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mercoledì 12 febbraio 2014

Due marò, il segretario dell’Onu se ne lava le mani. E il senato sospende l'esame del dl sulle missioni all'estero


NEW YORK - "E' meglio che la questione venga affrontata bilateralmente piuttosto che con il coinvolgimento delle Nazioni Unite". Così il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, gela le speranze italiane di coinvolgere il Palazzo di Vetro. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, si era rivolta all'Alto Commissariato per i diritti umani sul caso dei due fucilieri trattenuti in India.
L'inviato italiano in India per la vicenda dei marò, Staffan de Mistura, ha lasciato Nuova Delhi alla volta di Roma, che raggiungerà nel tardo pomeriggio, per "urgenti consultazioni" con il governo. De Mistura ha spiegato che il suo viaggio è dovuto al fatto che "l'udienza in Corte Suprema del 18 febbraio è della massima importanza per il futuro dei nostri fucilieri di Marina": l'inviato farà ritorno in India domenica.
Emma Bonino riferirà sulla vicenda dei Marò domani alle 10 nell'Aula del Senato. Lo ha stabilito, secondo quanto rendono noto dal Pd, la Conferenza dei capigruppo, convocata da Grasso dopo la richiesta di Casini e Latorre di sospendere l'esame del Dl missioni fino a che non fosse arrivato un chiarimento del governo sulle parole Ban Ki-moon.

venerdì 13 settembre 2013

Il segretario Onu: Assad pagherà i suoi crimini. Prove schiaccianti sull’uso dei gas


NEW YORK - Il presidente siriano Bashar al Assad ha commesso 'numerosi crimini contro l'umanita'': lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. 'Sono sicuro che ci sara' un processo per accertare le sue responsabilita' quando tutto sara' finito. Sono convinto che il rapporto degli esperti Onu dimostrerà in maniera schiacciante che sono state usate armi chimiche in Siria', ha aggiunto.

mercoledì 23 maggio 2012

Il ministro Terzi al segretario Onu: inaccettabile la situazione dei marò in India


ROMA - Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, definisce ''inaccettabile'' la situazione dei maro' italiani in India, durante un incontro con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon. In una intervista alla Cnn ha poi ribadito, riferendosi al vertice di Bruxelles, che l'Europa e' ''un grande progetto'' e l'area euro e' un risultato da cui ''non si torna indietro''.

domenica 11 settembre 2011

Kiribati, l’isola che non ci sarà (l’arcipelago sarà sommerso dall’oceano, per colpa del riscaldamento globale) .Il futuro su isole artificiali?


Le onde del Pacifico si abbattono sulla costa di Tarawa, la capitale di Kiribati, il cui futuro è pieno di ombre

TARAWA (Kiribati) - Il futuro per Kiribati, una delle più basse  nazioni del Pacifico minacciate dall'innalzamento dei mari, è così terribile che il governo sta pensando di trasferirsi l'intera popolazione di isole artificiali simili a piattaforme petrolifere giganti. “Stiamo considerando tutto ... perché siamo a corto di opzioni,"ha detto il presidente di Kiribati, Anote Tong  ad Auckland, al Forum delle isole del Pacifico. Ha detto che il suo piccolo, povero paese - dove la terra è  alta non più di due metri sul livello del mare - sente con particolare urgenza il bisogno del mondo di agire sui cambiamenti climatici.
Le nazioni vulnerabili del Pacifico hanno acquisito un nuovo potente alleato , il Segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, che ha visitato Kiribati sulla sua strada verso la conferenza di Auckland. In un discorso  Ban ha avvertito: "Invito chi crede che i cambiamenti climatici siano un futuro lontano, a visitare  Kiribati: capirà che il cambiamento climatico  è ai nostri piedi - letteralmente - a Kiribati e altrove".
 Villaggi sulla spiaggia di Kiribati - che consiste in 33 atolli corallini spruzzati su due milioni di miglia quadrate di oceano - hanno già dovuto spostarsi e per sfuggire alle onde invadenti. L'approvvigionamento idrico è stato contaminato da acqua salata e i raccolti distrutti. L'erosione, causata in parte da tempeste e inondazioni, è sempre più grave.
Tong ha detto di aver visto i modelli di un isola artificiale galleggiante, simile a una piattaforma petrolifera off-shore che costerebbe  2 miliardi di dollari. Rendendosi conto che si tratta di "qualcosa da fantascienza", ha però subito dopo sostenuto che anche le idee radicali dovevano essere prese in considerazione. "Se sei di fronte alla possibilità di essere sommerso con la tua famiglia, cosa faresti? -  ha chiesto - Vuoi salire su un'isola galleggiante o no? Penso che la risposta sarebbe sì."
Altre idee include la costruzione di una serie di dighe, con una spesa di quasi 1 miliardo di dollari. Ma il signor Tong ha detto che la comunità internazionale dovrebbe finanziare tali progetti e si è lamentato che Kiribati aveva ricevuto finora assai poco nonostante le promesse di aiuti finanziari da nazioni più ricche.
Ex colonia britannica chiamata Isole Gilbert, Kiribati ha 103.000 abitanti, la maggior parte stipati nell'atollo principale, Tarawa, una catena di isole a forma di ferro di cavallo che circonda una laguna centrale.
Ban ha detto che la sua visita a Kiribati aveva rafforzato la sua opinione che "qualcosa è seriamente sbagliato con il nostro attuale modello di sviluppo economico". Ha detto: "Non riusciremo a ridurre le emissioni senza soluzioni energetiche sostenibili."

