CITTA' DEL MESSICO, 18 aprile - E' di almeno 3 morti il bilancio degli scontri a Reynosa, in Messico, al confine con il Texas. Un ufficiale della polizia federale ha detto che 3 civili armati, presumibilmente killer del Cartello del Golfo, sono stati uccisi in scontri con soldati e agenti di polizia. Lo stesso ufficiale ha confermato che un esponente di primo piano della fazione di Reynosa del Cartello del Golfo e' stato fermato. Il leader della banda è conosciuto col soprannome di ''"El Gafe''.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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sabato 18 aprile 2015
MESSICO, combattimento a Reynosa, uccisi tre narcos, preso il capo (El Gafe)
CITTA' DEL MESSICO, 18 aprile - E' di almeno 3 morti il bilancio degli scontri a Reynosa, in Messico, al confine con il Texas. Un ufficiale della polizia federale ha detto che 3 civili armati, presumibilmente killer del Cartello del Golfo, sono stati uccisi in scontri con soldati e agenti di polizia. Lo stesso ufficiale ha confermato che un esponente di primo piano della fazione di Reynosa del Cartello del Golfo e' stato fermato. Il leader della banda è conosciuto col soprannome di ''"El Gafe''.
martedì 8 aprile 2014
Guerra di narcos, 24 morti in 2 giorni a Tamaulipas (Messico)
CITTA’ DEL MESSICO - E' di almeno 24 morti il bilancio delle vittime di una serie di scontri armati avvenuti negli ultimi due giorni nello stato messicano di Tamaulipas, alla frontiera con gli Stati Uniti. Secondo fonti governative messicane le violenze sarebbero opera di gruppi criminali, autori di almeno 14 omicidi nelle città di Madero e Tampico: si tratterebbe di un "regolamento di conti" fra cartelli rivali di narcotrafficanti. Altre sette persone sono morte negli scontri a fuoco avvenuti a Ciudad Mier e Miguel Aleman tra le forze dell'ordine e dei presunti narcos. Altri tre morti nelle ultime ore a Tampico.
martedì 1 aprile 2014
Messico, ucciso dai marines un altro capo dei Templari
| Enrique Kike Plancarte, boss dei narcos Templari, ucciso oggi |
CITTA’ DEL MESSICO -Uno dei principali leader del cartello narcos del Cavalieri Templari, Enrique “Kike” Plancarte, è stato ucciso oggi dai marines nello stato di Querétaro, hanno confermato le auorità del governo federale, anche se l’annuncio ufficiale sarà emesso quando saranno terminate tutte le indagini sulla sua identità.
Il lavoro di intelligence della Marina ha permesso di individuare questo leader dei Templari, considerato allo stesso livello nella struttura di comando di Nazario Gonzale “El Chayo”, fondatore del cartello e recentemente ucciso dalla polizia, e Sevando Gomez Martines, alia “La Tuta”, tuttora latitante.
Elementi della Navy del Messico hanno guidato l’operazione durante la quale è stato possibile individuare la posizione di “Kike” il quale, secondo le fonti, ha resistito all’arresto sparando e alla fine è stato ucciso.
| "Kike" è stato ucciso nello stato di Queretaro |
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martedì 25 febbraio 2014
Messico, il narcos “El Capo”: ho ucciso due-tremila persone
| MAZAPLAN - Joaquin Guzan dopo il suo arresto |
| Emma Coronel, la "pupa" de El Chapo |
CITTA’ DEL MESSICO -Ha dichiarato di aver ucciso tra le duemila e le tremila persone, Joaquin "El Chapo" Guzman, il re della droga arrestato sabato scordo dsi msrines messicani A rendere noti i dettagli della carriera sanguinaria del boss è Televisa, sulla base di quanto riferito dagli agenti che hanno tradotto il capo del cartello di Sinaloa da Mazaplan, dove è stato arrestato, a Città del Messico.
