mercoledì 16 gennaio 2013

Elezioni: niente posti per Rutelli, Scilipoti, Barbato, Barbareschi, Melchiorre


ROMA - C'è chi è stato escluso, chi dopo una serie interminabile di cambi di casacca si è ritrovato solo porte chiuse in faccia e chi, a malincuore, cela la scelta di altri come la propria decisione di dare l'addio alla politica. Tra i parlamentari che non prenderanno parte alla prossima legislatura sono molti i nomi noti: nessun posto per Domenico Scilipoti, via Franco Barbato e Antonio Razzi. Fuori anche l'ex sindaco di Roma,Francesco Rutelli.
Ed è proprio quella di Rutelli, l'uscita di scena che fa più rumore. Nelle liste di "Centro democratico" di Tabacci e Donadi il nome del fondatore dell'Api non trova spazio, malgrado tra i candidati vi siano molti suoi ex vicini di banco. Lui su Facebook parla di una decisione già presa da giorni: "La scelta in cuor mio era presa, e tutto porta a confermarla. Per fare le riforme necessarie e salvare e rilanciare l'Italia - scrive - occorrono coalizioni coerenti".

Coerenza, la stessa che a fatica si trova nel curriculum politico di altri esclusi. Daniela Melchiorre insegna: dalla Margherita ai diniani, poi un andirivieni invidiabile che la porta all'Udc e le assicura perfino un posto da sottosegretario allo Sviluppo economico con il governo Berlusconi. E con lei l'ex democristiano Italo Tanoni. Conclude la sua carriera politica anche Luca Barbareschi, ex Pdl, ex Fli, poi gruppo misto. Un'avventura, la sua, che si ricorda più per il numero di assenze in Parlamento e per le risse con gli inviati delle Iene, che per l'operato a Montecitorio.

Resteranno solo un ricordo i video registrati di nascosto (e poi mandati regolarmente a giornali e tv) dell'onorevole Franco Barbato (Idv) e di una delle sue vittime più illustri, il deputato Antonio Razzi (Idv). Fu proprio Barbato a filmarlo mentre spiegava i suoi cambi di casacca con l'unico fine di riuscire ad assicurarsi il vitalizio. Nessuna chance, infine, per Domenico Scilipoti. Anche lui sbarcò alla Camera grazie ad Antonio Di Pietro. L'ex magistrato non poteva pensare che sarebbe stato uno dei suoi uomini a lasciare l'Idv per salvare Berlusconi dopo la rottura con Fini nel dicembre 2010. Scilipoti, appunto.

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