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giovedì 20 novembre 2014

ETERNIT, sconcertante spiegazione della Corte di Cassazione: non ci siamo occupati dei morti


TORINO - La Procura di Torino ha chiuso formalmente l'inchiesta Eternit bis in cui è indagato l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny al quale è contestato l'omicidio volontario continuato per un totale di 256 vittime. 

Intanto la Cassazione in una nota chiarisce sulla sentenza di ieri: l'oggetto del processo "era esclusivamente l'esistenza o meno del reato di disastro ambientale' concluso nel 1986 con la chiusura degli stabilimenti e quindi prescritto. La Corte dunque 'non si è occupata' dei 'singoli episodi di morti e patologie sopravvenute'. Ed è una spiegazione che, sebbene giudiziariamente corretta, aggiungerà dolore a dolore ai familiari. Anche perché i giudici d'appello avevano motivato la condanna a 18 anni per Schimdheiny perché il disastro era considerato 'ancora in atto'.

ETERNIT, per la prescrizione Casale Monferrato dichiara il lutto cittadino


CASALE MONFERRATO - Lutto cittadino a Casale Monferrato, nell'Alessandrino, dopo la sentenza della Cassazione sul caso Eternit. Lo ha proclamato il sindaco, Titti Palazzetti, che andrà in piazza con i suoi concittadini per protestare contro l'annullamento per prescrizione della condanna del magnate svizzero Stefan Schmidheiny.
 "E' una sentenza sconvolgente, demenziale, ma ci riorganizzeremo". Lo ha sottolineato a Radio 24 il responsabile legale dell'Associazione familiari vittime dell'amianto, Paolo Liedholm. "Dire che tutto questo è prescritto, quando in realtà sappiamo che l'apice non è ancora arrivato e sarà solo tra 15 anni, è una cosa paradossale, assurda e che ci fa fare davvero una brutta figura agli occhi del mondo. Ma ricominceremo sin da subito a lottare - ha assicurato Liedholm -. L Procura di Torino sta già pensando a un Eternit bis; e, se il motivo di questa sentenza è la prescrizione, allora si farà un altro processo in cui questa volta verranno contestati gli omicidi. Almeno per quelli, si spera". 

Eternit, aperte ancora tre inchieste - Sono tre le inchieste ancora aperte a Torino. Nella prima, per quale è stato notificato il rituale avviso di chiusura indagini, l'imprenditore Schmidheiny è indagato per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone. Il secondo procedimento si riferisce agli italiani deceduti dopo aver lavorato negli stabilimenti Eternit in Svizzera e Brasile. Il terzo fascicolo riguarda l'amiantifera di Balangero, nel Torinese, la più grande cava d'amianto d'Europa: uno studio epidemiologico ha messo in evidenza 214 casi di morte e qui Schmidheiny è indagato perché la struttura entrò per qualche tempo nella galassia Eternit. 


Web indignato, hastag #eternit top - La sentenza della Cassazione ha scatenato l'indignazione del web. Su Twitter l'hashtag #eternit è salito al primo posto fra i più utilizzati: quasi tutti i commenti sono negativi.

lunedì 3 giugno 2013

Eternit: 18 anni in Appello all’imprenditore svizzero. E 31 milioni al comune di Casale Monferrato


TORINO - E' stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso l'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni.  Ammonta a. 30,9 milioni di euro la somma che la Corte d'Appello di Torino ha accordato al Comune di Casale Monferrato con la sentenza del processo. Nella città della provincia di Alessandria la multinazionale dell'amianto aveva il suo stabilimento italiano più importante, e il numero delle vittime è più elevato che altrove. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno invece riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro.

lunedì 13 febbraio 2012

Sedici anni di reclusione per i due proprietari di Eternit. Al comune di Casale Monferrato risarcimento di 25 milioni di euro. Trentamila euro in media a ciascuno delle centinaia di parenti delle vittime