Gli agenti hanno ricordato che il boss arrestato ha avuto un comportamento "tranquillo e rispettoso". L'uomo è stato portato via in manette mentre, secondo alcune fonti, si trovava con le due figlie gemelle e la moglie, l'ex miss Emma Coronel. La 24enne non è stata arrestata per mancanza di prove. Il capo del cartello di Sinaloa e la Coronel si sono conosciuti otto anni fa. La donna è a sua volta figlia di una coppia vincolata a in passato alla produzione e distribuzione di droga.
mercoledì 24 luglio 2013
Messico e sangue: scontro con la polizia, morti 20 narcos e 2 agenti
| La polizia sul luogo dello scontro |
CITTA’ DEL MESSICO - Almeno 20 membri di bande armate di narcos sono morti in sei diversi scontri con la polizia nello stato di Michoacan in Messico. Anche due agenti di polizia sono stati uccisi nelle sparatorie che sono cominciato dopo che i membri della banda avevano bloccato le strade con i veicoli per far cadere in un’imboscata le pattuglie della polizia. Le strade erano state bloccate con autobus e camion e gli aggressori armati di fucili si erano nascosti nelle colline circostanti. "Abbiamo due poliziotti federali uccisi, 20 presunti criminali ucciso e 15 persone in stato di arresto", ha detto il ministero dell'Interno. Il potente cartello della droga dei Cavalieri Templari controlla ampie parti dello stato occidentale.
All'inizio di questo mese, i marines hanno catturato uno dei più noti leader dei narcos, Miguel Angel Trevino Morales.
Il leader Zetas rappresenta l'arresto di più alto profilo da quando il presidente Nieto si è insediato lo scorso dicembre, promettendo azioni più severe contro i cartelli. Circa 60.000 persone sono morte in tutto il Messico dal 2006, quando il precedente governo di Felipe Calderon ha schierato l'esercito contro le bande.
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sabato 6 luglio 2013
Messico degli orrori: 5 bimbi uccisi in uno scontro tra narcos presso Acapulco
ACAPULCO - Cinque bambini sono tra le sette persone trovate morte con ferite da arma da fuoco, nello stato messicano di Guerrero.
I corpi sono stati trovati in un campo nella città di Coyuca de Benitez, che si trova vicino ad Acapulco, sulla costa pacifica del Messico, secondo il capo della polizia locale Honorio Salinas.
Alcune delle vittime erano stato colpito alla testa.
Lo stato è o afflitto da violenza legata alla droga e da scontri con gruppi di vigilantes. I "gruppi di autodifesa", accusano le autorità di non riuscire a garantire la sicurezza ai cittadini comuni nella regione. La violenza alimentata dal commercio di droga si pensa abbia ucciso circa 70.000 persone in Messico dal 2006.
Il presidente Enrique Peña Nieto ha fatto della lotta contro la criminalità organizzata una delle sue principali priorità. Egli ha annunciato la creazione di una nuova forza di polizia federale per contribuire a ridurre i tassi di omicidio.
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mercoledì 28 novembre 2012
Uccisa miss messicana di 20 anni usata come scudo umano dai narcos contro la polizia
SINALOA (Messico) - La reginetta di bellezza messicana uccisa sabato durante un conflitto a fuoco tra trafficanti di droga ed esercito a Sinaloa, nel nordest del Messico, è stata utilizzata come scudo umano. E' quanto si è appreso dalla procura del Paese.
Secondo il rapporto presentato dai militari alla procura generale, la 22enne Maria Susana Flores Gamez, è scesa con un'arma in pugno dall'auto su cui viaggiava con un gruppo di uomini armati lungo una strada di Sinaloa, regione infestata dai cartelli della droga.
I militari non hanno chiarito "se ha sparato, ma solamente che è stata utilizzata come una specie di scudo umano", ha dichiarato un funzionario della procura.
Secondo le autorità Maria Susana Flores Gamez, 20 anni, faceva parte in una carovana di auto di trafficanti di droga che hanno aperto il fuoco contro i soldati messicani, nello stato di Sinaloa.
