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mercoledì 21 gennaio 2015

CASERTA, truccavano appalti per il clan dei Casalesi, 24 arresti

NAPOLI, 21 gennaio - Ventiquattro persone sono state arrestate in un'operazione della Dia di Napoli nell'ambito di un'inchiesta su appalti truccati delle Asl di Caserta aggiudicati a imprese del clan dei Casalesi, con l'appoggio di politici e amministratori pubblici. In corso anche numerosi sequestri di società e di beni.
L'operazione - si apprende dalla Dia di Napoli - è scattata nelle prime ore di stamani nell' ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Gli arresti sono stati fatti nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d' ufficio.

L'inchiesta riguarda una serie di presunti appalti truccati indetti dall' Azienda Sanitaria Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta.

venerdì 6 dicembre 2013

Camorra, sequestrati 4 milioni di beni a imprenditore e politico

CASERTA - Beni mobili e immobili, nelle province di Caserta, Latina e Milano (terreni, fabbricati, società, veicoli e rapporti finanziari) per un valore di circa 4 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Dia di Napoli a un ex consigliere comunale di Casal di Principe, Luigi Corvino, 47 anni, ritenuto referente politico dei Casalesi, e a un imprenditore di 49 anni, Francesco Lampo, di Teverola, fino al 2000 organico alla fazione Zagaria della stessa cosca. 
Corvino, attualmente ai domiciliari, è stato arrestato nel novembre del 2011, insieme ad altre 56 persone, nell'ambito dell'operazione "Il principe e la ballerina". Secondo quanto emerso dalle indagini, assecondava le richieste della fazione Bidognetti del clan del cemento sostenendone gli interessi negli appalti, nelle forniture, nell'edilizia e anche procacciando voti per se stesso e per altri esponenti politici graditi al clan.
In cambio del voto aveva anche promesso posti di lavoro nel centro commerciale "Il Principe", mai realizzato. Corvino venne eletto nel 2007 nelle file di Forza Italia, con 531 preferenze. 
Francesco Lampo, invece, forniva appoggio logistico agli affiliati del clan, nascondeva le armi e riscuoteva le tangenti che, poi, investiva in varie attività. Usando la forza intimidatrice del clan dei Casalesi riuscì ad ottenere l'appalto per la realizzazione di tre edifici ad Aversa (Caserta).
I beni - 12 immobili, un garage, 4 società, 15 rapporti finanziari e 3 autoveicoli - sono stati sequestrati tra Trentola Dugenta, San Cipriano d'Aversa, Casal di Principe, Aversa, Minturno (Latina) e Milano.

giovedì 27 giugno 2013

Gioco e scommesse, arrestati 57 del clan dei Casalesi


NAPOLI - I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Caserta, con militari della Guardia di Finanza e agenti di polizia, hanno eseguito 57 provvedimenti restrittivi, in diverse regioni d'Italia, nei confronti di altrettanti esponenti del clan camorristico dei Casalesi.
Le ordinanze cautelari sono state emesse nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Nel corso dell'operazione sono stati, inoltre, sequestrati beni mobili e immobili per diverse centinaia di milioni di euro nei confronti degli indagati.
I 57 arrestati sono accusati, a vario titolo, di partecipazione e concorso esterno in associazione a deliquere di stampo camorristico, associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo dell'attività di gioco e scommesse, illecita concorrenza con violenza e minacce, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode informatica, riciclaccio e reimpiego, intestazione fittizia di beni, estorsione e altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.
L'operazione, denominata "Rischiatutto" (o "Normandia 2"), è scattata nelle province di Caserta, Napoli, Frosinone, Modena, Reggia Emilia e Catania. Il sequestro riguarderebbe beni per oltre 100 milioni di euro: sigilli a sale bingo e proprietà immobiliari.

giovedì 7 marzo 2013

Caserta: arrestati 17 del clan dei Casalesi. Progettavano attentati a caserme dei CC


CASERTA - I carabinieri hanno eseguito nel Casertano 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a una frangia del clan dei Casalesi che estorceva denaro agli imprenditori della zona. Contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Secondo le indagini, il gruppo stava organizzando un attentato alle stazioni dei carabinieri di Grazzanise e alla compagnia di Santa Maria Capua Vetere.
I 17 provvedimenti sono stati emessi su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che sta coordinando l'operazione. Ricostruiti numerosi episodi estorsivi nei confronti di imprenditori locali che poi hanno scelto di collaborare con gli inquirenti. I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno sequestrato degli ordigni, di fattura artigianale, che alcuni esponenti del gruppo criminale intendevano, verosimilmente, utilizzare per i due attentati, oppure per intimidire le vittime. Sequestrato anche un ingente quantitativo di armi, anche da guerra. Le indagini dei carabinieri che hanno portato ai provvedimenti eseguiti oggi sono durate circa tre anni.

lunedì 21 gennaio 2013

Duro colpo ai Casalesi: arrestato l’ultimo figlio ancora in libertà di “Sandokan”


NAPOLI - Duro colpo inferto alla camorra. I carabinieri di Casal di Principe, nel Napoletano, hanno arrestato Carmine Schiavone, l'ultimo figlio ancora in libertà del boss dei Casalesi Francesco, detto "Sandokan". Carmine salì all'onore delle cronache quando, durante un processo di camorra fotografò, a uno a uno i giurati.
Carmine Schiavone, soprannominato "Carminotto o Staffone", è ritenuto il reggente del clan dei Casalesi. Arrestato nel 1998 è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

sabato 6 ottobre 2012

Preso nel Casertano il reggente dei Casalesi. Era in un bunker, armato

Massimo Di Caterino

CASERTA - La squadra mobile di Caserta ha arrestato a Francolise, nel Casertano, Massimo Di Caterino, reggente del clan del Casalesi. Di Caterino è stato rintracciato e bloccato dagli agenti del distaccamento di Casal di Principe in una palazzina di via Roma. Di Caterino era latitante da tre anni e risultava essere uno dei gregari più fidati di Michele Zagaria.
Di Caterino, originario di Casapesenna, come il suo capo, è stato trovato in un'abitazione di Francolise (Caserta) dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta diretta dal vicequestore Angelo Morabito e della sezione distaccata di Casal di Principe guidata dal vicequestore Alessandro Tocco.
Di Caterino è stato rintracciato all'interno di un bunker. Addosso aveva una pistola calibro 7,65 e 10mila euro in contanti. In base alle ultime risultanze investigative aveva assunto un ruolo di vertice nell'ambito dell'ala Zagaria del clan dei Casalesi.