TORINO - Dichiarati colpevoli da tribunale di Torino i due imputati del processo per le oltre duemila vittime causate dall'inquinamento da Eternit a Casale Monferrato. Stephan Ernest Schmidheiny, 64 anni, e Jean Louis de Cartier de Marchienne, 90 anni, gli ultimi proprietari dell’Eternit, accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche sono stati condannati a 16 anni di reclusione.

ll tribunale, secondo quanto si ricava dalla lettura del dispositivo della sentenza, ha ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (Torino) e Casale Monferrato (Alessandria). Per gli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Il Presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore è passato poi a a elencare gli indennizzi a favore delle parti civili, che sono alcune migliaia. Alcuni parenti delle vittime della strage collegata agli stabilimenti Eternit sono scoppiati in lacrime alla lettura della sentenza. Spiccano i risarcimenti decisi a favore del Comune di Casale Monferrato (25 milioni di euro), della Regione Piemonte (20 milioni) e dell'Inail (15 milioni) e del comune di Cavagnolo (4 milioni). Alle centinaia di familiari viene riconosciuto un risarcimento medio di 30.000 euro ciascuno: per alcuni ammalati la corte ha stabilito 35mila euro di risarcimento.  Deciso anche un risarcimento di 100 mila euro per ogni sigla sindacale. 
Quindici sindaci della zona del Monferrato, nell’Alessandrino, erano presenti nell’aula del Palazzo di giustizia di Torino, con  indosso la fascia tricolore.  All'ingresso stamane si era formata una lunga coda di parenti delle vittime che hanno esposto pannelli che ritraggono Stephan Schmidheiny, uno dei due imputati del processo, dietro le sbarre di una prigione. «Comunque vada quello che si conclude oggi sarà un processo storico» aveva detto il pm Raffaele Guariniello entrando nell’aula.
Il capo d’accusa conteneva un elenco di 2.191 morti e 665 malati a causa delle patologie correlate con l’amianto (dato ora da aggiornare in negativo), circa 6.400 richieste di costituzione di parte civile, quasi interamente accolte. Il processo Eternit di Torino per i morti e malati d’amianto è stato la più grande causa in materia mai celebrata in Europa. 

Processo Eternit a Torino: alle 13.15 la sentenza

I giudici del processo Eternit
TORINO  - Sono entrati in camera di consiglio i giudici del processo Eternit, che si concluderà oggi davanti al Tribunale di Torino. Il presidente Giuseppe Casalbore ha informato che la lettura del dispositivo della sentenza comincerà alle 13:15. Secondo le previsioni della vigilia, la lettura potrebbe durare anche più di un paio d'ore.

Il proprietario di Eternit Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, è imputato insieme al barone belga Louis de Cartier, 90 anni, di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Per i due, che sono stati alti dirigenti della multinazionale svizzera Eternit, l'accusa ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione. Il processo è durato oltre due anni e si è articolato in 65 udienze. Ai dirigenti vengono contestate le morti di 2.100 persone e le malattie che hanno colpito altre 800 persone nelle zone degli stabilimenti di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Le parti civili che si sono costituite in giudizi sono oltre seimila.

sabato 17 dicembre 2011

Casale Monferrato: il Comune accetta i 18 milioni della Eternit ed esce definitivamente dal processo



CASALE MONFERRATO (Alessandria) - Dopo una seduta carica di tensione, nella notte il Consiglio comunale di Casale di Monferrato ha dato il via libera alla giunta e al sindaco per portare a termine la transazione con Stephan Schmidheiny, imputato nel processo Eternit con il barone belga Louis de Cartier come responsabile della strage Eternit: 2.889 vittime fino all'apertura del processo, qualche centinaio in piu' oggi, a distanza di due anni. Milleottocento solo a Casale. L'indennizzo ammonta a 18 milioni di euro e con questo voto, il Comune di Casale esce per sempre dalla vicenda e da qualunque altra vertenza futura contro Stephan Schmidheiny.