Cinque persone sono morte nella sparatoria tra i soldati messicani e il gruppo di uomini che facevano parte del cartello della droga di Sinaloa.
I morti sono Maria Susana Flores, il suo fidanzato, due soldati e un civile.
La famiglia d della miss nega che la figlia fosse in combutta con gli uomini armati. I parenti affermano che era su quella strada per lavoro ed che era stata catturata nel posto sbagliato al momento sbagliato..
Il procuratore Marco Antonio Higuera ha ribadito invece che la miss era in viaggio in uno dei veicoli inseguiti dai soldati dopo che gli uomini armati che ne facevano parte avevano ucciso un uomo per le strade di El Palmar Leal, nel comune di Mocorito.
venerdì 23 novembre 2012
Guatemala: agguato a capo narcos, sette guardie del corpo uccise, lui scappa
| Le guardie del corpo uccise all'esterno della clinica |
CITTA’ DEL GUATEMALA - Alcuni uomini armati travestiti con le divise della polizia hanno ucciso sette persone in una clinica privata in Guatemala. Il raid mirava a eliminare un trafficante di droga, Jairo Orellana, che è riuscito a sfuggire alla sparatoria duggendo da una finestra. I sicari hanno aperto il fuoco con i loro fucili d'assalto Ak-47 uccidendo sei guardie del corpo di Orellana e un addetto alla sicurezza della clinica. Poi si sono dati alla fuga a bordo di cinque auto sportive.
Orellana è riuscito a fuggire dalla clinica illeso, ha detto il ministro dell'Interno Lopez: frequentava la clinica dallo scorso maggio, forse per modificare i suoi connotati. Il narcotraffocante usava anche il nome di Alex Lopez, per nascondere la sua vera identità, ha detto Lopez Bonilla.
Un testimone ha detto che i sicari erano divisi in due gruppi: uno ha ucciso tre uomini che erano nel parco davanti alla clinica e stavano per mangiare. Egli ha aggiunto che gli assalitori si erano inginocchiati con i mitra tra le mani e avevano letteralmente fucilato le vittime designate. L'altro gruppo era entrato nella clinica, aveva ucciso un altro uomo che era di guardia all'ingresso de poi ammazzato altre due persone Funzionari di polizia hanno reso noto che una delle vittime era un uomo originario di Alta Verapaz, una provincia rurale a circa 75 chilometri a nord della capitale, dove il governo ha dichiarato lo "stato d'assedio" nel dicembre del 2010, con la sospensione dei diritti costituzionali, per cercare di strappare il controllo del territori al potente cartello della droga messicano dei Los Zetas. Negli ultimi mesi bande di narcotrafficanti messicani hanno esportato i loro traffici criminali anche in altre zone dell'America Centrale, al fine di portare clandestinamente la cocaina del Sud America verso gli Stati Uniti.
Stuart Orellana Morales Jairo, alias El Pelon , è nato a Gualan, Zacapa. Le autorità antidroga nazionali e internazionali lo legano ad Overdick Horst Walther Mejia, detto la tigre , alla Zeta e alle attività di traffico di droga dal 2009.
Orellana ha avuto un figlio con Marta Julia Lorenzana Cordon, figlia di Waldemar Lorenzana Lima (noto come il Patriarca ) capo de Las Zeta. Lorenzana è la vedova di Juan Leon Ardon ( Juancho ), ucciso nel 2008 durante una sparatoria tra bande di narcotrafficanti rivali.
Una bella famiglia.
domenica 18 novembre 2012
La sindachessa messicana nemica dei narcos uccisa con un colpo in testa dopo essere stata torturata
TIQUICHEO (Messico) Maria Santos Gorrostieta Salazar, ex sindaco del comune di Tiquicheo, è stata uccisa da un "duro colpo" alla testa, ha confermato il procuratore generale di Michoacán.
Era stata trovata morta martedì a Cuitzeo , situata a circa 40 chilometri dalla città di Morelia, nel Michoacan. Era stata rapita da un commando che l’aveva intercettata il 12 novembre, dopo che aveva lasciato a scuola uno dei suoi due figli. Gorrostieta era sopravvissuta a due attentati nel 2009 e nel 2010, quando uomini armati avevano sparato contro il veicolo sui cui viaggiava.
