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lunedì 1 luglio 2013

Il Cairo: l’esercito dà 48 ore a Morsi “per rispondere alle richieste del popolo”

IL CAIRO - Le forze armate egiziane danno 48 ore a tutte le forze politiche guidate dal presidente Morsi per rispondere alla richieste del popolo. In caso contrario, saranno obbligate a presentare una road map, la cui applicazione sara' controllata ''direttamente'' il che significa che l’esercito si riserva di intervenire. E' quanto afferma un comunicato delle forze armate letto alla tv di stato egiziana.

Un immenso boato da piazza Tahrir ha accolto l'annuncio delle forze armate. ''Il popolo vuole la caduta del regime'', e' il grido che si e' levato da Tahrir.

martedì 4 dicembre 2012

Tumulti al Cairo, il presidente abbandona il palazzo


IL CAIRO Il presidente egiziano Morsi ha abbandonato il palazzo presidenziale dopo che manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia. 

«Il presidente ha lasciato il palazzo», ha detto una fonte presidenziale . Anche una fonte della sicurezza ha detto che il presidente ha lasciato l’edificio. Alcuni manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia che stava proteggendo il palazzo e sono arrivati a protestare sotto le mura del palazzo.  In precedenza gli agenti avevano lanciato gas lacrimogeni nel vano tentativo di disperdere il corteo.  

Le forze dell’opposizione avevano indetto una grande manifestazione di protesta nella centrale piazza Tahrir e parte dei manifestanti si è spostata verso la residenza ufficiale di Morsi. La polizia ha sparato lacrimogeni sui manifestanti. Secondo alcune fonti ci sono decine di feriti e di intossicati dai gas. «Il popolo vuole la caduta del regime», «vattene», «Sei tu che te ne devi andare , noi restiamo», gridano i manifestanti. 

La marcia «dell’ultimo avvertimento» era stata indetta dal Fronte di salvezza nazionale che raccoglie circa 18 movimenti laici, liberali, pro rivoluzione all’indomani della gigantesca manifestazione a sostegno di Morsi organizzata dai Fratelli musulmani e dai salafiti davanti all’Università del Cairo. Le opposizioni continuato a criticare Morsi per avere indetto il referendum costituzionale. «In presenza di un presidente con poteri assoluti e in assenza di una magistratura, fare ricorso alle urne è una mossa illegittima e ingannevole di falsa democrazia», ha scritto ieri su Twitter Mohamed el Baradei.  

domenica 20 novembre 2011

Anche una ragazza uccisa in piazza Tharir, al Cairo. Arrestata una candidata presidenziale. Presi in ostaggio dai manifestanti due ufficiali di polizia




IL CAIRO - Sono tre, secondo ultime notizie di fonti mediche, i manifestanti uccisi durante l'irruzione delle forze dell'ordine in piazza Tahrir. Oltre al primo, Shehab Eddin el Dakhruri (26 anni) altre notizie indicano un altro giovane ed una ragazza. I loro tre corpi sono ancora in piazza, vicino ad un ospedale da campo allestito dietro la moschea
Un ufficiale dell'esercito ed uno della polizia - assieme a 4 agenti - sono stati presi in ostaggio da manifestanti di Piazza Tahrir, secondo notizie diffuse sulla piazza. Da fonti internet si apprende che la polizia ha arrestato la candidata presidenziale Butaina Kamel mentre era con manifestanti diretti al ministero dell'Interno.
Sulla piazza sono state reinstallate alcune delle tende che ieri erano state rimosse dai reparti della sicurezza di stato, mentre alcune decine di migliaia di manifestanti continuano a raccogliersi per protestare contro l'intervento della polizia, che ha causato, oltre ai tre morti, 928 feriti.
Magistrati della procura generale, fanno sapere fonti giudiziarie, stanno interrogando 51 persone arrestate ieri. Una riunione del consiglio dei ministri è stata convocata d'urgenza per esaminare la situazione, mentre il ministro dello sviluppo locale, Mohamed Atteya, ha annunciato che la prima fase delle elezioni legislative, prevista a partire dal 28 novembre, non sarà rinviata. Il governo deve esaminare anche quanto è accaduto ieri e continua oggi in piazza Tahrir, mentre da vari gruppi di protestatari sono arrivati comunicati per convocare il maggior numero possibile di persone nella piazza simbolo della rivoluzione del 25 gennaio.
Il ministro della Cultura egiziano, Emad Abou Ghazi, si è dimesso per protesta contro le violenze. Abou Ghazi si è anche rifiutato di partecipare alla riunione d'emergenza congiunta tra governo e Consiglio Supremo delle Forze Armate.

lunedì 10 ottobre 2011

Torna la calma a Il Cairo dopo gli scontri tra i copti e l'esercito. Ventiquattro i morti. Il premier egiziano: il Paese è in pericolo

 IL CAIRO - Il premier egiziano Essam Sharaf ha dichiarato che il Paese e' ''in pericolo'' dopo le violenze che hanno seguito una manifestazione di cristiani copti, mentre la polizia militare assicura che nella capitale e' tornata la calma. Il bilancio degli scontri con le truppe dell'esercito è di 24 morti, oltre 200 i feriti. 

La minoranza cristiana era scesa in strada per protestare contro il governatore della provincia di Assuan dove la scorsa settimana era stata data alle fiamme una chiesa.
Gli scontri sono iniziati nel quartiere di Shoubra nel nord della capitale per poi allargarsi lungo il Nilo nella zona di Maspero davanti alla sede della tv di Stato e a piazza Tahrih.
Alcuni copti si sarebbero impadroniti delle armi prelevate da un veicolo militare dato alle fiamme
I copti rappresentano il 10% dei circa 80 milioni di egiziani.

lunedì 4 luglio 2011

Egitto: scontri e feriti al Cairo in piazza Tharir. Attentato a gasdotto per Israele


IL CAIRO - Violenti scontri sono scoppiati ieri sera in piazza Tahrir al Cairo e sono proseguiti per ore, con un bilancio di decine di feriti, fra ''venditori ambulanti'' e manifestanti che da venerdi' scorso hanno di nuovo piazzato le tende nella grande piazza che e' stata il fulcro della ''rivoluzione'' che ha portato alla caduta, lo scorso febbraio, del presidente Hosni Mubarak.
Lo riferiscono media e blog egiziani on line e la Cnn. I manifestanti hanno denunciato che i ''venditori'' li hanno attaccati con coltelli, bastoni e pietre e hanno appiccato fuoco alle tende nel centro della piazza. I dimostranti, molti dei quali famigliari delle vittime della 'rivoluzione del 25 gennaio', hanno risposto e gli scontri sono proseguiti per ore. 
Un attentato dinamitardo ha colpito il gasdotto che dall'Egitto porta gas naturale verso Israele. Lo hanno reso oggi noto fonti di sicurezza egiziane. L'esplosione - hanno precisato le fonti - e' avvenuta a una stazione di pompaggio a Nagah, nella regione di Bir Abdu, nel nord della penisola del Sinai.
Dall'inizio dell'anno e' il terzo atto di sabotaggio che colpisce il gasdotto: i precedenti sono stati all'inizio id febbraio e il 27 aprile. Dopo quest'ultimo le forniture di gas naturale a Israele erano riprese il 10 giugno.