 180 euro per un piatto di spaghetti al caviale ( a spese del partito)
| Luigi Lusi, lex tesoriere infedele della Margherita |
ROMA - Centinaia di scontrini fiscali, di fatture, di ricevute per taxi, alberghi, ristoranti, aerei: 218mila e 250 euro per il solo 2011 messi in conto al partito. L'ex tesoriere, Luigi Lusi, conservava diligentemente tutta la documentazione per poter addebitare le spese alla Margherita; e ora sono proprio quegli scontrini, raccolti dagli "investigatori contabili" del partito, a incastrarlo.
Settantamila euro per una settimana alle Bahamas con i familiari, 11mila per un weekend a Sveti Stefano, nel Montenegro (poi annullato dietro pagamento di una penale di 8.700 euro). E ancora, 180 euro per un piatto di spaghetti al caviale al Pantheon, e 1.500 euro per un pasto nell'Aquilano.
E' stato lo stesso avvocato della Margherita, Titta Madia, a consegnare alla Procura il faldone messo insieme dalla società di revisione Kpmg. Che riferendosi al conto Bnl 7975 (la "cassaforte" del partito) scrive, secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica: "Tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2010, vengono prelevati allo sportello con operazioni di cassa 1 milione 339mila 100 euro, con una media mensile di 30mila euro". Con picchi di 40mila a ottobre 2007, 78mila a dicembre 2009, 43.500 a marzo 2010.
E poi, ancora spese folli in Canada e nelle capitali europee: al Carlton di Londra spende per una notte 2.600 euro, al Cercure Ivry di Parigi una media di 1.600 euro a soggiorno, a Sanremo 1.988 euro per una notte all'Hotel Royal.
Insomma, secondo quanto ricostruito dalla società di revisione, Lusi non si faceva mancare assolutamente nulla. Ma tutto sommato, a quanto pare, rispetto all'appropriazione di almeno 20 milioni di euro che i magistrati gli contestano, questi sono bruscolini.
venerdì 10 febbraio 2012
Il "vizietto" dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi: si era comprato una casa anche ai Castelli Romani, sempre con i soldi dei partiti
ROMA - Spunta un'altra villa nel caso Luigi Lusi. Anche questa comprata con i soldi della Margherita. Il valore è di due milioni di euro, l'immobile si trova ai Castelli romani e si affianca all'appartamento di via Monserrato, in pieno centro a Roma, e alla casa di Gerenzano. E' stata la Guardia di finanza a far emergere l'esistenza di un altro acquisto molto poco chiaro nel patrimonio dell'ex tesoriere della Margherita.
Il prossimo passo dell'indagine, come spiega il "Corriere della Sera", riguarderà ulteriori verifiche sulla Paradiso immobiliare, controllata al cento per cento dalla Ttt di Lusi. Era a questa società infatti che faceva capo la proprietà delle due ville dell'ex tesoriere. Il sospetto è che dietro la scelta di acquisirne le quote ci sia un pagamento in nero, ma anche, forse, il possesso di altri immobili.
E così, questo nuovo capitolo della intricata e brutta vicenda, oltre a fornire altri elementi che confermano la gestione poco corretta di Lusi sulle finanze della Margherita, getta anche diverse ombre sui buchi nei controlli su come venivano amministrati i fondi del partito.
E così, questo nuovo capitolo della intricata e brutta vicenda, oltre a fornire altri elementi che confermano la gestione poco corretta di Lusi sulle finanze della Margherita, getta anche diverse ombre sui buchi nei controlli su come venivano amministrati i fondi del partito.
mercoledì 1 febbraio 2012
L' ex tesoriere della Margherita, accusato di essersi appropriato di 13 milioni di euro, espulso da gruppo del Pd a Palazzo Madama. Pronto a patteggiare la pena
| Il senatore Luigi Lusi |
Lusi ha proposto di patteggiare un anno di pena, ma i pm non l'hanno ritenuta congrua: per Lusi l'accordo potrebbe chiudersi con una condanna a 2 anni di reclusione, o un po' meno (il massimo della pena è 3 anni), compresa la sospensione condizionale.
Intanto è in corso la trattativa per la restituzione dei soldi. Il parlamentare ha depositato in procura una bozza di fidejussione bancaria che copre circa cinque milioni di euro. L'ex tesoriere, che ha ammesso il prelievo del danaro dalle casse della Margherita, non è in grado di consegnare più di cinque milioni, tenendo conto che dei 13 milioni prelevati cinque sono stati versati all'erario per le operazioni immobiliari, ossia l'acquisto di un lussuoso appartamento nel centro di Roma e una villa a Genzano, e per le operazioni finanziarie (soldi trasferiti in Canada) da lui svolte. I vertici della Margherita stanno valutando la copertura fideiussoria e, se la garanzia sarà ritenuta adeguata, potrebbero accettare la proposta.
martedì 31 gennaio 2012
L'ex segretario amministrativo della Margherita senatore Lusi inquisito per appropriazione indebita
| Luigi Lusi |
In una nota congiunta diffusa in tarda serata Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci, spiegano: "Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il senatore Lusi aveva confessato innanzi all'autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro della Margherita-DL. La notizia è incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima fiducia degli organi del partito, anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo. Ciò ci ha indotto a dare corso a tutte le azioni giudiziarie come parte offesa".
"Lusi ha quindi dato le sue dimissioni da tesoriere della Margherita - affermano ancora i tre ex dirigenti Margherita - ed ai magistrati ha manifestato la sua intenzione di restituire le somme di cui si è appropriato".
Int5
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