Nel primo attacco il 15 ottobre 2009 il suo marito , José Sánchez Chávez, era morto e lei era stata ferita.
Salazar Gorrostieta era stata sindaco di Tiquicheo nel periodo 2008-2011, ed era stata più volte minacciata durante il suo mandato da gruppi di narcos, ai quali si era opposta.
Secondo la relazione preliminare dell’autopsia, la morte l'ex sindaco è stata causata da "un grave trauma cranico" e il suo corpo aveva abrasioni e contusioni multiple tali da presumere che sia stata torturata prima di essere uccisa.
martedì 9 ottobre 2012
Ucciso in Messico il boss assoluto del cartello narcos Los Zetas
| Il luogo dove Lazcano (nella foto piccola) è stato abbattuto |
| In verde lo stato di Coahuila, dove sarebbe stato ucciso il boss |
Secondo testimoni oculari, uomini armati stavano assistendo a una partita di baseball, quando all'improvviso sono arrivati elementi della Marina del Messico: dopo un inseguimento e una sparatoria due uomini sono stati uccisi e un marine ferito. Questa azione è arrivata su indicazione di elementi di intelligence che si trovavano nel sito di uno dei capi dei Zetas. Trovati fucili, granate e missili lanciarazzi per abbattere gli elicotteri.
lunedì 13 agosto 2012
I massacri dei narcos in Messico: sterminata famiglia (compresi tre bambini). Ucciso un sindaco
VERACRUZ (Messico) - I cadaveri di sette persone facenti parte della stessa famiglia, tra cui tre bambini di 3, 7 e 9 anni , sono stati rinvenuti dalla polizia in una tenuta agricola della cittadina di Manlio Fabio Altamirano, situata alle porte di Veracruz, capitale dell'omonimo Stato nel Messico centro-orientale. Del delitto sono sospettati i sicari al soldo delle bande di narcotrafficanti che imperversano nella zona. A rendere possibile la macabra scoperta sono stati i vicini delle vittime, che ne avevano segnalato la scomparsa dopo essersi insospettiti per il terribile lezzo che proveniva dalla fattoria. Dallo stato di decomposizione dei corpi, tutti con la gola tagliata, gli inquirenti hanno dedotto che i sette congiunti fossero stati uccisi almeno 72 ore prima.
La strage e' la seconda del genere in meno di una settimana dopo quella analoga, sempre ai danni di un identico nucleo familiare, perpetrata l'8 agosto scorso da sospetti 'narcos' ad Acapulco, nello Stato meridionale di Guerrero, sul Pacifico.
Il sindaco eletto della città di Matehuala nello stato messicano di San Luis Potosi è stato ucciso. Edgar Perez Morales è stato ucciso insieme al suo manager della campagna, Francisco Hernandez, quando uomini armati hanno aperto il fuoco durante una festa. Una persona è sopravvissuta all'attacco, di cui non si conosce il motivo. .San Luis Potosi è stata in gran parte risparmiata dalla violenza che gli Stati più settentrionali hanno registrato, ma la scorsa settimana 14 corpi sono stati gettati su una strada principale della città capoluogo. Perez Morales, del Partito Rivoluzionario Istituzionale, era stato eletto il 1 ° luglio.
lunedì 4 giugno 2012
Messico: killer dei narcos irrompono in un centro di riabilitazioni dalla droga, 11 morti
CITTA’ DEL MESSICO - Uomini armati hanno ucciso 11 persone e ferite almeno altre otto in un attacco contro un centro di riabilitazione dalla droga nel nord del Messico. L'attacco è avvenuto ieri sera a Torreon, una città industriale nel confine di stato di Coahuila. La polizia ha detto che gli assalitori sono poi fuggiti su due camion pick-up.
Il Messico ha visto un'esplosione di violenza negli ultimi anni tra le bande che lottano per le rotte del traffico di droga, con i centri di recupero per i tossicodipendenti spesso presi di mira.
