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mercoledì 23 ottobre 2013

Il “centrino” si spacca: Scelta civica avvia la separazione dall’Udc


ROMA - Scelta civica avvia la pratica di separazione dall'Udc. Lo ha deciso, dopo quattro ore di teso confronto, il comitato direttivo del partito, che ha affidato al presidente Alberto Bombassei il compito di incontrare i vertici centristi per definire gli aspetti "politici e giuridici" di una separazione, che sperano sia consensuale, dei gruppi di Camera e Senato. Nella speranza che tutto ciò possa avvenire "senza conflitti".  Decisioni che sono state duramente contestate dall'ala 'popolare' del partito, che tuttavia risulta in forte minoranza in seno al comitato direttivo. "Questo orientamento preso non è condiviso da diversi colleghi di partito. C'è un netto dissenso" dice il capogruppo alla Camera, Lorenzo Dellai, che contesta anche il fatto che l'organismo possa aver preso decisioni in sede deliberante. Posizione respinta da Bombassei che ricorda come il documento finale sia stato votato "a stragrande maggioranza e da un direttivo che ha pieni poteri di decidere". l documento, peraltro, è stato votato anche da un gruppo di cattolici come Andrea Causin, Gianluca Susta e Gregorio Gitti. Anche Ilaria Borletti Buitoni ha parlato di una "presa d'atto di un chiarimento necessario con l'Udc. C'è un divorzio consensuale - ha aggiunto - che dovrà avvenire nel modo meno traumatico possibile ma che - ha sottolineato - politicamente è già avvenuto".

sabato 5 gennaio 2013

L’Udc schiera alle elezioni per la Camera il ministro Mario Cataniaudc


ROMA - L'Udc 'conquista' un ministro in vista delle elezioni politiche. Secondo quanto si apprende, il ministro dell'Agricoltura Mario Catania, membro del governo Monti, sarà infatti candidato nelle liste dell'Udc di Pier Ferdinando Casini.
Il responsabile del dicastero sarà capolista alla Camera in una o più circoscrizioni. Al momento si tratta del primo ministro del governo tecnico arruolato tra le file del partito centrista.
Catania, 60 anni, romano, correrà dunque per uno scranno a Montecitorio all'interno della coalizione di liste che alla Camera sosterrà Monti.

martedì 30 ottobre 2012

Sicilia, dati finali: Crocetta presidente, trionfo 5 Stelle, il non voto primo partito (52%)



PALERMO - Rosario Crocetta è il nuovo governatore della Sicilia. L'eurodeputato, appoggiato da Pd, Udc, lista Crocetta, è stato il candidato alla presidenza della Regione più votato col  delle preferenze. Secondo è arrivato Nello Musumeci (Pdl-Pid), con il 25,73% dei voti.

Crocetta commenta: "Ho iniziato la campagna elettorale con due difficoltà: nessuno voleva andare alle urne e il voto in un solo giorno. In questo quadro, la mia vittoria rappresenta una bella pagina della vita della Regione, al di là delle appartenenze politiche. Finalmente, termina, si rompe il patto scellerato tra mafia, politica, corruzione ed economia deviata che ha causato la sfiducia dei siciliani". 

Con un astensionismo senza precedenti (alle urne meno della metà degli elettori), le elezioni regionali in Sicilia si chiudono tuttavia con il successo oltre le aspettative del Movimento 5 Stelle e la debacle dei partiti tradizionali. La formazione di Beppe Grillo ottiene 285.202 voti, al 14,9%, il Pd di Crocetta 257.274 voti al 13,4%, il Pdl 247.351 al 12,9%, l'Udc con 207.827 preferenze al 10,8%, il partito dei siciliani Mpa a 182.737 al 9,5%, l'Idv a 67.738 al 3,5%, Fds-Sel-Verdi con 58.753 voti al 3,1%. E poi Fli nuovo polo per la Sicilia 83.891 preferenze al 4,4%, Gran Sud Micciché 115.444 voti al 6%.

