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sabato 28 marzo 2015

RAVELLO, la donna trovata morta in casa strangolata dalla rivale in amore

La casa del delitto
L'arresto dell'omicida

RAVELLO - Ha un nome il presunto assassino della 48enne Patrizia Attruia, strangolata venerdì pomeriggio nella sua casa di Ravello, nel Salernitano. E' stata infatti arrestata dai carabinieri Vincenza Dipino, 55 anni, padrona di casa. Alla radice della lite, questioni di gelosia: la vittima accusava la proprietaria di essere troppo premurosa nei riguardi del convivente. Il litigio è scoppiato nel pomeriggio e le due donne sono venute alle mani: secondo la ricostruzione dei carabinieri, la Dipino ha strozzato la rivale e subito dopo ha nascosto il cadavere in una cassapanca. L'accusa è di omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere.
La vittima, residente a Scafati, si era trasferita da qualche anno nel comune della Costiera Amalfitana. Attruia e il convivente, per problemi economici, vivevano nello stabile in via San Cosma dove è stato trovato il corpo, accolti da Dipino. Questa, rimasta sola dopo la morte della madre adottiva, aveva decido di aiutare i due che, prima di allora, vivevano in un alloggio di fortuna. La donna uccisa svolgeva lavori saltuari, mentre il compagno lavora saltuariamente come agricoltore o giardiniere per le ville e i poderi della zona.

mercoledì 3 dicembre 2014

RENANIA (Germania): italiano ammazzato davanti alla sua pizzeria. Un arresto

Domenico Antonio Battista nel suo ristorante
I rilievi della polizia tedesca sul luogo del delitto, davanti alla pizzeria
Gli abitanti di Nierstein hanno ricordato così Battista
NIEIRSTEIN (Magonza, Germania) - Un italiano originario della zona di Vasto, nella provincia di Chieti, Domenico Antonio Battista, 51 anni, è stato ucciso con quattordici di pistola in Germania, davanti al suo ristorante-pizzeria. L'omicidio è avvenuto nella località dove Battista aveva aperto la sua attività, a Nieirstein, in Renania, un paese di 8000 abitanti in una zona molto turistica  vicino a Magonza Secondo quanto emerso, la polizia tedesca ha arrestato un 36enne del posto, sospettato di essere l'esecutore che si è avvalso della facoltà di non rispondere e ora è detenuto in custodia cautelare in attesa che si chiarisca la sua posizione.
Battista è stato ucciso sabato notte alle 23.55 di fronte al suo ristorante-pizzeria, "La Casa", che gestiva da 17 anni insieme al fratello Mario.

La polizia nega che il delitto, come da più parti si è pensato, abbia a che fare con vicende di mafia. "Era una bella persona, molto conosciuta", così ricorda la vittima Thomas Gunter, sindaco di Nierstein. "Questa vicenda ha scioccato tutta la nostra comunità".

sabato 28 giugno 2014

Nizza, il genero formalmente accusato dell’omicidio dell’ereditiera di Montecarlo

NIZZA - Il genero mandante dell'assassinio di Helene Pastor viene portato in carcere
NIZZA - L'ex console onorario della Polonia a Monaco è formalmente indagato per l'omicidio della ricca suocera, hanno comunicato i pubblici ministeri francesi. Wojciech Janowski, 64 anni, ha "riconosciuto il suo coinvolgimento" nella uccisione della ereditiera Helene Pastor. La  Pastor, appartenente a una delle famiglie più ricche di Monaco, è stata colpita da colpi di fucile a canne mozze insieme al suo autista mentre usciva ospedale a Nizza. Sono morti tutti e due
La moglie del signor Janowski Sylvia, figlia dell’ereditiera, era stata anch’essa arrestata, ma rilasciata poi senza accuse.
Sette altri sospetti sono stati messi sotto inchiesta. Tra di loro c'è l'istruttore sportivo famiglia Pastor, Pascal Dauriac.
L'accusa sostiene che Janowski ha pagato dei sicari per eseguire l'omicidio. Il procuratore Robin ha detto che il motivo era quello di "mettere le mani sulla eredità" . Janowski ha pagato 250.000 euro per commissionare l’omicidio. La Polonia ha dichiarato l’uomo d'affari di Cambridge decaduto  dal suo incarico di console onorario dopo il suo arresto a causa della "perdita della sua buona reputazione e affidabilità".
Due sospetti autori della sparatoria sono stati individuati dopo che la polizia ha studiato la prova del DNA e i filmati a circuito chiuso della zona del 6 maggio, giorno dell’agguato. I due sono di età compresa tra 24 e 31, originari delle isole Comore, e con una serie di condanne penali.