Si stima che 50.000 persone siano state uccise e oltre 5.000 scomparsi dopo la repressione sui cartelli è iniziata nel 2006.
L'attacco di domenica a Torreon arriva quasi esattamente un anno dopo che 13 persone erano state uccise in un centro di riabilitazione nella stessa città.
"Gli aggressori armati sono arrivati sui loro pick-up, sono entrati nel centro e hanno aperto il fuoco" ha riferito un ufficiale di polizia.
I membri dei cartelli in guerra tra di loro a volte cercano riparo presso i centri di riabilitazione, trasformando così in obiettivi potenziali gli altri pazienti, quando i loro rivali cercano di trovarli.
martedì 14 febbraio 2012
Messico: quasi 700 desaparecidos in quattro mesi
CITTA' DEL MESSICO - Almeno 646 persone sono scomparse negli ultimi quattro mesi in Messico, secondo i dati diffusi dalla Procura sociale per le Vittime di delitto, un organismo governativo. La maggior parte degli omicidi hanno avuto luogo negli Stati del nord e dell'est, ma anche sulle coste del Golfo del Messico e nella capitale. Delle persone segnalate come scomparse, 16 sono state trovate vive e tre morte. Le altre non sono state mai trovate.
La maggior parte degli scomparsi sono uomini (479), ma vi sarebbero anche 167 donne e 64 minori. Le ong calcolano che negli ultimi cinque anni, da quando il governo ha dichiarato guerra ai cartelli della droga, con l'appoggio dell'esercito, sarebbero morte oltre 60 mila persone. Gli scomparsi sarebbero 10 mila.
Secondo l'organismi, non si conosce l'eta' di 213 'desaparecidos', ma la maggioranza (180) hanno tra i 18 e i 29 anni. Altri 104 hanno tra i 30 e i 39, mentre 56 hanno tra i 40 e i 49 anni. Sono solo 29 gli ultracinquantenni: tra loro solo due anziani
Secondo l'organismi, non si conosce l'eta' di 213 'desaparecidos', ma la maggioranza (180) hanno tra i 18 e i 29 anni. Altri 104 hanno tra i 30 e i 39, mentre 56 hanno tra i 40 e i 49 anni. Sono solo 29 gli ultracinquantenni: tra loro solo due anziani
venerdì 23 dicembre 2011
Sparatorie contro autobus di turisti nello stato messicano di Veracruz: undici morti
| La polizia davanti al pullman agredito a Panuco |
Sette sono stati uccisi in un attacco a tre autobus passeggeri da un gruppo di uomini armati nella città di Panuco. Lo stesso gruppo ha poi ucciso quattro persone nella città di El Higo
Quindi c'è stata una sparatoria con militari giunti sul posto e cinque degli assalitori sono stati uccisi. I fatti all'indomani dell'annuncio della marina militare messicana di aver preso il controllo della sicurezza del porto di Veracruz.
Il governo messicano ha riferito che gli attacchi sono dovuti ad atti di estorsione sulle linee di autobus e alla lotta tra gruppi criminali organizzati. Gli attacchi sono volti a impedire ai gruppi rivali di entrare nel proprio territorio.
Il governatore di Veracruz, Javier Duarte, ha ordinato di raddoppiare la vigilanza sulle strade dello stato, il terzo più popoloso in Messico, con oltre sette milioni di persone
| Sconvolti i passeggeri scampati all'attentato |
In una il dichiarazione il consolato generale Usa ha avvertito i cittadini americani di esercitare "attenzione e rimanere vigili quando si viaggia nello stato di Veracruz. Cittadini americani residenti, in visita o in viaggio attraverso la parte nord di Veracruz che confina con Tamaulipas e San Luis Potosi dovrebbero mantenere un senso di allerta . "
venerdì 25 novembre 2011
Le vendette dei narcos in Messico: cinquanta corpi ritrovati a gadalajara e Culiacan
| I corpi sono stati trivati in questi camion |
GUADALAJARA (Messico) - Cinquanta corpi sono stati ritrovati in due giorni a Guadalajara e Culiacan, due città nella zona occidentale del Messico. La strage potrebbe essere la risposta al massacro di settembre a Veracruz, nel sud-est.