A scrutinio ultimato, il Movimento Cinque Stelle diventa il primo partito a Palermo con il 20,09%: solo cinque mesi fa Leoluca Orlando (Idv) è diventato sindaco con un voto quasi plebiscitario. M5S ha ottenuto 43.176 preferenze, mentre Idv, che in consiglio comunale ha 30 consiglieri su 50, si èfermato in città al 6,6%, restando fuori dall'Assemblea regionale siciliana non avendo superato a livello regionale lo sbarramento del 5%. Al secondo posto c'è il Pd con 26.385 preferenze (12,28%), mentre la lista "Crocetta presidente" si ferma al 3,36%. Il Pdl è terzo con il 10%, seguito da Grande Sud (8,39%) e dall'Udc (7,39%). Il Pds-Mpa ha ottenuto il 6,97%, seguito dalla lista "Musumeci Presidente" con il 6,7% e dal Pid, 6,33%. Sel, Fds e Verdi raggiungono il 4,46%.

venerdì 15 giugno 2012

Sondaggio Swg: Grillo e il suo movimento secondo partito al 21%, sale il Pd (24%) calo Pdl (15%). In calo anche la fiducia in Monti (33%)

Beppe Grillo

ROMA - Cresce ancora il consenso degli italiani nei confronti del Movimento 5 Stelle, che si attesta al 21 per cento, registrando un aumento di quasi un punto percentuale (+0,8%) rispetto alla settimana scorsa. Ô quanto emerge da un sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Swg conferma inoltre il trend negativo di Monti, in termini di fiducia, che scende al 33%. In salita il Pd (24%), mentre è ancora in calo il Pdl (15%).
Ritorna sotto la soglia del 6% l'Udc (5,7%), che perde un punto percentuale rispetto a sette giorni fa. Sotto la soglia del 6 percento anche l'Idv, al 5,5 percento (-0,6%).

venerdì 20 aprile 2012

L'Udc azzera i vertici "per il bene del Paese"


ROMA - ''Si chiede un atto di generosita' per il bene del Paese''. Cosi' il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa avvia i lavori della costituente di centro in cui chiede subito l'azzeramento dei vertici del partito per ''creare una struttura snella''. Savino Pezzotta aprendo, da presidente, i lavori della Costituente di Centro -ha detto che "nulla sarà più come prima". Il segretario Lorenzo Cesa ha comunicato che l'otto o il nove maggio, comunque dopo le amministrative, l'Udc convocherà la Direzione nazionale con la quale si deciderà la data del congresso che porterà al definitivo scioglimento dell'Udc. "Per me il congresso va fatto il prima possibile, anche a giugno o luglio, altrimenti subito dopo l'estate quando normalmente riuniamo la nostra festa che tradizionalmente si svolge a Chianciano a settembre.

lunedì 7 novembre 2011

Gabriella Carlucci se ne è andata dal Pdl


Gabriella Carlucci

ROMA - "Aderisco all'Udc, partito che fa parte del Ppe, perche' spero che i moderati possano trovare nuove strade".
Cosi' la deputata Gabriella Carlucci in una nota in cui annuncia l'addio al Pdl e afferma: "ritengo che un Governo di larghe intese possa essere l'unica soluzione per salvare il Paese".
"Ho con passione contribuito alla crescita di Forza Italia dal 1994 nel campo delle attivita' culturali e dal 2001 in Puglia dove con spirito di servizio mi dedico, tra l'altro, alla cura dei problemi amministrativi del Comune di Margherita di Savoia dove sono Sindaco", spiega Gabriella Carlucci nella nota in cui annuncia l'addio al Pdl.

"Ho cambiato la mia vita, con grandi sacrifici familiari, perche' ho creduto nella politica, ma non in quella che da qualche tempo non riesce a preoccuparsi di quanto drammaticamente sta accadendo e ritengo che un Governo di larghe intese possa essere l'unica soluzione per salvare il Paese", aggiunge.

"Aderisco all'Udc, partito che fa parte del Ppe, perche' spero che i moderati possano trovare nuove strade", conclude. "Desidero ringraziare, tra le tante, una delle persone che mi e' stata sempre vicina in questi anni ed a cui va la mia totale stima, il Ministro Raffaele Fitto".

giovedì 3 novembre 2011

Due deputati del Pdl passano all'Udc. Berlusconi perde la maggioranza assoluta

 ROMA - I deputati del Pdl Alessio Bonciani e Ida D'Ippolito hanno ufficializzato la loro intenzione di lasciare il gruppo del Popolo della libertà, con una lettera inviata al gruppo. I parlamentari, come ha annunciato in Aula il vicepresidente Rocco Buttiglione, passano al gruppo UdcCon il passaggio di Ida D'Ippolito Viale e di Alessio Bonciani dal Pdl all'Udc, Silvio Berlusconi perde la maggioranza assoluta in Aula alla Camera. Torna per intenderci sotto quota 316, cioè a quota 314, quella faticosamente raggiunta il 14 dicembre, quando l'Assemblea di Montecitorio bocciò per soli tre voti la mozione di sfiducia.
I deputati di Popolo e territorio Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone lasciano il gruppo, per costituire una componente autonoma nel Misto, dal nome 'Noi per il partito del Sud-Lega Sud'. ''Confermiamo la fiducia al governo'', dice Iannaccone raggiunto al telefono.