Dai video di stazioni ferroviarie è emerso che i due uomini avevano preso un treno da Marsiglia a Nizza nel pomeriggio della sparatoria.

mercoledì 18 giugno 2014

Il pentito Iovine: con 250mila euro mi sono comprato in Appello l’assoluzione da due omicidi

Il pentito Antonio Iovine
NAPOLI - Antonio Iovine, il boss della camorra da poco diventato collaboratore di giustizia, in un interrogatorio depositato dai pm della Dda, ha rivelato di aver versato 250mila euro a un giudice e un avvocato per "aggiustare" un processo in appello relativo a un duplice omicidio. Secondo il pentito dei Casalesi esisteva una "struttura che girava per il tribunale di Napoli" per corrompere i giudici. Sempre a quanto si è appreso, Iovine ha dichiarato che il suo legale, avvocato Michele Santonastaso, attualmente detenuto per un'altra inchiesta, gli disse che occorreva la somma di 250mila euro da consegnare a un giudice e a un avvocato per ottenere l'assoluzione in appello nel processo.
E Iovine fu in effetti assolto in appello, dopo essere stato condannato in primo grado all'ergastolo, per il duplice omicidio avvenuto nel Casertano. Dopo il suo pentimento, Iovine ha invece confessato di essere stato l'autore dei delitti. 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di corruzione in relazione alle dichiarazioni di Iovine. Il pentito sarà ascoltato. Le carte trasmesse per competenza dai magistrati partenopei sono all'attenzione dei pm romani da alcuni giorni. Gli inquirenti capitolini, in base a quanto filtra, interrogheranno Iovine che nelle sue dichiarazioni tirerebbe in ballo anche un ex giudice della Corte d'Assise d'Appello di Napoli già sotto processo a Roma per il reato di rivelazione del segreto d'ufficio e abuso d'ufficio.

giovedì 29 maggio 2014

Matera, trovati in un’ auto i corpi di due allevatori, uccisi a fucilate. Fermato un parente

Gorgoglione: il delitto è avvenuto nelle campagne circostanti
GORGOGLIONE (Matera) - I cadaveri di due giovani allevatori, zio e nipote, sono stati trovati stamani, in un'automobile, in un terreno alla periferia di Gorgoglione (Matera). C'è già stato un fermo. Secondo quanto si è appreso, i due giovani sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco. Sono Giovanni Lauria, 34 anni e suo nipote Giuseppe De Rosa di 27. 
I Carabinieri sono stati allertati da una telefonata fatta al 112 da una persona che, in un terreno alla periferia del paese, aveva notato l’auto con i due cadaveri all’interno.
In base a indiscrezioni non confermate, i due sarebbero stati uccisi da un parente acquisito per questioni di confine e pascolo abusivo. Le due vittime stavano andando a mungere le vacche nella loro piccola azienda zootecnica quando sono stati freddati con un fucile a distanza ravvicinata. E infatti risulta fermato un agricoltore, di circa 30 anni, cognato di Lauria.