sabato 3 settembre 2011

Il segretrario Onu: "Sostenere la nuova Libia, ma spetta ai cittadini deciderne il futuro"

CANBERRA (Australia) - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato la comunita' internazionale a sostenere in maniera compatta il nuovo corso in Libia, il cui futuro spetta comunque ai suoi cittadini stabilire. "Continuo a sollecitare tutti i Paesi del mondo a unirsi per aiutare il popolo libico, dal quale deve comunque essere deciso l'avvenire della Libia", ha affermato Ban, giunto in visita in Australia da Parigi, dove l'altroieri aveva partecipato alla Conferenza degli 'Amici della Nuova Libia', l'ex Gruppo Internazionale di Contatto. .

giovedì 18 agosto 2011

Il presidente Assad al segretario Omu: le operazioni militari in Siria sono state fermate


NEW YORK - Il presidente siriano Bashar Assad ha detto al capo delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in una telefonata che le operazioni militari e di polizia si sono fermate in Siria.
"Il segretario generale ha sottolineato che tutte le operazioni militari e gli arresti di massa devono cessare immediatamente. Il  Presidente Assad ha detto che le operazioni militari e di polizia si erano fermate", ha riferito una dichiarazione dell’Onu.
Ban ha espresso preoccupazione per le ultime notizie di continue violazioni diffuse dei diritti umani e di uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza siriane, in particolare nel Ramel Al nel distretto di Lattakia, sede di diverse migliaia di profughi palestinesi, dice la nota.
Ban ha ribadito la sua sollecita richiesta di un'inchiesta indipendente sulle uccisioni e atti di violenza, e del libero accesso da parte dei mediacon la piena cooperazione del governo siriano presso l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani.
Ban ha anche sollecitato il presidente Assad di impegnarsi "in un processo credibile e pacifico di riforme"
Secondo la dichiarazione, Assad ha enumerato nella conversazione telefonica le riforme che si impegnerà a vararew nei prossimi mesi, compresa la revisione della Costituzione e lo svolgimento delle elezioni parlamentari. Il segretario generale ha sottolineato la necessità di attuarle rapidamente, senza ulteriori interventi militari.
Il Consiglio di sicurezza discuterà gli ultimi sviluppi nel pomeriggio di oggi. Ban ha espresso apprezzamento per il fatto che il governo siriano aveva accettato di ricevere una missione ONU di valutazione umanitaria, dice la nota.
Egli ha sottolineato che sarebbe stato cruciale per la missione di essere dotata di accesso indipendente e senza ostacoli a tutte le aree colpite dalla violenza al fine di valutare i bisogni umanitari della popolazione, e per fornire assistenza in caso di necessità. Assad ha dichiarato che la squadra avrebbe avuto accesso a diversi siti in Siria.

domenica 7 agosto 2011

Siria: carri armati all’assalto della città di Dayr az Zor


ROMA - Carri armati dell'esercito siriano hanno preso d'assalto all'alba la citta' di Dayr az Zor, nell'est del paese. Lo hanno reso noto militati di organizzazioni dei diritti dell'uomo. I carri armati sono penetrati in diversi quartieri della città e bombardamenti sono stati segnalati in almeno tre settori. Lo afferma Rami Abdelrahmane, direttore dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo con sede a Londra. Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale dell'Eufrate, è una città dominata dalle tribù e al confine con l'Iraq. Le autorita' siriane temono che Dayr possa trasformarsi in un nuovo epicentro della rivolta. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha ieri telefonato al presidente siriano Bashir el-Assad dicendosi preoccupato per le violenze in atto e chiedendogli di non ricorrere più ai militari per reprimere le proteste della popolazione civile. In un comunicato diffuso a New York, si afferma che nella telefonata "il Segretario Generale ha espresso la sua forte preoccupazione per l'escalation della violenza in Siria e ha intimato di non fare più ricorso ai militari contro i civili". Nel comunicato si aggiunge che Ban Ki-moon ha ammonito a Assad che "la fine dell'impiego della forza militare contro i civili deve essere immediata". Secondo fonti dell'Onu, erano diversi mesi che Ban Ki-moon cercava di telefonare a Assad ma il presidente siriano si è rifiutato più volte di parlargli.