Ventisei cadaveri sono stati rinvenuti ieri mattina in tre autovetture abbandonate a Guadalajara, seconda città del Paese con 4,4 milioni di abitanti, mentre il giorno prima ne erano stati trovati 24, di cui 17 carbonizzati, a Culiacan.
..La maggior parte delle vittime è morta per asfissia e molti corpi erano stati denudati, mostrando scritte come 'Milenio' e 'Zetas'. Stando a quanto precisato da Guzman, si tratta di firme del cartello Milenio, organizzazione di narcotrafficanti del vicino Stato di Michoacan, e del gruppo criminale Zetas, nato e gestito per iniziativa di ex militari di elite e dell'esercito messicano.| Una delle auto con i cadaveri a Gudalajara |
"I cadaveri a Guadalajara - ha detto ieri Fernando Guzman, ministro dell'Interno dello Stato di Jalisco, di cui Guadalajara è capitale - sono tutti di sesso maschile e di età compresa tra 25 e 35 anni". Sono stati scoperti in tre veicoli abbandonati all'intersezione di tre strade principali nei pressi del Millennium Arches, il centro operstivo dei Giochi Panmaricsni del mese scorso e sede della Fiera internazionale del libri che si apre sabato.
Il 21 settembre scorso erano stati trovati 35 cadaveri in due furgoni abbandonati e sulla strada nel porto di Veracruz, sulla costa del Golfo del Messico. I responsabili del massacro erano stati identificati negli 'Matazetas' (assassini degli Zetas), sospettati di legami con il cartello di Sinaloa. Il presidente Felipe Calderon ha lanciato nel dicembre 2006 un'offensiva militare contro i narcotrafficanti, impegnando 50.000 soldati: da allora si contano oltre 45.000 morti, secondo dati ufficiali e conteggi della stampa.
domenica 25 settembre 2011
Giornalista uccisa e decapitata dai narcos a Nuova Laredo, in Messico
| Il corpo della giornalista viene portato via dal luogo dell'uccisione |
venerdì 23 settembre 2011
Boca del Rio: i 35 morti sui due camion uccisi per una controversia sullo spaccio di droga
| Il luogo dove sono stati trovati 35 cadaveri a Boca del Rio |
CITTA’ DEL MESSICO - Una controversia sullo spaccio di spaccio di droga sta dietro l'uccisione di 35 persone i cui corpi sono stati abbandonati in una strada trafficata durante traffico dell'ora di punta a Boca del Rio, nello stato di Veracruz. "Gli effetti di questa attività illecite non sono solo visto riflette l'avvelenamento della nostra società, ma è anche il motore che genera la violenza", ha detto il procuratore generale Marisela Morales in una riunione dei procuratori dello Stato e dei giudici. I funzionari di alto rango si sono incontrati a Boca del Rio, appena due giorni dopo che due camion pieni di cadaveri bloccato il traffico nello stato della costa del Golfo.
"Lo Stato non può, non deve e non permetterà mai che questo tipo di azioni vili restino impuniti", ha detto, descrivendo la distribuzione di droga come la "forza motrice" dietro la violenza nelle città in tutto il Messico.
Il Governatore Javier Duarte, che ha aperto l’incontro a fianco di Morales, ha rilevato che tutte le vittime avevano precedenti penali.
Ha aggiunto che i criminali hanno due possibili percorsi da seguire: prigione o morte.
"Chi sceglie male finire male", ha detto Duarte. "Alla fine, il crimine non paga".
Due minori e un agente di polizia locale di cui era stata denunciata la scomparsa sono tra i morti. Circa 1.000 soldati pattugliano Boca del Rio mentreelicotteri Black Hawk battono il territorio dall’alto.