mercoledì 7 maggio 2014

Anziano massacrato a pietrate in riva al Brenta

Alfredo Giacon
PADOVA - In corso indagini dei carabinieri dopo il ritrovamento ieri, in una riva sperduta del fiume Brenta in località Fontaniva, del corpo di un anziano col cranio fracassato, probabilmente a colpi di pietra una pietra. La vittima e' Alfredo Giacon, 72 anni, di Cittadella (Padova), storico gestore del bar Borsa di Cittadella, molto conosciuto nella cittadina. L'hanno trovato, dopo un giorno e mezzo di ricerche, i cani dei vigili del fuoco. L'anziano, secondo i primi accertamenti, e' stato colpito quattro o cinque volte alla testa con un oggetto pesante, forse una pietra. L'area dove giaceva il cadavere e' notoriamente meta di incontri tra omosessuali . 
Il suo corpo, senza vita, è stato trovato ieri pomeriggio poco prima delle 16 a Fontaniva in via Boschi, località "Ceo Pajaro" sulle rive del fiume Brenta.

giovedì 1 maggio 2014

Marino (Roma): spara e uccide il compagno della figlia, che la minacciava

MARINO - Via Marcantonio Colonna, dove è avvenuto l'omicidio
ROMA - Omicidio nella notte a Marino, alle porte di Roma. È successo in pieno centro, in via Marcantonio Colonna 40, al terzo piano di una palazzina della zona residenziale della cittadina. Un giovane di 27 anni, Marco Monaco, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco al petto. I carabinieri hanno fermato il padre della fidanzata della vittima, Enrico Muntoni, operatore ecologico, che ha sparato contro il giovane al culmine di una lite, uccidendolo. Il 27enne aveva minacciato la fidanzata con un grosso bastoneLa ragazza era poi andata a casa dei suoi genitori, portando con sé il figlio di 20 mesi. Il ventisettenne aveva poi raggiunto la donna probabilmente per riportarla a casa e ne è nato un litigio con i genitori della convivente, durante il quale il ventisettenne avrebbe anche impugnato un bastone. Il padre della ragazza, un uomo di 54 anni, ha esploso un colpo di pistola, regolarmente denunciata, contro il giovane centrandolo al petto e uccidendolo, poi si è allontanato in preda al panico. I carabinieri del nucleo radiomobile di Frascati e della stazione locale hanno rintracciato poco dopo l'uomo per poi arrestarlo.

domenica 2 marzo 2014

Mozzate (Como): aggredita e sgozzata nel sottopassaggio della stazione. Caccia all'omicida

MOZZATE - Una (inutile) autolettiga davanti alla stazione: la donna aggredita è morta dissanguata
COMO - Una donna di 35 anni, originaria di Rimini, è stata uccisa ieri sera con due coltellate, di cui una alla gola, alla stazione ferroviaria di Mozzate (Como), lungo la linea ferroviaria Saronno-Varese. La donna sarebbe stata aggredita da un uomo che si è dato immediatamente alla fuga. L'intervento di un'automedica e un'ambulanza non sono stati sufficienti a salvare la vittima che è morta dissanguata per le gravi ferite. L'aggressione è avvenuta nel sottopasso della stazione. La donna è stata aggredita nel sottopassaggio che consente di attraversare i binari ed è stata colpita più volte con un oggetto appuntito. L'aggressore sarebbe un uomo. All'arrivo dei soccorritori la donna era già in gravissime condizioni ed è spirata poco dopo. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Cantù.

A colpire la donna potrebbe essere stato un giovane italiano. La vittima, da pochi mesi residente a Mozzate dove è arrivata con la famiglia, era appena scesa dal treno proveniente da Milano e stava prendendo il sottopassaggio quando è stata aggredita dall’uomo, che l'ha colpita alle spalle. L'aggressore è poi fuggito. Secondo gli inquirenti, la dinamica non lascia pensare a un'aggressione a scopo di rapina, la matrice del delitto potrebbe quindi essere passionale. Determinanti potranno essere le immagini del circuito di videosorveglianza.

sabato 25 maggio 2013

Perugia: uomo ucciso a bastonate e coltrellate all’alba. Caccia all’assassino (l'ex marito di una dipendente)

