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domenica 18 agosto 2013

Arrestato a Rio Bravo (Messico) il ricecartissimo boss del cartello del Golfo

Mario Ramirez Trevino
CITTA’ DEL MESSICO - Le truppe messicane hanno catturato uno dei più ricercati capi dei cartelli della droga del paese. Mario Ramirez Trevino, conosciuto come X-20, è al vertice del traffico di cocaina e marijuana del Gulf Cartel.
Il governo degli Stati Uniti aveva offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari per informazioni che portassero alla cattura di Ramirez, mentre il Messico aveva offerto circa 3 milioni di dollari.
Ramirez Trevino era diventati capo del Cartello del Golfo, dopo l'arresto di Jorge Eduardo Costilla, conosciuto come The Coss, lo scorso settembre.
Trevino è stato arrestato da esercito comune e  marines a Rio Bravo, nello stato settentrionale messicano di Tamaulipas.
Il leader del Cartello del Golfo era ricercato dalle autorità statunitensi dal 2006. È considerato volento come il leader del cartello Zetas , Miguel Angel Trevino Morales,  arrestato il mese scorso.

Le autorità ritengono che avesse abbastanza influenza per tentare di unificare i cartelli del Golfo e Zeta usando la sua leadership che risale al 2010. I Zetas avevano cominciato la loro attività come il braccio armato del Cartello del Golfo.

sabato 5 maggio 2012

Messico raccapricciante: nove impiccati a un ponte, 23 decapitati e le teste portate fuori dall’ufficio del sindaco di Nuevo Laredo


CITTA’ DEL MESSICO - Almeno 23 persone sono state uccise in circostanze raccapriccianti nella città messicana di Nuevo Laredo, al confine con gli Stati Uniti.
Nove corpi con segni di torture sono stati trovati appesi a un ponte. Ore dopo, 14 cadaveri decapitati sono stati scoperti in un veicolo dalla polizia. Le loro teste sono state trovate in scatole di ghiaccio fuori dall'ufficio del sindaco.
Nuevo Laredo è la scena di una faida tra due delle più grandi bande di narcos del Messico, che si battono per il controllo delle rotte di contrabbando negli Stati Uniti.
Un messaggio lasciato con i corpi impiccati afferma che i morti erano membri del cartello del Golfo uccisi dalla banda rivale Zetas.
Orribili immagini (di cui siamo in possesso ma che non pubblichiamo) hanno mostrato i corpi macchiati di sangue, alcuni dei quali legati e imbavagliati appesi per il collo dal ponte sulla strada principale da Nuevo Laredo a Monterrey.
Resoconti dei media messicani suggeriscono che le decapitazioni possano essere state effettuate in rappresaglia per le impiccagioni.

venerdì 26 agosto 2011

Messico: in pieno giorno i narcos attaccano con granate e incendiano un casinò a Monterrey. Almeno 53 persone morte tra le fiamme


I vigili del fuoco davanti al casinò incendiato

MONTERREY (Messico) - Almeno 53 persone sono state uccise e decine ferite in un attacco contro un casinò nella città settentrionale messicana di Monterrey. Un gruppo di uomini uomini armati hanno fatto irruzione nell'edificio, hanno tirato alcune bombe e cosparso con carburante la struttura prima di accendere il fuoco.
Decine di persone sono rimaste intrappolate dal fumo e dalle fiamme. I funzionari dei vigili del fuoco dicono che il bilancio delle vittime potrebbe salire ulteriormente. Il procuratore generale dello stato  ha detto che i cartello della droga erano apparentemente responsabili dell'attacco: i titolari del casinò avrebbe rifiutato di pagare il “pizzo”. Anche per gli standard raccapriccianti di violenza nelle zone del Messico più colpite dalla  violenza dei narcos, l'attacco non ha precedenti. Si è svolto in pieno giorno, nella terza città più grande del Messico e mirava a civili innocenti. Monterrey, finora considerata una delle città più sicure del Paese, è invece ormai entrata in una tragica spirale di violenza
Il presidente Felipe Calderon ha bollato l’attentato come un "atto di terrore", unlinguaggio forte che non è stato utilizzato spesso dal governo per descrivere il lungo conflitto della droga in Messico. In un tweet, il presidente messicano Felipe Calderon ha spiegato che l'attacco è stato "un atto ripugnante di terrore e di barbarie" che richiede "a tutti noi di perseverare nella lotta contro queste bande criminali senza scrupoli".
I sopravvissuti hanno raccontato che uomini armati avevano  fatto irruzione nelcasinò e avevano prelevato denaro prima di svuotare dei serbatoi di carburante che avevano portato con loro.Alcuni rapporti suggeriscono le porte di emergenza dei locali erano bloccate. L’attacco è avvenuto alle 16ora locale (23 di ieri in Italia) al Casino Royale quando due persone, arrivate a bordo di un hanno lanciato delle bombe all'interno dell'edificio poi cosparso di benzina l'edificio e dato alle fiamme. Tra 20 e 30 persone sono rimaste intrappolate nel casinò a causa dei crolli causati dalle esplosioni. I vigili del fuoco hanno tentato di rompere il muro della facciata del casinò per liberare la gente bloccata e far uscire  il fumo dall'interno dell'edificio. Le autorità avevano sospeso gli sforzi di soccorso nella notte di ieri, per paura che l'edificio potesse crollare.
Nuevo Leon, nel nord-est del Messico , di cui Monterrey è la capitale, ha registrato quest’anno numerosi attacchi terroristici. Il 13 agosto, quattro civili sono rimasti feriti quando un gruppo armato ha sparato due bombe in un carcere nel comune di Apodaca.
Nel mese di luglio, uomini armati erano entrati in un bar del centro a Monterrey e avevano ucciso 20 persone . .
Sede di alcune delle più grandi aziende del Messico, Monterrey e lo stato di Nuevo Leon sono  al centro di un conflitto tra bande di narcotrafficanti rivali, los Zetas e il Cartello del Golfo, che utilizzano l'area come una delle vie per il trasporto di sostanze stupefacenti nel territorio degli Stati Uniti.