Boca del Rio si trova nella zona più popolata dello stato di Veracruz. E 'diventato un luogo di frequenti scontri tra gruppi armati di narcos. Le cifre del governo indicano che più di 34.600 persone sono state uccise in violenze legate alla droga da quando il presidente messicano Felipe Calderon ha iniziato un giro di vite sui cartelli dei narcos nel dicembre 2006. Altre relazioni stimano che i morti siano oltre 40.000.
giovedì 15 settembre 2011
Uccisi, massacrati e appesi a un ponte a Nuevo Laredo, in Messico. Così i narcos hanno punito due giovani blogger che denunciavano i loro delitti
| I due corpi appesi al ponte di Nuova Laredo |
CITTA’ DEL MESSICO - Due corpi penzoloni da un ponte pedonale nella città di confine di Nuevo Laredo, in Messico, sono l’ultimo raccapricciante messaggio delle bande di narcos che spadroneggiano in queste zone. I due corpi erano sfregiati e massacrati
Due poster vicino ai cadaveri dichiaravano che la coppia - un giovane uomo e una donna - sono stati uccisi per la pubblicazione di denunce di attività di un cartello della droga su un social network.
I blogger che si specializzano nella condivisione di notizie sul traffico sono stati minacciati in passato, ma questa è la prima volta che gli utenti di queste reti sociali sono stati presi di mira.
L'effetto di tali minacce può essere devastante in diverse aree in Messico - tra cui Nuevo Laredo - dove i media applicano l'auto-censura per paura di ritorsioni da parte dei cartelli. Alla luce di questa censura, blog e social network come Twitter hanno registrato un'impennata come alternative per tenere i cittadini informati dei pericoli nella loro comunità. Ora anche gli utenti di queste reti sembrano essere in pericolo.
Nel caso delle due vittime sul ponte, le orecchie e le dita erano mutilati, ha detto Ricardo Mancillas Castillo, un investigatore dell'ufficio del pubblico ministero. Non ci sono testimoni, ed è un compito quasi impossibile identificare i responsabili, ha aggiunto.
Nei suoi quattro anni in base a Nuevo Laredo, Mancillas ha detto che non aveva mai registrato una minaccia contro utenti Internet. Ma i segni di tortura - i tagli, il sventramento - erano sulla falsariga di quello che i funzionari sono abituati a vedere nelle violenze legate ai narcos..
Trentasei ore sono passato da quando i corpi sono stati trovati ieri mattina, ma nessuno era venuto a reclamarli e sono rimasti non identificati. Sarà quasi impossibile determinare se le due vittime in realtà abbiano mai inviato un messaggio di cartelli su Internet, visto che la gente di solito non usa i propri nomi reali in linea.
I poster appesi sul ponte minacciano coloro che denunciano episodi di violenza attraverso il social network ed hanno elencato due blog per nome, Al Rojo Vivo e Blog del Narco. Sono stati firmati "Z", un possibile riferimento per il cartello Zeta, che opera nella zona.
Blog del Narco è un sito che tratta esclusivamente notizie relative alla violenza della droga in Messico. Il suo creatore rimane anonimo.
Sul forum Al Rojo Vivo forum, dove i cittadini possono fare suggerimenti anonimi, una persona ha scritto: "Non abbiate paura di denunciare E 'molto difficile per loro scoprire chi ha denunciato Loro vogliono solo spaventare la società..."
In una dichiarazione inviata alla CNN, il Blog del Narco precisa che il sito non è dedicato a denunciare crimini, così come altri siti. “Non siamo a favore o contro qualsiasi gruppo criminale, ci limitiamo a informare sulle cose accadano", dice la nota.
martedì 13 settembre 2011
La superpoliziotta messicana diventa un boss dei narcos: arrestata
| Veronica Mireya Moreno Correon, "La Flaca" |
"La flaca" è stata fermata assieme a un complice, riferisce il quotidiano El Universal. Il suo nome è José de Jesus Molina, conosciuto come "Mister Chip". Nell'auto della donna hanno trovato una pistola.