PERUGIA Un uomo di 51 anni, Roberto  Brunelli e' stato ucciso stamani in un'abitazione di Marsciano Perugia), colpito  da diversi colpi di bastone e con coltellate. Sul posto i carabinieri che stanno svolgendo indagini. In particolare sarebbero in corso le ricerche di un altro uomo. Entrambi sono italiani. Il presunto assassino avrebbe aggredito Burnelli per gelosia, sospettando che la vittima avesse una relazione con la ex moglie. Secondo le testimonianze dei vicini e dei conoscenti Roberto Burnelli era stato minacciato altre volte dal ricercato, descritto come una persona violenta e più volte denunciata anche per motivi economici.
Secondo le prime informazioni la vittima  sarebbe stato ucciso questa mattina  intorno alle 6. I carabinieri hanno  organizzato una vasta battuta, in collaborazione con i militari della Compagnia di Perugia e di Todi, per rintracciare il presunto assassino. Non lontano da Marsciano gli uomini dell'Arma hanno trovato, abbandonato, un furgone utilizzato per la fuga del sospetto omicida. A dare l'allarme è stata una donna sudamericana, dipendente dell'uomo ucciso e moglie del sospettato del delitto. Quest'ultimo sarebbe poi fuggito con il furgone della ditta agricola della vittima.

domenica 10 marzo 2013

Brescis: donna uccide la sua compagna per gelosia

GUSSAGO - L'appartamento dove è avvenuto il delitto

GUSSAGO (Brescia) - Una donna ha ucciso la sua convivente a Gussago, una località in provincia di Brescia. L'omicidio è accaduto nella notte, in una palazzina di via Donatori di sangue, dove Angela Toni, 35 anni, ha sparato ha sparato contro la sua compagna, Marilena Ciofalo, di un anno più vecchia. Il delitto è dovuto a motivi passionali. Sul caso stanno indagando i carabinieri.
La vittima è stata uccisa nel sonno: la compagna l'ha freddata sparandole un colpo di pistola. E' stata la stessa omicida, la Toni, a chiamare i carabinieri qualche ora dopo il delitto, confessando di essere lei l'assassina. L'arma con cui la donna ha ucciso la sua compagna era detenuta regolarmente. I vicini, sentiti dagli inquirenti, hanno raccontato di aver sentito le due donne litigare nella notte.
L'omicidio ha un "movente passionale", maturato all'interno di "un rapporto di coppia difficile" tra due donne conviventi, secondo quanto ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia, il colonnello Marco Turchi. Al momento dell'arresto la 35enne "ha confermato la dinamica dei fatti e per ora non emerge alcun altro movente", ha detto il colonnello Turchi. Ma ha anche aggiunto: "Verificheremo tutto quanto, in modo da avere certezza che le fonti di prova siano assicurate in modo corretto".

martedì 3 gennaio 2012

Fermato a Lipari un netturbino: è lui l'assassino della vigilia di Natale

LIPARI - I carabinieri hanno fermato a Lipari un netturbino di 36 anni, Roberto Cannistrà, con l'accusa di avere ucciso il pomeriggio del 24 dicembre scorso, Eufemia Biviano, di 60 anni, con un colpo di coltello alla gola. La donna era stata trovata nel garage della propria abitazione, in contrada Quattropani, a Lipari.

mercoledì 17 agosto 2011

Uomo ucciso, mutilato e "disseminato" in giro per Acapulco

ACAPULCO - Ad Acapulco un uomo è stato ucciso e mutilato e la polizia ha trovato pezzi del cadavere in diversi punti della città turistica sul Pacifico. Tutto è cominciato con una chiamata in commissariato che ha segnalato la presenza di "una testa umana abbandonata" in una strada affollata. A poca distanza gli agenti hanno poi trovato un torace in una borsa, mentre più tardi le gambe e i piedi della vittima sono stati trovati appesi ad un ponte in pieno centro. Infine, appese ad un altro ponte, a nord del centro, la polizia ha ritrovato le mani dell'uomo. L'orrendo stile di questa esecuzione ha, peraltro, una firma ben riconoscibile: i narcos.