ROMA - Secondo il quotidiano algerino Al Khabar, che cita proprie fonti in seno alle forze di sicurezza, i terroristi che hanno attaccato il campo petrolifero di In Amenas hanno fatto indossare ad alcuni degli ostaggi occidentali delle cinture esplosive. Le stesse fonti hanno riferito al quotidiano che i terroristi hanno collocato delle cariche esplosive a protezione dell'area del campo che controllano.
I miliziani hanno affermato di avere respinto un raid dell'esercito algerino che cercava di entrare nel sito. Lo rende noto l'agenzia mauritana Ani. Rivendicando il rapimento, il gruppo ha spiegato che si tratta della "risposta alla crociata delle forze francesi in Mali" e ha intimato che tale crociata e "l'aggressione al Mali" si fermino.
Le truppe algerine hanno circondato l'impianto nella parte orientale del paese in cui i lavoratori stranieri sono tenuti in ostaggio da militanti islamici.
I cittadini stranieri sono detenuti in un'ala dei quartieri abitativi, che i servizi di sicurezza e l'esercito hanno circondato. La situazione è di stallo, l'esercito ha impedito ai miliziani e agli ostaggi di abbandonare il luogo del rapimento.
L'operazione potrebbe essere stata anche una "lezione" impartita all'Algeria per aver dato il proprio assenso al sorvolo degli aerei francesi diretti in Mali per appoggiare il governo nella battaglia contro i jihadisti islamici, secondo quanto riferito dal portavoce della katiba di Belmoctar a Sahara Media.
Dei 41 sequestrati in Algeria sarebbero "poco più d'una ventina" gli stranieri, secondo quanto riferito da fonti dell'Unità di crisi che, da Illizi, sta seguendo la vicenda. In maggioranza sarebbero di nazionalità norvegese (13), britannica, americana, francese e giapponese.
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