sabato 19 gennaio 2013

Ancora combattimenti nel deserto algerino: i terroristi resistono all’assedio (con 30 ostaggi)


  1. Attacco Bus: 0500 locali 16 gennaio: uomini armati pesantemente attaccano due autobus che trasportavano lavoratori sul campo di gas verso l'aeroporto In Amenas. Un britannico e un  algerino muoiono nei combattimenti.
  2. Ostaggi: I militanti entrano nell'installazione a Tigantourine e prendono i lavoratori algerini e stranieri in ostaggio nella zona giorno (living area) e nell'impianto del gas principale del complesso (main gas facility).
  3. Interviene l’esercito : Le forze di sicurezza e l'esercito algerino circondano i sequestratori. I leader occidentali non vengono consultati.
  4. L’attacco: 1200 (1300 GMT) 17 gennaio: I militari attaccano quando i terroristi tentano di spostare alcuni dei loro prigionieri dalla struttura. I rapporti dicono che alcuni ostaggi fuggono, ma altri vengono uccisi.
  5. La battaglia: Gli algerini  dicono che stanno ancora combattendo contro i militanti in una operazione che dura ormai da più di 36 ore.
ALGERI - Le nazioni con ostaggi detenuti da militanti alqaedisti presso un impianto di gas algerino hanno espresso preoccupazione per l’assedio che continua.
Tre ostaggi rumeni detenuti in Algeria dal gruppo legato ad Al Qaida sono stati liberati. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri rumeno. ''Un ostaggio è riuscito a contattare l'ambasciata rumena ad Algeri utilizzando un cellulare e ha ricevuto assistenza per quanto riguarda la procedura da seguire, che gli ha permesso di salvargli la vita''. Altri due ostaggi sono stati liberati nella serata di ieri e si trovano sotto la protezione delle forze algerine, ha detto il ministero.
 Un americano, Frederick Buttaccio, e' una delle vittime fra gli ostaggi in Algeria. Lo afferma la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland: ''Possiamo confermare la morte di Frederick Buttaccio'', del Texas; ''esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia e agli amici''.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha descritto la situazione come "estremamente difficile e pericoloso". Nella struttura nel deserto a Is Amenas  circa 30 stranieri sono ancora prigionieri.
L’agenzia di stampa APS dice che 12 lavoratori algerini e stranieri sono morti da quando sono iniziate le operazioni di soccorso giovedi scorso.
L'operazione per liberare gli ostaggi è in corso da più di 36 ore, con pochi dettagli di  rilasciati dalle autorità algerine.
APS ha detto che 573 algerini e "circa 100" di 132 lavoratori stranieri erano stato liberato, e 18 militanti sono stati uccisi.
I terroristi rimanenti - armati di missili, lanciarazzi, granate, mitragliatrici e fucili d'assalto - sono ancora rintanati in una raffineria nel sito, circondato da forze speciali algerine. Circa 10 cittadini britannici si pensa siano ancora detenuti.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato la presa di ostaggi "odiosa", dicendo che l'incidente ha sottolineato la necessità di portare i suoi autori, organizzatori e finanziatori davanti alla giustizia.
La signora Clinton ha detto che  il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal le aveva riferito che  "l’operazione era ancora in corso, che la situazione è rimasta fluida, che gli ostaggi rimangono in pericolo in un certo numero di casi". 
Un inglese e un algerino erano morti mercoledì quando i militanti avevano teso un’imboscata ai due autobus che stavano potsando lavoratori stranieri presso l'aeroporto locale.
Dopo l'attacco sui bus, alle 0500 ora locale di mercoledì, i terroristi sono tornati nell'installazione e hanno preso in ostaggio tutti i lavoratori algerini e stranieri nella zona giorno e nell'impianto del gas principale del complesso.
A mezzogiorno di giovedi, forze algerine hanno attaccato i militanti cercato di spostare alcuni dei loro prigionieri dalla struttura.
La situazione attuale non è chiara, ma i rapporti dicono che le forze di sicurezza stanno ancora cercando i sequestratori del complesso.L'impianto è stato messo fuori combattimento per evitare il rischio di esplosione.

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