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martedì 1 gennaio 2013

Usa, evitato il fiscal cliff. Il Senato (89 sì, 8 no) approva l’accordo, ora tocca alla Camera

Il Senato Usa al lavoro nella notte di Capodanno


WASHINGTON - Accordo raggiunto tra Casa Bianca e repubblicani per evitare il 'fiscal cliff'. Il Senato lo ha approvato oggi all’alba con la mediazione Vice Presidente Biden e leader della minoranza al Senato Mitch McConnell: è passato con 89 sì e e 8 voti contrari nelle prime ore dell’anno nuovo. E ora va alla Camera, dove i leader non hanno garantito il passaggio, ma alti funzionari ritengono che ciò potrebbe accadere  nei prossimi giorni.
L'accordo si rivolge in primo luogo ai contribuenti che guadagnano più di 450 mila dollari l'anno, aumentando le  tasse sui salari e sui profitti di investimento. Allo stesso tempo, protegge più di 100 milioni di famiglie che guadagnano meno di 250.000 dollari l'anno dagli aumenti della imposta sul reddito che dovevano entrare in vigore 1 gennaio.
L'accordo è stato raggiunto appena tre ore prima della scadenza di mezzanotte (alle 3 in Italia), dopo che i negoziatori avevano superato gli due ultimi ostacoli che coinvolgevano la tassa di proprietà e i tagli alla spesa automatici.
I repubblicani ceduto sui tagli alla spesa accettando  un ritardo di due mesi nelle riduzioni di bilancio che sarà pagato in parte con nuove entrate fiscali, una condizione cui avevano a lungo resistito. E la Casa Bianca ha fatto una concessione importante sulla tassa di proprietà, aderendo alle condizioni che permetterebbero alle proprietà pena fa $ 15 milioni di sfuggire alla tassazione, entro la fine del decennio
Oltre ad affrontare la crisi fiscale, la misura si estenderebbe alle  politiche agricole federali evitando un raddoppio del prezzo del latte. L'accordo ha inoltre bocciato un aumento di paga per i membri del Congresso.
L'accordo e' stato finalizzato dal vicepresidente Joe Biden e dal leader della minoranza repubblicana al Senato Mitch McConnell. L'intesa è già stata siglata dalla leader dei democratici alla Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi e dal suo collega al Senato Harry Reid.
I tagli alle tasse passati durante la presidenza di George W. Bush erano formalmente scaduti alla mezzanotte (06:00 in Italia).
Il taglio della spesa enorme che  avrebbe visto saltare  1,2 triliardi di dollari dal bilancio federale in oltre 10 anni è stato rinviato per due mesi, permettendo il Congresso e la Casa Bianca di riaprire i negoziati.

giovedì 6 dicembre 2012

Astensione Pdl in Senato, Monti non ha più la maggioranza


ROMA -  Il governo Monti ha perso la maggioranza al Senato con il voto sul decreto crescita che ha ottenuto soltanto 127 sì, ben 35 voti sotto quota 162, cioè la metà più uno dei componenti dell'Assemblea di Palazzo Madama. Il governo Monti ha comunque ottenuto la fiducia, ma i voti favorevoli in aula, con il Pdl che non ha votato, sono stati appunto soltanto 127. 
Il Pdl si è astenuto ANCHE alla Camera sul dl sulle spese di regioni ed enti locali. La capogruppo Pd in Senato Anna Finocchiaro avverte: "Il governo non ha più la maggioranza. Monti salga al Colle". Il Pdl ha deciso di non partecipare al voto dopo che il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha criticato l'ipotesi che Silvio Berlusconi si candidi alle politiche del prossimo anno.
"Nelle prossime ore farò gli accertamenti necessari ma la tenuta istituzionale del Paese è fuori questione", così il presidente Napolitano interviene a cercare di sedare la situazione. "E' necessario cooperare responsabilmente a un'ordinata, non precipitosa e convulsa conclusione della legislatura e dell'esperienza di governo avviata nel 2011", ha detto Napolitano rivolgendosi al direttivo dell'Anci che è riunito in Campidoglio. "Sappiamo - ha aggiunto - che la imminente conclusione della legislatura e quindi l'avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche da oltre un anno impegnate nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti".

"Sono stato e sono in contatto con il presidente della Repubblica e attendo di conoscere le sue valutazioni sulla base in particolare del preannunciato passo del segretario del Pdl". Così il premier Mario Monti in conferenza stampa a palazzo Chigi. "Non appartiene al governo fare processi alle intenzioni".
Dopo il voto in Senato , il Pd ha confermato la sua lealtà a Monti, come ha dichiarato il segretario Pier Luigi Bersani aggiungendo che il Pdl sta "scaricando" sulle istituzioni i suoi problemi e "la situazione è problematica". 
Il presidente del Senato Renato Schifani ha commentato duramente il voto sul dl crescita: "Oggi al Senato è accaduto un fatto non indifferente: vedremo gli sviluppi. Terrò informato Napolitano del contenuto degli interventi che ci sono stati in Aula, a cominciare da quello di Finocchiaro. Per quanto attiene ai miei doveri - ha sottolineato - non mi sottrarrò sul da farsi". Quindi Schifani ha auspicato "punti di intesa che favoriscano una fine della legislatura con il massimo della condivisione".
"Il governo è morto, bisogna prenderne atto, approvare a legge di stabilità e poi andare subito al voto" è stato invece il lapidario commento del senatore della Lega, Roberto Calderoli,.
Secondo alcune indiscrezioni trapelate dal vertice del Pdl Silvio Berlusconi si prepara ad annunciare il ritorno in campo con un discorso in Parlamento.

giovedì 10 novembre 2011

Maxiemendamento: si vota in Senato. Ecco i contenuti


ROMA - Dalla stretta sugli statali in mobilità alla "certificazione" che dal 2026 l'età per la pensione salira' a 67 anni. Sono alcune delle misure contenute nel maxi-emendamento presentato dal Governo alla commissione Bilancio del Senato, che comincerà a votare da questa mattina.

