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venerdì 19 dicembre 2014

BRESCIA, ergastolo al padre che uccise i figli dando fuoco alla sua abitazione

Pasquale Iacovone e i suoi due figli
BRESCIA - Il Tribunale ha condannato all'ergastolo Pasquale Iacovone, il padre che nel luglio di un anno fa a Ono San Pietro in Valle Camonica uccise i suoi due figli Davide e Andrea di 12 e 8 anni. I bambini morirono carbonizzati nell'incendio che l'uomo appiccò nella abitazione dove si trovava con i due bambini, che aveva avuto dalla donna dalla quale si era separato.
Nel processo celebrato con rito abbreviato Iacovone era stato dichiarato capace di intendere e volere.
  All’udienza ha assistito Erika Patti, ex moglie di Iacovone e madre dei due bambini. 
«L'ergastolo è il minimo. Solo perché in Italia non c’è la pena di morte», ha affermato, all’uscita dal Tribunale, lo zio dei due bambini, Omar Patti. Il legale di Iacovone, l’avvocato Gerardo Milani, aveva chiesto per il suo assistito l’assoluzione, contestando la perizia psichiatrica.

mercoledì 24 luglio 2013

I due bambini morti nel Bresciano: il padre indagato per omicidio volontario


Andrea a Davide Iacovone
BRESCIA - E' stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di duplice omicidio volontario aggravato Pasquale Iacovone, il padre di Andrea e Davide, i due fratellini trovati morti nell'abitazione del genitore devastata da un incendio martedì 16 luglio, a Ono San Pietro, in provincia di Brescia. L'uomo è sospettato di aver ucciso i due figli e aver dato fuoco alla casa. Nell'incendio dell'abitazione anche lui è rimasto gravemente ferito.
Su di lui pesavano pesanti indizi già dai primissimi momenti della tragedia: l’uomo, infatti, aveva in corso una causa di separazione, a dir poco conflittuale, con Erica Patti, sua ex moglie e madre dei due fratellini. Su di lui pendevano diverse denunce per stalking presentate dalla donna, che aveva iniziato persino l’iter giudiziario per togliere a Iacovone la patria potestà di Davide e Andrea. A ottobre il giudice si sarebbe dovuto esprimere su questo punto molto delicato che aveva portato Pasquale a minacciare più volte, ed esplicitamente, l’uccisione dei figli pur di non darla vinta a Erica. Sabato scorso si sono celebrati i funerali, strazianti, dei due bambini nella parrocchia di Sant’Alessandro a Ono San Pietro.

sabato 20 luglio 2013

Brescia: forse soffocati dal padre i due bambini trovati poi morti nella casa incendiata

BRESCIA - I due fratellini morti a Ono San Pietro (Brescia) il 16 luglio sarebbero stati prima soffocati nel sonno con un cuscino. Questa è l'ultima ipotesi trapelata dagli investigatori che lavorano alla morte di Davide e Andrea Iacovone. Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità che i bambini fossero stati avvelenati o narcotizzati prima dell'incendio in casa dal padre Pasquale Iacovone. Gli inquirenti attendono l'esito di ulteriori esami.

Nel pomeriggio si sono celebrati i funerali delle due piccole vittime e a Ono San Pietro è stato proclamato il lutto cittadino. Tutto il paese è accorso nella chiesa del piccolo paese della Vallecamonica che non è riuscita a contenere tutti. Don Pierangelo Pedersoli, parroco di Ono, ha vietato le telecamere in chiesa e ha chiesto sobrità. All'esterno sono stati affissi tre striscioni per ricordare i bambini di 9 e 12 anni. "Solo che non doveva andar così...solo che tutti ora siamo un po' più soli qui! Ciao angioletti Davide e Andrea", recita lo striscione firmato dagli animatori del gruppo estivo frequentato fino alla scorsa settimana dai due bambini.

mercoledì 17 luglio 2013

I due bimbi bresciani non sono morti nell’incendio, ma prima, forse avvelenati


Andrea e Davide Iacovone
BRESCIA - Non ci sarebbero tracce di fumo nei polmoni dei due fratellini di 9 e 12 anni, morti carbonizzati nella casa del padre a Ono San Pietro in Valcamonica (Brescia). Andrea e Davide Iacovone sarebbero morti prima che divampasse l'incendio, secondo i primi esiti dell'autopsia. Sui corpi dei due bambini non ci sono segni di violenze. Prende quindi corpo l'ipotesi che siano stati uccisi tramite avvelenamento. E prende sempre più corpo l’orribile ipotesi che a ucciderli sia stato il padre Pasquale, ricoverato in gravissime condizioni per le ustioni riportate nell’incendio,  che aveva minacciato di farlo dopo la separazione dalla moglie. I due bambini erano rimasti con il papà per 10 giorni e proprio ieri dovevano essere restituiti alla madre.

martedì 16 luglio 2013

Brucia casa nel Bresciano, morti due bimbi. Grave il padre, 10 volte denunciato per stalking dalla moglie. Tanica di benzina vicino a una bombola a gas

BRESCIA - Due bambini di 9 e 13 anni, Davide e Andrea, sono morti e il padre Pasquale Iacovone 40 anni,  è rimasto ferito in un incendio in una palazzina a Ono San Pietro nel Bresciano. I due bambini sono stati trovati, carbonizzati, sul letto, all'interno dell'appartamento, dove c'era anche il padre rimasto ustionato in maniera molto grave e trasportato con l'eliambulanza all'ospedale di Esine. La palazzina, nella quale sono intervenuti poco dopo le 10, appena scattato l'allarme, i vigili del fuoco dal vicino comune di Breno, è stata ristrutturata di recente ed è di due piani.
Iacovone era stato più volte denunciato per stalking dalla ex moglie. I due erano separati da quattro anni e da tre anni l'uomo viveva in affitto nell' appartamento andato a fuoco. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare molto per spegnere l'incendio, causato probabilmente da una tanica di benzina trovata vicino a una bombola di gas, e lo hanno estratto ancora vivo dalle fiamme anche se l'uomo ha l'85% del corpo ustionato.
“Non è stato un incidente ma una "tragedia annunciata" l'incendio in cui sono morti Davide e Andrea Iacovone, secondo Pierluigi Milani, l'avvocato della madre Enrica Patti, da alcuni anni separata da Pasquale Iacovone, ora ricoverato in gravi condizioni. "Nessuno parli di incidente - ha detto -. C'erano dieci denunce a carico di quest'uomo per stalking. Proprio ieri è stata fissata la prima udienza per un processo ad ottobre".
"Qualcuno mi ha detto che ha sentito uno scoppio prima che scoppiasse l'incendio": don Pierangelo, parroco di Ono San Pietro, è stato uno dei primi ad accorre sul luogo della tragedia, nella palazzina di due piani del piccolo comune montano del Bresciano. 

"E' una tragedia che colpisce l'intera comunità ma prima di fare qualsiasi analisi, dobbiamo capire esattamente cosa è successo. Sappiamo che i genitori erano separati e la situazione era pesante: i rapporti tra loro erano tesi, la donna aveva denunciato minacce e aveva paura che il marito potesse fare qualcosa, ma prima di tutto aspettiamo di capire com'è andata". E' quanto ha detto Elena Broggi, il sindaco di Ono San Pietro commentando la tragedia.