Il suo arresto conferma un cambiamento di strategia dei narcos rispetto al passato. Le donne, che hanno sempre ricoperto un ruolo di secondo piano all'interno dei cartelli, sono ormai passate in prima linea. E' successo per gli Zetas, ricorda il quotidiano messicano, ma è accaduto anche per il cartello di Sinaloa.
Sono soprattutto i primi, però, a puntare al reclutamento delle donne. Le forze di sicurezza messicane se ne sono accorte nello scorso mese di giugno, durante un'irruzione in un campo di addestramento. La metà del personale addestrato era rappresentato, appunto, da donne.
venerdì 26 agosto 2011
Messico: in pieno giorno i narcos attaccano con granate e incendiano un casinò a Monterrey. Almeno 53 persone morte tra le fiamme
| I vigili del fuoco davanti al casinò incendiato |
MONTERREY (Messico) - Almeno 53 persone sono state uccise e decine ferite in un attacco contro un casinò nella città settentrionale messicana di Monterrey. Un gruppo di uomini uomini armati hanno fatto irruzione nell'edificio, hanno tirato alcune bombe e cosparso con carburante la struttura prima di accendere il fuoco.
Decine di persone sono rimaste intrappolate dal fumo e dalle fiamme. I funzionari dei vigili del fuoco dicono che il bilancio delle vittime potrebbe salire ulteriormente. Il procuratore generale dello stato ha detto che i cartello della droga erano apparentemente responsabili dell'attacco: i titolari del casinò avrebbe rifiutato di pagare il “pizzo”. Anche per gli standard raccapriccianti di violenza nelle zone del Messico più colpite dalla violenza dei narcos, l'attacco non ha precedenti. Si è svolto in pieno giorno, nella terza città più grande del Messico e mirava a civili innocenti. Monterrey, finora considerata una delle città più sicure del Paese, è invece ormai entrata in una tragica spirale di violenza
Il presidente Felipe Calderon ha bollato l’attentato come un "atto di terrore", unlinguaggio forte che non è stato utilizzato spesso dal governo per descrivere il lungo conflitto della droga in Messico. In un tweet, il presidente messicano Felipe Calderon ha spiegato che l'attacco è stato "un atto ripugnante di terrore e di barbarie" che richiede "a tutti noi di perseverare nella lotta contro queste bande criminali senza scrupoli".
I sopravvissuti hanno raccontato che uomini armati avevano fatto irruzione nelcasinò e avevano prelevato denaro prima di svuotare dei serbatoi di carburante che avevano portato con loro.Alcuni rapporti suggeriscono le porte di emergenza dei locali erano bloccate. L’attacco è avvenuto alle 16ora locale (23 di ieri in Italia) al Casino Royale quando due persone, arrivate a bordo di un hanno lanciato delle bombe all'interno dell'edificio poi cosparso di benzina l'edificio e dato alle fiamme. Tra 20 e 30 persone sono rimaste intrappolate nel casinò a causa dei crolli causati dalle esplosioni. I vigili del fuoco hanno tentato di rompere il muro della facciata del casinò per liberare la gente bloccata e far uscire il fumo dall'interno dell'edificio. Le autorità avevano sospeso gli sforzi di soccorso nella notte di ieri, per paura che l'edificio potesse crollare.
Nuevo Leon, nel nord-est del Messico , di cui Monterrey è la capitale, ha registrato quest’anno numerosi attacchi terroristici. Il 13 agosto, quattro civili sono rimasti feriti quando un gruppo armato ha sparato due bombe in un carcere nel comune di Apodaca.
Nel mese di luglio, uomini armati erano entrati in un bar del centro a Monterrey e avevano ucciso 20 persone . .
Sede di alcune delle più grandi aziende del Messico, Monterrey e lo stato di Nuevo Leon sono al centro di un conflitto tra bande di narcotrafficanti rivali, los Zetas e il Cartello del Golfo, che utilizzano l'area come una delle vie per il trasporto di sostanze stupefacenti nel territorio degli Stati Uniti.
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