I lavori della commissione Bilancio del Senato sul Ddl Stabilità sono andati avanti fono a tarda notte. I senatori torneranno a riunirsi alle 9:30. Nella seduta notturna, come riferiscono esponenti della maggioranza e dell'opposizione, è stata avviata la discussione generale sul maxiemendamento. Nessuno dei gruppi parlamentari ha presentato subemendamenti a parte qualche singolo senatore. L'obiettivo è di approvare il provvedimento entro oggi per per poi inviarlo all'aula venerdì mattina quando sarà approvato

 Il pacchetto è un misto tra le misure già note, come ad esempio la vendita dei terreni agricoli o il Fondo per gli immobili pubblici, e alcune novità dell'ultima ora. Mancano pero' gli itnerventi più "pesanti" che si erano ipotizzati nei giorni scorsi, ad esempio la disciplina sui licenziamenti.

PENSIONI: Dal 2026 si andrà in pensione a 67 anni.

EDITORIA: Ridotti i tagli di 19,55 milioni di euro nel 2012, di 16,25 milioni nel 2013 e di 12,902 milioni nel 2014. In precedenza erano previsti tagli rispettivamente di 69,8 mln, 58,06 mln e 46,14 mln.

FONDO NUOVI NATI: è prorogato sino al 2014.

AUTOSTRADE: Defiscalizzazione per realizzare nuove autostrade. Si agirà su Irap e Iva. 

TORINO-LIONE: le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione sono di "interesse strategico nazionale". Quindi chi vi si introduce sarà punito a norma dell'articolo 682 del codice penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Se gli enti locali non procederanno alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, il Governo potrà esercitare un potere sostitutivo.

PROFESSIONI: Via le tariffe minime per i professionisti. Si procederà anche all'utilizzo di societa' di capitale.

ANAS: A decorrere dal 1 gennaio 2012 l'Anas trasferisce a Fintecna tutte le sue partecipazioni, al valore netto contabile risultante al momento della cessione.

LAVORO: Dal 2012 gli imprenditori che assumeranno giovani apprendisti potranno contare su uno sgravio contributivo del 100% (per i primi 3 anni). Poi l'aliquota sarà del 10%. Sempre per l'apprendistato e' prevista un intervento annuo di 200 milioni. E incentivi economici sono in arrivo anche per le donne 'di qualsiasi età e prive di un impiego regolarmente retribuito'. Sarà incentivato il tele-lavoro anche per i
lavoratori diversamente abili.

DEBITI ENTI LOCALI: Gli enti locali che hanno dei debiti, dovranno su istanza del creditore, certificare che i loro debiti sono "certi, liquidi ed esigibili", in modo da facilitare la cessione dello stesso credito a banche o intermediari finanziari. Se l'ente locale non certifica il debito entro sessanta giorni il Tesoro nomina un commissario ad acta.

DEBITO PUBBLICO ED ENTI LOCALI: "Ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica, a decorrere dall'anno 2013, gli enti territoriali riducono l'entità del debito pubblico". L'attuazione delle norme sarà definita da un decreto del Tesoro che stabilira' "distintamente per Regioni, province e Comuni, la differenza percentuale, rispetto al debito medio pro capite, oltre la quale i singoli enti territoriali hanno l'obbligo di procedere alla riduzione del debito". In alternativa gli enti locali potranno trasferire di immobili ai fondi o alle societa' costituiti dallo Stato per la dismissione
degli immobili pubblici.

PUBBLICO IMPIEGO: I dipendenti pubblici considerati in in soprannumero potranno essere posti "in disponibilità" e avranno un'indennità pari all'80% dello stipendio per due anni. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero sono tenute ad osservare le procedure in tema di mobilità e
collocamento in disponibilità dei dipendenti, dandone comunicazione al Dipartimento per la Funzione pubblica. Le amministrazioni che non adempiono alla ricognizione annuale non potranno effettuare assunzioni. Dopo 10 giorni dalla comunicazione al Dipartimento, l'amministrazione potrà risolvere il contratto di lavoro per chi ha compiuto l'anzianità massima contributiva di 40 anni. In subordine, scatterà la mobilità.

BUROCRAZIA ZERO: "In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2013, sull'intero territorio nazionale si applica la disciplina delle zone a burocrazia zero" introdotto dalla manovra di primavera del 2010.

mercoledì 9 novembre 2011

La legge di stabilità sarà approvata entro sabato


ROMA - L'Aula della Camera licenzierà definitivamente la legge di stabilità nel pomeriggio di sabato 12 novembre: è quanto riferiscono fonti della presidenza della Camera al termine della riunione dei capigruppo. Se, come sembra, Palazzo Madama riuscirà infatti ad approvare il provvedimento venerdì sera, l'esame comincerà sabato mattina in commissione a Montecitorio, per poi passare alla discussione e al voto in Aula nel pomeriggio.
L'Aula della Camera è convocata per sabato alle 12,30, quando il presidente Gianfranco Fini comunicherà all'Assemblea i tempi per la discussione e il voto della legge di Stabilità. 
Secondo quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, la legge di stabilità potrebbe approdare alla Camera già sabato ove il Senato lo licenzi entro venerdì notte; altrimenti, tutto verrà rimandato a domenica.